Thursday, August 7th, 2008

“Metterlo nel culo alla povera gente col suo consenso”

Filed under: Democrazia, Informazione, Massimo Fini, Politica, Video
Written by: mazapegul @ 9:59 pm

massimo_fini.jpg[...] Ma, diceva quel furbacchione di Churchill, la democrazia «è il peggiore dei sistemi ad eccezione di tutti gli altri». Se si riferiva alla democrazia rappresentativa mi permetto di avere qualche dubbio. Per conto mio, dopo cinquant’anni di esperienze, mi sono fatto la convinzione che la democrazia rappresentativa sia un metodo per metterlo nel culo alla povera gente col suo consenso. Una truffa. Noi votiamo gente che non ci rappresenta affatto, chè una volta messo il deretano sulla cadrega pensa solo al miglior modo per conservarla. Al momento del voto vengono da noi a mendicare il consenso, strisciano come vermi -del resto sono vermi- per pietire una crocetta sul loro nome plebeo, ammiccano come puttane per catturare la nostra attenzione, ma «passata la festa, gabbato lo santo», si dimenticano che sono stati eletti per essere al nostro servizio e anzi, dall’alto dei loro privilegi, ci guardano con arroganza come se invece che popolo fossimo paria, una casta inferiore il cui compito è quello di prosternarsi davanti ai loro augusti piedi.” (Massimo Fini – Vuoto e truffa della democrazia rappresentativa, Da “Il Borghese” del 05/11/1998)

Massimo Fini intervistato da Giancarlo Santalmassi nel 2004 a nessuno.tv, video:

Massimo Fini – Regime, stampa, democrazia (1 di 3)
Massimo Fini – Regime, stampa, democrazia (2 di 3)
Massimo Fini – Regime, stampa, democrazia (3 di 3)

Saturday, August 2nd, 2008

I nuovi comunisti

copyright.jpgMediaset vuole 500 milioni di euro da YouTube e Google. L’azienda di Cologno Monzese sarebbe stata danneggiata dalla “illecita diffusione e sfruttamento commerciale di file audio-video di proprietà delle società del gruppo“.

Mediaset non è un’azienda privata, è un partito azienda il cui maggiore azionista è anche il capo del Governo. Questo azionista naturalmente controlla l’azienda in questione, un’assortimento di pubblicità, propaganda e campagne diffamatorie. Lo stesso azionista, in qualità di Presidente del Consiglio, controlla anche il governo che fa le leggi che poi la sua azienda personale dovrà osservare. Controlla anche la concorrenza, la Rai. Infatti, sempre in qualità di capo del Governo, ha infiltrato i suoi uomini anche in Rai, nei posti chiave. Trattasi di professionisti alacri e tempestivi quando è ora di fare qualche favore: tipo rifilare veline per corrompere senatori, o per far cacciare i dipendenti scomodi della concorrenza. Non è fantastico? Altro che libero mercato, quà siamo un passo oltre!

Ma c’è dell’altro. Europa7, una emittente con regolare concessione dal 1999, non può trasmettere perché le frequenze che gli spetterebbero le occupa Rete4 (secondo varie sentenze Rete4 dovrebbe togliersi dalle palle e finire sul satellite). Ma ve lo immaginate l’azionista di cui sopra che, come capo del Governo, si martella nei coglioni e spedisce Emilio Fede sul satellite in nome del pluralismo dell’informazione? Siamo seri, Rete4 ovviamente rimane lì dov’è, con proroga ad libitum.

Passa un po’ tempo ed i nostri campioni del libero mercato mediasettiani si accorgono che YouTube gli sta portando via clienti a macchinetta. Va fermata. Solo che in questo caso la concorrenza non è una azienda pubblica come la Rai, non è perciò altrettanto facile infiltrare uomini anche lì. Si attaccano allora alla legge sul copyright, e chiedono quei 500 milioni di risarcimento. La decrepita legge sul copyright è del tutto inadeguata per i tempi di Internet, un minimo di intelligenza dovrebbe suggerire di riscriverla integralmente. È assodato che prima o poi Internet scalzerà via definitivamente la televisione come è intesa oggi, ma dobbiamo pur sempre fare i conti con i “liberisti” di cui sopra, che oltre a Mediaset hanno in mano il Governo. Figuriamoci se riscrivono una legge che finirà col favorire la diffusione e la libertà in Internet, a vantaggio di tutta la comunità, scavando però una precoce fossa alla loro amata aziendina personale. Siamo seri, un’altra volta, l’attuale legge sul copyright si presta a meraviglia per intimidire le aziende e gli utenti della rete.

