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Thursday, July 22nd, 2010

Lettera aperta all’onorevole Fabio Granata

Filed under: Alleanza Nazionale, Fabio Granata, Giustizia, Lettere, Mafia
Written by: mazapegul @ 7:46 am

Onorevole Granata, in un articolo pubblicato su “Il Fatto Quotidiano” del 22 luglio 2010 lei parla di “certezze” per quanto riguarda la trattativa Stato e mafia, i depistaggi, e il fatto che le stragi del ’92/’93 siano state utilizzate per condizionare la politica. La Giustizia farà il suo corso, forse arriveranno delle sentenze. Le confesso però una cosa, io mi sono rotto di attendere e leggere le sentenze, le cosiddette “verità giudiziarie”. In fondo cosa sono una prescrizione a vita o una condanna, se non occasioni per festini a base di cannoli, o per rivendicare la propria innocenza a reti unificate, o per arricchire il curriculum?

Le chiedo questo: con tutti i fatti accertati e documentati in vari libri, leggi ad personam approvate e celebrazioni di eroi particolari, c’è davvero bisogno di aspettare delle sentenze per squalificare politicamente personaggi come Berlusconi o Dell’Utri (due a caso)? Lei è un esponente di Alleanza Nazionale, l’alleato più fedele di Forza Italia fin dal ’94, non mi sembra strano che questa domanda possa essere rivolta a lei.

Con stima.

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Thursday, October 8th, 2009

Lettera all’Unto dal Signore

Filed under: Giustizia, Il vergognoso, Lettere, Licio Gelli, Lodo Alfano
Written by: mazapegul @ 7:40 am

Egregio Cavaliere, io davvero non la capisco. Lo stato di salute mentale che emerge dalle sue ultime esternazioni non è proprio esaltante, per usare un eufemismo. La salute prima di tutto!

Quello che segue, se mi permette, è il mio umile consiglio. Si dimetta. Si consegni alla giustizia. Si faccia processare. Si faccia pure condannare e patteggi la pena. Tanto a 70 anni suonati non farà un solo giorno di carcere, e comunque dubito che per i danni che ha fatto potrà mai pagare abbastanza. Si faccia mettere agli arresti domiciliari, come Licio Gelli. Magari nello stesso domicilio. Organizzi un festino al giorno, anzi due. Ordini un camion di viagra e un vagone di escort. Musica, balli, barzellette e filmini dei bei tempi andati. Infine, se le rimangono energie, trastulli con le escort che decidono di rimanere la notte, una specie di “Lascia o raddoppia?”. Nessun farabutto le romperà più le scatole. Cavaliere, cosa aspetta?!

Saluti.

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Saturday, October 3rd, 2009

Lettera all’onorevole Bocchino

Onorevole Italo Bocchino, lei si è indignato per l’appellativo “mafioso”, rivolto dall’onorevole Francesco Barbato al Presidente del Consiglio. Passi l’”escortiere”, che fa anche un po’ figo, ma “mafioso” è una parola grossa. Però il fatto che l’ideologo di Forza Italia Marcello Dell’Utri ha avuto una condanna in primo grado di 9 anni per mafia, più una definitiva per false fatture e frode fiscale, di certo non aiuta, non crede? Anche il compianto “stalliere di Arcore” Vittorio Mangano, ora promosso eroe, non aiuta granchè. Lo “scudo fiscale” appena approvato invece aiuta, quel genere di “eroi” s’intende.

Le cito inoltre un passaggio dall’house organ del Premier firmato Feltri, a proposito del suo compagno Gianfranco Fini: “… [Fini] ricordi anche che delegare i magistrati a far giustizia politica è un rischio. Specialmente se le inchieste giudiziarie si basano sui teoremi. Perché oggi tocca al premier, domani potrebbe toccare al presidente della Camera. E’ sufficiente -- per dire -- ripescare un fascicolo del 2000 su faccende a luci rosse riguardanti personaggi di Alleanza Nazionale per montare uno scandalo. Meglio non svegliare il can che dorme” (fonte Repubblica.it). Non le ricorda un po’ quelle belle minacce in stile mafioso?

Onorevole Bocchino, un po’ di dignità…

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Friday, June 26th, 2009

Cardinali escort

berlu_bacio_papa.jpgIl contesto socio-culturale – ha spiegato il presidente della Conferenza episcopale italiana Bagnasco – “dovrebbe accompagnare i giovani in generale nei loro progetti di vita. Le responsabilità sono di ciascuno ma conosciamo l’influsso che la cultura diffusa, gli stili di vita, i comportamenti conclamati hanno sul modo di pensare e di agire di tutti, in particolare dei più giovani che hanno diritto di vedersi presentare ideali alti e nobili, come di vedere modelli di comportamento coerenti”. (fonte Corriere.it).

