Ti stai sbagliando chi hai visto non è,
non è Tangentopoli.
Lei è sempre a casa che aspetta te
non è Tangentopoli.
Se c’era Bertolaso poi,
no, non può essere lei.
Provenzano non ha mai chiesto di più,
chi sta sbagliando son certo sei tu.
Riina non ha mai chiesto di più
perché
io vivo grazie a loro.
Come quell’altra è esplosa, però
non è Tangentopoli.
Ci son le intercettazioni, lo so,
ma non è Tangentopoli.
Se era invereconda poi,
no, non può essere lei.
Provenzano non ha mai chiesto di più,
chi sta sbagliando son certo sei tu.
Dell’Utri non ha mai chiesto di più
perché
io vivo grazie a loro.
Wednesday, February 24th, 2010
Sunday, February 21st, 2010
Non è Tangentopoli
Friday, February 19th, 2010
Loggia propaganda corruzione 2
Berluscow Meravigliao: “Aumentare le pene per i reati di corruzione!” (1). Purché si facciano: la perscrizione breve, il legittimo impedimento, il ri-Lodo Alfano costituzionale, e il blocco delle intercettazioni. Come dire: “Ragazzi, adesso andare pure a trombare!”, dopo avergli messo la cintura di castità.
Berluscow Meravigliao: “Aumentare le pene per i reati di corruzione!” (2). Purché le toghe rosse smettano di rompere le palle ai politici. Così le procure avranno più tempo per occuparsi di casi di corruzione più importanti, tipo il soggetto che corrompe la figlia per trombarsi la madre.
“Lasciate che i pargoli (corrotti) vengano a me”. Berluscow Meravigliao dopo le dimissioni di Bertolao e Cosentino.
Astronomia. Scoperta sensazionale. Il massaggio col preservativo non cura la cervicale, ma fa vedere le stelle. Bertolao Meravigliao docet.
Granata: “Non faremo passare un liberato per tutti”. Solo per qualcuno. Una nuova versione ad personam del nascondino.
Per quelli che aspettano i cadaveri dei nemici sulla sponda del fiume, attenzione alle piene.
Saturday, February 6th, 2010
Le indicazioni le da il regime
Tre nomi: Salvaguttadauro Cuffatore, Nicosentino Cocamorrola e Marciutri Dell’Uccello. Tre eroi, come Mangano. La mafia non è più infiltrata nelle istituzioni, è direttamente lo Stato senza intermediari. La cosiddetta seconda repubblica, nata sulle stragi di mafia e dalla conseguente trattativa mafia-stato, è stata funzionale a questo salto di qualità. Della seconda repubblica si sa già tutto quel che c’è da sapere, il resto sono solo dettagli. Cosa? Il governo dell’Unto dal Signore ha contrastato la mafia? Si, ha contrastato questo paio di palle.
Ma una volta appurata la vera natura del Governo Mafiaset, cosa fare? Chi sostenere? La risposta la danno loro stessi, neanche troppo paradossalmente. È sufficiente segnarsi tutte quelle persone che vengono volgarmente diffamate e sputtanate dalla stampa di regime, che è praticamente l’unica rimasta in circolazione. Mi sembra logico che un regime attacchi i suoi oppositori, se non sono riusciti a comprarli. Chiunque dica la verità o si ostini a far rispettare il principio costituzionale “La legge è uguale per tutti“, si oppone al regime. Se poi dovesse anche avere un buon seguito popolare, diventa il pericolo, l’obiettivo da colpire. Una diffamazione a cura de “Il Giornale” infeltrito, ad esempio, supportata dalla grancassa mediatica di Mafiaset, equivale ad una nota di merito (tranne quando prendono di mira i bigotti alla Boffo s’intende).
Detto in modo più diretto: diffamano Di Pietro? Votatelo.
