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Tuesday, June 15th, 2010

Spatuzza sempre più credibile

La Commissione centrale del Viminale, presieduta da Alfredo Mantovano (Pdl), rifiuta il programma di protezione per il pentito di mafia Gaspare Spatuzza, il collaboratore di giustizia che ha fatto i nomi di Dell’Utri e Berlusconi, nell’ambito delle inchieste sulle stragi di via D’Amelio e del ’93. Spatuzza, che in realtà ha confermato fatti in buona parte già noti, è stato giudicato attendibile da tre procure. Lungi da me il sospetto che questa sia una ritorsione di un politico contro un pentito, che ha fatto il nome del suo capo, a cui deve la brillante carriera politica. Ci mancherebbe. Mantovano applica la legge e guai a chi fiata! Non so a questo punto che fine farà lo Spatuzza, di certo in questo giro ha acquistato qualche punto ulteriore in credibilità.

(foto: bomba ai Georgofili, Firenze 1993, da Repubblica.it)

Thursday, June 10th, 2010

Il Berlusca, se non ci fosse lo inventerebbe il PD

La Finocchiaro è incazzata nera per il voto di fiducia alla legge bavaglio. In realtà è felice come una pasqua, come tanti altri simpatici PDini. Un ddl intercettazioni, lievemente differente da questo, era già stato approvato alla Camera dal precedente governo Prodi, il PD lo votò compatto assieme all’opposizione. Ora, grazie al governo del Berlusca, il PD non ci dovrà neanche rimettere la faccia. Meglio di così…

Monday, May 31st, 2010

Il governo non è contro le intercettazioni, vuole solo l’esclusiva

Dal New York Times del 30 maggio 2010, “An Untapped Phone Call in Italy? It’s Possible“:

Last year, the Italian authorities monitored more than 112,000 phones and 13,000 locations, according to the Justice Ministry, figures widely seen as among the highest in Europe. [...] While Italy’s quick and easy culture of wiretapping would never fly in the United States, where in most cases prosecutors must show “probable cause” to believe a crime has been committed before tapping a phone, the current Italian system seems to have some well-placed American fans.

Non sembra che il New York Times abbia centrato la questione. Primo: dietro ai 112.000 telefoni menzionati non ci stanno altrettante persone, solitamente i criminali utilizzano dozzine di telefonini a testa, più raramente lo stesso telefonino in dodici. Secondo: la “probable cause” è necessaria anche in Italia con la legge attuale. Terzo: è vero che le intercettazioni in Italia sono un problema, ma continuano a parlare di quelle legali mentre il problema sono quelle illegali. Quelle di cui il governo non parla mai (vedi Scandalo Telecom-Sismi su cui è stato apposto il segreto di stato) ma con cui trafficano, a scopo ricattatorio, gli stessi aguzzini che vogliono questo aborto di ddl intercettazioni.

Segnalazioni:

Thursday, May 27th, 2010

Sul ddl intercettazioni un treno di balle

Filed under: Giustizia, Informazione, Intercettazioni, Legge bavaglio, Politica
Written by: mazapegul @ 10:00 pm

L’accozzaglia di chiacchiere in corso sul ddl intercettazioni è incredibile. Eppure la questione è così elementare che la capirebbe anche un fanciullo. Una buona fetta della classe politica è talmente corrotta da ritenere di avere il sacrosanto diritto di spadroneggiare, saccheggiare e depredare a piacimento la cosa pubblica. Essendo questo considerato come un loro diritto acquisito, poi non ci stanno ad essere messi alla gogna sui giornali, men che meno ad essere oggetto delle attenzioni dei magistrati.

Non c’è altro, il senso del ddl intercettazioni è tutto qua. Le balle sul diritto alla privacy, l’abuso di intercettazioni, e le altre menate su cui si sprecano in questi giorni le discussioni, sono solo fumo negli occhi.

