Thursday, January 29th, 2009

La verità è rivoluzionaria

dipietro_farnese.jpgC’era una volta un garante della Costituzione che firmò il Lodo Alfano, una leggina che mette quattro cittadini al sopra della legge. La legge rimane uguali per tutti, ci mancherebbe, succede soltanto che quei quattro cittadini sono più uguali degli altri. Sono perciò autorizzati anche a commettere qualche genocidio purchè riescano a distruggere le prove prima che gli scada l’immunità. Anzi, non facciamo i pessimisti, si fa ancora in tempo a promulgare l’immunità a vita in caso di bisogno. Ma attenzione, non si tratta di cittadini qualunque. Uno di quei quattro è anche quello che ha fatto approvare la legge in questione, potete immaginare lo stupore quando questo tizio si è accorto di essere lui stesso indagato per corruzione giudiziaria nel processo Mills, con il rischio concreto di una condanna imminente. Ma se ne è accorto troppo tardi, la legge era già stata firmata, così l’imputato si è visto costretto a bloccare il suo processo utilizzando la sua legge. Grazie Napolitano.

C’era una volta il presidente del Consiglio Superiore della Magistratura e c’era anche Luigi De Magistris, un magistrato di Catanzaro. Tale magistrato si permise di scoperchiare dei letamai orripilanti che coinvolgono il fior fiore della classe dirigente, sia di centro-destra che di centro-sinistra. Gli interessati non ci misero molto a capire che il rischio di una nuova tangentopoli era reale. Le indagini non dovevano andare avanti, e vennero perciò scippate dal loro titolare, una dopo l’altra. De Magistris verrà pure trasferito. Un magistrato di Milano – Clementina Forleo – si permise di difendere pubblicamente il collega di Catanzaro, trasferita anche lei. Nel frattempo un giornalista – Carlo Vulpio – si specializzò sulla faccenda, anche troppo, gli verrà perciò impedito di continuare a scrivere sull’argomento. Altri due magistrati di Salerno – Gabriella Nuzzi e Luigi Apicella – si permisero di mettere il naso nella stessa faccenda, erano obbligati a farlo per legge avendo ricevuto precise denunce da De Magistris. Trasferiti anche loro, per intercessione diretta del Ministro Alfano, lo stesso del Lodo. Questo inqualificabile scempio degno del terzo mondo è avvenuto nel silenzio, per non dire complicità, dell’Associazione Nazionale Magistrati e del Consiglio Superiore della Magistratura, di cui lo stesso Napolitano è presidente.

E’ assolutamente comprensibile che Napolitano s’incazzi, le critiche mossegli da Di Pietro non sono certo leggere. Il problema è che si tratta di critiche legittime e giustificate. Caro Presidente della Repubblica, s’incazzi piuttosto con se stesso, e cerchi di reagire contro questi criminali al potere!

Friday, January 23rd, 2009

Forza regime!

vulpio01.jpgQuello che segue è un estratto della lettera che il pubblico ministero di Salerno Gabriella Nuzzi, trasferita dal Ministro Alfano per aver fatto il proprio dovere, ha inviato al presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati:

Signor Presidente, Le comunico, con questa mia, l’irrevocabile decisione di lasciare l’Associazione Nazionale Magistrati. Il plauso da Lei pubblicamente reso all’ingiustizia subita, per mano politica, da noi Magistrati della Procura della Repubblica di Salerno è per me insopportabilmente oltraggioso. Oltraggioso per la mia dignità di Persona e di essere Magistrato. [...]“. (leggi tutta la lettera).

Questo è solo l’ultimo capitolo della vicenda De Magistris. Per chi l’ha seguita fin dall’inizio, a partire dalla sottrazione delle indagini e trasferimento ad altra sede del pm De Magistris, fino a questa drammatica lettera di dimissioni, verrebbe da chiedersi se in Italia esiste ancora una democrazia, o qualcosa di simile. Domanda inutile.