“Penso che tu [Santoro] hai un bello stomaco per sopportare queste recite pessime di persone che vengono qui a rivendicare la giustizia, la libertà e il buon costume, quando hanno trasformato la politica in una specie di lotta all’ultimo sangue. [...] Questa è una classica diffamazione fatta contro Di Pietro perché è uno che almeno fa un’opposione dura e forte.” (Giorgio Bocca, Annozero 4/02/2010)
Friday, January 29th, 2010
Il garante delle mafio-talpe
Cuffaro guadagna due punti in appello, ora sono sette gli anni collezionati. Il Piercasinando dalle radici cristiane: “Ve l’avevo detto che per lui garantivo io!”
Disse Piercasinando: “Io non mi faccio dettare le candidature dalle procure!“. Poi, non appena le procure gliene hanno segnalato uno, lo ha candidato subito.
Post precedenti:
Thursday, January 28th, 2010
Reati si, purchè gravi e recidivi
Flavio Delbono ha dato le dimissioni da Sindaco di Bologna per qualche strombazzatina sconveniente, oltre che essere sotto indagine per truffette varie.
Nicola Cosentino, Marcello Dell’Utri, ed il cerone parlante di Arcore, non schiodano il culo dalla poltrona neanche morti.
Qual’è il problema di Delbono? Non ha avuto relazioni con minorenni, non ha corrotto giudici, non ha comprato testimoni, non ha assunto mafiosi eroici, non ha condanne in concorso esterno in associazione mafiosa, non ha avuto mandati di arresto per concorso esterno in associazione camorristica. È un peccato, altrimenti avrebbe potuto ambire al salto di qualità degli Unti del Signore.
Tuesday, January 12th, 2010
Sunday, November 29th, 2009
Più libri, meno internet
È grottesco che le ultime dichiarazioni dei pentiti di mafia, che coinvolgono Berlusconi e Dell’Utri quali referenti politici di Cosa Nostra, destino tanto stupore.
“I Complici” di Lirio Abbate e Peter Gomez, un libro uscito due anni e mezzo fa, rivelava già i retroscena osceni delle stragi del ’92/’93 e il successivo patto scellerato fra Stato e Mafia. Pur non essendoci (ancora) verità giudiziarie, esistono una serie di verità storiche e fatti accertati che se opportunamente organizzati iniziano e prendere senso. Anche prima che gli Spatuzza iniziassero a parlare, si intuivano già molte cose. Per fortuna la libera informazione di massa italiana è libera di non parlare di certi argomenti, non sia mai che poi la gente inizi a capire.
Pare tuttavia che le cosche i libri interessanti li leggano. Lirio Abbate vive sotto scorta da oltre due anni a causa del suo lavoro di cronista a Palermo, lavoro evidentemente poco gradito ai boss. Il Presidente Giorgio Napolitano ha offerto solidarietà al giornalista-scrittore, anche se ho i miei dubbi che il libro in questione l’abbia letto. O forse non l’ha capito.
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Friday, November 27th, 2009
L’omuncolo minaccia la guerra civile
E butta benzina sul fuoco. Bossi minacciava i fucili per l’indipendenza della Padania. l’Unto del Signore lo supera e minaccia i fucili in difesa del patrimonio di famiglia, e della sua impunità.
Devo dedurre che presto vedremo flotte di berlusconiani disposti a combattere in difesa dei conti correnti (nazionali ed esteri) del Cavaliere?
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Thursday, November 26th, 2009
Mafia Pride – Fieri di essere mafiosi
Il povero Schifani difendeva come avvocato dei poveri cristiani (poi risultati contigui alle cosche mafiose) contro due cattivissime signore che difendevano la loro casetta a Palermo. Dunque rimane Presidente del Senato.
Il povero Cosentino è indicato da ben nove pentiti (fra cui un cocainomane) come il referente politico della Camorra. Dunque rimane al Governo.
Il povero Dell’Utri, già condannato a 9 anni per mafia in primo grado, viene indicato da altri pentiti come il referente di Cosa Nostra nella trattativa mafia-stato. Dunque rimane Senatore.
Infine il povero Unto del Signore, che ora dai pentiti viene addirittura indicato come il mandante a volto coperto delle stragi del ’92-’93. Dunque rimane Presidente del Consiglio.
Ma che bel Governo, sinceramente non ne ricordo uno migliore di questo, neanche ai tempi di Andreotti! A quando un bel “Mafia Pride”?
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