Perché Berlusconi governa da 16 anni? Perché è riuscito a rimbecillire metà della popolazione, oltre che rincretinire i dirigenti dell’ex Pci (oggi ancora in sella nel Pd). Perché Berlusconi rischia di governare anche i prossimi 16 anni almeno? Perché ammettere di essersi fatti rimbecillire per 16 anni è dura.
Il Ducetto di Arcore è impegnato su due fronti. Da un lato utilizza il Parlamento ad personam per farsi approvare la sua impunità totale, passata, presente e futura. Dall’altro querela Report per il servizio del 17 ottobre scorso sulle ville di Antigua. Da un lato si fa una legge che impedisce a se stesso di andare in tribunale come imputato. Dall’altro in tribunale ci porta i giornalisti che gli fanno domande (e rispondere invece?), col chiaro intento intimidatorio per chiunque si metta in testa di scrivere cose sul Ducetto in questione.
Uno schiaffo alla decenza pubblica di proporzioni bibliche. Tracotanza allo stato dell’arte. Neanche un Orson Welles in acido poteva immaginare scenari simili. E pensare che io alle volte cerco di sforzarmi per intravedere nell’elettorato berlusconiano un barlume di intelligenza, salvo poi scontrarmi con la triste realtà.
Avete notato che gli fra gli house organs del Ducettis de Arcores la parola “comunismo” è andata in disuso? “Comunismo” non faceva più presa, morto il Pd i peggiori nemici del Ducettis provengono da destra. Hanno così inventato l’ “antiberlusconismo”! Se leggete gli house organs questi giorni (ci vuole dello stomaco lo so, ma qualcuno deve pur farlo!) noterete che pullulano di scempiaggini tipo: “becero antiberlusconismo”, “bieco antiberlusconismo”, “uniti nell’antiberlusconismo”, ecc. Allora mi chiedo, uno può essere semplicemente ostile al crimine? No, devi essere antiberlusconiano. Ma allora come dovremmo chiamare quelli che chiedono giustizia per l’omicidio di Sarah, “antiscazzisti”?
Annozero dovrebbe avere il contraddittorio, lo dice anche Mauro Masi. Per risolvere questo annoso problema suggerirei a Santoro di controbilanciare quei servizi tristi e deprimenti (tipo il primo video likato qua sopra) con dei servizi più allegri (tipo il secondo video likato qua sopra, trasmesso da Report il 17/10/2010). Insomma, abbiamo capito che c’è la crisi, gente senza lavoro, senza una casa e senza speranza. Ma visto che c’è anche chi di lavori ne ha tanti, e le “case” gli escono pure dal buco del culo, è giusto che lo spettatore veda anche quello. Fate del bene agli spettatori del servizio pubblico, non chiudete i servizi con quella depressione, ma con ottimismo e positività!
Marco Pannella: “Berlusconi è capace di tutto [...] rischia di finire in Piazzale Loreto“.
Mario Monicelli: “Gli italiani vogliono che qualcuno pensi per loro [...] poi se va male ti impiccato a testa sotto”.
Accolgo l’appello di Pannella e Monicelli. Il nanefrottolo cerca disperatamente di salvare le chiappe dai suoi guai giudiziari, solo che per farlo deve commettere altri crimini. È risucchiato in questo circolo vizioso, più annaspa più sprofonda. Il guaio è che il soggetto è capace di tutto pur di uscirne fuori, conseguentemente la sua posizione tende ad aggravarsi senza soluzione di continuità. Per questo mi appello a tutti quelli che gli vogliono bene o che non sopportano i linciaggi di piazza, fan compresi: salviamolo da Piazzale Loreto! Invitiamolo gentilmente a togliere il disturbo: Cavaliere, si dia per morto e si rifaccia una vita in un paradiso fiscale!
Silvio Berlusconi il 30 settembre aveva detto al Senato che ”i giornali considerati più vicini a noi forse ci fanno più male che bene”. Il giorno successivo il direttore del Giornale Vittorio Feltri ha reagito dicendosi pronto ad abbandonare l’incarico: ”Sono stato chiamato al Giornale per ripianare i conti, ma se la mia presenza è d’impiccio me ne vado, senza polemiche”. (da blitzquotidiano.it)
Vogliono farci intendere che le vagonate di merda riversate negli ultimi mesi su Gianfranco Fini e relativa famiglia, non siano servite. Anzi, hanno fatto più “male che bene”, al Pdl s’intende. Quante cazzate ci tocca ascoltare. La verità e che l’accanimento mediatico ad opera del Ducetto ai danni di Fini è stato un successo sotto tutti i punti di vista. Pensare che l’unico scopo dell’operazione fosse quello di mettere Fini fuori gioco è da ingenui.
Questo tipo di operazioni dovrebbero essere inquadrate sotto l’ottica del terrorismo più insulso. Il solito metodo che conoscono anche i muri: colpirne uno per educarne cento. Sono servite delle vittime, ora chiunque si mettesse in testa di ostacolare le cricche che fanno riferimento al Ducetto di Arcore, sa a cosa andrà incontro. Siano essi colleghi di partito, alleati, oppositori, giudici, giornalisti o puttanelle qualunque, la cura rimarrà la medesima: vagonate di merda. Ma non bastava il massacro di Dino Boffo? No, perché Boffo era una preda fin troppo facile, bisognava testare la frusta anche su pellacce più dure. Montanelli diceva che temeva più i premi del Cavaliere, se fosse ancora vivo dovrebbe ricredersi visto che anche le punizioni non sono affatto male.
Ma c’è dell’altro. Il terrorismo unito al controllo sui media fa miracoli! Permette di pilotare il consenso elettorale, in maniera di gran lunga più efficace di un programma politico o di una bella faccia. Il terrorismo con le bombe è l’ultima spiaggia, ci sono metodi più sottili. Un esempio eloquente ci arriva dal governo in carica. Quando invitano ad abbassare toni vestendo i panni fasulli delle vittime, mentre allo stesso tempo si adoperano per esasperare la tensione nella popolazione, la quale è stata volutamente modellata, inquadrata e semplificata in bianco e nero. Berlusconiana ed anti-berlusconiana (Feltri docet). Con la differenza che il dissenso sui media viene sistematicamente insultato e la sua voce repressa. Lo scopo è evidente, in questo clima una deriva violenta degli oppositori non solo è probabile, è matematica. Per il regime berlusconiano una rivolta violenta sarebbe come la manna dal cielo. Il potere nella violenza ci ha sempre sguazzato, non cerca altro.
PS: Ora ha scoperto una associazione a delinquere all’interno della magistratura! Sono 16 anni che aspettiamo, che sia la volta buona che Silvio Vigliacconi si decida a sporgere uno straccio di denuncia??
Finché Silvio Piduoni (altrimenti noto come lo “stupra democrazie”) difende a spada tratta infiltrati di camorra e di cosa nostra nel suo governo, e Umberto Ku Klux Klossi istiga e cavalca il delirio xenofobo popolare, va tutto bene. Poi sparano qualche dito medio, bestemmie, rutti e scoregge (il loro lato migliore), e tutti s’incazzano. Siamo al mondo alla rovescia.