A parte i soliti quattro giornalisti e politici in via di estinzione o di trasferimento, chi si è preso la briga di dire la verità a proposito di questa torbida vicenda? Nessuno. Ma la vera domanda da porsi è un’altra: cos’altro deve ancora succedere perché si prenda coscienza del fatto di essere precipitati in un regime coi fiocchi? Dov’è il presidente della Repubblica garante della Costituzione?

Thursday, January 1st, 2009

Bipartisan

messaggio_napolitano.jpgLa criminalità della classe dirigente è stata e rimane il primo problema del paese. Secondo una recente stima, mafia e corruzione gravano sulle tasche dei contribuenti per il 5% del prodotto interno lordo. Fiumi di denaro pubblico che foraggiano mafia e criminalità dei colletti bianchi. Con quali conseguenze? Sarebbe molto meglio se quei soldi finissero al macero.

I recenti scandali di corruzione in casa Partito Democratico cascano a pennello per il Cavaliere, che non perde certo l’occasione per incalzare sulla tanto sospirata riforma della Giustizia, cercando di raccogliere tanti più consensi possibili fra le fila del PD stesso (cosa che contribuirebbe anche alla distruzione definitiva del partito di Veltroni, meglio di così!).

In cosa consisterà la riforma della Giustizia dell’Unto del Signore è più che noto. L’intenzione è quella sottrarre alla magistratura il potere di avviare le indagini per riservarlo esclusivamente alle Forze di Polizia, la cui progressione in carriera, a differenza che per i magistrati, è sostanzialmente nelle mani di vertici governativi e, quindi, della politica. Ossia: subordinazione del potere giudiziario al potere politico. Per gli oligarchi della classe dirigente è giunta l’ora della soluzione finale, il regolamento dei conti: il potere non si tocca.

La crisi economica arriva come la manna dal cielo, la gente fatica ad arrivare a fine mese, cosa gli frega di queste menate sulla Giustizia? Men che meno del conflitto d’interessi. Peccato che le cose siano invece collegate.

In questo contesto si colloca il bel messaggio bipartisan di fine anno del Presidente. L’Italia ha bisogno di essere unita e serena. La classe dirigente più violenta e predatrice conosciuta in occidente – quella italiana – ha devastato un paese, ma il Presidente è accomodante, ci vuole il dialogo. Quelli che qualche volta si azzardavano a dire “no” – tipo Oscar Luigi Scalfaro – venivano sommersi di merda su base giornaliera dalla macchina diffamatoria del partito azienda. Napolitano non corre il rischio, tollera e firma tutto. Sulla stessa linea anche la cosidetta “opposizione”. È in questo modo che, pezzo dopo pezzo, si è finito per consegnare il paese nelle mani di criminali mafiosi.

Sunday, September 21st, 2008

La solfa

Filed under: David Mills, Giustizia, Il vergognoso, Politica, Silvio Berlusconi
Written by: mazapegul @ 10:37 pm

pierino.jpgL’Unto dal Signore rivela di aver mal digerito il fatto che, data l’assenza dei suoi avvocati per l’udienza del processo Mills, gli sia stato assegnato l’avvocato d’ufficio. È l’occasione per l’ennesimo affondo contro la magistratura:

«È impossibile essere trattato così. È qualcosa di impensabile che venga trattato così chi lavora per il Paese dalla mattina alle 7 alle 2 di notte [...] C’è chi profitta della giustizia per fare lotta politica e questo è inaccettabile.» (fonte Repubblica.it)

È da 15 anni che l’Unto di Arcore ci straccia i maroni con questi attacchi alla magistratura. Il trucchetto ormai lo conoscono anche i muri: prima attacca i magistrati con insulti di varia natura (rivolgendo particolare attenzione a quelli coinvolti nei suoi processi), oppure facendo approvare leggi inverosimili. In seguito, non appena il magistrato si permette di dire qualcosina, ecco pronta la ricusazione del giudice naturale per “reiterate manifestazioni di pensiero che appalesano una inimicizia grave“. E poi di nuovo, senza soluzione di continuità.

