Monday, July 13th, 2009

Contro il bavaglio del DDL Alfano

Filed under: Informazione, Politica
Written by: mazapegul @ 10:27 pm

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Sunday, July 5th, 2009

Il patrimonio bolla

Filed under: Informazione, Massimo D'Alema, Partito Democratico, Politica
Written by: mazapegul @ 2:55 pm

dalemoni.jpgCredo che come ha scritto Le Monde questa immagine del presidente del Consiglio rischia di danneggiare il paese. Diranno che ho preso un colpo di sole, che sono rimbambito. Ma tutto questo è del tutto evidente sulla scena internazionale, dove c’è una stampa libera. In Italia lo vediamo di meno perché siamo prigionieri di una bolla mediatica“. (Massimo D’Alema, Repubblica.it)

Qualcuno dovrebbe ricordare al Baffino che non si tratta di “bolla mediatica” ma di Mediaset, vale a dire un “patrimonio nazionale“, come venne simpaticamente definita in varie occasioni dal Baffino in persona. Ecco come il Dalemoni si appresta a prendere in mano il Pd per l’immersione finale.

Monday, June 15th, 2009

Lega (dei camerieri del) Nord

lega_delirio.jpgIl Berlusca prende voti perché è il Berlusca. È triste, ma è così. Discorso diverso per la Lega Nord, che non prende certo i voti per quello che sono diventati: i camerieri del Berlusca. Un 10% di elettori con la psicosi della “sicurezza” ha dato il voto a un cazzo di partito, che ha firmato un cazzo di Ddl intercettazioni, che sarà “un siluro alla sicurezza di tutti i cittadini e l’impunità per fior di delinquenti”, come ben sintetizzato dal Procuratore Generale di Torino Giancarlo Caselli. Impossibile non notare l’imbarazzo dei leghisti che, per non perdere la faccia, sono costretti a tapparsi occhi, naso e sbocchi di vomito, per difendere a spada tratta il Ddl più vergognoso dell’era berlusconiana. Che presa per il culo colossale per quei poveri elettori. Sarà dura quando se ne renderanno conto, se mai succederà.

Saturday, May 9th, 2009

Alexander Stille zittito da Ghedini e Santoro

stille.jpgIn caso qualcuno non se ne fosse accorto, l’altra sera ad Annozero Alexander Stille ha cercato di parlare del caso Virginia Sanjust, ex annunciatrice Rai, una storia perfettamente in tema con la serata visto che potrebbe anche essere un buon argomento per Veronica Lario. Prima l’avvocato onorevole ad cavalierem Niccolò “he he” Ghedini (principale causa di orgasmi fra i berlusconiani) ha cercato di zittirlo con l’intimidazione, poi Santoro lo ha zittito del tutto.

Sunday, May 3rd, 2009

La politica delle tette e culi

Filed under: Contraddittorio, Il vergognoso, Informazione, Politica, Regime
Written by: mazapegul @ 8:43 pm

I programmi televisivi di informazione con contraddittorio, da Porta a Porta a Matrix, da Ballarò ad Annozero, hanno tutti una cosa in comune: a prescindere da quale sia il quoziente intellettivo degli ospiti, quello che emerge è sempre il quoziente del più idiota presente in sala. È infatti sufficiente avere in trasmissione un Gasparri, uno Sgarbi, un Lupi o un Capezzone qualsiasi, per far scendere istantaneamente tutti gli altri alla medesima levatura culturale, possibilmente anche qualche gradino sotto. Morale della favola? Occorrono più idioti.

In questo contesto si colloca la candidatura delle veline del PdL, una strategia politica ben precisa: continua corsa al ribasso della materia cerebrale, compensata dal rialzo di pixel televisivi dedicati a porzioni di cotica di culo umano.

