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Tuesday, August 31st, 2010

Protestare contro Dell’Utri: Liberale o no?

Il popolo del dissenso non ha una rappresentanza politica, e ancor meno spazio per quanto riguarda l’informazione. Se ci sono tre programmi televisivi in croce che fanno informazione relativamente libera, il governo li silura in quanto non allineati al pensiero unico. Se il programma è in Rai, governo e concorrenza concidono magicamente. Il Pd, teoricamente il maggiore partito di opposizione, è inefficace, quando non è complice. La gente informata a cui sta ancora a cuore il futuro del proprio paese non ha altre alternative che protestare nelle piazze e in faccia agli interessati. Tale dissenso è perciò destinato a montare a dismisura.

Il Fatto Quotidiano pone la seguente domanda: Protestare contro Dell’Utri è liberale o no? La domanda è posta male perché il problema sta a monte. Ovvero: quanto è liberale e democratico il fatto che una cospicua parte della popolazione non abbia una rappresentanza degna e venga sbeffeggiata a reti unificate su base giornaliera?

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Clamoroso! Sembra che il paese non sia il riflesso di Raiset!

Povero Dell’Utri, il tutto per un po’ di mafia, uno stalliere, qualche bombetta… Se finisce in carcere si tira giù il Ducetto con tutta la baracca e i burattini. Lo ha gia detto che lui, al contrario dell’eroe Mangano, con riuscirebbe a stare zitto.

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Tuesday, August 24th, 2010

Pronto il “trattamento Boffo” anche per Don Sciortino!

Beppe Del Colle, editorialista di Famiglia Cristiana:

Il berlusconismo sembra averne fatto una regola: se promette alla Chiesa di appassionarsi (soprattutto con i suoi atei-devoti) all’embrione e a tutto il resto, con la vita quotidiana degli altri non ha esitazioni: il “metodo Boffo” (chi dissente va distrutto) è fatto apposta. (da Famiglia Cristiana del 25 agosto 2010)

Il Pdl reagisce parlando di “pornografia politica“, che suona un po’ come un velato suggerimento per il super direttore del Giornale della famiglia Ducettis de Arcores. Il mitico Fetorio Veltri! È pronto il “trattamento Boffo” anche per Don Sciortino (direttore di Famiglia Cristiana)? Staremo a vedere. Intanto sembra che qualcuno gli abbia sguinzagliato dietro decine di ragazzini pronti a tutto. Chi a sbolognargli di nascosto il giornaletto porno nella borsa. Altri, più audaci, pronti a calare i calzoncini nelle sue vicinanze, dove un apposito fotografo potrà immortalare lo spettacolo. Insomma, materiale feltriano di prima qualità, valido per riempire un mesetto di prime pagine.

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Sunday, August 15th, 2010

Feltri è fantastico, se non ci fosse lo inventerebbe il Berlusca

Così Fini parlò di legalità, poi si perse il conto delle prime pagine dedicategli dal Fetorio Veltri. Tanto amore finì per scatenare qualche polemica. Ecco alcuni estratti dell’editoriale del 14 agosto 2010 di Fetorio, per fortuna c’è ancora qualcuno che scrive editoriali di esemplare comicità:

Avete capito bene: [Napolitano] ce l’ha con noi e col nostro lavoro giornalistico …

Fa il caricatore ufficiale de il Gior-kalashnikov-nale del ducetto di Arcore e lo chiama “lavoro giornalistico”. LOL, che modesto! In fondo bisogna dargliene atto, il capo artigliere Fetorio è quello che si prende la briga di dare il “La” al plotone d’esecuzione mediatico, a reti unificate, delle libertà.

… di cui, invece, il Quirinale dovrebbe avere il massimo rispetto, in quanto la libertà di stampa e di pensiero è garantita dalla costituzione, della quale lui è vestale.

Giusto! In attesa della Costituzione personale del suo editorissimo, quella in vigore dice proprio così. Cito infatti dalla costituzione: “I giornalisti sono tenuti a covare nei cassetti le notizie scomode dei nemici del proprio editore, per farle uscire solo al momento opportuno. Raramente bisogna arrivare a pubblicarle, più spesso basta dare da intendere di averle per produrre ottimi risultati.

È solo un’inchiesta condotta con autonomia e con scrupolo dal Giornale (Gior-kalashnikov-nale, ndr.) [...] se poi le conseguenze di quanto andiamo pubblicando sono gravi, come afferma Napolitano, la colpa non è nostra che raccontiamo i fatti ma di chi li ha commessi.

Anche qui è difficile dargli torto. Fetorio deve avere un’alta opinione dei suoi lettori. Secondo lui devono essere morbosamente interessati alle cucine color “bianco assoluto” comprate da Fini, coi suoi soldi fra l’altro. Del fatto che l’amico del suo editore, dopo aver fondato Forza Italia, si è beccato 7 anni in appello per mafia, non dovrebbe fregare niente a nessuno, non c’è perciò bisogno di chiarire alcunché. Dovrebbe fregare ancora meno del fatto che la trattativa mafia-stato, i rapporti con i boss mafiosi, la corruzione giudiziaria nel Lodo Mondadori, la corruzione dell’avvocato Mills, le tonnellate di escort (prima di finire candidate nel Pdl), hanno tutte avuto lo stesso utilizzatore finale.

A ben vedere, l’unico a ricavarne vantaggio da questa storia è senz’altro Gianfranco Fini, gli attacchi di Fetorio sono come una benedizione, una garanzia della sua integrità.

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Friday, August 13th, 2010

In piazza il Popolo Dei Lacchè!

Cicchitto: “In piazza se messi all’opposizione“.

