Friday, January 23rd, 2009

Forza regime!

vulpio01.jpgQuello che segue è un estratto della lettera che il pubblico ministero di Salerno Gabriella Nuzzi, trasferita dal Ministro Alfano per aver fatto il proprio dovere, ha inviato al presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati:

Signor Presidente, Le comunico, con questa mia, l’irrevocabile decisione di lasciare l’Associazione Nazionale Magistrati. Il plauso da Lei pubblicamente reso all’ingiustizia subita, per mano politica, da noi Magistrati della Procura della Repubblica di Salerno è per me insopportabilmente oltraggioso. Oltraggioso per la mia dignità di Persona e di essere Magistrato. [...]“. (leggi tutta la lettera).

Questo è solo l’ultimo capitolo della vicenda De Magistris. Per chi l’ha seguita fin dall’inizio, a partire dalla sottrazione delle indagini e trasferimento ad altra sede del pm De Magistris, fino a questa drammatica lettera di dimissioni, verrebbe da chiedersi se in Italia esiste ancora una democrazia, o qualcosa di simile. Domanda inutile.

A parte i soliti quattro giornalisti e politici in via di estinzione o di trasferimento, chi si è preso la briga di dire la verità a proposito di questa torbida vicenda? Nessuno. Ma la vera domanda da porsi è un’altra: cos’altro deve ancora succedere perché si prenda coscienza del fatto di essere precipitati in un regime coi fiocchi? Dov’è il presidente della Repubblica garante della Costituzione?

Friday, January 16th, 2009

Il problema di Annozero e il Popolo dei Trogloditi

Filed under: Annozero, Forza Italia, Informazione, Michele Santoro, Politica, Video
Written by: mazapegul @ 6:22 pm

annusanto.jpgGinfranco Fini: “Ad Annozero ieri si è superato il livello di decenza“.

Fabrizio Cicchitto, capogruppo dei deputati Pdl: “Quanto avvenuto è gravissimo perché ai telespettatori è stata data una informazione prodotta al di fuori dei più elementari principi deontologici del giornalismo. Sorprende constatare che al momento non ci sia ancora stato un atto di censura da parte dei vertici Rai“.
(fonte Repubblica.it)

Non entro nel merito della polemica scatenata dal diverbio Annunziata-Santoro, perché sarebbe del tutto fuorviante.

I problemi di Annozero sono sostanzialmente due: è una programma giornalistico troppo libero da guinzagli politici; ha un indice d’ascolto troppo alto. Due caratteristiche che prese singolarmente non sono necessariamente problematiche, ma prese insieme diventano il problema. Il partito azienda e la casta politica in generale, controllano e sfruttano la gigantesca macchina propagandistica/diffamatoria di cui dispongono per offrire costantemente al pubblico “verità” di regime. In questo contesto una trasmissione come Annozero si inserisce come una anomalia. Ecco quindi che si spiegano i soliti politici che sbottano i loro desideri di censura e manganello, non appena gli si presenta la minima occasione.

Il partito azienda è fondato sul monopolio ed il controllo dell’informazione, è perciò insofferente sia alla libera concorrenza che alla libera informazione. Non per niente si fanno chiamare “Popolo delle Libertà”, mica “Popolo dei Trogloditi”!

Friday, December 5th, 2008

Mezzi uomini – Lettera aperta a Licio Gelli

Filed under: Daniele Martinelli, Informazione, Licio Gelli, Massoneria, P2, Video
Written by: mazapegul @ 6:57 pm

gellifascio.jpgSignor ex venerabile della Loggia Massonica P2 Licio Gelli, ho seguito con interesse alcune delle sue recenti dichiarazioni. Una in particolare mi ha colpito. Le viene posta la seguente domanda: “Con che frase lei vorrebbe essere ricordato nei libri di storia?“. La sua risposta è breve e concisa, giusto un po’ retorica: “Che sono stato un uomo.” (fonte YouTube, in fondo al video).

