July 11, 2008

I successi del “No Cav Day”

garbage_mountain.jpgOgni volta che penso che l’informazione di massa abbia toccato l’apice - della vergogna - mi devo ricredere. Passa qualche giorno ed ecco che il record è già stato bruciato. La vergogna, si sa, è senza limiti. La reazione dei mass-media al “No Cav Day” è tuttavia un pezzo da manuale. Tutti si sono indignati, destra e sinistra, religiosi e laici. Nessuno che si sia degnato di ricordare che in Piazza Navona c’erano 100 mila persone che manifestavano civilmente contro le vergogne del governo Berlusconi.

Ma persino un Furio Colombo che prende pubblicamente le distanze da alcuni interventi, accusando Grillo in particolare, è ancora più incomprensibile. Colombo è uno degli organizzatori della manifestazione, come può sperare di chiamare certa gente sul palco e che ti faccia il comizietto politicamente corretto. Posso anche capire che il qualunquismo grilliano stia sul cazzo, e tutto sommato era anche fuori luogo, ma allora si doveva evitare di invitarlo - che poi quello di Grillo a me è sembrato un intervento relativamente “misurato” rispetto al suo standard.

Discorso diverso per Sabina Guzzanti. Sono d’accordo con Dario Fo, come dovrebbe reagire la vera satira contro un potere così violento, offensivo e spregiudicato? Che sia insultante ed irriverente mi sembra davvero il minimo.

Tali interventi (Grillo e Guzzanti in particolare) vengono criticati perché averebbero fornito pretesti per calunniare l’intera manifestazione. La verità invece è che il Governo, la non-opposizione veltroniana e la stampa, erano pronti a sparare a zero comunque. Porsi perciò il problema a priori, rinunciando alla libertà di espressione, significava fare doppiamente il loro gioco.

In conclusione riporto la memorabile sparata dell’Unto del Signore: “Di spazzatura mi occupo solo a Napoli”. Beh, non esattamente, di spazzatura ti occupi ogni qualvolta ti alzi dal letto per affrontare la dura giornata.

(photo by Changhua Coast Conservation Action)

July 7, 2008

8 luglio in piazza contro le leggi canaglia

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Aderisco alla manifestazione di domani a Roma in Piazza Navona. Perché:

  • Il Caimano capobanda del governo se ne strafotte dei problemi del paese. Ha ampiamente dimostrato quali i suoi interessi principali: i suoi guai giudiziari, quelli dei suoi amici, e le sue aziende.
  • Non ha nessun ritegno nel seminare odio e stupidità, demolire le istituzioni e minare la Costituzione, se ciò gli serve per raggiungere i suoi scopi.
  • È fiero di trascinarsi il più vergognoso conflitto d’interessi che si sia mai visto nella storia democratica mondiale.
  • Controlla una macchina diffamatoria-propagandistica che farebbe vincere le elezioni anche ad Al Capone (infatti…).
  • Si è circondato esclusivamente di servi fedelissimi e/o ricattabili.
  • Non è né liberale né moderato. È un post-comufascista con tendenze rivolu-reazionarie.
  • È diventato il primo problema del paese, perché sta tenendo il paese in ostaggio da 15 anni.

June 29, 2008

Statisti “magnaccia”

drivein.jpgLe intercettazioni che loro vogliono limitare ci fanno vedere un capo del governo che fa un lavoro più da magnaccia, impegnato a piazzare le veline che parlavano troppo“. Antonio Di Pietro (fonte Repubblica.it).

Di Pietro e Italia dei Valori sono praticamente rimasti l’unica forza politica che si ostina a dire la verità sul conto dello Statista Magnaccia d’Arcore. Per il Dittatorello Impunità e servitù dovrebbero esistere solo i calci nel culo, destra o sinistra a prescindere - che oltretutto sono concetti privi di senso. Ma la cosa che m’indigna maggiormente è l’ “opposizione”, la dirigenza del Partito Democratico, che sotto sotto spera ancora di ricucire il dialogo con lo statista che piazzava veline per far cadere il Governo Prodi.

Segnalazioni:

Opposizione, di Furio Colombo.
Roma, 8 luglio, manifestazione in piazza Navona. Passaparola!
Arrestateci tutti. Disobbedire per informare.

December 14, 2007

L’Unità al capolinea?

20020420.jpg

Oggi il quotidiano l’Unità non è uscito in edicola. L’assemblea dei giornalisti ha deciso di scioperare in relazione all’assetto proprietario del giornale. Dalla prima pagina di ieri:

“Le giornaliste e i giornalisti del quotidiano tornano a chiedere con forza che si esperisca ogni tentativo per giungere a un’articolazione azionaria diversa da quella in via di definizione. La prospettiva che la Tosinvest del gruppo Angelucci, che edita Libero, assuma il controllo quasi assoluto della nostra testata non puo’ non creare inquietudine e preoccupazione. Servono garanzie precise a difesa dell’autonomia e dell’indipendenza del nostro giornale.”

