Tuesday, October 5th, 2010

Operazione Vaticano Berlusconizzato

Vuoi bestemmiare? Nessun problema, la bestemmia è contestualizzabile. Chiedetelo all’arcivescovo Fisichella, una bella contestualizzazione e le bestemmie, specie quelle del Berlusca, vengono lavate e purificate! Sempre contestualizzando il Berlusca (Fisichella docet!), è persino possibile fare la comunione ai divorziati! Dipende se consumi o meno il matrimonio con una eventuale seconda moglie. L’utilizzazione finale di escort non conta, pare sia decontestualizzabile.

Questa irresistibile voglia di berlusconizzazione che investe il Vaticano, tocca un apice nella recente visita del Papa Ratzi a Palermo. Potrà mai essere tollerabile uno striscione con scritto “I love Milingo“? Beh, una dichiarazione d’amore, proprio sul percorso del Papa, direi proprio di no. Infatti la polizia ha eseguito l’ordine e rimosso lo striscione. Ma il massimo è stata niente meno che una frase del vangelo secondo Matteo, 21,13: “La mia casa è casa di preghiera ma voi ne avete fatto una spelonca di ladri!”. Fatta rimuovere pure quella. Forse il vangelo è offensivo per il Papa. Specie se berlusconizzato.

Segnalazioni:

Monday, April 12th, 2010

Perché la chiesa ha coperto i crimini di pedofilia

Filed under: Chiesa Cattolica, Joseph Ratzinger, Pedofilia, Religione, Vaticano
Written by: mazapegul @ 10:40 pm

Dietro alla copertura dei crimini di pedofilia da parte della chiesa cattolica, ci possono essere varie ragioni. Oltre al tentativo di preservare il buon nome della istituzione, credo vi sia una ragione più profonda. Secondo i dogmi della dottrina cattolica la tentazione è opera del demonio, e conduce l’uomo debole al peccato. Se guardiamo l’abuso su minore integralisticamente da questo punto di vista, non abbiamo più un adulto carnefice ed una vittima minorenne. Al contrario abbiamo un povero prete debole di carne che ha ceduto alle tentazioni del demonio nascosto sotto le spoglie del ragazzino. Il minorenne diventa perciò il carnefice, mentre l’aggressore diventa la vittima che necessita di essere aiutata, non di essere consegnata alla giustizia civile ed eventualmente al carcere.

Questo ci fa capire la ragione per cui le vittime che hanno denunciato gli abusi si sono ritrovate spesso l’intera comunità contro. Ci fa capire come sia stato possibile che una curia vescovile in Sicilia abbia portato un ragazzo in tribunale chiedendo un risarcimento 200.000 euro per il “danno d’immagine” che lo stesso ragazzo avrebbe causato alla chiesa, denunciando la violenza subita (vedi video di cui sopra). Ci fa infine capire la ragione per cui persino le istituzioni e interi partiti in taluni casi si siano schierati a priori contro le giovani presunte vittime degli abusi (vedi il caso Don Gelmini).

Questa non vuole essere una accusa alla religione in se. Al contrario, pur essendo ateo riconosco nella religione cattolica (così come in altre religioni) alcuni principi morali fondamentali. L’accusa è rivolta alla gerarchia ecclesiastica, che in questo contesto ha agito secondo principi che si rifanno a tutto tranne che ai fondamenti del cattolicesimo. Servirebbe una ammissione di responsabilità e un forte segnale di discontinuità, a partire dalle dimissioni di papa Ratzinger (se dovessero risultare provate le sue responsabilità dirette nella copertura degli abusi). In caso contrario, la chiesa cattolica continuerà a non essere in grado di proteggere i bambini.

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Friday, September 19th, 2008

De delictis gravioribus

silence_of_the_sheep.jpgDe delictis gravioribus” è una lettera ufficiale del Vaticano, inviata il 18 maggio 2001 ai Vescovi di tutta la Chiesa cattolica. Firmata, fra gli altri, da Joseph card. Ratzinger. Oggetto della lettera sono le disposizioni della Chiesa cattolica circa “i delitti più gravi commessi contro la morale e nella celebrazione dei sacramenti“. Il documento è pubblico e lo si può consultare anche dal sito degli “Amici di Joseph Ratzinger”.

