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Thursday, June 23rd, 2011

La pornografia dell’intercettazione

Angelino Alnano docet:

“Tutte le intercettazioni che leggiamo sui giornali, che sono anche divertenti ma che non hanno niente di penalmente rilevante, non sono gratis per il sistema. Il debito accertato nei confronti delle ditte e degli operatori telefonici è di un miliardo di euro”. (ilfattoquotidiano.it)

Meno male che Alnano c’è! Grazie a questa rinnovata ansia di mettere il bavaglio alla stampa, trova il modo migliore per pubblicizzare le tanto odiate intercettazioni e i giornali che le pubblicano, creando attorno ad esse un interesse morboso che rasenta il pornografico. Fatto curioso se si pensa che una delle cose più noiose stampabili su giornale sono le proprio le intercettazioni. Capisco che le legga un magistrato che è il suo lavoro, quello che mi chiedo è come faccia il ministro ad personam a leggersele. Tutte! In ogni caso devo dire che non ha tutti i torti, mi sento solo di fare una precisazione: le intercettazioni in questione più che divertenti sono ridicole. Ci restituiscono un fatto già noto da lustri, l’esatta cifra del Governo: ridicolo.

Onorevole Alnano mi dia retta, cambi strategia, spendere le ultime energie per mettere a punto la via di fuga le tornerà senz’altro più utile.

Friday, June 10th, 2011

L’orda dei porcelli all’assalto dello scrofone

Filed under: Conflitto di interessi, Informazione
Written by: mazapegul @ 9:50 pm

Vittorio Feltri avverte: “Aspettiamo a fare il funerale senza la salma. Il centrosinistra ha vinto solo una battaglia”. (da ilfattoquotidiano.it)

Feltri ha ragione, nonostante la disastrosa sconfitta elettorale, la posizione dominante del nano sui mass media è ancora intatta e li userà a sua convenienza non appena si presenti l’occasione giusta. Un esempio? Basterebbe un’altra calamità naturale, un terremoto, un uragano, un diluvio universale, una statuetta in faccia. Se dovesse succedere in questo momento, il nano non esiterebbe a mettere in scena un’altra farsa mediatica di proporzioni bibliche, dalla quale ne uscirebbe un’altra volta rigenerato e lodato dal popolo. Con tutti i servetti e sanguisughe che con rinnovato vigore corrono avidi alle sue mammelle. Come un’orda di porcelli all’assalto dello scrofone.

Auspicando che gli oppositori non abbassino la guardia, ne ora ne mai, vorrei ricordare soprattutto al Pd che prima del lavoro, della scuola e della ricerca, le priorità del paese sono altre. Non ha senso sistemare le travi se le fondamenta sono mezze fottute. Queste sono le priorità:

  1. Legge costituzionale che limiti la proprietà dei mass media per soggetto, massimo 15% del totale delle concessioni dello stesso tipo disponibili sul mercato. Chi possiede di più dovrà vendere al migliore offerente, e zitti. Con questa legge si porrà fine allo scempio senza fine ufficialmente inaugurato da Craxi nel 1990 con la famigerata Legge Mammì.
  2. Legge costituzionale che preveda l’ineleggibilità per proprietari di giornali e televisioni. A dire il vero esiste già la legge 361 del 1957, tuttora in vigore, che prevede l’ineleggibilità dei concessionari pubblici. Una legge ignorata e calpestata per 17 anni fra l’indifferenza della quasi totalità dell’opposizione (maggiori dettagli sulla legge 361 sono riportati qui sotto).
  3. Legge costituzionale sul servizio pubblico di informazione, il quale dovrà essere amministrato da una corporazione indipendente dal diretto intervento del governo. BBC docet. In altre parole, via i partiti dalla Rai, che dovrà comunque garantire appositi spazi a tutti i partiti in ugual misura. Il servizio pubblico verrà finanziato unicamente dal canone e da libere sovvenzioni. Zero pubblicità.

Ora pizzicatevi la faccia e tornate coi piedi per terra, nessuno in Italia approverà mai leggi tanto elementari. Né il centro destra né tanto meno il centro sinistra.


D.P.R. 30 marzo 1957, n. 361
Testo unico delle leggi elettorali
(Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 3 giugno 1957, n. 139)

CAPO II Eleggibilità

1. Non sono eleggibili:

. . . .

