Sunday, August 24th, 2008

Tormentato dai fantasmi

psych.jpgIl Premier delle libertà afferma che si ispirerà a Falcone, in relazione alla imminente riforma sulla giustizia (clicca il video).

Il Premier bitumato è sempre più ossessionato dai morti. Non da tutti, tre in particolare, i più “indigesti”: prima Indro Montanelli, poi Enzo Biagi, ora è il turno di Giovanni Falcone. Eppure il nostro è circondato da uno stuolo di sudditi. Giornalisti, intellettuali, imprenditori, politici, preti, operai, precari e disoccupati. Un popolo servile che non perde mai occasione di osannarlo, anche nei momenti più difficili. Ma non serve a niente, la Testa Bitumata è palesemente tormentata da quei tre fantasmi (e ben si capisce il perchè). Ecco allora il goffo revisionismo su persone che tanto non possono più parlare. I sudditi devoti lo asseconderanno. Il Bitumato finirà per autoconvincersi delle proprie balle.

Quì ci vorrebbe un buon psicologo, altro che Carfagna.

Friday, February 15th, 2008

Nuova moda nel Pdl: l’insulto ai morti

Filed under: Enzo Biagi, Politica, Silvio Berlusconi
Written by: mazapegul @ 6:12 pm

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Silvio Berlusconi: “Mi sono battuto perché Biagi non lasciasse la televisione, ma alla fine prevalse in lui il desiderio di poter essere liquidato con un compenso molto elevato”. (Repubblica.it)

Se un vivo viene insultato, la parte offesa può sempre replicare o al limite querelare. Chi insulta un morto con delle menzogne, dovrebbe invece essere legato in piazza per accogliere gli scaracchi in faccia dai passanti, a reti unificate. Altro che candidarsi premier!

Guarda il video (per stomaci forti).
Intervista di Articolo21 a Bice Biagi, figlia del celebre giornalista recentemente scomparso.

Post precedenti:

Friday, November 9th, 2007

Coscienze alla riscossa

Filed under: Enzo Biagi, Informazione, Lettere, Pier Ferdinando Casini, Politica
Written by: mazapegul @ 12:42 am

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Cito da RaiNews24 una dichiarazione di Pier Ferdinado Casini a proposito del suo silenzio sull’epurazione di Biagi:

“Sbagliai? Puo’ darsi. Ma in coscienza so che nei 5 anni in cui sono stato presidente della Camera ho servito l’Italia e non me ne sono servito”. Pier Ferdinando Casini ha replicato così ad Antonio Caprarica che, nel corso di ‘Radio anch’io’, su Radio Rai, gli chiedeva se sul famoso editto di Sofia contro Enzo Biagi non avesse sbagliato a non difendere il giornalista.
“La mia famiglia è legata a Biagi, conservo una lettera che mi scrisse quando morì mio padre. Con lui ho conservato un rapporto ottimo”, ha spiegato Casini ricordando che da presidente della Camera “ho sempre difeso le prerogative del Parlamento. Ho la coscienza a posto, credo di aver fatto il mio dovere”.

Gentile Sig. Casini, il legame e l’ottimo rapporto fra la sua famiglia ed Enzo Biagi è senz’altro appassionante. Lei però non ci dice perché in 5 anni non ha mai preso pubblicamente le difese di Biagi, mentre il capo del governo di cui lei faceva parte lo inseriva nella lista dei giornalisti tacciati come “criminosi”, e in seguito puntualmente epurati dalla Rai. Vede, non si tratta di un attacco ad un “caro amico di famiglia”, si tratta di un grave attentato alla Libertà. Questo pensava Biagi dell’episodio, questo è quello che è accaduto. O lei è fra quelli che credono che Biagi se ne andò dalla Rai di sua volontà per incassare la liquidazione? Lei che dichiarò di non voler “morire berlusconiano”, ci dica se secondo lei è normale che un capo di governo compili liste di proscrizione come ai tempi di Joseph McCarthy, liste dove un giorno potrebbe finirci pure lei se non “riga dritto”. Considerato che l’ex premier in questione è tutt’ora il leader riconosciuto da tutta la Cdl, credo che lei debba chiarirci la sua posizione.

(foto www.daylife.com)

Wednesday, November 7th, 2007

Attentato alla libertà

Filed under: Enzo Biagi, Informazione, Silvio Berlusconi
Written by: mazapegul @ 12:04 am

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Nel giorno dell’addio ad Enzo Biagi, non può non tornare insistentemente alla memoria quel deliberato attacco alla libertà tristemente noto come l’editto bulgaro. Da Sofia, il 18 aprile 2002, Berlusconi accusò Biagi, Santoro e Luttazzi di aver fatto un “uso criminoso” del servizio pubblico. In seguito a tale episodio i servi dei vertici Rai eseguirono l’ordine, cacciando gli interessati dagli schermi Rai.

Silvio Berlusconi: “Al di là delle vicende che ci hanno qualche volta diviso, rendo omaggio ad uno dei protagonisti del giornalismo italiano cui sono stato per lungo tempo legato da un rapporto di cordialità che nasceva dalla stima”. (Repubblica.it)

Mancava la dichiarazione di cui sopra, se ne sentiva il bisogno. Con quel tono così “cordiale” che oltre al danno aggiunge la beffa. Questo signore, che all’epoca era presidente del consiglio, sembra essere esente dal senso del pudore. Si rischia pure di ritrovarselo di nuovo a Palazzo Chigi.

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