Io non so cosa significhi essere un uomo secondo il suo punto di vista. In ogni caso, secondo il mio punto di vista, il fatto che lei conceda interviste sistematicamente a giornalisti docili, arrendevoli o inesistenti, non le fa certo onore. Ma come, mi sono chiesto, uno “a posto con la propria coscienza” come lei dice di essere, che è stato a capo di una Loggia Massonica che “teneva in mano il paese”, ha paura di farsi intervistare e filmare da un giornalista informato sui fatti e che faccia domande sensate e pertinenti? Non le sembra un comportamento più da struzzi che da uomini? In fondo lo ha deciso lei di uscire dal silenzio, perché non ne esce sul serio? Il giornalista Daniele Martinelli si è recentemente recato alla sua porta per una intervista, perché non gliela concede?

Wednesday, November 12th, 2008

Bavaglio alla rete

Filed under: Beppe Grillo, Informazione, Internet, Politica, Ricardo Franco Levi
Written by: mazapegul @ 11:22 pm

jail.jpgCi risiamo, ecco che torna alla ribalta la famigerata legge Levi, meglio conosciuta come legge bavaglio-alla-rete. Uno sgorbio di legge che non stà ne’ in cielo ne’ in terra, destinata ad innescare, se dovesse passare, un macello colossale. Non si capisce se è stata concepita da incompetenti, o se l’intento è volutamente quello di creare caos e paura. Io penso un po’ tutti e due.

Quello che interessa alla casta politica conservatrice, è il controllo sull’informazione. Interessa perciò mettere il bavaglio alla libera informazione che gira in rete. Come? Molto semplice, dove vige il caos legale lo Stato può attaccarsi a qualsiasi cavillo pur di rompere le palle alle voci scomode. Basterà punirne uno per educarne cento. È la scuola delle Brigate Rosse, oggi più che mai in voga.

Per farla breve, la legge prevede una regolamentazione obbligatoria per tutti i blog, praticamente senza distinzioni. Una regolamentazione simile a quella dei prodotti editoriali. Le alternative saranno fondamentalmente due: ogni blog registrato sarà soggetto alle norme sulla responsabilità connessa ai reati a mezzo stampa; oppure si corre il rischio di una denuncia per il reato di “stampa clandestina”, due anni di carcere più sanzioni economiche.

Mi piacerebbe tuttavia sapere come, i signori che hanno partorito tale proposta di legge, pensano di farla rispettare. Un controllo a tappeto? Totalmente fuori da ogni logica. Un controllo casuale/mirato? Più probabile. Supponiamo allora questo ultimo caso, c’è una denuncia e la magistratura deve rintracciare il titolare del presunto blog abusivo. Cosa molto semplice se il blog si trovasse su un provider italiano, o il titolare paga regolarmente un domain privato. Ma dopo una legge del genere chi è così scemo da rivolgersi ancora ai provider italiani? Meglio infatti rivolgersi all’estero, magari sui provider che offrono spazio gratuitamente (in piena recessione bastonare le aziende italiane legate a Internet è proprio quello che ci vuole). Sarebbe interessante inoltre sapere se lo Stato Italiano sarà intenzionato a scomodare aziende estere per ottenere informazioni private sui loro clienti. In ogni caso i surfisti di Internet, si sa, lasciano la bava come le lumache. È infatti possibile localizzare chi esegue le connessioni tramite l’IP, che porta direttamente al titolare del contratto DSL. Così magari mettono in carcere un povero padre, il cui figlioletto blogga a macchinetta dalla mattina alla sera a sua insaputa! Ma non drammatizziamo, un blog scomodo lo si potrebbe semplicemente oscurare (tanto per farne uno nuovo bastano 10 minuti). Un’altra soluzione potrebbe essere quella di avviare azioni legali contro le grosse compagnie tipo WordPress o Google (Mediaset ha già dato il la, querelando YouTube), per intimarle a “filtrare” dalla rete italiana determinati materiali. Più o meno è quello che sta avvenendo in Cina per intenderci.

Questi “liberisti”, chi l’avrebbe mai detto che in realtà aspirano al comunismo (solo al suo aspetto tirannico naturalmente)?

