Questo blog ha sempre sostenuto che, finchè l’Unto del Signore controlla l’informazione, lui vincerà sempre. Ora mi devo ricredere. Se lo stesso controllo sull’informazione lo avesse il Pd, non cambierebbe nulla. Non perché la massa degli elettori non si fa influenzare, ma perché i Dalemoni e i Dalemini non resisterebbero dal fare propaganda per lo stesso carismatico mafio-nano-puttaniere. Anzi, diverrebbe direttamente il candidato del Pd.
C’è una caratteristica che unisce sia i sostenitori che gli oppositori del mafio-governo, quella di riconoscere all’Unto del Signore indiscusse doti di comunicatore. Onestamente non ho mai capito di quali doti si stia parlando.
Lo psiconano spara balle come bombe atomiche, dispiegando all’unisono i mass media da lui controllati (praticamente tutti). Mills viene giudicato colpevole ma prescritto? Loro dicono che è stato assolto. I sondaggi dicono che la gente è stufa di mafia e corruzione? Lui dice “basta con la mafia e la corruzione!”. La gente si è rotta le palle del Berlusca? Lui dice “basta col Berlusca, d’ora in poi farò lo statista!”. La maggioranza lo prenderà in fiducia e lo voterà un’altra volta.
Dunque chi tira bombe atomiche è più bravo di tira bombe a mano. Una pura questione di talento.
Guardando l’ultima puntata di Ballarò, col Bertolaso in studio, emerge con evidenza quale sia la vera emergenza in Italia.
Ho scelto Ballarò come esempio perché viene pure considerarato come programma “di sinistra” e critico nei confronti del governo (?). Figuriamoci il resto della programmazione della Rai, che è controllata dal governo. Senza considerare Mediaset che risponde direttamente al Presidente del Consiglio.
Floris precisa subito che non ha intenzione di celebrare processi in tv, infatti sembra più intenzionato a celebrare auto-assoluzioni. Dalla trasmissione è emerso tutto tranne i fatti salienti. Bertolaso ammette di avere accettato regali da imprenditori, qualche bottiglia di vino. Non si parla di “prostituzione civile”, “ripassate alla Francesca”, “massaggi stellari”, e del coinvolgimento del Bertolaso quale “utilizzatore finale”. A parte un timido accenno di Concita De Gregorio, subito massacrata. Si tratta di fatti non ancora accertati penalmente? E cosa me ne dovrebbe fregare a me, quando dalle intercettezioni emergono già elementi sufficienti per cacciare seduta stante certi soggetti dalla pubblica amministrazione?
Come dice Piercamillo Davigo, se in un ristorante vengo avvelenato, non ho bisogno di aspettare la condanna del ristoratore, cambio subito ristorante. Il punto fondamentale per me è capire chi mi ha avvelenato. Se qualcuno dovesse convincermi che l’avvelenamento è stato causato dalle lasagne della nonna o da alieni cattivi, niente mi impedirebbe di tornare nello stesso ristorante.
Se dovessi invitare persone in casa mia e questi mi violentassero, è chiaro che non li inviterei più. Li denuncerei. Ma se prima di violentarmi mi facessero una anestesia totale e poi al risveglio si comportassero da bravi ospiti, probabilmente sarei felice di invitarli ancora.
L’informazione di massa controllata, come avviene in Italia, funziona esattamente come nei due esempi di cui sopra. Distrae, confonde le idee, assopisce le coscienze. Occulta chi, dietro ad una faccia da benefattore, saccheggia senza ritegno i diritti e la ricchezza della comunità.
Uno allora si potrebbe chiedere: ma cosa sono tutti scemi? In questo contesto due cose sono certe. La prima è che chi ti vuole fregare ci tiene a farti credere intelligente (dunque se ti credi intelligente è il caso di iniziare a preoccuparsi). La seconda è che se prendi un mitra e spari a distanza verso una persona sola che scappa, forse la prendi, forse no. Ma se spari contro la folla una percentuale di individui li fai fuori sempre, diventa matematico.
Non sono perciò tutti scemi, ma quando i mass media all’unisono sparano sul branco una balla qualunque, diventa matematico che una parte del branco finirà per crederla. Ricordiamoci che per vincere le elezioni spesso è sufficiente spostare un 5% di voti.