Inquietudine e preoccupazione sono il minimo. Cerco ora di focalizare, in sintesi, ciò che il giornale ha rappresentato per i suoi lettori, negli ultimi anni. L’Unità della gloriosa rinascita del 2001, sotto la direzione di Furio Colombo prima e Antonio Padellaro dopo, non ha mai abbassato la guardia contro gli abusi, le prevaricazioni, lo scempio istituzionale durante il quinquennio Berlusconi. L’Unità era il giornale che chiamava il regime col suo vero nome. Non risparmiava pesanti critiche neppure al certro-sinistra, non appena un odore di inciucio si delineava all’orizzonte. Qualità più uniche che rare nel panorama editoriale a tiratura nazionale. Il quotidiano divenne il bersaglio di continui e violenti attacchi sia da parte del governo dei berluscones (e questo si capisce), sia da parte di una buona fetta del centro-sinistra, quella che conta, che chiese ed ottenne la testa di Colombo. Nel Casermone delle Libertà la stampa libera e autonoma è un’anomalia. Così verrebbe messa a tacere l’Unità, per diventare lo sterile organo di propaganda del Partito Democratico.

Il berlusconismo, l’anomalia italiana, il colossale conflitto di interessi, sono ancora intatti, pronti a tornare alla guida del paese a furor di popolo per completare il percorso di deturpazione già avviato. Nessuno nell’attuale governo di centro-sinistra sembra infatti realmente intenzionato a porre un freno allo strazio. La locomotiva va ormai avanti per inerzia verso il baratro, e nessuno è in grado fermarla.

L’autonomia dell’Unità non si tocca, sottoscrivi l’appello.

(Foto: prima pagina de l’Unità del 20 aprile 2002)

November 25, 2007

Il cancro va estirpato

Filed under: Paolo Gentiloni, Informazione, Silvio Berlusconi, Furio Colombo, Politica — mazapegul @ 10:56 pm

gentiloni.jpg Il Ministro delle Comunicazioni Paolo Gentiloni si dichiara giustamente scandalizzato per il quadro che è emerso dalle intercettazioni pubblicate su Repubblica, che sono la riprova di come la Rai diventò una specie di succursale Mediaset durante il precedente governo Berlusconi. “La riforma tv andrà avanti,” scrive il Ministro nel suo blog, “spero in un confronto costruttivo con l’opposizione sul capitolo Rai”. Ma l’opposizione in questo caso ha un nome ben preciso, anche se il Ministro omette di menzionarlo nel post in questione, si chiama Silvio Berlusconi ovvero Mediaset, la concorrenza. Come possa essere possibile un “confronto costruttivo” con il diretto concorrente è un particolare che mi sfugge. C’è chi osserva (e non parlo solo dei berluscones) che la Rai essendo un servizio pubblico non dovrebbe fare concorrenza ad una tv commerciale. Non è geniale? Vorrebbero che Mediaset viaggi libera e bella. Ma che brutte invenzioni la concorrenza, il libero mercato e l’antitrust, concetti superati!

Questi uomini del centro-sinistra sono incredibili, cosa dovrebbe succedere ancora perché prendano finalmente coscienza della devastante anomalia italiana? Continuano invece a cercare questo “dialogo”, peraltro con uno che su certe questioni gli ha sempre sbattuto la porta in faccia. È come se per curare un cancro devi prima avere un “confronto costruttivo” col cancro stesso.

Consiglio l’interessante editoriale di Furio Colombo, pubblicato su L’Unità il 25 novembre 2007.

September 30, 2007

Antipolitica: una via d’uscita

Filed under: Furio Colombo, Politica — mazapegul @ 8:49 pm

Furio Colombo: “Non si tratta di chiedere ai politici di scomparire. Si tratta di lasciar cadere ciò che ormai appare - molto più del barbiere di Montecitorio - il più arrogante dei privilegi, quello di occupare quasi tutti gli spazi dell’ informazione. Occorrerà rinegoziare la presenza dei politici nei media in modo molto più austero e deliberatamente autolimitato, restituendo il resto dello spazio all’opinione pubblica e agli interpreti professionali dell’opinione pubblica.” (L’Unità, 30/09/07)

Ha ragione Colombo nel suo editoriale di oggi (che consiglio di leggere per intero), il modo più efficace per arginare il pericoloso dilagare dell’antipolitica (che poi sarebbe più corretto chiamarla anti-antipolitica, almeno nella maggior parte casi) sarebbe quello dell’autocensura televisiva dei politici. È appunto l’eccessiva occupazione dei politici degli spazi dell’informazione ad essere percepita come una arroganza inaccettabile. Nella esasperata situazione attuale, qualsiasi cosa il politico dica sul media televisivo, è come benzina sul fuoco. Non dico di chiedere questa cosa all’opposizione, ve la immaginate una richiesta del genere al mister Mediset in persona? Lo chiedo soprattutto ai politici di maggioranza. Gli effetti benefici arriveranndo in cascata. Tutti i fantastici programmi di “approfondimento politico” quali Porta a Porta, Ballarò, Matrix et simila, si ritroveranno con i soliloqui dei Berluscones (per loro lo schermo è tutto, se glielo togli muoiono istantaneamente). Il pubblico allora si annoierà a morte e li diserterà dopo un paio di puntate. Vespa si vedrà costretto a ripiegare sui casi simil Cogne, due orette alla settimana gli saranno più che sufficienti. Il pubblico dovrà rinunciare a certi picchi di comicità, peraltro non voluta, ma si ritroverà ad avere più spazi di approfondimento vero. Questo potrebbe effettivamente essere l’unico segnale positivo possibile nell’immediato termine.