Post precedenti:

Segnalazioni:

(photo by Seany2000)

Wednesday, September 17th, 2008

Il dialogo va a puttane, che sia la volta buona?

pinkandblackpig.jpgBerlusca bacchetta Veltroni e minaccia di chiudere il dialogo con l’opposizione. È evidente che la testa bitumata vorrebbe un Veltroni ancora più sottomesso. Dall’altro lato, l’elettorato più intransigente che male gradisce la non opposizione del PD di Veltroni, in continua espansione, è costretto a ripiegare su Di Pietro o a disertare il voto. Ora arriva la ciliegina sulla torta: dai sondaggi risulta che il consenso popolare del Cavaliere è addirittura in aumento, mentre il PD è in calo. Con una informazione “militarmente occupata” dal Cavaliere mi meraviglierei del contrario.

C’è tuttavia un lato positivo. Mi auguro davvero che la lunga stagione del dialogo sia giunta al capolinea e che, continuando di questo passo, la nullità di Veltroni verrà scalzata via prima di festeggiare il primo compleanno del PD.

(photo by Matthieu :: giik.net/blog)

Saturday, September 13th, 2008

D’Avanzo piscia fuori dal vaso

impastato.jpgA proposito della polemica D’Avanzo-Travaglio. Al di la di tutti gli inutili dettagli che sono emersi dal battibecco, mi voglio soffermare sul punto più importante della questione: da un lato Travaglio denuncia in televisione il fatto che nessuno si è preso la briga di informare il pubblico televisivo che il neo presidente del Senato in passato è stato socio con persone in seguito condannate per mafia (fra cui un boss); dall’altro D’Avanzo, forse sentendosi implicitamente attaccato nell’orgoglio di giornalista, accusa Travaglio di raccontare fatti “sdrucciolevoli” per “persuadere un ascoltatore innocente che il presidente del Senato sia in odore di mafia”. Scrive D’Avanzo:

«Le lontane “amicizie pericolose” di Schifani furono raccontate per la prima volta, e ripetutamente, da Repubblica nel 2002 (da Enrico Bellavia). In quell’anno furono riprese dall’Espresso (da Franco Giustolisi e Marco Lillo). Nel 2004 le si potevano leggere in Voglia di mafia (di Enrico Bellavia e Salvo Palazzolo, Carocci). Tre anni dopo in I complici (di Lirio Abbate e Peter Gomez, Fazi). Se dei legami dubbi di Schifani non si è più parlato non è per ottusità, opportunismo o codardia né, come dice spensieratamente Travaglio a un sempre sorridente Fabio Fazio, perché l’agenda delle notizie è dettata dalla politica ai giornali (a tutti i giornali?).

Non se n’è più parlato perché un lavoro di ricerca indipendente non ha offerto alcun – ulteriore e decisivo – elemento di verità. Siamo fermi al punto di partenza. Quasi trent’anni fa Schifani è stato in società con un tipo che, nel 1994, fonda un circolo di Forza Italia a Villabate e, quattro anni dopo, viene processato come mafioso.» (fonte Repubblica.it)

Stando ai fatti ed alle dichiarazioni documentate nel libro “I Complici“, credo che avere il sospetto che il Presidente del Senato possa essere ricattabile da un boss in carcere, sia più che legittimo. Stiamo parliamo di un personaggio che successivamente alle “amicizie pericolose” ha fatto la sua bella carriera. Recentemente è stato paracadutato nella seconda carica dello Stato ma continua ad infischiarsene di fare chiarezza sul suo brillante passato. Siamo di fronte ad un potenziale pericolo pubblico ma secondo D’Avanzo è bene evitare di parlarne visto che nel frattempo non sono emersi nuovi “elementi di verità”. Peccato che il neo presidente in questione nel frattempo si occupa di roba pubblica, non di noccioline. E poi si sa, per risolvere i problemi è sufficiente smettere di parlarne, specie in televisione. Non per niente è lo stesso paese dove il conflitto di interessi del Cavaliere non viene risolto da 15 anni, dunque non esiste più.

D’Avanzo, stai proprio pisciando fuori dal vaso.

Segnalazioni:
Intervista a Lirio Abbate di Nello Trocchia

(photo by [ragnagne])

Thursday, August 21st, 2008

Non sempre le cose sono come sembrano

fake.jpgOccorre sfatare qualche luogherello comune a proposito del Partito Democratico, inteso come quel partito politico la cui massima aspirazione è rappresentata da leader eccellenti quali D’Alema, Fassino, Letta, Bassolino, Finocchiaro, Veltroni, eccetera.

