Tuesday, June 24th, 2008

Vergogna senza limiti

Filed under: Giustizia, Il vergognoso, Politica, Sicurezza, Silvio Berlusconi
Written by: mazapegul @ 10:31 pm

ribbons.jpgLa maggioranza al Senato oggi ha approvato compatta il “pacchetto sicurezza”, incluso il “decreto blocca processi”. Un decretino che oltre a bloccare il processo all’Unto dal Signore ne blocca altri cento mila.

La flotta dei berlucones al governo è serva fino all’osso. È stata selezionata alla grande, non c’è che dire. La vergogna per loro è ormai un concetto superato. Gli elettori che hanno votato questo governo, trascinati dall’ “emergenza sicurezza”, si ritrovano ad aver messo al sicuro solo il Caimano. In compenso ben cento mila processi per reati anche gravi, commessi prima del 2002, verranno bloccati. Qui di sicurezza ne esiste una sola: l’inculata coi fiocchi.

(photo by WoofBC)

Monday, June 23rd, 2008

Balle DOC

bales.jpgCsm, il problema della politicizzazione dei magistrati esiste e non è più tollerabile” (fonte www.jolesantelli.it). Parola di Jole Santelli, ex sottosegretario alla Giustizia, Pdl. Anni di gavetta nel rinomato studio Previti significheranno pure qualcosa!

Quello della magistratura politicizzata è il tormentone 15ennale del partito azienda, dispiegato a gran cassa mediatica senza soluzione di continuità. È anche una balla colossale che, in un paese con libera informazione, verrebbe sbugiardata e sotterrata in mezza giornata.

Ricapitoliamo in sintesi il corso degli eventi. Nei primi anni ’90 l’Unto dal Signore si ritrova seriamente indagato. In seguito decide di entrare in politica (per evitare di finire peggio di Craxi ovviamente, lo sanno anche i muri). Vince le elezioni e diventa un uomo politico. Fa approvare dai suoi governi fior di leggi, decreti e normative varie, per togliersi dalle palle i guai giudiziari (tipico comportamento di chi sa di essere innocente). Riesce in questo modo a dare un efficace contributo allo sfacelo del sistema giudiziario italiano. Alcuni magistrati criticano a viso aperto lo scempio in corso da 15 anni, il prezzo pagato per salvare il solo culetto del Cavalier Santità e amichetti. Ma siccome il soggetto in questione in seguito è entrato in politica, i magistrati che indagavano su di lui si sarebbero “politicizzati” per metamorfosi indotta. Insomma, dal giorno alla notte si sono ritrovati “comunisti”.

Capito il ragionamento? È come se una donna dovesse diventare automaticamente lesbica solo perché il marito, per fargli un dispetto, si è tranciato il pisello. Argomenti genialoidi, per corti di memoria o per larghi in malafede.

(photo Victor Geere)

Friday, June 20th, 2008

Quando alla guida del governo c’è un disperato

despair1.jpgNei primi due mesi del suo terzo governo, Berlusconi ha già mostrato tutta la sua disperazione. Ha rifilato – fra decreti, ddl e cavilli vari – un quantitativo di leggi vergogna da record. Ora per salvare Rete4, ora per impedire l’utilizzo e la pubblicazione delle intercettazioni per reati “non gravi”, ora per interrompere il processo in cui è coinvolto per corruzione giudiziaria (che dovrebbe portare ad una sentenza di primo grado nei prossimi mesi, se non viene interrotto prima). Tali norme saranno valide per tutti, come garantisce la Costituzione. In questo caso non si tratta però di una buona notizia, se almeno le applicassero solo al Cavaliere (che guarda a caso è coinvolto direttamente in tutte e tre le questioni) e relativa ciurma, farebbero infinitamente meno danni.

La disperazione ora ha preso il sopravvento. Ecco l’Unto dal Signore scagliarsi contro la Magistratura con rinnovata violenza. Sparando nel mucchio, senza fare nomi. E’ tornato quello di sempre. A costo di compromettere l’approvazione di provvedimenti molto più urgenti per la collettività. Mandando a culo ogni possibilità di dialogo sulle riforme con l’opposizione. Ha calato la maschera, dimenticandosi di essere il Capo del Governo di un paese che ha ben altre priorità. Ha scelto ancora una volta di piegare l’intero paese al proprio sciagurato destino.

Un uomo in tale stato di disperazione è del tutto inadeguato a governare un paese. Sarebbe ora che questo venga finalmente compreso dall’elettorato di centro-destra più intelligente.

