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Friday, November 9th, 2007

Coscienze alla riscossa

Filed under: Enzo Biagi, Informazione, Lettere, Pier Ferdinando Casini, Politica
Written by: mazapegul @ 12:42 am

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Cito da RaiNews24 una dichiarazione di Pier Ferdinado Casini a proposito del suo silenzio sull’epurazione di Biagi:

“Sbagliai? Puo’ darsi. Ma in coscienza so che nei 5 anni in cui sono stato presidente della Camera ho servito l’Italia e non me ne sono servito”. Pier Ferdinando Casini ha replicato così ad Antonio Caprarica che, nel corso di ‘Radio anch’io’, su Radio Rai, gli chiedeva se sul famoso editto di Sofia contro Enzo Biagi non avesse sbagliato a non difendere il giornalista.
“La mia famiglia è legata a Biagi, conservo una lettera che mi scrisse quando morì mio padre. Con lui ho conservato un rapporto ottimo”, ha spiegato Casini ricordando che da presidente della Camera “ho sempre difeso le prerogative del Parlamento. Ho la coscienza a posto, credo di aver fatto il mio dovere”.

Gentile Sig. Casini, il legame e l’ottimo rapporto fra la sua famiglia ed Enzo Biagi è senz’altro appassionante. Lei però non ci dice perché in 5 anni non ha mai preso pubblicamente le difese di Biagi, mentre il capo del governo di cui lei faceva parte lo inseriva nella lista dei giornalisti tacciati come “criminosi”, e in seguito puntualmente epurati dalla Rai. Vede, non si tratta di un attacco ad un “caro amico di famiglia”, si tratta di un grave attentato alla Libertà. Questo pensava Biagi dell’episodio, questo è quello che è accaduto. O lei è fra quelli che credono che Biagi se ne andò dalla Rai di sua volontà per incassare la liquidazione? Lei che dichiarò di non voler “morire berlusconiano”, ci dica se secondo lei è normale che un capo di governo compili liste di proscrizione come ai tempi di Joseph McCarthy, liste dove un giorno potrebbe finirci pure lei se non “riga dritto”. Considerato che l’ex premier in questione è tutt’ora il leader riconosciuto da tutta la Cdl, credo che lei debba chiarirci la sua posizione.

(foto www.daylife.com)

Wednesday, November 7th, 2007

Attentato alla libertà

Filed under: Enzo Biagi, Informazione, Silvio Berlusconi
Written by: mazapegul @ 12:04 am

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Nel giorno dell’addio ad Enzo Biagi, non può non tornare insistentemente alla memoria quel deliberato attacco alla libertà tristemente noto come l’editto bulgaro. Da Sofia, il 18 aprile 2002, Berlusconi accusò Biagi, Santoro e Luttazzi di aver fatto un “uso criminoso” del servizio pubblico. In seguito a tale episodio i servi dei vertici Rai eseguirono l’ordine, cacciando gli interessati dagli schermi Rai.

Silvio Berlusconi: “Al di là delle vicende che ci hanno qualche volta diviso, rendo omaggio ad uno dei protagonisti del giornalismo italiano cui sono stato per lungo tempo legato da un rapporto di cordialità che nasceva dalla stima”. (Repubblica.it)

Mancava la dichiarazione di cui sopra, se ne sentiva il bisogno. Con quel tono così “cordiale” che oltre al danno aggiunge la beffa. Questo signore, che all’epoca era presidente del consiglio, sembra essere esente dal senso del pudore. Si rischia pure di ritrovarselo di nuovo a Palazzo Chigi.

Sunday, November 4th, 2007

La casa della libertà

Filed under: Informazione, Politica, Silvio Berlusconi
Written by: mazapegul @ 1:19 pm

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Secondo Freedom House (organizzazione indipendente non governativa che sostiene l’espansione della libertà nel mondo, fondata nel 1941 da Eleanor Roosevelt, Wendell Willkie ed altri americani), l’Italia dal 2004 è classificata come paese “parzialmente libero” per quanto concerne la libertà di stampa. Nella graduatoria relativa ai paesi dell’Europa Occidentale, l’Italia è penultima, seguita solo dalla Turchia e preceduta da Cipro e Grecia. Questo è quanto si legge nel sito:

“Spiegazione del cambio di Status: La valutazione dell’Italia è stata abbassata da Libera a Parzialmente Libera in conseguenza all’alta concentrazione dei media ed incremento delle pressioni politiche sui mezzi di informazione.” (fonte: Press Freedom 2004, trad. mazapegul)

“La libertà di parola e di stampa sono garantite dalla costituzione. Tuttavia, la libertà dei media rimane frenata nel 2005 a causa della continuata concentrazione del potere mediatico nelle mani del Primo Ministro Silvio Berlusconi, che controlla il 90 percento delle trasmissioni televisive, attraverso le sue proprietà mediatiche private ed il potere politico sulla televisione pubblica.” (fonte: Press Freedom 2006, trad. mazapegul)

Questo dovrebbe essere il quadro globale a cui si sarebbe riferito L’ex Premier Silvio Berlusconi (che per ragioni di chiarezza è il leader di una coalizione politica chiamata anch’essa “Casa Delle Libertà”), quando vantava a più riprese il prestigio internazionale conquistato dall’Italia grazie al suo governo.