Al PD è dispiaciuto il fatto di avere perso le ultime elezioni

Falso. Sono invece contenti del fatto che non dovranno essere loro ad approvare una serie di leggi vergogna, tanto sospirate anche dal PD. Per quanto riguarda l’annunciata legge sulle intercettazioni e del bavaglio alla stampa, ad esempio, sarà l’Unto dal Signore a metterci la bella faccia, tanto lui la vergogna non ce l’ha più. Per la gioia dei vari D’Alema, Fassino, Latorre (vedi vicenda Unipol-Bnl e relative intercettazioni).

Al PD non piace Berlusconi

Falso. Il PD non potrebbe nemmeno aspirare a vincere le elezioni parrocchiali se non fosse per Berlusconi. Si da il caso che 5 anni di Cavaliere porteranno i poveri Italiani ad uno stato di nausea tale, da rendere possibile anche l’impossibile: una vittoria accidentale, ed assai risicata, del grande PD.

Il PD è contrario al conflitto d’interessi ed alla concentrazione del potere mediatico

Falsissimo. A parte il fatto che il leggendario D’Alema ha già dichiarato a più riprese che Mediaset è un patrimonio nazionale (quindi non può che esserlo anche il relativo padrone), si da il caso che il signor Conflitto di Interessi per eccellenza, incarnato in terra, non ha mai mancato di usare le sue televisioni per esprimere solidarietà nei confronti di quei poveri cristi del PD rimasti incagliati nella morsa della giustizia (vedi solidarietà a Del Turco e ancora vicenda Unipol-Bnl).

Il PD è psicologicamente suddito delle frange giustizialiste, tipo Italia dei Valori

Falsissimo. Il PD odia Di Pietro come il peggior nemico. Gli sta sottraendo elettori su base giornaliera. Meno male che c’è un Cavaliere solidale disposto ad ospitare Veltroni nelle sue TV, purché si lamenti pubblicamente del cattivone Di Pietro, nota figura centrale di quel “raduno di brigatisti” chiamato “No Cav Day”. Ben venga anche la corazzata diffa-demonizzatoria contro il medesimo cattivone, dalle reti del patrimonio nazionale naturalmente.

(photo by funadium)

Friday, August 8th, 2008

Marco Bellocchio: Sbatti il mostro in prima pagina

Filed under: Cinema, Informazione, Marco Bellocchio, Politica, Video
Written by: mazapegul @ 6:53 pm

Sbatti il mostro in prima pagina” (di Marco Bellocchio, 1972) è un memorabile ritratto politico/sociale dell’Italia all’inizio degli anni ’70. Ma non solo. Il documento, nella sua lucida analisi sulla violenza mediatica, rimane estremamente attuale e merita di essere rivisto.

L’estratto che ho linkato nella foto è uno dei momenti più significativi della pellicola. Il cinico giornalista capo redattore Bizanti -interpretato da un superbo Gian Maria Volontè- segue con la sua famiglia la registrazione del proprio intervento in un talk-show televisivo. L’atmosfera casalinga è deprimente. Siamo in piena campagna elettorale ed il giornalista reazionario è impegnato ad infangare lo schieramento politico opposto, strumentalizzando un omicidio a sfondo sessuale. Non appena la moglie mostra di apprezzare l’intervento del marito con commenti mediocri, lui regredisce in uno stato semi-infantile, e la insulta davanti al proprio figlio. Verifica di avere una consorte “cretina”, come il lettore medio del suo giornale. Incapace di distinguere “quello che si pensa da quello che si dice”, la realtà dalla sua manipolazione. Cretina e detestabile, “peggio di quei fessi che leggono il [suo] giornale come se fosse il vangelo”.

Memorabile e più che mai attuale.