Secondo la Costituzione, se il governo non ha più la maggioranza, la parola passa al capo dello stato, che potrebbe (dovrebbe) optare per un governo tecnico che porti il paese al voto con una nuova legge elettorale ed una legge sul conflitto d’interessi. Purtroppo per Cicchitto e compagnia, che invece vorrebbero le elezioni subito, la nuova costituzione berlusconiana non è ancora in vigore. Ovviamente il Popolo Dei Lacchè se la sta facendo sotto, non crederete mica che ad essi piaccia l’idea di andare al voto ad armi pari? O senza occupare militarmente i mass media? Fessi sì, ma non fino al punto da non sapere che contro le cerbottane si combatte meglio con i carri armati. Cicchitto promette di scendere in piazza. Benissimo, sarà per una giusta causa! Siamo tutti curiosi di vedere i rimasugli di questo popolo di “neuronless fans” (la vera grande creazione dell’Unto del Signore), pronto a combattere per il portafogli del Cavaliere e relativa banda di leccapiedi.

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Thursday, July 8th, 2010

Manganello ai terremotati, cazzotti in faccia agli oppositori: Love lessons Pdl style

Che non si dica che il governo non è andato incontro ai terremotati aquilani. Vabbè, ci è andato col manganello, in pieno stile Partito dell’Amore. Medesimo stile, arrivano i soccorsi anche alla Camera, cazzotti in faccia all’Onorevole dell’Idv Franco Barbato. È evidente che se ci fosse un minimo di informazione in Italia, il Governo crollerebbe nel giro di 24 ore. Anzi, voi direte, se l’informazione non fosse militarmente occupata, queste farse di Governo non avrebbero mai avuto luogo.

Mentre il Pd gioisce per le dimissioni di Brancher, su cui gravava il sospetto di essere stato nominato ministro per sfuggire ai tribunali (devono ancora accorgersi di Cosentino e Dell’Utri, senza contare che il ducetto di Arcore lo sta facendo da oltre 15 anni), il peggior Governo della storia post democratica italiana è sull’orlo del collasso. Lasciamo perciò il Pd alle sue gioie, sperando che non si intrometta per salvare la rovinosa caduta del regime.

Ci saranno nuove elezioni, opportunamente sostenute da disinformazione a strascico e voto di scambio. I nostri posteri le chiameranno Elezioni Demomafiocratiche.

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Saturday, July 3rd, 2010

Ghedini ha ragione

Replica di Ghedini alle affermazioni del presidente della Repubblica sul ddl intercettazioni:

“I commenti del Quirinale sono assai pregevoli, ma c’è un parlamento: spetta a quest’ultimo decidere”, perché “la valutazione del capo dello Stato non è su problemi di natura tecnica. Altrimenti dovrebbe farsi eleggere. La valutazione è sulla costituzionalità. Le ‘criticità tecniche’ esulano dalla sua competenza”. (fonte Repubblica.it)

Dichiarazioni che hanno scatenato la dura reazione dell’opposizione. Il Pd non le manda mica a dire, quando ci vuole ci vuole! Peccato che dopo aver flirtato in lungo e in largo col grande statista di Arcore, nonostante gli indicibili scempi seminati lungo il suo percorso, il Pd s’incazzi proprio la volta che Ghedini dice una cosa giusta: il Presidente della Repubblica non dovrebbe dare consigli tecnici sulle leggi, dovrebbe “limitarsi” a rispedire al mittente le leggi incostituzionali. Napolitano non lo fa, dice che se dopo quelli la legge te la ripresentano uguale sarebbe obbligato a firmarla così com’è. Embè? Intanto creerebbe uno scontro istituzionale, che contro un governo messo li direttamente dalla mafia sarebbe il minimo.

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Friday, June 11th, 2010

Calamandrei, uno che parlava “a vanvera”

Dal discorso di Piero Calamandrei all’università di Milano 1955:

“[...] Però la libertà è come l’aria: ci si accorge di quanto vale quando comincia a mancare, quando si sente quel senso d’asfissia che gli uomini della mia generazione hanno sentito per vent’anni e che io auguro a voi giovani di non sentire mai. E vi auguro di non trovarvi mai a sentire questo senso d’angoscia, in quanto vi auguro di riuscire a creare voi le condizioni perché questo senso d’angoscia non lo dobbiate provare mai, ricordandovi ogni giorno che sulla libertà bisogna vigilare, vigilare dando il proprio contributo alla vita politica.” (Discorso integrale)

Chissà se Napolitano, fra una carica d’inchiostro e l’altra, si ricorderà che ogni tanto una vigilatina alla Costituzione non farebbe poi così male.

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Questo blog non è soggetto alla legge bavaglio

Cito da Il Fatto Quotidiano dell’11 giugno 2010, a proposito della legge bavaglio appena approvata con la fiducia dal Senato:

Siti Web all’estero. Non è sufficiente che il server di un sito sia all’estero per non dover sottostare alla legislazione italiana. Come indicato dalla direttiva europea sul Commercio elettronico, fa fede invece la residenza dell’editore (o del singolo) a cui è intestato lo spazio sul server e il nome di dominio (ovvero l’indirizzo Web).

TOH!!

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Thursday, June 10th, 2010

Il Berlusca, se non ci fosse lo inventerebbe il PD

La Finocchiaro è incazzata nera per il voto di fiducia alla legge bavaglio. In realtà è felice come una pasqua, come tanti altri simpatici PDini. Un ddl intercettazioni, lievemente differente da questo, era già stato approvato alla Camera dal precedente governo Prodi, il PD lo votò compatto assieme all’opposizione. Ora, grazie al governo del Berlusca, il PD non ci dovrà neanche rimettere la faccia. Meglio di così…

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