Egregio Monsignor Bagnasco,

Interessante il suo intervento, solo un pochino ambiguo, se mi permette di avanzare una piccola ed innocente critica. Specie per questo particolare momento storico. Nessun riferimento a fatti precisi, men che meno a nomi e cognomi. Uno legge e poi si chiede: “Si ma cosa è successo? Chi è stato??”. Glielo faccio notare perché non si sa mai che qualche sprovveduto possa pensare che nell’intervento lei alluda proprio a Silvio Berlusconi. Che si faccia piuttosto attenzione a quei miscredenti blasfemi della sinistra se dovessero tornare al governo, quelli dei Dico e del Testamento Biologico! Molto meglio il modello di famiglia moderna del Cavaliere, gli spergiuri sulla testa dei figli, il viagra e le puttanelle in carriera. Naturalmente senza dimenticare la promessa di un “adeguato sostegno all’impegno delle istituzioni ecclesiastiche nel campo scolastico”.

Segnalazioni:

Lettera di Don Farinella al cardinal Bagnasco.
Indecente il silenzio della chiesa su Berlusconi, di don Franco Barbero

Dal Vangelo secondo Matteo, Cap. 23:

(25) Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che pulite l’esterno del bicchiere e del piatto mentre all’interno sono pieni di rapina e d’intemperanza. (26) Fariseo cieco, pulisci prima l’interno del bicchiere, perché anche l’esterno diventi netto! (27) Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che rassomigliate a sepolcri imbiancati: essi all’esterno son belli a vedersi, ma dentro sono pieni di ossa di morti e di ogni putridume. (28) Così anche voi apparite giusti all’esterno davanti agli uomini, ma dentro siete pieni d’ipocrisia e d’iniquità. [...] (33) Serpenti, razza di vipere, come potrete scampare dalla condanna della Geenna?

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Monday, March 2nd, 2009

Caro Franceschini, ora è troppo tardi per preoccuparsi di Berlusconi – Lettera aperta a Dario Franceschini

franceschini2.jpgLettera pubblicata su MicroMega.

Caro Franceschini, lei ha dichiarato di essere preoccupato se Berlusconi uscisse vincitore alle prossime elezioni Europee, invitando gli elettori a non astenersi dal voto: “quello che avverrebbe il giorno dopo è una cosa che può preoccupare tutti“. Guardi, per quello che mi è dato da sapere lei è una persona onesta e non è il responsabile di questa situazione, credo tuttavia che sia un po’ tardi per preoccuparsi.

Lei si era preoccupato quando venne approvata la legge Mammì, la legalizzazione della macchina propagandistica-diffamatoria-abusiva del Cavaliere? E quando Berlusconi scese in campo e vinse le elezioni grazie all’uso spietato di quella macchina, c’era da aspettarselo che prima o poi sarebbe successo, no? E quando si è reso conto che l’italiano medio diventava ogni giorno sempre più somigliante al partito azienda, alla filosofia del “tanto vale fare i furbi”? E quando si è reso conto che l’opposizione si è ritrovata con una fionda mediatica contro un’esercito di carri armati? E quando lo stesso esercito ha cacciato via le voci scomode dal servizio pubblico perché, visto che è pagato da tutti, dovrebbe dire solo ciò che fa comodo al Governo? E quando D’Alema nominò Mediaset patrimonio nazionale, e in seguito caldeggiò pure la possibilità per Berlusconi di diventare Presidente della Repubblica? E quando ha dovuto assistere allo sfregio continuo alla carta costituzionale, alle leggi vergogna, al continuo attacco alla magistratura con la schiena dritta, all’uso personale del parlamento per difendersi dai suoi processi e per difendere le sue aziende? E quando finalmente Veltroni ha smesso di parlare di conflitto d’interessi, smettendo pure di nominare il nome del maggior titolare del conflitto? E quando, all’ultima vittoria elettorale, Berlusconi venne accolto all’unanimità come il grande statista? E quando ha visto Veltroni lamentarsi di Di Pietro, dagli schermi del partito azienda (Canale 5)?

