Chi non si è mai chiesto come sia possibile che la ciurmaglia leghista goda di così tanto consenso elettorale (che prendano più dello 0,5% è sempre troppo, sia bene inteso)? È perché fanno leva sullo stupidismo popolare? Il radicamento sul territorio? Ma no, tutte puttanate. Guardate bene il video qui sopra, non sono una comica? È questo il loro segreto, la naturale goffaggine demenziale degli esponenti di spicco. Irrestibili a dire poco, sono uno meglio dell’altro!
Perché La Lega Nord vince? Perché è “radicata nel territorio”, lo sanno anche i muri! Infatti oggi tutti i partiti, da destra a sinistra, vorrebbero fare come la Lega: radicarsi nel territorio. Ma di che cazzo di radicamento stiamo parlando? In realtà la ricetta della Lega è semplicissima, basta cavalcare sistematicamente i bassi istinti del popolo. Montare le paure. Istigare all’odio razziale e le guerre fra poveri. Le mamme di Adro incazzate nere contro l’imprenditore, che ha pagato la mensa ai bambini figli di immigrati, sono fenomenali (vedi il video). Dato il livello culturale medio dei dirigenti e sindaci leghisti, si deduce che tutto ciò avviene in maniera del tutto naturale. Una situazione che, occorre dirlo, viene ulteriormente favorita dalla crisi economica in corso. Dovremo ringraziare il ducetto di Arcore per avere sdoganato questa feccia. Come se quella sua personale non fosse sufficiente.
Prendiamo un leghista, non uno a caso, uno scelto fra i più intelligenti (relativamente parlando s’intende). Facciamogli due domande semplici. La prima:
“Lei è razzista?”
“Assolutamente no!” ti risponderà.
Seconda domanda:
“Lei è favorevole all’integrazione degli immigrati regolari?”
“Certamente!” ribatterà con decisione.
Supponiamo ora che lo stesso soggetto un giorno si ritrovi dei bambini con carnagione diversa da quella celta-padana, magari con cittadinanza italiana, nella stessa scuola del proprio figlio. Altri nelle università. Altri ancora diventano maestri, dottori, ingegneri, politici, assessori, parlamentari, ecc. Si chiama integrazione. Come reagirebbe il nostro leghista campione (nel senso di esemplare) al solo pensiero del vero significato della parola “integrazione”? Bene, la cosa verrebbe vissuta come una grave umiliazione. La sua cultura, talmente debole e malmessa da procurargli il timore del “diverso”, non gli permetterebbe di accettare uno smacco simile.
Favorire l’integrazione è l’unica soluzione possibile per il problema dell’immigrazione. Questi dirigenti della Lega Nord, che grazie all’Unto del Signore ce li ritroviamo ai vertici delle istituzioni, finiranno invece per portare il paese verso la guerra civile, fra poveri.
(Il migrante investito l’altroieri con la macchina da un esponente della cosca di Bellocco, da Il Fatto Quotidiano di oggi. Foto ANSA.)
La ‘Ndrangheta ha il controllo del territorio in Calabria. Lo Stato è praticamente assente. Gli italiani hanno perso la capacita di ribellarsi al sistema di potere criminale, mentre gli africani questa capacità hanno dimostrato di averla. Come impedire che il virus della rivolta si possa propagare sul resto della popolazione? Basta metterli in guerra gli uni contro gli altri. Questo sta succedendo a Rosarno, una guerra fra poveri. Una guerra aizzata dalle cosche, che ha trovato terreno fertile in una società governata da una classe politica che ha costruito buona parte del consenso facendo leva sull’odio razziale.
Vedo mafia dappertutto? Può darsi, ma in una cloaca è naturale vedere solo merda, così come è anche vero che a forza di vedere solo di quella si rischia l’assuefazione.
Il problema della Lega Nord non è tanto il fatto che la media intellettuale è inferiore a quella di Roberto Castelli. Il problema è che non ce ne sono di più intelligenti.
Da circa 10 anni vivo nella San Francisco Bay Area. In questa regione convivono le etnie umane più disparate. Condividono gli stessi quartieri, le stesse strade, le stesse città. Lavorano nelle stesse aziende. I miei colleghi sono indiani, messicani, filippini, cinesi, europei, israeliani, euro-americani, afro-americani, e quant’altro. Ho perso il conto delle chiese e delle religioni che vengono professate. Tolte le immancabili minoranze di “arretrati”, i vari gruppi culturali tendono a mantenere la propria identità, anche con orgoglio, e allo stesso tempo nutrono curiosità per le culture diverse. L’immigrazione è ricchezza culturale, potenzialmente è anche ricchezza economica. Deve essere controllata in modo rigoroso, ma i problemi si risolvono soprattutto favorendo l’integrazione e la tolleranza verso le altre culture.
Perché questo in Italia non è possibile?
Perché è stata perpetrata una sistematica campagna di terrorismo mediatico per distrarre l’attenzione dei cittadini dai problemi veri, e per creare consensi elettorali.
Perché i mass media, per il 90% asserviti al padrone unico, coltivano sistematicamente ignoranza e stupidità. Assopiscono le coscienze. Ambiscono a diffondere il pensiero unico di regime.