Tutto ciò può sembrare paradossale, ma non lo è. Si tratta di una moderna forma di comunismo.

Thursday, July 31st, 2008

Lombrichi e muffe

worms.jpgA proposito della querela di Schifani contro il giornalista Travaglio, per via degli interventi che quest’ultimo ha rilasciato alla trasmissione televisiva “Che tempo che fa”, c’è una cosa che non mi è ancora chiara: cosa manca a questo regime per eguagliare quello del famigerato “ventennio”? Hanno il governo, l’immunità, il controllo sull’informazione, si apprestano a sfasciare definitivamente la giustizia. Non appena una vocina sfugge al controllo, portando alla luce alcuni fatti scomodi, ecco che piovono querele intimidatorie da milionate di euro. È la stessa tecnica del terrorismo: colpirne uno per educarne cento. Cosa manca? La domanda in realtà è posta male, sotto certi punti vista, il “ventennio” è già stato ampiamente superato.

Post precedenti: Regime – Torna il manganello sulla Rai

(photo by Ben McLeod)

Monday, July 21st, 2008

Se si sapesse in giro…

scarpinato.jpgAgli italiani non interessa il problema del conflitto di interessi, ed ancor meno della concentrazione del potere mediatico“.

Non è la tiritera che viene quotidianamente spalmata sull’etere e carta stampata da oltre 15 anni? Lo dice, ovviamente, chi con tali conflitti e poteri ci ha a che fare; lo dice anche, a maggior ragione, chi fatica ad arrivare a fine mese con una famiglia a carico. Lo dicono quelli che scrivono o parlano sui media – controllati da chi con tali conflitti e poteri ci ha a che fare; lo dicono anche, a maggior ragione, quei politici che dovrebbero opporsi ma a cui, tali conflitti e poteri, non fanno affatto schifo. Uno se lo sente ripetere, in fondo sembra la pura italica verità: alla fine ognuno pensa alla propria bottega, e se fatica ad arrivare a fine mese quello diventa il suo problema/interesse principale.

Uno allora dovrebbe chiedersi perché tali conflitti certuni se li difendono con gli artigli, anzi, hanno l’ossessione di moltiplicarli. Forse perché se il controllato ed il controllore sono la stessa persona finisce che la multa non la paga? O forse perché se intasca denaro pubblico o illecito decide di… far finta di niente? Ma chi le paga le multe? E chi lo sborsa il denaro pubblico?

Uno allora dovrebbe anche chiedersi perché chi controlla i media difende il suo potere con gli artigli, anzi, ha l’ossessione di moltiplicarlo. Forse perché se uno venisse a sapere quale abnorme quantitativo di denaro pubblico viene trafugato per arricchire certi “furbetti” in spregio alle tasche dei risparmiatori/contribuenti – perciò anche alla propria amata bottega – allora capirebbe una cosa molto semplice: le cose sono collegate.

Segnalazione video:

Roberto Scarpinato (parte 1/5): L’Italia Oscena
Roberto Scarpinato (parte 2/5): L’Italia Oscena
Roberto Scarpinato (parte 3/5): L’Italia Oscena
Roberto Scarpinato (parte 4/5): L’Italia Oscena
Roberto Scarpinato (parte 5/5): Bella e Giovane Costituzione

Friday, July 11th, 2008

I successi del “No Cav Day”

garbage_mountain.jpgOgni volta che penso che l’informazione di massa abbia toccato l’apice – della vergogna – mi devo ricredere. Passa qualche giorno ed ecco che il record è già stato bruciato. La vergogna, si sa, è senza limiti. La reazione dei mass-media al “No Cav Day” è tuttavia un pezzo da manuale. Tutti si sono indignati, destra e sinistra, religiosi e laici. Nessuno che si sia degnato di ricordare che in Piazza Navona c’erano 100 mila persone che manifestavano civilmente contro le vergogne del governo Berlusconi.

Ma persino un Furio Colombo che prende pubblicamente le distanze da alcuni interventi, accusando Grillo in particolare, è ancora più incomprensibile. Colombo è uno degli organizzatori della manifestazione, come può sperare di chiamare certa gente sul palco e che ti faccia il comizietto politicamente corretto. Posso anche capire che il qualunquismo grilliano stia sul cazzo, e tutto sommato era anche fuori luogo, ma allora si doveva evitare di invitarlo – che poi quello di Grillo a me è sembrato un intervento relativamente “misurato” rispetto al suo standard.