Saturday, May 15th, 2010

Il corruttomane

Filed under: Diego Anemone, Giustizia, Il vergognoso, Mario Monicelli
Written by: mazapegul @ 7:25 pm

L’Unto del Signore a proposito della “lista Anemone”:

“Se ci saranno uno, due, tre casi di comportamenti illegittimi saranno i magistrati ad accertarlo. E in questa ipotesi ci sarà severità di giudizio e di decisione nei confronti di chi fa politica ed ha responsabilità pubbliche. Nessuna indulgenza e impunità per chi ha sbagliato. Ma, per favore, basta con queste assurde isterie, con queste liste di proscrizione che gettano aprioristicamente ed indiscriminatamente fango su persone innocenti”. (Repubblica.it)

Il ducetto bitumato ora parla chiaro: fuori corrotti e furfanti! È esilarante, ma c’è davvero qualcuno che lo prende sul serio? Sarebbe come se Joseph Pujol organizzasse una festa e poi minacciasse così gli ospiti: “Ragazzi, il primo che scoreggia lo caccio fuori a pedate!”.

Comunque tranquilli, non è una nuova tangentopoli, è un po’ peggio. L’Unto ha appena iniziato a disfarsi degli scajoli imbarazzanti. Ora ci mancherebbe solo che gli espulsi, colti dal rancore, inizino a parlare. Si sa come funziona in questi casi, poi uno tira l’altro. E come se non bastasse, mentre le cricche si sono arricchite a spese dei bravi contribuenti, il Governo dei “tagli alle tasse” si sta accingendo a varare una spremuta di proporzioni bibliche.

Povero Cavaliere, è agli sgoccioli. Come dice Monicelli “gli italiani vogliono che qualcuno pensi per loro [...] se poi va male lo impiccano a testa sotto”. Fossi il Cav me la sarei già data a gambe, e da un pezzo.

Monday, April 26th, 2010

Magistratura politicizzata e gnocca gratis

Filed under: Gianfranco Fini, Giustizia, Il Fatto Quotidiano, Politica
Written by: mazapegul @ 7:49 am

La magistratura è “un baluardo della legalità”. Per Gianfranco Fini “la destra nel Pdl deve fare sentire la sua voce su alcune questioni importanti come la legalità e il rapporto Nord e Sud”. Quanto alla legalità, pur convenendo che vi sia nella magistratura una parte politicizzata, Fini ritiene che “i magistrati costituiscono un baluardo della legalità” [...] “I magistrati non sono un cancro”. Fini spiega che questo non toglie che “in alcuni settori siano politicizzati”. (fonte Rainews24.it)

Non bastavano i berluscones col mantra della “magistratura politicizzata”, anche il dissidente Fini ce lo deve ripetere. Chissà se si riferisce alla pluridecennale “persecuzione giudiziaria” che affligge l’Unto del Signore, oppure a certi soggetti delle procure di Roma e Catanzaro. Ma un magistrato può avere un pensiero politico? Fini allude a magistrati che antepongono l’interesse politico alla giustizia, oppure intende dire che un magistrato con idee politiche è per forza prevenuto? Forse se l’indagato è un politico dovrebbe occuparsene un magistrato dello stesso partito? E per i preti solo magistrati del Vaticano?

Se Fini crede di ravvisare nella magistratura comportamenti anomali, dovrebbe essere così gentile da dirci almeno a chi e a cosa si riferisce, onde evitare di lasciarci questi dubbi atroci. Altrimenti è meglio che lasci questi sermoni stantii alla testina bitumata.

Friday, April 9th, 2010

“Marameo ai giudici” (Libero docet). E a quegli sfigati di cittadini onesti

“[...] Si può discutere di cosa è più importante che i bambini imparino a scuola. Prima italiano e poi matematica? E quante ore dedicare alla storia e quante alla geografia? E l’educazione fisica? E l’ora di religione? Non è facile dividere in maniera razionale ore d’insegnamento e risorse economiche. È prevedibile che le opinioni in proposito saranno diverse. Ma se il maestro di questi bambini è uno che li molesta abbiamo un problema prioritario; dobbiamo subito allontanarlo dalla scuola; poi potremo occuparci dell’ora di religione”. (Bruno Tini, da Il Fatto Quotidiano del 9 aprile 2010).