Questa tecnica offre innumerevoli vantaggi, fra cui: figa fresca per politici sessualmente malmessi, e sputtanamento assicurato per chiunque accetti di confrontarsi con la politica delle tette e culi nei contraddittori televisivi. Ma il vero vantaggio è quello di spianare ulteriormente la strada alla resistibile avanzata del ducetto di Arcore. È infatti risaputo che in un regime (questo in particolare) le menti pensanti (specie se intelligenti) sono solo zavorra.

Monday, April 27th, 2009

Gli italiani vogliono la dittatura?

indro_annozero.jpgA proposito della puntata di Annozero del 23 aprile dal titolo “Il paese dei manganelli“, il messaggio che è emerso, o che si è voluto far emergere attraverso gli ultimi articoli e dichiarazioni di Indro Montanelli, è grosso modo il seguente: la maggioranza del popolo italiano ora reclama la dittatura, il manganello appunto. Una deriva populista che, in un periodo di crisi economica, trova un terreno particolarmente fertile.

Sono balle! Ogni volta che qualcuno intona un discorso con “gli italiani dicono/vogliono/fanno…“, si appresta solo a raccontare una sfilza di balle. Mettiamo che si facesse un sondaggio serio con domande chiare e sensate, tipo questa: “Saresti d’accordo a far guidare il paese da un dittatore (eletto dal popolo) con il potere di controllare il governo, la giustizia e l’informazione?“. Non saprei dire esattamente quanti risponderebbero “Sì”, ma cerchiamo di essere realisti, di sicuro almeno un 80% strabuzzerebbe gli occhi come se l’intervistatore fosse un marziano. Se il ducetto di Arcore si vende come l’incarnazione della libertà e della democrazia (non certo della dittatura) una ragione c’è.

Ma se il popolo non vuole la dittatura, perché allora il consenso del medesimo ducetto continua vergognosamente a salire? Peccato che la risposta sia talmente elementare e risaputa, da non essere più presa in considerazione né dall’opposizione politica né dall’informazione di massa (escludendo ovviamente le poche e sempre più circoscritte eccezioni). La riassumo nei seguenti punti:

  • Ogni elettore decide con la propria testa in base a come si è informato.
  • La stragrande maggioranza degli elettori si informa tramite le televisioni nazionali. Una percentuale assai inferiore si informa anche con i giornali e con internet. Pochissimi leggono libri.
  • Le televisioni nazionali private sono monopolizzate da Mediaset, ovvero dal Premier.
  • La televisione pubblica è monopolizzata dal governo, ovvero dal Premier.
  • La Mondadori, una delle più grandi case editrici Italiane, appartiene al gruppo Fininvest, ovvero al Premier.
  • La contro informazione viene innanzi tutto scoraggiata con una efficace politica intimidatoria, altrimenti vi sono due possibilità: (1) se ha la voce grossa viene prima delegittimata poi censurata; (2) se ha la voce debole la sola delegittimazione raggiunge generalmente lo scopo, senza dover ricorrere alla censura.

Il ducetto di Arcore nella concentrazione dei poteri ci sguazza, e se li può usare per difendere i propri interessi li usa. Dai cicli mestruali di Eluana Englaro, al terremoto in Abruzzo. Dalla censura alle voci libere colpevoli di avere un indice d’ascolto troppo alto, alle camionate di merda sui magistrati che fanno il proprio dovere. Tutto fa brodo per manipolare/censurare  le notizie, strumentalizzare lo strumentalizzabile, e ingannare sistematicamente il malcapitato elettore/telespettatore.

La mia è sicuramente una semplificazione, ma i parametri essenziali del problema rimangono quelli sopra elencati. Tutto il resto non può che influire in minima parte sul risultato finale, e contribuisce solo a confondere le idee.

Wednesday, April 15th, 2009

La Costituzione è un alibi – Lettera aperta a Napolitano

vauro_annozero.jpgLettera pubblicata su MicroMega.

Caro Presidente Giorgio Napolitano,

Le scrivo a proposito dei recenti attacchi da parte dal Governo contro il programma della Rai Annozero, che hanno portato alla censura del giornalista satirico Vauro e all’ordine impartito a Michele Santoro di “riequilibrare” con una trasmissione “riparatrice”. Qui non si tratta di semplici critiche, non ci sono neppure infrazioni al codice penale. Questo è l’ennesimo colpo inferto contro la libertà di stampa.

Il Governo non gradisce il programma in questione, l’opposizione neppure. Il capo del Governo, che è anche proprietario di Mediaset, impartisce ordini alla concorrenza, la Rai. I vertici della Rai eseguono. Le poche ed isolate voci che hanno denunciato lo sfregio all’articolo 21 della Costituzione, dimostrano (se mai ce ne fosse stato il bisogno) che una cospicua parte della cittadinanza non ha una adeguata rappresentanza politica. Quella parte che, a prescindere dall’orientameto politico, si riconosce nei principi fondamentali della Costituzione. La parte migliore.

È il solito copione, ma non ci ho fatto l’abitudine. Negli ultimi quindici anni il problema del conflitto d’interessi è stato progressivamente amplificato, sia sotto i governi di centro sinistra che, tanto più, sotto quelli di centro destra. Grazie a questa ostinata inadempienza, oggi il concetto di conflitto d’interessi è svuotato del suo significato, è caduto in prescrizione. Nella cosiddetta Seconda Repubblica è stato così messo a punto questo nuovo metodo per risolvere i problemi strutturali e costituzionali: basta amplificarli senza soluzione di continuità.

Io ho la chiara impressione che oggi la Costituzione sia ridotta alla funzione di alibi: da un lato permette all’Italia di mostrare al resto del mondo una facciata di paese democratico, libero e civile; dall’altro viene costantemente permesso di calpestarla a piacimento senza conseguenze, e nel silenzio generale.

Le chiedo questo: è ancora importante la Costituzione, almeno nei suoi punti fondamentali? Vale ancora la pena difenderla? Vogliamo dire qualcosa in proposito? Vogliamo alzare la voce?

Saluti

Saturday, April 11th, 2009

Il benedetto contraddittorio

travaglio_terr.jpg Chissà perché il governo si appresta a limitare la libertà di stampa, l’uso investigativo delle intercettazioni telefoniche, e a subordinare il potere giudiziario al potere esecutivo? Chissà perché i parassiti della società si concentrano impunemente sempre più poteri e ricchezza, mortificando il resto della popolazione? Chissà perché chi si arricchisce sulla speculazione edilizia finirà sempre più in carriera politica e sempre meno dietro le sbarre? Chissà perché, in zona ad alto rischio sismico, un ospedale di recente costruzione crolla alla prima scoreggia di terremoto?

Annozero, 9 aprile 2009. Uno guarda l’introduzione di Marco Travaglio, oppure l’intervento di Claudio Fava, e potrebbe capire qualcosa. Poi arrivano due ore di benedetto contraddittorio e tutto va a culo. Si definisce “contraddittorio”: sommergere con una buona dose di cagnara o insulti chiunque rischi di far trapelare verità scomode alla linea di regime, così nessuno capirà più nulla e tutti appariranno ugualmente idioti.

Thursday, April 9th, 2009

La stampa libera se l’è fatta sotto

berlu_campeggio.jpgCito una recente frase di Berlusconi, in riferimento ai terremotati rimasti senza tetto: «Hanno tutto quello di cui hanno bisogno. Hanno medicine, hanno pasti caldi… Naturalmente è una sistemazione provvisoria, dovrebbero consideralo come un fine settimana in campeggio». (fonte IlSole24Ore.com)

Non viene da chiedersi quale sia il valore del quoziente intellettivo del Primo Ministro, il quale è già noto da tempo.  Viene da chiedersi perché ad indignarsi sia stata solo la stampa estera, il fatto è praticamente passato inosservato dalla stampa italiana. Eppure immagino che una Repubblica o un Corriere, con la prima pagina dedicata a Berlusconi e l’allegro campeggio dei terremotati, sarebbe andata a ruba. IlSole24Ore.com è una delle poche testate “valorose”, solo che per loro la notizia è quello che la stampa estera dice a proposito della notizia, mica la notizia in se. Che avventatezza!

Devo dedurre che le intimidazioni recentemente lanciate dal Premier contro la stampa hanno sortito l’effetto sperato. La stampa non direttamente controllata dal Cavaliere ha paura di scrivere del nobile pensiero dello stesso, si è definitivamente cagata addosso. Mister “editto bulgaro” sa come controllare l’informazione: una buona parte è di sua proprietà, il grosso del servizio pubblico lo controlla direttamente tramite il governo, il resto se lo lavora a suon di minacce e querele miliardarie.

Non si sarebbero fatti chiamare “il Popolo delle Libertà” se non fossero così intenti ad applicare metodi da Regime Sovietico.

L’Unione Europea dovrebbe richiamare l’Italia a rispettare i principi costituzionali sulla libertà di stampa. In caso contrario che la si cacci via a pedate, altro che sanzioni amministrative!

Sunday, April 5th, 2009

Quando la verità e insostenibile

saviano.jpgSegnalo questa interessante riflessione postata da Piero Ricca, a proposito del caso Roberto Saviano. Nell’articolo in questione, che consiglio di leggere per intero, Piero evidenzia il fatto che Saviano “racconta in modo incisivo il far west della mafia campana e il suo contesto. Ma qui si ferma. Non racconta le complicità della politica e della finanza, i nomi e i meccanismi del potere in doppiopetto. [...] Ma fermarsi al far west è un limite al racconto della verità e rischia di favorire, contrariamente alle intenzioni del giovane scrittore, una visione distorta del fenomeno, efficace nel portare consenso al sistema mediatico e politico dominante. L’esatto contrario di quel che ha fatto Roberto Scarpinato nel suo saggio intitolato Il ritorno del principe (Chiarelettere), che analizza la struttura criminale del potere italiano e, pur avendo venduto bene, non è diventato un fenomeno mediatico clamoroso.“.

Segue il mio commento:

Ho pensato anch’io a questa cosa e mi trovo d’accordo con l’analisi di Piero. C’è tuttavia una differenza sostanziale fra il racconto di Saviano e quello di Scarpinato: il primo è sostenibile, il secondo no. Non è solo un problema di informazione imbavagliata. Ci sono situazioni reali, raccontate con grande chiarezza ne “Il Ritorno del Principe”, che sono di difficile, se non impossibile, assimilazione per il grande pubblico. Faccio un esempio: la maggior parte delle persone rifiutano, anche a livello inconscio, di accettare che un pluri-presidente del consiglio (che si reca tutti i giorni in chiesa a pregare, amico di vescovi e cardinali, che gode di grande popolarità, rispettabile padre di famiglia, ecc.) possa essere stato complice di sanguinarie organizzazioni criminali, o addirittura mandante di omicidi eccellenti. Anche se il fatto fosse ampiamente accertato e i mass-media riportassero la verità, per la maggioranza delle persone verrebbe più “naturale” liquidare il tutto in questo modo: “non è possibile, non può essere vero”. Certe verità sono all’apparenza inverosimili, accettarle significherebbe mettere drasticamente in discussione la storia recente del proprio paese. Significherebbe anche mettere in discussione questioni su cui magari si è creduto per tutto il corso di una vita. Alla fine sono pochissime le persone dotate di un tale spirito di autocritica. È la stessa ragione per cui è così difficile liberarsi dei fantasmi del fascismo e del comunismo, o anche semplicemente dei concetti di destra e sinistra, che nella realtà odierna sono privati del loro senso originario.

In ogni caso rimane intatta la mia stima per Saviano. Ci sono casi in cui le cose puoi farle funzionare fino ad un certo punto, se provi a spingerle oltre è facile che smettano di funzionare del tutto.

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