September 18, 2007

Conflitto d’interessi e ineleggibilità

Filed under: Silvio Berlusconi, Furio Colombo, Conflitto di interessi, Video, Politica — mazapegul @ 9:44 pm

A proposito della proposta di legge sul conflitto di interessi depositata da Dario Franceschini, questo è un commento del ministro per le Riforme Vannino Chiti: “La legge sul conflitto d’interessi a cui stiamo lavorando entra in vigore su chi esercita funzioni di governo, quindi non riguarderà ora Berlusconi e non so se lo riguarderà neppure nel 2011″. In altre parole il conflitto d’interessi scatterebbbe solo nel momento in cui il canditato è stato eletto, perciò quando il conflitto si è già innescato. Sarebbe come se un tizio vincesse un fucile carico e poi si cercasse subito di portargli via le cartuccie, ma col rischio di essere piombati non apppena ci si avvicina. L’inadeguatezza di tale proposta di legge è evidente, come giustamente osserva Furio Colombo:

“Nessuna autorità può essere messa in condizioni di decidere su un conflitto di interessi in assenza di una legge che stabilisca le modalità per risolverlo. Non è ragionevole chiamare qualcuno - per quanto autorevole - a decidere su un conflitto già in atto fra attività di governo e interessi privati. Infatti quando tale conflitto è insorto, si sono già stabilite le condizioni di pericolo per la legalità che possono rendere inagibile l’azione di una eventualità Autorità incaricata di risolvere il problema.”

Per queste ragioni è necessario introdurre l’ineleggibilità per chi è in evidente conflitto con eventuali cariche pubbliche. Ad esempio i proprietari di giornali e tv.
Esiste tutttavia nell’esecutivo una paura folle che la legge sul conflitto d’interessi colpisca troppo Berlusconi, ovvero il massimo portatore di conflitto. Ma come è possibile che questo non accada? Ve lo immaginate un vaccino studiato per non disturbare troppo il batterio più pericoloso?

Mi auguro che alla Camera venga preso in considerazione il disegno di legge presentato dal senatore Furio Colombo, più coerente ed adeguato alla situazione italiana. Ne parla lo stesso Colombo in questa video-intervista a cura di Piero Ricca.

September 11, 2007

Lettera a Romano Prodi

Filed under: Lettere, Furio Colombo, Romano Prodi, Conflitto di interessi, Politica — mazapegul @ 6:06 pm

Lettera inviata a Romano Prodi a proposito del conflitto di interessi:

Gentile Presidente del Consiglio, Prof. Romano Prodi, le scrivo per ricordarle il preciso impegno elettorale che l’attuale maggioranza di governo si era presa in fatto di conflitto di interessi. Un cancro che soffoca il libero mercato, la libertà di informazione e la vita democratica del paese nel suo complesso. Dopo oltre un anno di governo, quello che allora sembrava essere considerato dalla sua coalizione come uno dei problemi prioritari del paese, non è ancora stato affrontato. Inutile ripetere il fatto che in nessuna democrazia occidentale vige una tale lacuna di regole democratiche, lei lo sa già, lo sanno tutti quelli che lo vogliono sapere. Sig. Presidente, consideri che una cospiqua fetta di elettorato di centro-sinistra, o semplicemente di elettori che considerano inaccettabile la colizione di centro-destra così come si presenta allo stato attuale, non è disposta ad accettare un ennesimo “nulla di fatto” in tale materia. È prevedile che buona parte di questo elettorato, alimentato da una forte coscienza civile, sentendosi giustamente tradito, potrebbe rifiutarsi di esprimere ancora il proprio voto (la “quota degli indecisi”, come la chiamano oggi su Repubblica.it). Il paese verrebbe allora consegnato di nuovo nelle mani del sig. conflitto di interessi per eccellenza (ed affini), nella stessa situazione di giungla fuori controllo, per un’altra ondata di scempi di ogni genere. Le resposabilità allora non sarebbero da attribuirsi all’”antipolitica”, al “qualunquismo”, o ad altre insultanti sciocchezze da scaricare felicemente sull’elettorato. Le responsabilità ricadrebbero invece su questo governo che si è rifiutato di farla, la Politica. Ci pensi bene Presidente.

Distinti saluti.

Proposta di legge sul conflitto di interessi presentata in Senato da Furio Colombo.

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