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Wednesday, December 5th, 2012

Ezio Mauro e gli editoriali della minchia

Filed under: Ezio Mauro, Giorgio Napolitano, Mafia, Nicola Mancino
Written by: mazapegul @ 1:36 pm

“Ora che la vicenda Mancino-Napolitano è arrivata ad una conclusione, la procura cerchi solo la verità”, invoca Mauro nell’editoriale di oggi. Peccato che non appena le indagini investono i piani alti del potere ecco che ti mandano gli ispettori, ti sollevano conflitti, ti avocano le indagini, ti organizzano macchine del fango. Il 19 luglio 1992 fecero prima, mandarono pacchi di tritolo.

Saturday, August 11th, 2012

Metodo vecchio fa buon brodo

Filed under: Giorgio Napolitano, Mafia
Written by: mazapegul @ 10:58 am

“Colpirne uno per educarne cento”. Il metodo di Mao Tse-tung, poi ripreso dalle Brigate Rosse, oggi è la prerogativa del Quirinale. Le aggressioni contro la magistratura di Palermo, il risultato sperato, l’hanno già ottenuto.

Firma l’appello

Tuesday, July 10th, 2012

Scalfari con un balzo fa mangiare la polvere ai Sallusti-Belpietro-Ferrara

Persino Grasso smaschera le puttanate che Scalfari scrive su Repubblica. Ma non si creda che questo “padre del giornalismo” abbia preso un granchio. È più forte di lui, invece di fare il servizio ai lettori lo fa a Napolitano, anche a costo di sparare cazzate invereconde.

Friday, July 6th, 2012

La seconda cloaca dello Stato

L’uomo del Colle è così preso dal pericolo intercettazioni, nota priorità assoluta del paese, da non essersi ancora accorto che la seconda cloaca dello stato, tal schifa-culi, più che super partes, è super lingues. Ride il nano di Arcore: la Tv, pubblica e privata, era e rimane, cosa sua. Dal Colle nemmeno un monitino, né vivo né vibrante. Qualcuno gli ricordi che lo aspetta una pensione d’oro, chissà che non gli venga voglia di andarci subito.

Sunday, June 17th, 2012

Repubblica rapace, fondata sulla mafia

Filed under: Giorgio Napolitano, Mafia, Nicola Mancino
Written by: mazapegul @ 10:32 am

(Foto Ansa)

Un dato di fatto è che la grande informazione si guarda bene dal trattare adeguatamente la questione trattativa mafia-stato, che è culminata nel ventennio berlusconiano. Forse frega poco anche alla gente, “storie vecchie” si sente dire.
È un po’ come verificare di avere dei criminali in casa da vent’anni, e che ti hanno depredato di tutto. Ma non li cacci via, te li tieni in casa perché oramai sono lì da tanti anni.
Non vedo possibilità di ricrescita per l’Italia, finché i problemi non vengono affrontati alla radice.

Post precedenti:

Saturday, April 16th, 2011

“Via le Br dalle Procure”

Quando un mafionano paragona i pm alla Brigate Rosse state certi che si riferisce a quelli migliori.

Ilda Boccassini ad esempio. Magistrato coraggioso in prima linea nella lotta contra la mafia, ha diretto a partire dal 2004 le indagini della DIGOS che il 12 febbraio 2007 hanno portato all’arresto 15 sospetti appartenenti all’ala movimentista delle Nuove Brigate Rosse, denominata anche Seconda Posizione. Secondo l’accusa, la presunta organizzazione terroristica, operante nel Nord Italia, stava preparando attentati contro persone e aziende. Fra gli altri, indovinate chi c’era nel mirino delle Brigate Rosse e dunque dovrebbe solo ringraziare? Silvio Berlusconi. Vi pareva? (fonti: Wikipedia, Altro Confronto).

Caro Napolitano non le sembra ormai ora di staccare la spina a questa masnada di governo con a capo il più grande clown degli ultimi 150 anni? Anche perché di questo passo andrà a finire che i cittadini li andranno a prendere a casa di persona, e non sarà un bello spettacolo (Ceaușescu docet).