La vera emergenza/priorità è sempre la stessa, e negli ultimi 15 anni è solo peggiorata: la libertà di stampa. Quel che è peggio è che la cittadinanza, ormai convinta di essere intelligente, sembra essere sempre meno interessata all’argomento. A controbilanciare ci pensa il potentucolo di turno, che non sembra avere perso interesse nella demolizione dei piccoli spazi di libertà che ancora resistono.
Nel video di cui sopra, tratto da “In 1/2 ora” di Lucia Annunziata, lo scrittore Antonello Mangano evidenzia, basandosi su determinati fatti, il totale fallimento delle politiche di immigrazone del governo, criticando in particolare la Lega Nord. Molto goffamente la Annunziata precisa subito che lo scrittore ha “un orientamento di sinistra”. Antonello gli fa allora notare che sta cercando di analizzare i fatti e che non c’è nessun approccio ideologico. Saltate pure il successivo sermone della Gelmini, tutte minchiate per evitare di spiegare quale sia la vera ragione per cui si ritrova ad essere un Ministro della Repubblica.
La maggior parte dei giornalisti Rai (e del servizio pubblico in generale), non appena qualcuno azzarda una critica al Governo, invece di entrare nel merito dei fatti, sentono subito il bisogno di prendere le distanze, di “chiarire” agli ascoltatori che si tratta di opinioni, di sinistra. Dunque il teorema viene da sè: sinistra -> comunista -> odio -> duomi in faccia.
Bisogna capirli questi “giornalisti”, sono tutti precari. Sgarrano un attimo nei confronti del Governo, dunque della concorrenza, e gli segano la carriera in men che non si dica.
Eccovi una simpatica collezione di pensieri di Fetorio Veltri, voce del più grande comitato elettorale esistente nell’universo.
Chissà chi sa chi sei:
«Non so quello che succederà tra Fini e Berlusconi nel corso di quest’anno, poichè nessuno sa cos’abbia in testa Fini e, forse, nemmeno lui.»
L’infiltrato comunista:
«Fini? Poveraccio capisco che lui si trovi in difficoltà, dato che probabilmente ha poche idee e confuse. E le prende a prestito dalla sinistra.»
Il piacere del deretano sulla cadrega:
«[Fini] Aderì al Pdl perchè aveva paura di contarsi, chiese un ruolo istituzionale e lo ottenne divenendo presidente della Camera con una bella poltrona, un grande appartamento, camerieri, servitori: capite, per uno che non ha mai lavorato avere tutto quel po’ po’ di roba. Poi, una volta abituato agli agi si è accorto di non avere più un partito in cui comandare, perchè in quello nel quale era confluito uno che comandava c’era e c’è già: Silvio Berlusconi [Dio, n.d.r.].»
Faccia da politico!:
«Il mio pensiero non è il pensiero del PdL: io non faccio politica, la faccia piuttosto Cicchitto che mi sembra pure abbia la faccia giusta per farla.»
La donna non accertata:
«Adesso hanno candidato una amica di Fini, Renata Polverini. Tutti i giornali di sinistra la appoggiano, ha un tale di nome Claudio Velardi, amico di D’Alema che gli fa la campagna elettorale, non si capisce più niente. Praticamente, in questo modo se prima nel Pdl c’era un’ala destra, ora c’è un’ala sinistra . Su di lei ho avuto anche una polemica con Daniela Santanchè: lei dice che è una donna e va incoraggiata. Io non mi ero accorto che fosse una donna, per questo non sono stato Cavaliere.»
Nostalgia lassativa. In risposta alla boccetta di valium regalatagli a Natale da Fini, Fetorio risponde con una cassa di buon vino e la seguente dedica:
«Ecco una cassa di prestigioso vino italiano dal sapore più gradevole del valium, e dell’olio di ricino di cui e’ stato grande estimatore»
Se non fosse così sovrumanamente leccaculo, menzognero, gran servo e scherano dell’Unto del Signore, Fetorio potrebbe anche essere simpatico. Ma per Fini non mi dispiace nemmeno un po’. Non è che uno può passare 15 anni a fare il berlusconian gioioso in poltrona (e non entro nel merito degli anni precedenti), per poi riscoprirsi improvvisamente come il supremo alfiere della democrazia.