Qualcuno dovrebbe avvisare il Berlusca che sarebbe ora di cambiare tecnica. Dovrebbe passare a roba più consona alla sua natura, tipo il palloncino che scoreggia sotto al culo del magistrato antipatico, oppure il preservativo nel panino. Chi non “appaleserebbe grave inimicizia” dopo scherzetti del genere, magari diffusi dal Tg4? La ricusazione avrebbe successo garantito.

Wednesday, August 27th, 2008

Pio La Torre, ucciso per la seconda volta

pio_la_torre.jpgIl primo a rompere il ghiaccio è stato Micciché (PDL). Nell’ottobre 2007 si lamentò pubblicamente del fatto che un turista come arriva in Sicilia si deprime subito, “Aeroporto Falcone-Borsellino [...] che immagine negativa trasmettiamo subito col nome dell’aeroporto” (fonte Repubblica.it). Per fortuna ci ha pensato Maria Falcone, sorella del magistrato ucciso, a fargli notare che l’aeroporto non è stato intitolato a Riina o a Provenzano. In seguito Micciché “ritirò la frase” ma cambia poco, non ha certo detto quello che non pensa.

C’è però chi ha imparato la lezione, si tratta della giunta del Comune di Comiso. Sembra che non gli andasse tanto a genio il fatto che l’Areoporto di Comiso fosse intitolato a Pio La Torre (noto politico ucciso dalla mafia nel 1982, colpevole di aver avanzato un proposta di legge poco gradita a Cosa Nostra). Che depressione! Ma questa volta non hanno rilasciato la dichiarazione alla Micciché, la giunta di centro destra con una delibera ha ripristinato il vecchio nome dell’aeroporto. Il perché ce lo spiega il sindaco Giuseppe Alfano: “Come rileva un sondaggio effettuato a suo tempo, l’intitolazione a La Torre aveva riscontrato scarso gradimento fra i cittadini“. Capito? Un bel sondaggino et voilà, Pio La Torre non c’è più, ucciso per la seconda volta. Effettivamente siamo in perfetta linea con le direttive del padrone, oggi gli eroi si chiamano Vittorio Mangano.

Sunday, August 24th, 2008

Tormentato dai fantasmi

psych.jpgIl Premier delle libertà afferma che si ispirerà a Falcone, in relazione alla imminente riforma sulla giustizia (clicca il video).

Il Premier bitumato è sempre più ossessionato dai morti. Non da tutti, tre in particolare, i più “indigesti”: prima Indro Montanelli, poi Enzo Biagi, ora è il turno di Giovanni Falcone. Eppure il nostro è circondato da uno stuolo di sudditi. Giornalisti, intellettuali, imprenditori, politici, preti, operai, precari e disoccupati. Un popolo servile che non perde mai occasione di osannarlo, anche nei momenti più difficili. Ma non serve a niente, la Testa Bitumata è palesemente tormentata da quei tre fantasmi (e ben si capisce il perchè). Ecco allora il goffo revisionismo su persone che tanto non possono più parlare. I sudditi devoti lo asseconderanno. Il Bitumato finirà per autoconvincersi delle proprie balle.

Quì ci vorrebbe un buon psicologo, altro che Carfagna.

Thursday, August 21st, 2008

Non sempre le cose sono come sembrano

fake.jpgOccorre sfatare qualche luogherello comune a proposito del Partito Democratico, inteso come quel partito politico la cui massima aspirazione è rappresentata da leader eccellenti quali D’Alema, Fassino, Letta, Bassolino, Finocchiaro, Veltroni, eccetera.

Al PD è dispiaciuto il fatto di avere perso le ultime elezioni

Falso. Sono invece contenti del fatto che non dovranno essere loro ad approvare una serie di leggi vergogna, tanto sospirate anche dal PD. Per quanto riguarda l’annunciata legge sulle intercettazioni e del bavaglio alla stampa, ad esempio, sarà l’Unto dal Signore a metterci la bella faccia, tanto lui la vergogna non ce l’ha più. Per la gioia dei vari D’Alema, Fassino, Latorre (vedi vicenda Unipol-Bnl e relative intercettazioni).