Nell’elenco dei delitti più gravi, considerati “riservati alla Congregazione per la dottrina della fede“, spicca in particolare quello contro la morale: “Il delitto contro il sesto comandamento del Decalogo [non commettere atti impuri, nda] commesso da un chierico con un minore al sotto dei 18 anni di età“. Reato altrimenti noto come stupro di minore. Questo è il primo punto interessante della lettera, la Chiesa ufficiale inquadra tale delitto come contro la morale, non contro la persona. La conseguente devastazione psicologica in cui la vittima si ritrova, e con cui dovrà fare i conti per tutta la sua vita, sembra un fatto secondario. Mah, devo avere male interpretato…

Il punto più interessante riguarda tuttavia la disposizione di segretezza in relazione a questi delitti. Cito testuale: “Le cause di questo genere sono soggette al segreto pontificio“. Il documento sembra parlare chiaro, un prete che dovesse venire a conoscenza di abusi su minori commessi da un collega, lo deve comunicare al Vescovo di competenza e mantenere il segreto. Altro che denunciarlo alla questura! Un po’ come avviene con il segreto confessionale. Tutto ciò è quantomeno imbarazzante, sia per la Chiesa che per il firmatario del documento, in seguito eletto Papa. Al punto che Mons. Fisichella, nella trasmissione televisiva Annozero, cercò di tranquillizzare il pubblico sostenendo grosso modo che il documento riguardava solo l’ordinamento interno della Chiesa, non c’era il divieto di denunciare il delitto alle autorità legali, che è anzi un preciso dovere. Una interpretazione piuttosto virtuosa, peccato che la quasi totalità dei chierici ci siano cascati, hanno tenuto il segreto per davvero! Molti reati sono stati così occultati ed i carnefici severamente puniti col trasferimento, permettendo loro di mietere altre giovani vittime in altre parrocchie.

Quei miscredenti della Corte distrettuale della contea di Harris (Texas), iscrissero Joseph Ratzinger nel registro degli indagati, nell’ambito dei processi in corso per molestie sessuali su minori, proprio a causa delle disposizioni di riservatezza contenute nella lettera. Solo che il nostro nel frattempo ha fatto carriera, diventando Papa si è guadagnato l’immunità diplomatica, in quanto capo in carica di uno Stato sovrano. Mi viene in mente quell’altro furbetto, quello di Arcore. Solo che Ratzi è più furbo, lui è in carica a vita.

Segnalazioni:

Video: Crimini sessuali e il Vaticano
Video: Outing Civile – Preti Pedofili

(photo by Lightmash)

Thursday, August 14th, 2008

Il Vaticano e la gioia per il nuovo clima politico

ratzi_anarchy.jpgIl Vaticano prende le distanze dalle accuse lanciate da Famiglia Cristiana contro il Governo. Per farla breve, il settimanale cattolico critica il “Governo da marciapiede” di inscenare un farsa con “finti problemi di sicurezza”, con lo scopo di distrarre l’attenzione dell’opinione pubblica dai problemi veri. Col rischio concreto di scatenare una guerra fra poveri.

Logico che il Vaticano prenda le distanze, no? In primo luogo quelle accuse non sfiorano i grandi temi etico-sociali che stanno a cuore allo Stato Pontificio: l’astinenza sessuale, la famiglia “tradizionale”, i non-diritti dei gay, l’abolizione della legge sull’aborto e di Harry Potter.

In secondo luogo ci troviamo in una importante e delicata fase storica. Berlusconi ha appena ricevuto la benedizione ufficiale di Papa Ratzinger in persona, il quale dice di provare gioia per il nuovo clima politico e, già che c’è, chiede anche un “adeguato sostegno all’impegno delle istituzioni ecclesiastiche nel campo scolastico”. Vuole i soldi e il Berlusca glieli ha già promessi. Papa Ratzi vuole attingere dalla cassa pubblica per foraggiare le scuole cattoliche. In sostanza: che ce frega della guerra fra poveri e delle cavalcate xenofobe, non si vorrà mica far saltare questo gioioso momento fra Chiesa e Governo!

Thursday, May 29th, 2008

Il burlone del giorno

coins.jpgLa palma d’oro per il più burlone oggi va senz’altro a lui: Papa Ratzi! Ecco una delle sue uscite alla 58esima assemblea della Cei: “Avvertiamo con particolare gioia i segnali di un clima nuovo, più fiducioso e più costruttivo. Esso è legato al profilarsi di rapporti più sereni tra le forze politiche e le istituzioni, in virtù di una percezione più viva delle responsabilità comuni per il futuro della Nazione” (fonte Repubblica.it).