Scarica la mappa stampabile.

Thursday, October 25th, 2007

Giustizia devastata dal potere politico

Filed under: Giustizia, Informazione, Luigi De Magistris, Media, Politica
Written by: mazapegul @ 9:20 pm

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È corretto che un magistrato si esponga deliberatamente al pubblico e nei mass media, come sta accadendo in questi giorni? Esistono opinioni contrastanti. Io credo che, in condizioni normali, la magistratura debba essere tenuta ad eseguire il proprio lavoro nel modo più riservato possibile. Anche nel caso in cui c’è una ingerenza mediatica dell’indagato, impegnato ad offrire esclusivamente la propria versione dei fatti vera o falsa che sia (vedi la quasi totalità dei casi in cui ad essere indagati sono politici o amici di politici). Sempre ammesso di essere in condizioni normali appunto, che in questo caso equivale ad una garanzia di indipendenza della magistratura. Ma se quest’ultima dovesse essere messa a rischio o prevaricata (come troppo spesso è accaduto negli ultimi anni), allora non solo è ammissibile che un magistrato esca allo scoperto per denunciare pubblicamente il fatto, dovrebbe essere soprattutto suo dovere, a patto che non entri nel merito dell’indagine stessa.

L’avocazione dell’inchiesta di De Magistris è un fatto di una gravità estrema, dalle conseguenze devastanti per la Giustizia. Si tratta di un caso a dir poco controverso, dove un indagato eccellente ha avuto il potere di creare deliberatamente una presunta “incompatibilità nel procedimento”, sull’indagine in cui lui stesso è coinvolto come imputato, ottenendo infine la sottrazione dell’inchiesta dal magistrato inquirente. Un episodio che di fatto ha minato l’indipendenza del lavoro del magistrato. Chiunque sappia, almeno un poco, di indagini sa che la sottrazione dei procedimenti comporta la perdita definitiva del potenziale investigativo delle inchieste. La gravità della cosa è tale da urtare violentemente contro almeno cinque articoli della Costituzione della Repubblica Italiana: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge” (Art. 3); “Nessuno può esser distolto dal giudice naturale precostituito per legge” (Art. 25); “La giustizia è amministrata in nome del popolo. I giudici sono soggetti soltanto alla legge” (Art. 101); “La magistratura costituisce un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere” (Art. 104); “I magistrati sono inamovibili” (Art. 107).

Ci troviamo di fronte ad un problema che va ben oltre il caso De Magistris, che investe tutta la cittadinanza a prescindere dall’orientamento politico.

Sunday, October 21st, 2007

“Non intendevo…”

Filed under: Informazione, Politica, Ricardo Franco Levi
Written by: mazapegul @ 9:35 pm

Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Levi risponde alle accuse insistendo che con il suo ddl sull’editoria non si vogliono investire anche i siti internet e blog amatoriali. Chi ha ragione? Basterebbe leggere cosa c’è scritto nel famigerato ddl:

Art. 2
(Definizione del prodotto editoriale)

1. Per prodotto editoriale si intende qualsiasi prodotto contraddistinto da finalità di informazione, di formazione, di divulgazione, di intrattenimento, che sia destinato alla pubblicazione, quali che siano la forma nella quale esso è realizzato e il mezzo con il quale esso viene diffuso.

Art. 5
(Esercizio dell’attività editoriale)

1. Per attività editoriale si intende ogni attività diretta alla realizzazione e distribuzione di prodotti editoriali, nonché alla relativa raccolta pubblicitaria. L’esercizio dell’attività editoriale può essere svolto anche in forma non imprenditoriale per finalità non lucrative.

Art. 7
(Attività editoriale su internet)

1. L’iscrizione al Registro degli operatori di comunicazione dei soggetti che svolgono attività editoriale su internet rileva anche ai fini dell’applicazione delle norme sulla responsabilità connessa ai reati a mezzo stampa.
2. Per le attività editoriali svolte su internet dai soggetti pubblici si considera responsabile colui che ha il compito di autorizzare la pubblicazione delle informazioni.

Dov’è questa ambiguità? Il ddl definisce come attività editoriale “qualsiasi prodotto contraddistinto da finalità di informazione”, “anche in forma non imprenditoriale per finalità non lucrative”. Viene poi citata nello specifico l’attività editoriale su internet, soggetta anch’essa alle “norme sulla responsabilità connessa ai reati a mezzo stampa”. Per quanto se ne dica mi sembra piuttosto chiaro, anche il bloggerello del ragazzino ne sarà soggetto. Ci sono allora tre alternative: Levi non capisce quello che ha scritto; Levi scrive di cose che non capisce; Levi non è in buona fede.