In tutti questi episodi, ed altri anche peggiori, io mi sono sempre preoccupato. Mi creda, ad un certo punto ci si rompe di darvi fiducia. Alla fine il centro-sinistra in questi ultimi 15 anni non ha fatto altro che legittimare, prevaricazione dopo prevaricazione, l’illustre mediocre imprenditore disperato e relativa banda. Votare il PD oggi significa legittimare questi governi criminali, e ricominciare daccapo questo circolo vizioso. Se invece il PD dimezzasse i voti è più probabile che gli inciucio boys verranno finalmente messi da parte. Oppure, meglio ancora, che si verifichino le condizioni per la nascita di un nuovo partito per il popolo dei senza partito. Mi auguro perciò che, gli elettori contro, votino per Italia dei Valori, o al limite che si astengano dal voto.

Saluti.

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Friday, July 25th, 2008

“Un atto dovuto”

rabbit.jpgNapolitano firma il Lodo Schif-Alfano, una legge macroscopicamente incostituzionale.  Secondo Veltroni é stato “un atto dovuto“, anche se “una materia di questa delicatezza, la maggioranza avrebbe fatto bene ad affrontarla con una legge costituzionale e non con un provvedimento ordinario fatto approvare in maniera tanto frettolosa da apparire autoritaria” (fonte Repubblica.it). Ma va?? Chissa perchè tutta quella fretta!

Caro Veltroni, l’Unto dal Signore ha capito la tua debolezza, hai paura dello scontro diretto. Hai paura che possa fare male al paese. Ma intanto lasci che il volgare dittatorello con testa bitumata trasformi il paese a sua immagine e somiglianza. Lui sa che in fondo tu non vedi l’ora di riallacciare il dialogo, per il bene del paese. Ma intanto spara dalle sue 5 reti unificate che le politiche di sinistra le fa lui, senza bisogno del tuo aiuto. Magari riuscirà a portarti via un bel po’ di voti, e te lo sarai pure meritato.

Caro Veltroni, perché non ti dimetti?

(photo by peterastn)

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Saturday, April 12th, 2008

Lettera aperta agli astensionisti

Filed under: Astensionismo, Elezioni 2008, Lettere, Politica
Written by: mazapegul @ 5:56 pm

menefrego.jpgEgregi fieri astensionisti, presto avrete altri 5 anni di governo Berlusconi, ai quali andranno aggiunti 8 anni col medesimo soggetto al quirinale. Poi lo avrete come senatore a vita. In caso non vi basti, considerate che qualche governo Dell’Utri, un Ministero di Grazia e Giustizia a Previti ed un Ministero della Cultura al fascio Ciarrapico, sono pur sempre possibili. Ormai ci siamo. Avrete modo di goderveli per bene.

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Friday, February 15th, 2008

Intercettofobia versione Veltroni

Filed under: Informazione, Lettere, Politica, Walter Veltroni
Written by: mazapegul @ 12:42 am
veltroni.jpg

Lettera aperta a Walter Veltroni:

Gentile candidato premier Walter Veltroni, a “Porta a Porta” lei ha rilasciato la seguente dichiarazione: «La mia opinione è che i magistrati devono poter intercettare senza limiti durante le indagini, ma non possono essere pubblicati sui giornali i contenuti delle intercettazioni» (www.ilsole24ore.com).

Io le chiedo: secondo quale principio un cittadino non dovrebbe venire a conoscenza dei contenuti delle intercettazioni, non più coperte da segreto istruttorio, specie quando riguardano affari che coinvolgono tutta la comunità? Perché non dovremmo sapere come Berlusconi mercanteggiava con Saccà vallette e senatori? Oppure uno splendido Vespa che confeziona la trasmissione addosso a Fini? O meglio ancora un D’alema mentre incoraggia Consorte con un “Facci sognare, vai!”. Notevole anche Fassino che esordisce con lo stesso Consorte: “Allora, siamo padroni di una banca?” (per maggiori dettagli: www.europaoggi.it). I cittadini che apprezzano le scalate bancarie dei furbetti, o gli imprenditori che cercano di rifilare vallette nelle aziende concorrenti per fregarsi qualche senatore, dovrebbero saperle queste cose, voterebbero con più convinzione.

Perché lei è così contrario che la stampa pubblichi le intercettazioni? Non sarebbe meglio, per evitare ogni ambiguità, vietare che si occupi dei processi tout court? Così almeno smetteranno anche di stracciarci il cervello con i Cogne, gli Erba, ed i Perugia (anche se nessun politico si è mai lamentato della troppa esposizione mediatica di tali processi). Infine, perché fare tante storie sul comportamento immorale di un politico, in attesa della sentenza del giudice lo si ricandida sempre volentieri. Se poi dovesse uscire una condanna allora il discorso cambierebbe, a quel punto prenderebbe forma anche la possibilità di una promozione (ma questo accade dall’altra parte, non dalla sua per fortuna).

Cordiali saluti.