Art. 10

1. Non sono eleggibili inoltre:

1) coloro che in proprio o in qualità di rappresentanti legali di società o di imprese private risultino vincolati con lo Stato per contratti di opere o di somministrazioni, oppure per concessioni o autorizzazioni amministrative di notevole entità economica, che importino l’obbligo di adempimenti specifici, l’osservanza di norme generali o particolari protettive del pubblico interesse, alle quali la concessione o la autorizzazione è sottoposta;

2) i rappresentanti, amministratori e dirigenti di società e imprese volte al profitto di privati e sussidiate dallo Stato con sovvenzioni continuative o con garanzia di assegnazioni o di interessi, quando questi sussidi non siano concessi in forza di una legge generale dello Stato; 3) i consulenti legali e amministrativi che prestino in modo permanente l’opera loro alle persone, società e imprese di cui ai nn. 1 e 2, vincolate allo Stato nei modi di cui sopra.

Tuesday, June 7th, 2011

Caso Annozero – Come si applica il metodo mafioso per distruggere la concorrenza

Dal blog Byoblu di Claudio Messora:

[...] La domanda giusta non è quindi se Michele Santoro debba o non debba essere riconfermato dal cda di un’azienda (per di più con disonore di quest’ultima). [...] Piuttosto l’importante è verificare, nel contesto di una pluralità di mezzi di informazione e del libero mercato, se esista nel sistema radiotelevisivo italiano un soggetto disponibile ed interessato a dare voce alla domanda di un pubblico così vasto.

Questo soggetto c’è. Si chiama LA7 ed io leggo in maniera positiva la migrazione di Anno Zero su un’emittente che, nel mercato televisivo delle frequenze ricevibili in chiaro, sta realizzando un terzo polo informativo equilibrato, fresco, più agganciato alla pancia del paese e soprattutto più credibile rispetto al duopolio Mediaset – Rai. L’arrivo di Santoro consoliderà e farà ulteriormente lievitare l’audience già meritatamente cresciuta con il TG di Mentana. Significa più italiani anche per Omnibus, Otto e Mezzo, Exit, Crozza e tutto il resto. [...]

Non credo che questo soggetto esista. Né credo che si chiami LA7. Con tutti i meriti e le buone intenzioni del caso, LA7 non è in grado di dare voce a quel pubblico così vasto. Perché il vero problema sta ancora più a monte, è l’esistenza di un soggetto mediatico/politico dominante. È il solito problema, il conflitto di interessi, che a forza di conviverci è arrivato alla noia e si è finito per non parlarne più. Il ragionamento di Claudio Messora non farebbe un piega in una realtà che avesse anche solo una parvenza di sistema liberale. Un fatto è che la realtà dei mass media in Italia è tutto tranne che liberale. È in guerra. Non è anomalo che un conduttore televisivo passi da un canale ad un altro, ma è criminoso il fatto che questo venga imposto dal premier, che dominando il mercato delle tv private è anche il diretto concorrente. Annozero, per quanto criticabile (io l’ho fatto in più occasioni), da tempo non è più un programma televisivo, è diventato una trincea, un blocco di resistenza. La trincea è stata espugnata. Di solito le guerre si vincono con i bombardieri, non con le fionde.

Thursday, March 10th, 2011

La palla di lardo in carriera

Filed under: Giuliano Ferrara, Informazione, Regime, Satira
Written by: mazapegul @ 9:32 pm

Il Giulianone nazionale non è una semplice palla di lardo, è una palla di lardo in carriera. Se gli togliessimo il nano, cosa rimarrebbe? Una palla di lardo e basta. Dunque ben gli conviene il ruolo del difensore d’ufficio del nano, magari dai banchi della concorrenza (la Rai) e a spese dei contribuenti. Visto che per fare quel “mestiere” bisogna raccontarne di palle, la scelta su chi piazzare in Rai dopo il Minzolingua non poteva che ricadere sul medesimo: la palla di lardo. La stessa palla che ritornò alla ribalta qualche settimana fa in quel teatro di cui ora non ricordo il nome… ah si, il “Teatro dal Verme“.

Quando c’è di mezzo Ferrara, niente è casuale.

Tuesday, March 8th, 2011

Libertà ed esercizio di potere

Cito da Il Giornale dell’8 marzo 2011:

Alla guerra si può anche andare controvoglia. Non tutti vivono la vita come una lotta continua e non tutti hanno una sete perenne di scontro. Capita così che, agli assalti frontali di Roberto Saviano, Marina Berlusconi risponda più per dovere di chiarezza che per effettiva intenzione di alzare il livello della tensione.

C’è un omuncolo che si aggira nel palazzo, da circa 16 anni viene misteriosamente scambiato per statista. Qualche mese fa il nostro eroe ebbe la brillante idea di accusare Roberto Saviano di aver danneggiato l’immagine del paese col suo libro denuncia Gomorra. La figlia Marina, invece di difendere il libro di cui è editore e che ha assicurato discrete rendite alla Mandadori (nota casa editrice sgraffignata dall’omuncolo grazie alla corruzione giudiziaria), ha rivendicato il diritto del padre ad esprimere liberamente le proprie opinioni. Ovvero, come confondere la libertà con l’esercizio di potere (consiglio in proposito l’intervento di Alessandro Pace linkato qui sopra).