L’onorevole Fabrizio Cicchitto, a proprosito della aggressione al Presidente del Consiglio: “A condurre questa campagna è un network composto dal gruppo editoriale Repubblica-L’Espresso, dal quel mattinale delle Procure che è il Fatto, da una trasmissione di Santoro e da un terrorista mediatico di nome Travaglio, oltre che da alcuni pubblici ministeri, che hanno nelle mani alcuni processi, tra i più delicati sul terreno del rapporto mafia politica e che vanno in tv a demonizzare Berlusconi“. (fonte Repubblica.it)
Una premessa, l’aggressione al Premier da parte di uno squilibrato è stata un gesto stupido, criminale e inqualificabile. Per fortuna isolato.
Ma il piduista sopra citato sembra non ignorare che la carta della violenza alla fine gioca favore del Governo, perché la violenza in Italia è storicamente l’esclusiva del potere. Per il Pdl, che strumentalizzerebbe anche le scoregge, tanto vale cavalcare l’onda della violenza e gettare benzina sul fuoco con vasto dispiegamento di mezzi. Viene così inferocita l’aggressione a quel poco di opposizione parlamentare rimasta, alle solite tre testate giornalistiche non allineate al regime, e al solito paio di giornalisti, colpevoli di essere senza guinzaglio e di avere un pubblico troppo vasto. Tutti accusati di avere armato la mano dello squilibrato. Una maggioranza che dispone di un potere madiatico mai nemmeno immaginato in una “democrazia” occidentale, si caga addosso per quattro giornalisti liberi. Questo dimostra il grado di disperazione in cui riversano, che li rende comunque molto pericolosi. Io mi auguro che il dissenso che sta inesorabilmente montando nella cittadinanza consapevole, non cada nella trappola della violenza istigata su base giornaliera dal Cavaliere e dai suoi scherani. Il potere politico nella violenza ci sguazza, mentre quello che teme è la Costituzione, e la Giustizia quando funziona.
PS: gli attacchi di Cicchitto a Italia dei Valori, La Repubblica, L’Espresso, Il Fatto, Santoro e Travaglio (quest’ultimo ribattezzato come “terrorista mediatico”) indicano con molta chiarezza, agli oppositori del regime, cosa devono comprare.
Molti si chiedono come sia possibile che Berlusconi abbia vinto le elezioni politiche per ben tre volte. Se lo chiede soprattutto la stampa estera. Io invece mi chiedo il contrario, come abbia fatto a perderle contro Prodi. È questo il vero mistero. I giretti in pullman sono anche simpatici, ma il controllo militare sui mezzi di informazione, specie sulle televisioni nazionali, è leggermente più efficace per costruire il consenso. È come se uno si presentasse in guerra con la fionda e l’altro con i carri armati, e nonostante ciò il Berlusca è riuscito pure a perdere un paio di volte.
Diffidate di quelli che sostengono che in Italia si rischia il golpe, perché il golpe c’è già stato. Quando è stato permesso ad una certa testa bitumata il dominio assoluto sui mezzi di informazione, prima quelli privati poi anche quelli pubblici, è stato legittimato il golpe. L’”opposizione” avrebbe dovuto vigilare, ma non lo fece. Al cotrario gli promisero che “non sarebbero state toccate le sue televisioni“.
È grottesco che le ultime dichiarazioni dei pentiti di mafia, che coinvolgono Berlusconi e Dell’Utri quali referenti politici di Cosa Nostra, destino tanto stupore.
“I Complici” di Lirio Abbate e Peter Gomez, un libro uscito due anni e mezzo fa, rivelava già i retroscena osceni delle stragi del ‘92/’93 e il successivo patto scellerato fra Stato e Mafia. Pur non essendoci (ancora) verità giudiziarie, esistono una serie di verità storiche e fatti accertati che se opportunamente organizzati iniziano e prendere senso. Anche prima che gli Spatuzza iniziassero a parlare, si intuivano già molte cose. Per fortuna la libera informazione di massa italiana è libera di non parlare di certi argomenti, non sia mai che poi la gente inizi a capire.
Pare tuttavia che le cosche i libri interessanti li leggano. Lirio Abbate vive sotto scorta da oltre due anni a causa del suo lavoro di cronista a Palermo, lavoro evidentemente poco gradito ai boss. Il Presidente Giorgio Napolitano ha offerto solidarietà al giornalista-scrittore, anche se ho i miei dubbi che il libro in questione l’abbia letto. O forse non l’ha capito.