Ormai lo sanno tutti
Torno sul caso “scalate bancarie” che coinvolge, fra gli altri, gli ex diessini D’Alema, Fassino e Latorre. A proposito, oggi viene chiamato “caso Forleo”. Il C.S.M. contesta al gip Forleo di avere riferito – alle sedi competenti – di avere ricevuto “suggerimenti” e/o “pressioni” in relazione ad atti che doveva compiere per il suo ufficio. A questo proposito la Forleo ha comunicato i nomi di due magistrati che, una volta sentiti, hanno negato le cose riferite dal gip. A questo bisogna aggiungere le confidenze che l’ex giudice ed ex senatore Pci Ferdinando Imposimato avrebbe fatto ad Oliviero Beha, e ad altre persone. Beha scrive sul suo blog: “Imposimato mi ha detto esplicitamente di pesanti influenze sul CSM da parte dei coinvolti dei Ds, il solito trio (adesso del Partito Democratico), e perfino del Quirinale, affinché la Forleo venisse delegittimata”. Anche Imposimato avrebbe già negato tutto quanto.
A seguito di questa serie di smentite, ecco un campionario delle deduzioni di Vacca (vicepresidente C.S.M.) riferite ai giornalisti, anticipando di fatto le conclusioni di tutto il C.S.M: “non risulta alcun complotto o intimidazione”, “si sono sentiti tutti offesi ed allarmati [per le segnalazioni della Forleo]“, “Questi giudici che in tv si presentano come eroi, sono dei cattivi giudici che fanno soltanto male alla magistratura”, “Certi comportamenti sono devastanti”, “è necessario che emerga che Forleo e De magistris sono cattivi magistrati, e non perché fanno i nomi dei politici” (fonte Uguale per Tutti). Con tali deduzioni Vacca avrebbe motivato la richiesta di trasferimento del gip stesso. Non oso immaginare cosa sarebbe accaduto se la Forleo avesse utilizzato la stessa violenza verbale per motivare la richiesta autorizzazione per utilizzare le intercettazioni degli ex diessini.
A Vacca, che sarebbe professoressa di diritto romano, non viene in mente che se queste persone che hanno negato determinati colloqui avvenuti a quattr’occhi, non vuol dire automaticamente che la Forleo si è inventata tutto. Oltretutto anche la stampa non ha fatto altro che riportare notizie di accuse e pressioni in seguito all’ordinanza del gip di Milano, ma Vacca non le ricorda. Basterebbe usare la logica per intuire quale delle posizioni sia la più verosimile ma, in ogni caso, rimane comunque la loro voce contro quella della Forleo. Certo che per una prof. di diritto romano si tratta di deduzioni particolarmente acute, se non altro affrettate e convenienti.
Che il potere politico utilizzi tutti i mezzi a sua disposizione per sottrarsi alla giustizia è un fatto chiaro ed incontrovertibile. È inutile che ne diano prova su base giornaliera (poprio oggi è partito un nuovo procedimento disciplinare contro De Magistris), ormai lo sanno tutti. Dovrebbero piuttosto fotografare lo scempio e renderlo costituzionale, con un bel voto bipartisan.
Articoli di approfondimento:
- Clementina Forleo e tutti noi avremmo diritto a un “giudice” imparziale, di Felice Lima (Giudice del Tribunale di Catania).
- L’ora del castigo, di Michele Ainis (Professore Ordinario di Istituzioni di Diritto Pubblico).
- L’equazione Forleo, di Stefano Sernia (Giudice del Tribunale di Lecce).
- Sono grato al quirinale, di Oliviero Beha.
Le ordinanze della Forleo, per rendersi conto di persona dell’oggetto del contendere:




