Feltri è fantastico, se non ci fosse lo inventerebbe il Berlusca
Così Fini parlò di legalità, poi si perse il conto delle prime pagine dedicategli dal Fetorio Veltri. Tanto amore finì per scatenare qualche polemica. Ecco alcuni estratti dell’editoriale del 14 agosto 2010 di Fetorio, per fortuna c’è ancora qualcuno che scrive editoriali di esemplare comicità:
Avete capito bene: [Napolitano] ce l’ha con noi e col nostro lavoro giornalistico …
Fa il caricatore ufficiale de il Gior-kalashnikov-nale del ducetto di Arcore e lo chiama “lavoro giornalistico”. LOL, che modesto! In fondo bisogna dargliene atto, il capo artigliere Fetorio è quello che si prende la briga di dare il “La” al plotone d’esecuzione mediatico, a reti unificate, delle libertà.
… di cui, invece, il Quirinale dovrebbe avere il massimo rispetto, in quanto la libertà di stampa e di pensiero è garantita dalla costituzione, della quale lui è vestale.
Giusto! In attesa della Costituzione personale del suo editorissimo, quella in vigore dice proprio così. Cito infatti dalla costituzione: “I giornalisti sono tenuti a covare nei cassetti le notizie scomode dei nemici del proprio editore, per farle uscire solo al momento opportuno. Raramente bisogna arrivare a pubblicarle, più spesso basta dare da intendere di averle per produrre ottimi risultati.”
È solo un’inchiesta condotta con autonomia e con scrupolo dal Giornale (Gior-kalashnikov-nale, ndr.) [...] se poi le conseguenze di quanto andiamo pubblicando sono gravi, come afferma Napolitano, la colpa non è nostra che raccontiamo i fatti ma di chi li ha commessi.
Anche qui è difficile dargli torto. Fetorio deve avere un’alta opinione dei suoi lettori. Secondo lui devono essere morbosamente interessati alle cucine color “bianco assoluto” comprate da Fini, coi suoi soldi fra l’altro. Del fatto che l’amico del suo editore, dopo aver fondato Forza Italia, si è beccato 7 anni in appello per mafia, non dovrebbe fregare niente a nessuno, non c’è perciò bisogno di chiarire alcunché. Dovrebbe fregare ancora meno del fatto che la trattativa mafia-stato, i rapporti con i boss mafiosi, la corruzione giudiziaria nel Lodo Mondadori, la corruzione dell’avvocato Mills, le tonnellate di escort (prima di finire candidate nel Pdl), hanno tutte avuto lo stesso utilizzatore finale.
A ben vedere, l’unico a ricavarne vantaggio da questa storia è senz’altro Gianfranco Fini, gli attacchi di Fetorio sono come una benedizione, una garanzia della sua integrità.



