Monday, September 27th, 2010

Metamorfosi di Gianfranco Fini, da mr. «piazza pulita» a paladino della democrazia

Fini, l’ultimo destinatario eccellente delle camionate di merda accuratamente selezionate e distribuite dalla premiata ditta Merdaset, è lo stesso che nel 2001 avvertì il popolo italiano che se avrebbero vinto le elezioni avrebbero fatto «piazza pulita in Rai». Vinsero le elezioni e con molta coerenza (altro che Pd!) fecero piazza pulita in Rai, silurando dirigenti, comici, giornalisti e conduttori, scomodi al regime. Fini, che ora denuncia il potere debordante ed il conflitto d’interessi del Ducetto di Arcore, dimostra di accorgersi del manganello solo quando arriva sulla sua zucca. Quando le zucche erano altrui, o quando il manganallo lo impugnava addirittura lui, andava tutto bene (vedi in proposito anche i fatti del G8 di Genova). A parte le prese di distanza da Benito Mussolini, non mi risulta che Fini abbia mai preso le distanze da se stesso.

Pensare oggi che Fini sia l’ultima spiaggia per la salvezza della Repubblica fa più ridere che piangere. Bene fa il Pd a tenersi alla larga dalla rissa nel Pdl (visto che se dovesse scendere in campo potrebbe venirgli ancora una volta la tentazione di salvare il Ducetto!).

Monday, April 27th, 2009

Gli italiani vogliono la dittatura?

indro_annozero.jpgA proposito della puntata di Annozero del 23 aprile dal titolo “Il paese dei manganelli“, il messaggio che è emerso, o che si è voluto far emergere attraverso gli ultimi articoli e dichiarazioni di Indro Montanelli, è grosso modo il seguente: la maggioranza del popolo italiano ora reclama la dittatura, il manganello appunto. Una deriva populista che, in un periodo di crisi economica, trova un terreno particolarmente fertile.

Sono balle! Ogni volta che qualcuno intona un discorso con “gli italiani dicono/vogliono/fanno…“, si appresta solo a raccontare una sfilza di balle. Mettiamo che si facesse un sondaggio serio con domande chiare e sensate, tipo questa: “Saresti d’accordo a far guidare il paese da un dittatore (eletto dal popolo) con il potere di controllare il governo, la giustizia e l’informazione?“. Non saprei dire esattamente quanti risponderebbero “Sì”, ma cerchiamo di essere realisti, di sicuro almeno un 80% strabuzzerebbe gli occhi come se l’intervistatore fosse un marziano. Se il ducetto di Arcore si vende come l’incarnazione della libertà e della democrazia (non certo della dittatura) una ragione c’è.

Ma se il popolo non vuole la dittatura, perché allora il consenso del medesimo ducetto continua vergognosamente a salire? Peccato che la risposta sia talmente elementare e risaputa, da non essere più presa in considerazione né dall’opposizione politica né dall’informazione di massa (escludendo ovviamente le poche e sempre più circoscritte eccezioni). La riassumo nei seguenti punti:

  • Ogni elettore decide con la propria testa in base a come si è informato.
  • La stragrande maggioranza degli elettori si informa tramite le televisioni nazionali. Una percentuale assai inferiore si informa anche con i giornali e con internet. Pochissimi leggono libri.
  • Le televisioni nazionali private sono monopolizzate da Mediaset, ovvero dal Premier.
  • La televisione pubblica è monopolizzata dal governo, ovvero dal Premier.
  • La Mondadori, una delle più grandi case editrici Italiane, appartiene al gruppo Fininvest, ovvero al Premier.
  • La contro informazione viene innanzi tutto scoraggiata con una efficace politica intimidatoria, altrimenti vi sono due possibilità: (1) se ha la voce grossa viene prima delegittimata poi censurata; (2) se ha la voce debole la sola delegittimazione raggiunge generalmente lo scopo, senza dover ricorrere alla censura.

Il ducetto di Arcore nella concentrazione dei poteri ci sguazza, e se li può usare per difendere i propri interessi li usa. Dai cicli mestruali di Eluana Englaro, al terremoto in Abruzzo. Dalla censura alle voci libere colpevoli di avere un indice d’ascolto troppo alto, alle camionate di merda sui magistrati che fanno il proprio dovere. Tutto fa brodo per manipolare/censurare  le notizie, strumentalizzare lo strumentalizzabile, e ingannare sistematicamente il malcapitato elettore/telespettatore.

La mia è sicuramente una semplificazione, ma i parametri essenziali del problema rimangono quelli sopra elencati. Tutto il resto non può che influire in minima parte sul risultato finale, e contribuisce solo a confondere le idee.

Sunday, December 23rd, 2007

Il vaccino di Montanelli

montanelli.jpg “Io voglio che vinca, faccio voti e faccio fioretti alla Madonna perché lui vinca, in modo che gli italiani vedano chi è questo signore. Berlusconi è una malattia che si cura soltanto con il vaccino, con una bella iniezione di Berlusconi a Palazzo Chigi, Berlusconi anche al Quirinale, Berlusconi dove vuole, Berlusconi al Vaticano. Soltanto dopo saremo immuni. L’immunità che si ottiene col vaccino.” (Indro Montanelli intervistato da La Repubblica, 26 marzo 2001)

Dopo questa celebre dichiarazione di Montanelli, Berlusconi ha “governato” cinque anni (più altri due). Gli italiani hanno conosciuto “quel signore”. Non è bastato, gli italiani lo avranno ancora. Il centro-sinistra è stato eletto con un programma, ora ci si stanno pulendo il culo con allegria. Conflitto d’interessi? È uno spasso. Rai? Depredata ed asfissiata, la miglior ricreazione del potere politico. Questi uomini di “sinistra” hanno ben capito che il controllo sull’informazione è bello. E i pesci in faccia alla magistratura con la schiena dritta sono ancora meglio. Lascio indovinare chi sia il maestro indiscusso di tutto questo.

Il vaccino non ha funzionato. Al contrario il virus si è espanso in modo spropositato. Montanelli non aveva fatto bene i conti con le intere generazioni devastate dal verbo di Mediaset e Raiset: viva il furbetto. La questione morale è roba fuori moda, per perdenti nati. Ora non restano davvero che i fioretti alla Madonna per avere Previti al governo, Dell’Utri al quirinale, ed il Cavaliere al Vaticano.

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