Friday, October 19th, 2007

Voglia di bavaglio

Filed under: Informazione, Politica, Ricardo Franco Levi
Written by: mazapegul @ 10:40 pm

Free speech movement - Berkeley

Il bavaglio a internet? Questa volta il governo ci prova sul serio, approva e manda all’esame del Parlamento il disegno di legge di Ricardo Franco Levi. Un disegno di legge che introdurrebbe obblighi di registrazione al ROC, burocrazia, spese impreviste anche per chi ha un piccolo sito, perfino chi ha un blog personale. Soprattutto si temono sanzioni penali più forti in caso di diffamazione.

Sul rischio che la legge, così com’è scritta, possa investire anche i piccoli siti internet, Levi cerca di sdrammatizzare: “Lo spirito del nostro progetto non è certo questo. Non abbiamo interesse a toccare i siti amatoriali o i blog personali, non sarebbe praticabile”. Mentre a proposito del blog di Grillo Levi dichiara: “Non spetta al governo stabilirlo, Sarà l’Autorità per le Comunicazioni a indicare, con un suo regolamento, quali soggetti e quali imprese siano tenute davvero alla registrazione. E il regolamento arriverà solo dopo che la legge sarà stata discussa e approvata dalle Camere”. (Citazioni da Repubblica.it)

Perciò Levi fa già distinzioni fra un blog generico ed il blog di Grillo, però non dice su quali parametri si basa.

Chissà con quale regolamento l’Autorità per le Comunicazioni dovrebbe decidere chi sia tenuto a registrarsi e chi no?
Approveranno prima la legge poi per il regolamento si vedrà?
La legge sarà applicabile a tutti i siti internet dei cittadini italiani, o sarà limitata a quelli su provider italiano?
Se uno utilizza un provider all’estero sarà esposto alla legge?
Lo stato italiano obbligherà a resettare la password di un sito italiano ospitato in un provider nello stato del Wyoming?
Faranno distinzione se il blog parla di attualità o di arti culinarie?
Puniranno ad uno ad uno i milioni di siti non adeguatamente registrati, o ne puniranno uno per educarne cento?
I siti che scamperanno la punizione, dovranno continuare a vivere nel terrore?
Da uno a dieci, quanto conosce internet il Levi in questione per riuscire a concepire un tale aborto di legge? E tutti i ministri che l’hanno approvato (sempre ammesso che siano in buona fede s’intende)?

Friday, October 12th, 2007

Oscurateci tutti

Filed under: Alfredo Biondi, Beppe Grillo, Informazione, Parlamento pulito
Written by: mazapegul @ 10:41 pm

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Alfredo Biondi querela Grillo. Cito dal Dal Secolo XIX del 30 settembre 2007 a firma Marco Menduni (articolo integrale):

Stavolta non è la solita querela annunciata. Alfredo Biondi contro Beppe Grillo: la sfida si sposta nelle aule giudiziarie. “Sporgo formale denuncia querela contro Giuseppe Grillo” … Biondi chiede anche “il sequestro di tutti i filmati della manifestazione (il V-day di Bologna, ndr), delle copie di manifestini nei quali tra i parlamentari-wanted è riprodotta la mia foto e che venga disposto l’oscuramento dei siti internet che contengono immagini o filmati di contenuto diffamatorio”. Compreso il sito di Beppe Grillo (www.beppegrillo.it) dal quale l’iniziativa è stata lanciata.

Il signor Biondi, da consumato esperto di internet, spera di riuscire a far cancellare tutte le copie di quel po’ po’ di roba, da tutti i provider sparsi per il globo, incluso l’oscuramento di tutti i siti internet che contengono tale materiale (destinato oltretutto a moltiplicarsi esponenzialmente dopo una querela di siffatta natura). È davvero difficile trattenere le risate.

“Il signor Grillo [prosegue Biondi], quando mi ha inserito tra i parlamentari wanted era consapevole che per la contravvenzione (non un delitto!) che mi era stata contestata non fui mai condannato, tantomeno con sentenza definitiva in Cassazione, perché venne applicata una pena a mia richiesta. E sapeva anche che la contravvenzione era stata depenalizzata. La sentenza applicativa della pena era stata revocata, con l’ordine di eliminare ogni iscrizione relativa a questa vicenda dal mio certificato penale. Che è immacolato”.

Biondi ha subito una condanna di due mesi patteggiati per evasione fiscale a Genova (fonte: “Onorevoli wanted” di Gomez e Travaglio, Wikipedia.org). Tipo una piccola “contravvenzione” per divieto di sosta, tanto per intenderci. Ma il sommo ridicolo viene toccato quando puntualizza che il reato è stato in seguito depenalizzato, da un parlamento di cui Biondi stesso faceva parte. Sarebbe come se io rubassi un’auto, poi vengo eletto in parlamento e ti depenalizzo il furto d’auto. Perciò delinquente due volte, nonchè responsabile per tutti i reati dello stesso tipo, passati e futuri. E quello lo sbandiera pure.
Ma a parte questo, al momento del reato la legge c’era ed il Biondi se ne sarebbe infischiato gioiosamente. Chi ci garantisce che questo soggetto con “certificato penale immacolato” non abbia delle ricadute in futuro?

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