(photo by lleugh)

Tuesday, June 17th, 2008

“Berlusconi ha strappato la tela”

crocosmile.jpgMentre il paese sprofonda l’Unto dal Signore ha altre priorità: la sua bottega ed i suoi problemi giudiziari. In questo modo il Grande Statista (del piffero) è riuscito a mandare a culo ogni possibilità di dialogo con l’opposizione più buonista degli ultimi 15 anni di governi. Un bello smacco per quei dirigenti del centro-sinistra che hanno contribuito a riconsegnare il paese nelle mani dell’Unto, con la stessa vergognosa situazione di conflitto d’interessi. Per Fassino la legge sul conflitto d’interessi non era una priorità, non dava più lavoro a nessuno. Infatti, è una priorità per il Puzzoso di Santità. A lui il conflitto interessa eccome, sono gli interessi del paese ad essergli del tutto secondari.

Dopo 15 anni di tentativi di dialogo per le riforme (tutti puntualmente trasformati dal Cavaliere in solenni prese per il culo), Veltroni avrebbe capito che con Berlusconi nessun dialogo è possibile. Meglio tardi che mai.

(photo by vigour)

Thursday, June 12th, 2008

Il pacchetto sicurezza (per il culo del Cavaliere)

Filed under: Giustizia, Intercettazioni, Politica, Sicurezza
Written by: mazapegul @ 6:41 pm

chastity_belt.jpgManipolare le leggi per parare il culo alla classe dirigente dai processi giudiziari, questa è la vera priorità di governo. Nessuna novità. Dell’emergenza rifiuti in Campania e della sicurezza gliene frega meno che un cazzo, visto che togliendo strumenti decisivi di indagine ai magistrati, quali appunto le intercettazioni, non solo vengono penalizzati i procedimenti in corso contro l’Unto dal Signore e feccia simile, verranno penalizzate anche le altre indagini, comprese quelle contro i responsabili dello scempio della gestione rifiuti in Campania. Così la sicurezza del cittadino se ne va a puttane. Poco male, la paura fa sempre comodo quando è ora di andare alle urne.

Avessero almeno il coraggio di apportare una piccola modifica all’Art. 3 della Costituzione: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, … ad esclusione dei destinatari delle leggi ad personam“. Protrebbero così approvare leggi veramente ad personam. Soprattutto limiterebbero di gran lunga i danni.

(photo by Ian Koh)

Wednesday, February 27th, 2008

La legalità

Filed under: CSM, Giustizia, Luigi De Magistris, Marco Travaglio
Written by: mazapegul @ 10:29 pm

law.jpgLa “legalità” è solo l’ultimo dei concetti abusati e svuotati dal proprio senso. Pensiamo alla sentenza della sezione disciplinare del Csm, che ha deciso di punire col “trasferimento ad altra sede e ad altre funzioni” il pm di Catanzaro Luigi De Magistris. Pensiamo a tutte le stronzatine che hanno dovuto scovare – molte delle quali sono decadute – per incolpare De Magistris. Tutto lascia pensare che il colpevole sia stato deciso prima, poi hanno cercato qualche mancanza o irregolarita, vuoi che non ne abbia mai commesse? Infine ti vengono a dire che il Csm si è mosso nella completa legalità. Bene, a questo punto mi piacerebbe che vengano fatte le pulci a tutti i pm: quanti non avranno mai commesso piccole irregolarità o mancanze? Forse 10 o 12, gli altri sono tutti da trasferire.

Bella questa “legalità”, immersa in un marasma di leggi che spesso dicono tutto ed il contrario di tutto. Oppure lasciata lì in bella mostra, pronta per essere applicata quando fa comodo e solo sulle persone giuste.

Per approfondire:

Post precedenti:

Wednesday, December 12th, 2007

Berlusconi indagato a Napoli per corruzione

berlupatina.jpgBerlusconi è indagato dalla procura di Napoli per la corruzione di Agostino Saccà, presidente di RaiFiction e – seconda ipotesi di reato – per istigazione alla corruzione del senatore Nino Randazzo e di altri senatori della Repubblica. Avrebbe cercato di “mercanteggiare” con alcuni senatori del centro-sinistra per far cadere il governo (maggiori dettagli su Repubblica.it).

Interessante la difesa di Berlusconi, in pratica si lamenta di una serie di questioni “gravi se non gravissime”, relative alle modalità ed utilizzo delle intercettazioni. Se la magistratura avesse commesso delle irregolarità verrà di certo inquisita, non credo che in questo particolare momento storico ci si debba preoccupare del contrario. In ogni caso il misero ritratto del Berlusconi che emerge dall’intercettazione rimane intatto. È come se un rapinatore venisse ripreso da una telecamera nell’atto di commettere una rapina. Poi il rapinatore stesso ti viene a dire: “hey, la telecamera era in palese violazione della privacy, quindi io non ho commesso nessuna rapina!”.