Perché a un partito estremista e xenofobo come la Lega Nord, che rappresenta una minoranza della popolazione, è stato permesso di dettare legge in fatto di sicurezza e immigrazione.
Perché il Papa, dunque la chiesa ufficiale, che ora si lamenta del ddl sicurezza, all’indomani dell’insediamento di questo governo accolse “con particolare gioia i segnali di un clima nuovo, più fiducioso e più costruttivo. Esso è legato al profilarsi di rapporti più sereni tra le forze politiche e le istituzioni, in virtù di una percezione più viva delle responsabilità comuni per il futuro della Nazione“. Nonostante anche i muri sapessero che al Presidente del Consiglio sarebbe interessata solo l’impunità e la moltiplicazione dei poteri, e che la Lega avrebbe ricattato/comandato il governo in fatto di sicurezza e immigrazione.
Il Berlusca prende voti perché è il Berlusca. È triste, ma è così. Discorso diverso per la Lega Nord, che non prende certo i voti per quello che sono diventati: i camerieri del Berlusca. Un 10% di elettori con la psicosi della “sicurezza” ha dato il voto a un cazzo di partito, che ha firmato un cazzo di Ddl intercettazioni, che sarà “un siluro alla sicurezza di tutti i cittadini e l’impunità per fior di delinquenti”, come ben sintetizzato dal Procuratore Generale di Torino Giancarlo Caselli. Impossibile non notare l’imbarazzo dei leghisti che, per non perdere la faccia, sono costretti a tapparsi occhi, naso e sbocchi di vomito, per difendere a spada tratta il Ddl più vergognoso dell’era berlusconiana. Che presa per il culo colossale per quei poveri elettori. Sarà dura quando se ne renderanno conto, se mai succederà.
Oggi mi è tornata in mente una frase di Frank Zappa: “Dicono che l’idrogeno è l’elemento più comune nell’universo. Balle, c’è molta più stupidità!“.
Una dimostrazione sono le nuove leggi razziali appena approvate dal Senato. È il Ddl “sicurezza” fortemente voluto dai soliti quattro leghisti xenofobi e culturalmente malmessi. È il prezzo che la Lega pretende per tenere in piedi questo strazio di governo. Verrano così consegnati centinaia di migliaia di immigrati direttamente al crimine organizzato, che offriranno certamente sbocchi più attraenti per il loro futuro. Ecco dov’è la sicurezza in Italia: la Mafia Spa. È li che bisognerebbe investire per avere successo.
Renato Schifani: “Non credo nel nostro Paese esista il razzismo [...] Non può esistere, non è nel nostro Dna. Nel nostro Dna c’è l’accoglienza, la solidarietà“. “Altra questione è quella del pericolo di razzismo, di frange ‘dormienti’ che si sono risvegliate con episodi gravi come quello dell’omicidio della signora Reggiani. Di fronte a episodi di questo tipo la parte sana del Paese ha reagito positivamente una parte massimalista ha reagito in maniera xenofoba. Fenomeni di questo tipo vanno condannati e tenuti sotto controllo” (fonte Repubblica.it).
L’ex siculo brokers ha ragione, in Italia non può esistere il razzismo. Esistono solo i Leghisti e i nostalgici fascisti che loro hanno piazzato al governo. Ma non è il caso di drammatizzare, dal momento che li vogliono tenere sotto controllo gli hanno ridato un po’ di potere e qualche ministero. Saggia strategia, come mettere un cobra nelle mutande e sperare che non faccia troppi danni.
Per cosa verrà ricordato il grande statista di Arcore quando i posteri se lo ritroveranno nei libri di storia? Per il più vergognoso conflitto di interessi che sia mai esistito in paese democratico? Per gli attacchi alla magistratura e l’aver dato un forte contributo alla devastazione del sistema giustizia? Per il record assoluto di leggi vergogna ad personam fatte approvare dai suoi governi? Per l’agenda giornaliera con le ministre?
In realtà il bitumato di Arcore verrà ricordato soprattutto per avere piazzato razzisti e nostalgici fascisti dichiarati ai vertici dell’amministrazione pubblica e dell’informazione. Il messaggio che viene dato ai cittadini è chiaro: popolo di ignoranti, è ora di liberare il razzista che è in voi! A quale scopo? Primo: strumentalizzare paura e odio facendo leva sulla cittadinanza più ignorante, per aumentare il consenso e distrarre i cittadini dai problemi veri (ad esempio la corruzione sistemica che sta massacrando l’economia del paese). Secondo: per risolvere i propri guai giudiziari ha bisogno anche della complicità di quella masnada.
Secondo il bitumato, i recenti episodi di violenza di stampo razzista, sono solo casi di violenza ordinaria. L’istigazione al razzismo di certi esponenti della Lega Nord sono solo interventi coloriti. Questo grande statista, incurante dei danni incalcolabili che stà causando all’intera comunità, non riconosce la deriva razzista come un problema (vedi recenti dichiarazioni a Porta a Porta), e lascia che il gettito di benzina possa scorrere liberamente sul fuoco. Questo aspetto della “politica” del Cavaliere è di gran lunga il più meschino e scellerato.