Passa un po’ di tempo, lo scrittore napoletano riceve una laurea honoris causa e la dedica alla Boccassini, Forno e Sangermano, tre pm insultati ed infangati a reti unificate, colpevoli di fare il proprio mestiere. La primogenita del Cavaliere se la prende a male e dichiara pubblicamente di provare “orrore” per quella dedica. Quelli indagano sul “grande statista”, come si permettono? Infatti se il padre commette reati la colpa è dei magistrati. E di Saviano naturalmente.

Questo è solo un piccolo assaggio dell’aberrante sistema “liberale” in cui sguazzano famiglia Berlusconi e cortigiani.

Ma cosa si legge nel Giornale di famiglia? Che la povera vittima Marina deve subire gli “assalti frontali di Roberto Saviano”, costretta così ad “andare in guerra controvoglia”. Certo che se arrivate a leggere quella roba che chiamano Il Giornale, i casi sono due:

  1. Avete un raffinato senso dell’umorismo
  2. Avete un raffinato gusto nell’essere umiliati

Post precedenti:

Tuesday, March 1st, 2011

Attacco alla satira!

Filed under: Alessio Butti, Annozero, Ballarò, Il vergognoso, Informazione, Regime, Satira
Written by: mazapegul @ 10:08 pm

Il caimano morente sferra l’attacco finale alle istituzioni? Ma no, qua la guerra è contro la satira. L’ultima uscita del senatore del Pdl Alessio Butti è di quelle che stracciano l’avversario senza remissione. Cito dal documento ufficiale:

“Per evitare il determinarsi di una evidente posizione dominante (il Pdl che si preoccupa delle posizioni dominanti, ROTFL, n.d.r.) da parte di alcuni operatori dell’informazione rispetto ad altri (i poveretti che non se li caga nessuno, n.d.r.), la Rai valuti l’opportunità di sperimentare l’apertura di altri spazi informativi o di approfondimento affidati ad altri conduttori, da posizionare negli stessi giorni (martedì e giovedì), alla stessa ora (prima serata), sulle stesse reti e con le stesse risorse esistenti (ovvero come piazzare delle nullità in TV e fottersi gli indici d’ascolto di Floris e Santoro, non è geniale? n.d.r.) secondo una equilibrata alternanza settimanale (e padronale, n.d.r.)”.

Neanche un Orwell in acido poteva pensare all’imposizione del conduttore a targhe alterne (altrimenti noto come semiconduttore), mirata esclusivamente ai talk show scomodi al regime. Dubito che la satira possa escogitare qualcosa di più comico nel prossimo futuro. Alessio, si Butti giù.

Friday, February 4th, 2011

L’investimento sicuro è la stupidità

Einstein sosteneva che solo due cose sono infinite, l’universo e la stupidità. Ma non era così sicuro riguardo il primo.

Come si vincono le elezioni in una “moderna” democrazia (da non confondere con “evoluta”)? Un bel programma? Un partito di persone per bene? Un leader carismatico? Il radicamento nel territorio? No, niente di tutto questo. Per vincere bisogna investire nella stupidità. La stupidità è una risorsa inesauribile. Ogni popolo possiede una sua base di stupidità cronica, con larghi margini di potenziale incremento in caso essa venga sapientemente coltivata. La campagna elettorale vincente è quella che investe su massicce dosi di stupidità mirata, dispiegata all’unisono dai principali mezzi d’informazione. Il presupposto è il controllo militare dei mass media, il loro utilizzo spietato e spudorato. Quando è ora di adulare si sparge incenso, quando è ora di sputtanare si rovesciano vagonate di merda. L’importante è tenere sempre alto il livello ebete demenziale dei programmi di informazione e dei talk show, cosa che provoca, fra l’altro, la fuga dalla politica di quelli che hanno rimasto qualche neurone funzionante. Un vero toccasana!

Si potrebbe obiettare che un simile approccio non può durare all’infinito. Intanto questi sono due fatti: dura già da almeno 16 anni e continua a funzionare a meraviglia. Altri fatti sono: il livello cul-turale della propaganda del premier e dei cortigiani d’assalto; il quantitativo di balle e contro-balle dispiegate a reti unificate; la qualità delle persone che fanno carriera, i vari cortigiani, yes-man, leccaculi, ricattatori, ricattati, avvocati personali, squadristi del piccolo schermo, prostitute/i, ecc. Come premio per le recenti starnazzate televisive, Sgarbi è stato promosso in Rai in prima serata da Masi. Come lo vogliamo inquadrare questo episodio? Mi sembra eloquente.