Napolitano ed i vertici del Partito Democratico, come è noto, la pensano diversamente, la “strategia” rimane quella del dialogo. Poi si chiedono perché continuano a perdere le elezioni contro una mummia bitumata. Sinceramente mi rifiuto di pensare che siano così cretini. Infatti secondo me sono veri e propri complici del “molestatore” in questione.

Tuesday, March 16th, 2010

Missione del Partito Democratico: non far perdere le elezioni al ducetto di Arcore

Il tapparotto bitumato (YAWN!): “Da quando sono sceso in campo alla vigilia di ogni sfida elettorale l’alleanza tra la sinistra e parte della magistratura interviene nella campagna elettorale per influenzare il voto dei cittadini

Bersani risponde (YAAAAAAAWN!): “Berlusconi deve capire che noi non ci occupiamo delle questioni giudiziarie. Stiamo cercando di fare politica e di occuparci dei problemi degli italiani. Quindi smetta di alzare polveroni

Bersani è già sulle difensive. Invece di attaccare senza tregua l’omuncolo, pensa a difendersi dai suoi attacchi squinternati.

Saturday, March 13th, 2010

Il silenzio dei nostri “amici”

Stragi di stato. Trattativa mafia-stato. Scandalo protezione civile. Assalto alla Rai… Non si riesce a provare stupore di fronte a questi fatti, tutti peraltro già noti molto tempo prima dell’esplosione dei relativi scandali. Però m’incazzo. Ma non col Berlusca e relativa banda (li avete visti bene? In fondo la natura con loro non è stata generosa). M’incazzo col Partito Democratico. Penso agli accordi, alla bicamerale, alle legittimazioni, agli inciuci. Penso a tutte le volte che è stato chiesto di abbassare i toni e di evitare la demonizzazione. Penso alle prevaricazioni, agli abusi di potere, ed agli assalti alla costituzione avallati dal centrosinistra. Penso ai Dalemi, ai Violanti, ai Fassini, ai Napolitani. Penso a Veltroni che aveva smesso di parlare di conflitto d’interessi e aveva pure smesso di nominare il principale portatore dell’anomalia. E m’incazzo.

Più emergono le evidenze dell’oscenità del potere, più odio il Pd.

«Alla fine non ricorderemo le parole dei nostri nemici, ma il silenzio dei nostri amici» (Martin Luther King Jr.)

Thursday, March 11th, 2010

Capolinea

Filed under: Giustizia, Il vergognoso, Politica, Regionali 2010
Written by: mazapegul @ 7:58 am

“Milioni e Polesi chiedevano l’intervento del magistrato ma con loro grande sorpresa, il dottor Diamanti, con l’aiuto di Anna Argento, decideva incredibilmente che erano esclusi, asserendo che si trovavano oltre una linea di un centimetro in questo grande salone. [...] E’ stata violata la legge che riguarda la registrazione delle liste, perché i nostri delegati erano negli uffici entro l’orario stabilito, e poi sono state infrante anche le regole del buonsenso e verso di noi c’è stato un atteggiamento discriminatorio, come anche in Lombardia, con un atteggiamento fiscale verso di noi, mentre verso errori della sinistra si è chiuso un occhio” (L’Unto, fonte Repubblica.it)

Bravo, e allora perché non li ha querelati invece di coprirsi di ridicolo con improbabili decreti di “interpretazione autentica”? È da più di 15 anni che il tapparotto bitumato non perde occasione di sparare le accuse più infamanti contro la magistratura che fa il suo dovere, ma non ne ha ancora querelato uno. Chissà perché… Fa solo una gran caciara, è evidente che l’omuncolo è in preda alla disperazione.

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