La vera soluzione del problema dello smaltimento dei rifiuti, per il lungo termine, è: (i) ridurre per quanto possibile i rifiuti alla fonte; (ii) incentivare la raccolta differenziata. Ma anche dopo una significativa riduzione dei rifiuti, rimane il problema dello smaltimento. Spesso viene sbandierata come soluzione più efficace quella degli inceneritori. In realtà si tratta di una balla colossale. Esistono tecnologie più moderne ed efficaci, anche se ancora in fase sperimentale. Sto parlando del “Plasma arc waste disposal system“, ovvero del trattamento dei rifiuti con la torcia al plasma. Vediamo ora a grandi linee di cosa si tratta.
Come funziona il “Plasma arc waste disposal system”
Un convertitore al plasma consiste nell’applicare ai rifiuti una torcia al plasma. Il plasma è una gas ionizzato, in natura è quello che avviene con i fulmini. Una torcia al plasma può raggiungere temperature più alte di quelle del sole (oltre 6.000 gradi celsius). A queste temperature le molecole si rompono, secondo un processo chiamato dissociazione molecolare. Quello che rimane sono le componenti elementari delle molecole originarie. I materiali organici (basati cioè sul carbonio) si trasformano in gas di sintesi che, una volta ripuliti, possono essere utilizzati come carburante per produrre energia, così come avviene con qualsiasi altro gas naturale. I materiali inorganici, metalli compresi, si sciolgono generando una scoria compatta e vetrosa con aspetto simile al catrame. Si tratta di un materiale inerte e non tossico, che potrebbe essere riutilizzato come materiale da costruzione. Il peso della scoria sarà circa il 20% del peso iniziale dei rifiuti, mentre il volume sarà circa il 5%.
A differenza degli inceneritori, che utilizzano la combustione, in un convertitore al plasma i rifiuti vengono decomposti nella loro struttura molecolare.
Un convertitore al plasma può trattare quasi ogni tipo di rifiuti, inclusi quelli che presentano tradizionalmente difficoltà di smaltimento. I rifiuti medicinali o le sostanze chimiche contaminanti, ad esempio, produrranno niente altro che gas e scorie. La decontaminazione è ottenuta con la scomposizione delle molecole originarie negli elementi di base.
Gli unici rifiuti che non possono essere trattati con un convertitore al plasma sono i materiali pesanti radioattivi, i quali potrebbero anche esplodere.
Vantaggi e svantaggi
I vantaggi a questo punto dovrebbero essere evidenti. Per quanto riguarda gli svantaggi esistono opinioni controverse. Da un lato i sostenitori generalmente enfatizzano questa nuova tecnologia come un sistema relativamente pulito. Le scorie prodotte, opportunamente trattate, dovrebbero avere un grado di inquinamento molto basso. Dall’altro alcuni ambientalisti americani hanno lamentato che i gas di sintesi prodotti contengo sostanze inquinanti e le scorie possono contenere una percentuale di metalli pesanti. Altre fonti parlano di possibile produzione di diossina se nei rifiuti c’è la presenza di cloro, mi sembra tuttavia piuttosto improbabile. In realtà l’applicazione di questa tecnologia per lo smaltimento dei rifiuti è relativamente nuova. Gli studi fino ad ora effettuati sembrano ancora piuttosto parziali, la speranza è che gli attuali stabilimenti in funzione vengano monitorati a dovere per avere presto dati più precisi.
Un’altro problema sembra essere quello dei costi, i quali sarebbero ancora piuttosto elevati. Ma questo è dovuto soprattutto al fatto che si tratta di una tecnologia in fase di sperimentazione, se dovesse essere “commercializzata” i costi si abbasserrebbero notevolmente.
Nel blog di Oliviero Beha c’è questo interessante articolo: Emergenza rifiuti: una proposta allettante, firmato Achille della Ragione. Nel post viene fatto riferimento ad una azienda leader nello smaltimento dei rifiuti, l’americana GeoPlasma, la quale sarebbe disposta a realizzare in 18 mesi uno stabilimento in Italia che utilizza la conversione al plasma, con un investimento da parte loro di 200 milioni di dollari. Il problema è che nessuno sa niente, non c’è informazione al riguardo. La maggioranza continua a pensare che gli inceneritori, nati già vecchi, siano l’ultima risposta tecnologica per il trattamento dei rifiuti.
Alcuni links per approfondire l’argomento:
(Photo courtesy PyroGenesis © 2006 - Plasma torches)