Saturday, July 3rd, 2010

Ghedini ha ragione

Replica di Ghedini alle affermazioni del presidente della Repubblica sul ddl intercettazioni:

“I commenti del Quirinale sono assai pregevoli, ma c’è un parlamento: spetta a quest’ultimo decidere”, perché “la valutazione del capo dello Stato non è su problemi di natura tecnica. Altrimenti dovrebbe farsi eleggere. La valutazione è sulla costituzionalità. Le ‘criticità tecniche’ esulano dalla sua competenza”. (fonte Repubblica.it)

Dichiarazioni che hanno scatenato la dura reazione dell’opposizione. Il Pd non le manda mica a dire, quando ci vuole ci vuole! Peccato che dopo aver flirtato in lungo e in largo col grande statista di Arcore, nonostante gli indicibili scempi seminati lungo il suo percorso, il Pd s’incazzi proprio la volta che Ghedini dice una cosa giusta: il Presidente della Repubblica non dovrebbe dare consigli tecnici sulle leggi, dovrebbe “limitarsi” a rispedire al mittente le leggi incostituzionali. Napolitano non lo fa, dice che se dopo quelli la legge te la ripresentano uguale sarebbe obbligato a firmarla così com’è. Embè? Intanto creerebbe uno scontro istituzionale, che contro un governo messo li direttamente dalla mafia sarebbe il minimo.

Friday, June 11th, 2010

Calamandrei, uno che parlava “a vanvera”

Dal discorso di Piero Calamandrei all’università di Milano 1955:

“[...] Però la libertà è come l’aria: ci si accorge di quanto vale quando comincia a mancare, quando si sente quel senso d’asfissia che gli uomini della mia generazione hanno sentito per vent’anni e che io auguro a voi giovani di non sentire mai. E vi auguro di non trovarvi mai a sentire questo senso d’angoscia, in quanto vi auguro di riuscire a creare voi le condizioni perché questo senso d’angoscia non lo dobbiate provare mai, ricordandovi ogni giorno che sulla libertà bisogna vigilare, vigilare dando il proprio contributo alla vita politica.” (Discorso integrale)

Chissà se Napolitano, fra una carica d’inchiostro e l’altra, si ricorderà che ogni tanto una vigilatina alla Costituzione non farebbe poi così male.

Friday, April 9th, 2010

“Marameo ai giudici” (Libero docet). E a quegli sfigati di cittadini onesti

“[...] Si può discutere di cosa è più importante che i bambini imparino a scuola. Prima italiano e poi matematica? E quante ore dedicare alla storia e quante alla geografia? E l’educazione fisica? E l’ora di religione? Non è facile dividere in maniera razionale ore d’insegnamento e risorse economiche. È prevedibile che le opinioni in proposito saranno diverse. Ma se il maestro di questi bambini è uno che li molesta abbiamo un problema prioritario; dobbiamo subito allontanarlo dalla scuola; poi potremo occuparci dell’ora di religione”. (Bruno Tini, da Il Fatto Quotidiano del 9 aprile 2010).

Napolitano ed i vertici del Partito Democratico, come è noto, la pensano diversamente, la “strategia” rimane quella del dialogo. Poi si chiedono perché continuano a perdere le elezioni contro una mummia bitumata. Sinceramente mi rifiuto di pensare che siano così cretini. Infatti secondo me sono veri e propri complici del “molestatore” in questione.

Saturday, March 6th, 2010

Pronto un nuovo decreto!

Filed under: Giorgio Napolitano, Il vergognoso, Politica, Regionali 2010
Written by: mazapegul @ 9:22 pm

Il presidente Napolitano, fresco di firma, freme. È infatti pronto un nuovo decreto, aspetta solo la firmetta del “nostro” presidente, che per l’occasione è stato insignito come tesserato onorario Pdl. Al momento pare che il decreto sia sigillato, con la dicitura “da aprire rigorosamente dopo le elezioni regionali”. Sono tuttavia già trapelate alcune indicrezioni sul suo contenuto, si tratterà di un triplo “Decreto Interpretativo”:

  • In primo luogo riguarda l’intgerpretazione delle schede bianche, le quali verranno interpretate come voti per l’Unto del Signore, come è logico che sia (come se non fosse già stato fatto, di nascosto).
  • In secondo luogo riguarda l’interpretazione degli astensionisti, che è come se dicessero “Cavaliere vada avanti lei che a me vien da ridere”. Non-voti ovvi, da interpretare come voti per il Pdl.
  • Infine, in caso i due articoli precedenti non dovessero bastare a garantire un consenso plebiscitario, ci sarà un terzo codicillo che permetterà al mafio-puttaniere di soffiare voti direttamente dal Pd. Cito testuale: “Il vincitore della competizione elettorale avrà diritto a sottrarre il 5% dei voti a tutti quei partiti che, in passato e in varie occasioni, non hanno mancato di sostenere il vincitore stesso. Tali voti verranno interpretati come in favore del partito vincente [...]“.

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