Thursday, August 7th, 2008

“Metterlo nel culo alla povera gente col suo consenso”

Filed under: Democrazia, Informazione, Massimo Fini, Politica, Video
Written by: mazapegul @ 9:59 pm

massimo_fini.jpg[...] Ma, diceva quel furbacchione di Churchill, la democrazia «è il peggiore dei sistemi ad eccezione di tutti gli altri». Se si riferiva alla democrazia rappresentativa mi permetto di avere qualche dubbio. Per conto mio, dopo cinquant’anni di esperienze, mi sono fatto la convinzione che la democrazia rappresentativa sia un metodo per metterlo nel culo alla povera gente col suo consenso. Una truffa. Noi votiamo gente che non ci rappresenta affatto, chè una volta messo il deretano sulla cadrega pensa solo al miglior modo per conservarla. Al momento del voto vengono da noi a mendicare il consenso, strisciano come vermi -del resto sono vermi- per pietire una crocetta sul loro nome plebeo, ammiccano come puttane per catturare la nostra attenzione, ma «passata la festa, gabbato lo santo», si dimenticano che sono stati eletti per essere al nostro servizio e anzi, dall’alto dei loro privilegi, ci guardano con arroganza come se invece che popolo fossimo paria, una casta inferiore il cui compito è quello di prosternarsi davanti ai loro augusti piedi.” (Massimo Fini – Vuoto e truffa della democrazia rappresentativa, Da “Il Borghese” del 05/11/1998)

Massimo Fini intervistato da Giancarlo Santalmassi nel 2004 a nessuno.tv, video:

Massimo Fini – Regime, stampa, democrazia (1 di 3)
Massimo Fini – Regime, stampa, democrazia (2 di 3)
Massimo Fini – Regime, stampa, democrazia (3 di 3)

Saturday, August 2nd, 2008

I nuovi comunisti

copyright.jpgMediaset vuole 500 milioni di euro da YouTube e Google. L’azienda di Cologno Monzese sarebbe stata danneggiata dalla “illecita diffusione e sfruttamento commerciale di file audio-video di proprietà delle società del gruppo“.

Mediaset non è un’azienda privata, è un partito azienda il cui maggiore azionista è anche il capo del Governo. Questo azionista naturalmente controlla l’azienda in questione, un’assortimento di pubblicità, propaganda e campagne diffamatorie. Lo stesso azionista, in qualità di Presidente del Consiglio, controlla anche il governo che fa le leggi che poi la sua azienda personale dovrà osservare. Controlla anche la concorrenza, la Rai. Infatti, sempre in qualità di capo del Governo, ha infiltrato i suoi uomini anche in Rai, nei posti chiave. Trattasi di professionisti alacri e tempestivi quando è ora di fare qualche favore: tipo rifilare veline per corrompere senatori, o per far cacciare i dipendenti scomodi della concorrenza. Non è fantastico? Altro che libero mercato, quà siamo un passo oltre!

Ma c’è dell’altro. Europa7, una emittente con regolare concessione dal 1999, non può trasmettere perché le frequenze che gli spetterebbero le occupa Rete4 (secondo varie sentenze Rete4 dovrebbe togliersi dalle palle e finire sul satellite). Ma ve lo immaginate l’azionista di cui sopra che, come capo del Governo, si martella nei coglioni e spedisce Emilio Fede sul satellite in nome del pluralismo dell’informazione? Siamo seri, Rete4 ovviamente rimane lì dov’è, con proroga ad libitum.

Passa un po’ tempo ed i nostri campioni del libero mercato mediasettiani si accorgono che YouTube gli sta portando via clienti a macchinetta. Va fermata. Solo che in questo caso la concorrenza non è una azienda pubblica come la Rai, non è perciò altrettanto facile infiltrare uomini anche lì. Si attaccano allora alla legge sul copyright, e chiedono quei 500 milioni di risarcimento. La decrepita legge sul copyright è del tutto inadeguata per i tempi di Internet, un minimo di intelligenza dovrebbe suggerire di riscriverla integralmente. È assodato che prima o poi Internet scalzerà via definitivamente la televisione come è intesa oggi, ma dobbiamo pur sempre fare i conti con i “liberisti” di cui sopra, che oltre a Mediaset hanno in mano il Governo. Figuriamoci se riscrivono una legge che finirà col favorire la diffusione e la libertà in Internet, a vantaggio di tutta la comunità, scavando però una precoce fossa alla loro amata aziendina personale. Siamo seri, un’altra volta, l’attuale legge sul copyright si presta a meraviglia per intimidire le aziende e gli utenti della rete.

Tutto ciò può sembrare paradossale, ma non lo è. Si tratta di una moderna forma di comunismo.

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