Investire nella stupidità è la politica vincente, anche se non verrà mai ammesso in maniera ufficiale. L’unico modo per arginare la diffusione controllata di stupidità sarebbe quello di impedire costituzionalmente le concentrazioni di potere, quello mediatico in primis. Ma la cosiddetta opposizione PDina ha sempre messo questo problema in secondo piano. Con la scusa che “il tema non appassiona la gente” o che “la legge sul conflitto d’interessi non da più lavoro a nessuno”, non ha mai nemmeno cercato di risolverlo. Sono da considerarsi complici, ora strillano contro Berlusconi ma sono fuori tempo massimo.

Tuesday, January 11th, 2011

Sallusti, Adinolfi, e il mandante morale

Filed under: Alessandro Sallusti, Informazione, Mario Adinolfi
Written by: mazapegul @ 10:46 pm

Che bello il Sallusti. Ci ha stracciato le palle per mesi sui mandanti morali della statuetta in faccia al suo padrone (che sarebbero Di Pietro, Fini, il Popolo Viola, ecc.). Ha augurato le botte ad Adinolfi in diretta televisiva, condito con un “cretino” e un “bamboccione”. Passa qualche settimana, qualche Blob, e Adinolfi le botte le prende per davvero. Il Sallusti non perde tempo, esprime “totale solidarietà, [...] attribuirmi responsabilità morali per quanto accaduto è inaccettabile e ridicolo”. In realtà non l’ha pensato nessuno, se lo è pensato addosso, con molta coerenza. Poverello, urgeva un’auto assoluzione sul giornale di Berlusconi. Fa tutto da solo, pratica l’autofellatio. Ora siamo al lieto fine, fra Adinolfi ed il “simpatico e affettuoso” Sallusti è pace fatta, sempre in diretta. La colpa è di Blob. Mi verrebbe da augurare un buon anno di moniti presidenziali e toni bassi a tutti, ma sono buono e mi limito a mandare a fanculo entrambi i simpaticoni. Moralmente s’intende.

Friday, January 7th, 2011

Antiberlusconismo e rimbecillismo

Filed under: Il vergognoso, Informazione, Luigi Crespi, Regime
Written by: mazapegul @ 5:25 pm

Top post ridicolo del 2010:

“Il berlusconismo e l’antiberlusconismo si alimentano della stessa identità, cioè di Berlusconi. E l’antiberlusconismo è fondamentale nel disegno berlusconiano. Perché solo una forte e preconcetta opposizione a Berlusconi è capace di generare un corpo elettorale abrrancato, anzi incollato a Silvio Berlusconi. Più è forte l’antiberlusconismo e più si rinforza Berlusconi. Più è carico di odio e più genera amore per Berlusconi. [...]” (dal blog di Luigi Crespi)

L’antiberlusconismo non esiste, è un’invenzione dei berluscones (che invece esistono eccome!) per non chiamarlo col vero nome: legalità e rispetto della costituzione. Secondo l’acuto ragionamento del signor Crespi, uno dovrebbe astenersi dal denunciare il regime per non essere tacciato per “antiberlusconiano”, ed aiutare di conseguenza Berlusconi. Se invece l’analisi dell’acuto Crespi fosse corretta significherebbe che Berlusconi è un gran fesso, visto che spende il suo tempo ad epurare, querelare e intimidire fior di “antiberlusconiani” che inconsapevolmente lo stanno aiutando.

Mah, mi sembra più il caso di esprimere solidarietà al povero Crespi.

Wednesday, November 17th, 2010

Saviano vs Maroni, un bel faccia a feccia

Povero Maroni, prima sbugiardato dal pm Annamaria Fiorillo, poi i rapporti ‘ndrangheta Lega Nord denunciati da Saviano davanti a 9 milioni di spettatori. Io penso che debba avere il diritto di replica nella prossima puntata di “Vieni via con me”, a patto che vengano letti i seguenti elenchi:

  • Tutte le citazioni del Tricolore fatte da Umberto Bossi.
  • Le 10 domande a Berlusconi stilate dalla Lega Nord su La Padania nel 1998 (la cui copia è misteriosamente sparita dal sito ufficiale).
  • L’elenco dei Magistrati calunniati da Berlusconi e relativi house organs negli ultimi 16 anni, che non hanno potuto beneficiare del diritto di replica a reti unificate.
  • L’elenco delle specialità suine secondo Calderoli (dalle effusioni di piscio di maiale nei terreni adibiti alla costruzione di moschee, alla scrittura delle leggi elettorali porcata, ecc.).
  • La lista di tutti gli animali che ti potrebbero mordere un polpaccio, compresi quelli padani. Letta dall’agente attaccato da Maroni Zanna Bianca durante la perquisizione della sede leghista.
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