L’omo è omo
Casca male Mouna Rajli, la giovane pornostar marocchina che avrebbe accusato il nano di Hardcore di avere abusato di lei. Sembra infatti che i “legali” del nano abbiano ribaltato la strategia difensiva: da carnefice diventa vittima. Vittima dell’assalto di giovani donne in carriera letteralmente rapite dal fascino discreto della pelata bitumata ricoperta da rada peluria sintetica con annesso “culo flaccido” presidenziale. Giovani aguzzine che, non soddisfatte delle straordinarie prestazioni sessuali del nanefrottolo, non si risparmiavano di estorcere denaro e candidature blindate. A quelli che hanno accusato il nano di aver fatto il loro gioco senza opporre troppe resistenze, la difesa ha replicato con un secco “l’omo è omo”. Una difesa granitica dunque. Se la cavano per il rotto della cuffia quelle che all’epoca in cui sono avvenuti gli abusi erano ancora minorenni, per loro fortuna i tentativi di aggiustargli la data di nascita sono miseramente falliti.