Discorso diverso per Sabina Guzzanti. Sono d’accordo con Dario Fo, come dovrebbe reagire la vera satira contro un potere così violento, offensivo e spregiudicato? Che sia insultante ed irriverente mi sembra davvero il minimo.

Tali interventi (Grillo e Guzzanti in particolare) vengono criticati perché averebbero fornito pretesti per calunniare l’intera manifestazione. La verità invece è che il Governo, la non-opposizione veltroniana e la stampa, erano pronti a sparare a zero comunque. Porsi perciò il problema a priori, rinunciando alla libertà di espressione, significava fare doppiamente il loro gioco.

In conclusione riporto la memorabile sparata dell’Unto dal Signore: “Di spazzatura mi occupo solo a Napoli”. Beh, non esattamente, di spazzatura ti occupi ogni qualvolta ti alzi dal letto per affrontare la dura giornata.

(photo by Changhua Coast Conservation Action)

Sunday, July 6th, 2008

Rai campione di etica

Filed under: Agostino Saccà, Europa 7, Informazione, Loris Mazzetti, Rai
Written by: mazapegul @ 3:43 pm

libronerorai.jpgAgostino Saccà reintegrato in Rai e Loris Mazzetti cacciato a pedate. Il primo è stato premiato per aver utilizzato la Rai come una cloaca pubblica (anzi privata), facendo favori al maggiore azionista della concorrenza. Il secondo – uno dei più validi professionisti che lavorano in Rai – è stato punito in quanto avrebbe scritto ne “Il libro nero della RAI” che in tale azienda non viene rispettato il codice etico.

In fondo è anche giusto, una azienda del genere merita solo di avere impiegati valletti e pubblico beota. I professionisti epurati dovrebbero lavorare in aziende vere. Ma questo è quello che avverrebbe in un regime di libero mercato. Al contrario in Italia, per quando riguarda l’informazione, esiste un regime putrefatto post-comufascista di ispirazione putiniana, il cui unico organo di propaganda si chiama Raiset. Guai a chi pensa di fare libera concorrenza (vedi caso Europa 7).

E pensare che gli elettori continuano a votare i responsabili di questo scempio, pensando che si tratti di esseri liberali.

Thursday, June 5th, 2008

Quando la libertà fa paura

Filed under: Europa 7, Informazione, Politica
Written by: mazapegul @ 7:08 am

antenne_vesuvio.jpgMi chiedo se i finti liberisti filo-berlusconiani – che per certi versi riescono ad essere meno liberisti persino dei comunisti che “bollivano i bambini” – temono più lo spegnimento di Rete4 o l’apertura di Europa7. Il fatto è che Europa7 avrebbe tutte le carte in regola per diventare una tv nazionale libera, slegata dai partiti. La casta politico-aziendal-totalitaria berlusconiana – ma in parte anche quella tradizionale – trema al solo pensiero di una possibile libertà di informazione. Ecco perché li chiamo come dovrebbero essere chiamati: finti liberisti.

Da quando Berlusconi è sceso in campo, la lista dei professionisti che oggi non possono lavorare in televisione si è allungata a dismisura. Per vari motivi: o perché sono troppo liberi, o non ricattabili, o senza guinzaglio politico. Si tratta di persone con hanno già registrato indici d’ascolto relativamente alti, e che potrebbero lavorare in Europa7, se mai gli daranno queste cazzo di frequenze. È di questo che hanno paura, più del fatto che una quota di pubblicità dovrà transitare dal mono-duopolio Raiset ad Europa7. Se l’informazione dovesse iniziare a girare liberamente nelle televisioni nazionali allora si che sarebbe un problema, perché sempre più gente potrebbe prendere coscienza di quale pasta sono fatte certe cariche dello stato, politici e ministri. Rischierebbero l’azzeramento nel giro di un mese.

Già, si stanno cagando addosso.