Cosa dobbiamo farne di questo “politico”, della sua morale e dei suoi metodi? Lo chiederei a quelli del Pd, che con il “politico” in questione hanno in corso un dialogo onesto e costruttivo sulle riforme.

(Ritocco fotografico di Alex Rossi)

Monday, December 10th, 2007

Giustizia paradossale

stop_go.jpgLa cosiddetta “legge Boato”, approvata nel 2003, si è rivelata geniale, devastante al punto giusto e meravigliosamente anticostituzionale. Molto in breve, tale legge prevede che un magistrato per utilizzare delle intercettazioni telefoniche che potrebbero contenere estremi di reato, e che coinvolgono un parlamentare, è obbligato a chiedere l’autorizzazione al Parlamento stesso. La genialità non sta nel semplice fatto che il Parlamento può votare “no”, la devastazione è assai più ampia. La legge è un’arma a doppio taglio.

Se ad esempio un malaugurato magistrato si azzarda a motivare la richiesta, giustificando in qualche modo la gravità del contenuto delle intercettazioni, allora il mondo politico si offende all’unanimità, inizia ad accusare il povero magistrato di “accenti suggestivi e stigmatizzatori” e di anticipare la sentenza. Il magistrato “arrogante e cattivo”, verrà così giustamente trasferito. È quello che è successo al gip di Milano Clementina Forleo. Cosa succederà quando un caso analogo si ripeterà in futuro? Il magistrato sarà costretto ad andarci cauto nel motivare, talmente cauto da permettere al parlamento di ripondergli a stretto giro: “senta bello, non ci faccia perdere tempo con queste quisquilie!”.

L’ultima furbata è di questi giorni, ed è ancora più paradossale. Un magistrato, per sapere di essere incappato in una intercettazione di un parlamentare, è costretto ad accertarsene prima. Un modo è quello di richiedere i tabulati del telefono in questione, verificare chi è il titolare dell’apparecchio e relativo traffico telefonico. E qui viene il bello. Il magistrato dovrebbe però richiedere l’autorizzazione al Parlamento anche per i tabulati talefonici, il problema è che senza quelli non può sapere con certezza se si tratta di parlamentare o meno. È come se qualcuno ti dicesse: “Non puoi scoreggiare fino a quando non mi dimostri che realmente ti scappa”. Ma come fai a dimostrarlo senza mollarla? È quello che è appena successo al pm di Catanzaro Luigi de Magistris, “reo” di avere utilizzato i tabulati telefonici di Mastella previo autorizzazione parlamentare.

Ma come si fa a sopportare cose del genere? Bisognerebbe chiederlo a Luttazzi

(Foto (c) 2006 Kelz & photoshoppix.com)

Saturday, December 8th, 2007

Ormai lo sanno tutti

palgiumi.jpgTorno sul caso “scalate bancarie” che coinvolge, fra gli altri, gli ex diessini D’Alema, Fassino e Latorre. A proposito, oggi viene chiamato “caso Forleo”. Il C.S.M. contesta al gip Forleo di avere riferito – alle sedi competenti – di avere ricevuto “suggerimenti” e/o “pressioni” in relazione ad atti che doveva compiere per il suo ufficio. A questo proposito la Forleo ha comunicato i nomi di due magistrati che, una volta sentiti, hanno negato le cose riferite dal gip. A questo bisogna aggiungere le confidenze che l’ex giudice ed ex senatore Pci Ferdinando Imposimato avrebbe fatto ad Oliviero Beha, e ad altre persone. Beha scrive sul suo blog: “Imposimato mi ha detto esplicitamente di pesanti influenze sul CSM da parte dei coinvolti dei Ds, il solito trio (adesso del Partito Democratico), e perfino del Quirinale, affinché la Forleo venisse delegittimata”. Anche Imposimato avrebbe già negato tutto quanto.

A seguito di questa serie di smentite, ecco un campionario delle deduzioni di Vacca (vicepresidente C.S.M.) riferite ai giornalisti, anticipando di fatto le conclusioni di tutto il C.S.M: “non risulta alcun complotto o intimidazione”, “si sono sentiti tutti offesi ed allarmati [per le segnalazioni della Forleo]“, “Questi giudici che in tv si presentano come eroi, sono dei cattivi giudici che fanno soltanto male alla magistratura”, “Certi comportamenti sono devastanti”, “è necessario che emerga che Forleo e De magistris sono cattivi magistrati, e non perché fanno i nomi dei politici” (fonte Uguale per Tutti). Con tali deduzioni Vacca avrebbe motivato la richiesta di trasferimento del gip stesso. Non oso immaginare cosa sarebbe accaduto se la Forleo avesse utilizzato la stessa violenza verbale per motivare la richiesta autorizzazione per utilizzare le intercettazioni degli ex diessini.