Al PD non piace Berlusconi

Falso. Il PD non potrebbe nemmeno aspirare a vincere le elezioni parrocchiali se non fosse per Berlusconi. Si da il caso che 5 anni di Cavaliere porteranno i poveri Italiani ad uno stato di nausea tale, da rendere possibile anche l’impossibile: una vittoria accidentale, ed assai risicata, del grande PD.

Il PD è contrario al conflitto d’interessi ed alla concentrazione del potere mediatico

Falsissimo. A parte il fatto che il leggendario D’Alema ha già dichiarato a più riprese che Mediaset è un patrimonio nazionale (quindi non può che esserlo anche il relativo padrone), si da il caso che il signor Conflitto di Interessi per eccellenza, incarnato in terra, non ha mai mancato di usare le sue televisioni per esprimere solidarietà nei confronti di quei poveri cristi del PD rimasti incagliati nella morsa della giustizia (vedi solidarietà a Del Turco e ancora vicenda Unipol-Bnl).

Il PD è psicologicamente suddito delle frange giustizialiste, tipo Italia dei Valori

Falsissimo. Il PD odia Di Pietro come il peggior nemico. Gli sta sottraendo elettori su base giornaliera. Meno male che c’è un Cavaliere solidale disposto ad ospitare Veltroni nelle sue TV, purché si lamenti pubblicamente del cattivone Di Pietro, nota figura centrale di quel “raduno di brigatisti” chiamato “No Cav Day”. Ben venga anche la corazzata diffa-demonizzatoria contro il medesimo cattivone, dalle reti del patrimonio nazionale naturalmente.

(photo by funadium)

Thursday, July 31st, 2008

Lombrichi e muffe

worms.jpgA proposito della querela di Schifani contro il giornalista Travaglio, per via degli interventi che quest’ultimo ha rilasciato alla trasmissione televisiva “Che tempo che fa”, c’è una cosa che non mi è ancora chiara: cosa manca a questo regime per eguagliare quello del famigerato “ventennio”? Hanno il governo, l’immunità, il controllo sull’informazione, si apprestano a sfasciare definitivamente la giustizia. Non appena una vocina sfugge al controllo, portando alla luce alcuni fatti scomodi, ecco che piovono querele intimidatorie da milionate di euro. È la stessa tecnica del terrorismo: colpirne uno per educarne cento. Cosa manca? La domanda in realtà è posta male, sotto certi punti vista, il “ventennio” è già stato ampiamente superato.

Post precedenti: Regime – Torna il manganello sulla Rai

(photo by Ben McLeod)

Tuesday, July 22nd, 2008

Approvato in Senato il lodo Schif-Alfano-Berlusca

Filed under: Giustizia, Lodo Alfano, Politica, Silvio Berlusconi
Written by: mazapegul @ 10:43 pm

nicolae_ceausescu.jpgDa oggi Berlusconi potrebbe anche commettere un genocidio, senza che si possa per legge su di lui indagare. Quando si dice i progressi della democrazia.

Thursday, July 10th, 2008

Il vergognoso #13

Filed under: David Mills, Giustizia, Il vergognoso, Silvio Berlusconi
Written by: mazapegul @ 8:51 pm

Il Lodo Alfano, che prevede l’immunità per le alte cariche dello stato, è stato approvato alla camera. Serve al Giustiziofobo di Arcore per sottrarsi alla giustizia. Altrimenti rischierebbe a breve una condanna per corruzione giudiziaria nell’ambito del Processo Mills.

Peccato però per un piccolo particolare: non esiste l’immunità per la vergogna, non esiste neanche la prescrizione. Quella dovrà portarsela dietro finché crepa. Ma non è il caso di disperare, poi ricadrà sui suoi figli. Che pover’uomo.

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