(foto hillman54)

Wednesday, May 28th, 2008

Intervista a Barbacetto

Filed under: Alitalia, Gianni Barbacetto, Informazione, Politica, Video
Written by: mazapegul @ 6:25 pm

Consiglio questa intervista a Gianni Barbacetto, a cura di Underpress.it. Clicca i tre video seguenti:

barbacetto1.jpg
barbacetto2.jpg
barbacetto3.jpg

Tuesday, May 27th, 2008

Rincoglionimento boomerang

Filed under: Il vergognoso, Informazione, Politica, Silvio Berlusconi
Written by: mazapegul @ 11:58 pm

kiss_ass.jpgIl Partito Azienda. Oltre venti anni di televisione spesi all’insegna dell’insulto all’intelligenza, della disinformazione, della diffamazione, della demenza gratuita, delle veline, delle tette, dei culi e del rincoglionimento pubblico. Anni spesi facendo un uso criminoso dei mezzi di informazione. Questi anni sono essenzialmente la dimostrazione chiara ed esplicita di quando bassa sia l’opinione che questi soggetti hanno della cittadinanza. Sono una versione aggiornata del “Gatto e la Volpe” di Collodi. Da un lato non perdono occasione di evidenziare la sagacità e intelligenza del pubblico, la vittima designata. Dall’altro elucubrano qualcosa di simile: “massa di idioti, ubriacatevi con questa merda, poi ci pensiamo noi a darvi una bella ripassatina”.

Oggi i lustra-scarpe del Partito Azienda sono perfettamente normalizzati. Sia quelli di partito che quelli della carta stampata. Esprimono tutti gli stessi concetti all’unisono, che possono essere sintetizzati così: “agli italiani non frega niente dello spadroneggiamento del Cavaliere, men che meno del suo conflitto d’interessi”. Avranno anche avuto successo nell’operazione rincoglionimento elettori, è tuttavia innegabile che i camerieri di Berlusconi abbiano subito una dose di rincoglionimento ancora più devastante. Deve essere l’effetto boomerang.

Sarà sufficiente aspettare qualche mesetto, per vedere declinare rovinosamente il consenso del Partito Azienda. Ma non dovrebbero preoccuparsi, la sinistra verrà puntualmente in loro aiuto.

(foto PUPIL_BCN)

Monday, May 19th, 2008

Il miglior auspicio

sonda_corriere.jpgQuando nel 1990 inveivo contro Craxi e la legge Mammì, presagendo che un giorno il beneficiario della legge avrebbe rotto il cazzo a macchinetta, nessuno sembrava volermi credere. Sono passati quasi vent’anni ed il beneficiario in questione non si è solo limitato a tenere in ostaggio l’intero paese, è persino riuscito a berlusconizzare la quasi totalità della classe politica. Oggi il Pd, quello che rimane del vecchio Pci/Ds, accetta volentieri l’ingombrante anomalia italiana, anche se dal ’94 non ha fatto altro che degenerare. Oggi il Pd sceglie di dialogare con il cancro, dimostrazione di quanto sia anch’esso incancrenito. Oggi il Pd si sta rendendo complice della epurazione dei giornalisti liberi che lavorano in Rai – solo quelli con alto indice d’ascolto naturalmente. L’unica opposizione allo scempio berlusconiano rimane L’italia dei Valori, un 5% di elettori.

Ma i conti non tornano. Non molto tempo fa infatti, in un sondaggio pubblicato su Corriere.it, è saltato fuori che circa il 70% su 50.000 votanti erano d’accordo con Di Pietro per lasciare a Mediaset una sola rete. Non si tratta certo di un campione rappresentativo dell’intero paese, include in prevalenza persone con accesso ad internet e che leggono qualcosina. Tuttavia il Corriere.it ha un pubblico piuttosto eterogeneo e non è certo da considerarsi come un “pubblico di sinistra”. Anche nella peggiore delle ipotesi, risulta evidente che la disapprovazione è assai più diffusa di quel che il parlamento e la stampa possano far sembrare. Io mi chiedo – e se lo dovrebbero chiedere anche quelli del Pd se un minimo di vitalità gli è rimasta – chi rappresenta questi elettori in parlamento? solo Di Pietro? Nelle ultime elezioni il carrozzone mediatico berlusconiano è riuscito ancora a confondere l’elettorato con l’inganno. Ma cosa succederà negli anni bui che il paese si appresta ad attraversare, specie con questa “opposizione” insignificante? È logico presagire un’impennata del malcontento senza precedenti.

Quello che auspico è che in questi anni prenda finalmente corpo una nuova forza politica. Una forza slegata dalle decrepite concezioni di destra e di sinistra – che tanto non hanno più senso. Una forza politica laica fondata sugli alti valori della costituzione, intransigente sulla legalità, l’onestà ed il rispetto delle minoranze etniche e religiose.

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