Forse sulla Luna, dove Ratzi sembra vivere, si sono persi qualche puntata. O forse trasmettono solo Rete4 (come dovrebbe effettivamente essere). Fatto sta che il gioioso dialogo fra governo ed opposizione è andato a puttane da un pezzo, ancor prima di cominciare. Di questo dobbiamo ringraziare il Grande Statista del secolo, altrimenti noto come Santo di Arcore, che non ha perso il viziaccio. Alla prima occasione ha subito rifilato l’emendamento “Salva Rete4“, per aggirare una sentenza della Corte di Giustizia Europea.

Papa Ratzi continua con altre sviolinate ma arriva subito al sodo: ”In uno Stato democratico non sembra giustificarsi l’esclusione di un adeguato sostegno all’impegno delle istituzioni ecclesiastiche nel campo scolastico”. Ah ecco, vuole i soldi. Immagino che per “istituzioni ecclesiastiche” intenda solo quelle cattoliche, se poi intendesse anche quelle Ebraiche, Musulmane e Buddiste ce lo farà senz’altro sapere. Ma anche nel migliore dei casi, non è chiaro secondo quale principio uno Stato laico con libertà di culto, quale è l’Italia, dovrebbe foraggiare con denaro pubblico le scuole private religiose, quando esiste già la scuola pubblica. Perché le dovrebbe sovvenzionare anche chi è ateo ad esempio? Le istituzioni religiose dovrebbero essere finanziate dai fedeli con offerte libere.

Io ho profondo rispetto per tutte le confessioni religiose, ma il rispetto deve essere reciproco. Questo signore, così umile da dichiararsi “infallibile”, ha invece dimenticato il concetto di rispetto per la collettività.

(foto loungerie)

Saturday, December 1st, 2007

Nuova enciclica di Ratzinger, indietro tutta

Filed under: Ateismo, Chiesa Cattolica, Joseph Ratzinger, Religione
Written by: mazapegul @ 3:19 pm

ratzishrimp.jpg Ratzinger ha pubblicato la sua seconda enciclica, nella quale, fra le altre cose, prende di mira l’ateismo:

“L’ateismo del XIX e del XX secolo è, secondo le sue radici e la sua finalità, un moralismo: una protesta contro le ingiustizie del mondo e della storia universale. Un mondo, nel quale esiste una tale misura di ingiustizia, di sofferenza degli innocenti e di cinismo del potere, non può essere l’opera di un Dio buono. Il Dio che avesse la responsabilità di un simile mondo, non sarebbe un Dio giusto e ancor meno un Dio buono. È in nome della morale che bisogna contestare questo Dio”. Ma, “se di fronte alla sofferenza di questo mondo la protesta contro Dio è comprensibile, la pretesa che l’umanità possa e debba fare ciò che nessun Dio fa né è in grado di fare, è presuntuosa ed intrinsecamente non vera. Che da tale premessa siano conseguite le più grandi crudeltà e violazioni della giustizia non è un caso, ma è fondato nella falsità intrinseca di questa pretesa. Un mondo che si deve creare da sé la sua giustizia è un mondo senza speranza. Nessuno e niente risponde per la sofferenza dei secoli. Nessuno e niente garantisce che il cinismo del potere – sotto qualunque accattivante rivestimento ideologico si presenti – non continui a spadroneggiare nel mondo” (“Spe Salvi“, n. 42).

Benedetto XVI finge di non sapere che le religioni non sono affatto escluse dal ruolo di “accattivante rivestimento ideologico” in molte delle “grandi crudeltà e violazioni della giustizia” perpetrate nel corso della storia, religione cattolica inclusa. In ogni caso la colpa non è da attribuire né alla religione né all’ateismo, ma alla stupidità umana che tende ad emergere in tutti i contesti dove viene esercitato un potere.

Ratzinger attacca l’ateismo partendo dal presupposto che “il Dio cattolico esiste”. Un ragionamento perspicace, analogo a quello di un ateo che considera tutti i credenti come degli stolti perché “non esiste nessun Dio”. Dal momento che nessuno può dimostrare la veridicità della propria filosofia/religione, l’intelligenza dovrebbe suggerire di accettarle entrambe, purché venga rispettata quella del prossimo. Ma Ratzinger, che naturalmente si considera il detentore della verità rivelata, preferisce la sentenza: l’ateismo è l’origine del male. Un bell’esempio di rispetto del prossimo per milioni di persone che pendono dalla bocca del papa, complimenti.

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