A Vacca, che sarebbe professoressa di diritto romano, non viene in mente che se queste persone che hanno negato determinati colloqui avvenuti a quattr’occhi, non vuol dire automaticamente che la Forleo si è inventata tutto. Oltretutto anche la stampa non ha fatto altro che riportare notizie di accuse e pressioni in seguito all’ordinanza del gip di Milano, ma Vacca non le ricorda. Basterebbe usare la logica per intuire quale delle posizioni sia la più verosimile ma, in ogni caso, rimane comunque la loro voce contro quella della Forleo. Certo che per una prof. di diritto romano si tratta di deduzioni particolarmente acute, se non altro affrettate e convenienti.

Che il potere politico utilizzi tutti i mezzi a sua disposizione per sottrarsi alla giustizia è un fatto chiaro ed incontrovertibile. È inutile che ne diano prova su base giornaliera (poprio oggi è partito un nuovo procedimento disciplinare contro De Magistris), ormai lo sanno tutti. Dovrebbero piuttosto fotografare lo scempio e renderlo costituzionale, con un bel voto bipartisan.

Articoli di approfondimento:

Le ordinanze della Forleo, per rendersi conto di persona dell’oggetto del contendere:

Nessuno tocchi Clementina

Tuesday, December 4th, 2007

In memoria di Falcone e Borsellino

Filed under: Clementina Forleo, CSM, Giustizia, Letizia Vacca, Luigi De Magistris
Written by: mazapegul @ 11:21 pm

conigliosuperiore.jpg Dichiarazione di Letizia Vacca, vicepresidente della prima commissione del Csm (componente eletto dal Parlamento, quota Pdci di Oliviero Diliberto):

“Siamo tutti allarmati dall’ impatto che hanno avuto le sue parole, risultate eccessive, forzate e gravissime – spiega Vacca -. Le sue dichiarazioni hanno creato preoccupazione negli ambienti giudiziarie e sono state lesive dell’ immagine dei magistrati di Milano, che si sono sentiti offesi. La situazione appare completamente diversa da come è stata rappresentata da Forleo: non risulta nessun complotto e nessuna intimidazione [...] Lo spirito che ci muove non è certo persecutorio nei confronti di Forleo. Il nostro problema è riportare la serenità negli uffici giudiziari di Milano”. Rincara poi la dose tirando in ballo anche il pm di Catanzaro, Luigi De Magistris: “Credo che sia necessario che emerga che sono cattivi magistrati, e non perché fanno i nomi dei politici”. Riferendosi alla Forleo, Vacca incalza: “Dire ‘ho fatto il nome di D’Alema e per questo mi perseguitano’ non è un sillogismo che può valere. Questa non è una magistratura seria, e questi comportamenti sono devastanti. I magistrati devono fare le inchieste e non gli eroi”. (Fonte Ansa.it)

Sembrava non fosse possibile ma, con questa virulenta dichiarazione, la prevaricazione sulla magistratura con la “schiena dritta” si spinge ancora oltre. L’accanimento ostentato contro questi due magistrati in particolare, che guarda a caso stavano indagando su almeno quattro dei pezzi più grossi del centro-sinistra, in inchieste separate, non conosce limiti. Vacca denuncia comportamenti devastanti e poi si esprime con locuzioni tipo “deve emergere che sono giudici cattivi”, che lasciano intendere una sentenza già scritta. Un linguaggio “da bar”, adatto per fare il giro dei mass-media ed essere facilmente compreso da chi non è molto informato sui fatti. L’informazione viene così saturata con fatterelli irrilevanti ma gonfiati ad arte per screditare la Forleo. L’attenzione distolta dai veri fatti gravi. Ma questo non verrà considerato devastante. Cosa ne è stato, e soprattutto, cosa ne sarà delle inchieste “Antonveneta-Unipol” e “Why Not”? Non se parla più già da mesi, fatti di poco conto, presto nessuno li ricorderà più.

“I magistrati devono fare le inchieste e non gli eroi”, dichiara Vacca. In memoria di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.

Tre articoli illuminanti per approfondire la questione:

Nessuno tocchi Clementina

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