(Photo courtesy www.time.com)

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Monday, December 3rd, 2007

Il Casermone Democratico delle Libertà

napocsm.jpgLettera al Presidende della Repubblica Giorgio Napolitano:

Sig. Presidente, le scrivo per esprimerle alcune mie preoccupazioni che riguardano la giustizia e l’informazione.

Vede, mi tocca leggere che il Consiglio Superiore della Magistratura (da lei presieduto) voterà la richiesta di trasferimento del gip Clementina Forleo, per “incompatibilità ambientale”. La Forleo avrebbe sbagliato a motivare la richiesta di autorizzazione inoltrata al parlamento, per poter utilizzare le intercettazioni telefoniche che vedono coinvolti due parlamentari, nell’ambito dell’inchiesta “Antonveneta-Unipol”. Avrebbe utilizzato “accenti suggestivi e stigmatizzatori”. Un fatto di una gravità estrema! Gli accenti intendo, non i contenuti delle intercettazioni. In sintesi significa questo: da un lato motivare la richiesta è un atto dovuto per legge, dall’altro se motivi si offendono e ti trasferiscono.

Poco tempo prima è capitato qualcosa di simile al pm De Magistris, che nell’ambito dell’inchiesta “Why Not” è incappato in politici di spicco, e niente meno che nel ministro di giustizia. Come insabbiare l’indagine? Semplice. Il ministro apprende che De Magistris sta indagando su di lui (in realtà ufficialmente non dovrebbe saperlo), così ne chiede il trasferimento urgente dopo averlo fatto spulciare per bene. Poi, non appena il ministro riceve ufficialmente un avviso di garanzia, l’indagine viene avocata al suo titolare. Il perché è chiaro: come potrebbe De Magistris indagare “serenamente” sul ministro, dal momento che la richiesta trasferimento lo avrebbe fatto incazzare contro il ministro stesso?

Sig. Presidente, credo che il problema sia l’informazione, troppa libertà. Lasciamo rubare chi vuole rubare, ma soprattutto evitiamo di informare il derubato dell’accaduto, altrimenti s’incazza e perde fiducia nelle istituzioni. Meglio sommergerlo con quintali di innocue cronache rosa, nere e azzurre, con uno sfondo continuo di gente allegra e contenta che loda il governo. Ci vorrebbe un bell’inciucio storico, il Casermone Democratico delle Libertà, ed il gioco sarebbe fatto. Un ultimo appunto, “la giustizia è uguale per tutti” è un concetto ormai superato. Alcuni cittadini sono più uguali degli altri, vogliamo negarlo? È perciò assurdo che se si fa una legge ad personam ne debbano poi usufruire tutti, tanto vale che ne usufruisca solo chi è più uguale degli altri.

Saluti.

(foto (c) LSE)

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Friday, November 23rd, 2007

Un epilogo ampiamente pronosticato

manurespreader.jpg Lettera a Gianfranco Fini e Pier Ferdinando Casini:

Gentili ex alleati della defunta Casa Delle Libertà, in questi ultimi 6 anni siete stati senz’altro dei bravi compagni per il cavaliere. Ora voi non gli servite più, ma in compenso a lui servono i vostri elettori: “La Cdl stava diventando un teatrino – ha dichiarato il Cavaliere – loro due si tengano il progetto, io gli elettori” (fonte Repubblica.it). Manco un grazie per tutte quelle belle leggi (vergogna) che gli avete fatto passare, manco un grazie per la favolosa legge Gasparri per il riassetto televisivo (e salva-Rete4). Che tristezza. Lui ora quelle cose ve le rinfaccia pure: “È solo vendetta – si è sfogato con i suoi il Cavaliere – ma si deve ricordare che la legge in vigore porta il nome di Maurizio Gasparri e non il mio. Se insiste, ne vedremo delle belle” (fonte Repubblica.it). Fantastico!

Non avete dato ascolto alle voci sagge che vi avvisavano: “attenzione a gonfiare il mostro, un giorno vi si rivolterà contro”. Ora, dopo anni di politica stile Frankenstein, vi sta pure soffiando l’elettorato. In fin dei conti sarebbe sufficiente spiegarlo a reti unificate: a chi glielo fa fare ad un elettore di votare per i servi, tanto vale votare direttamente il padrone.

Non vi resta altro che augurarvi che l’attuale esecutivo provveda a cacciare per sempre i partiti dalla Rai, stabilire finalmente l’ineleggibilità dei proprietari di giornali e tv, e limitare la proprietà televisiva ad un massimo di un canale nazionale per individuo (cose in cui non credo finché non vedo). Ma lo dovrebbero fare in fretta, prima che il mister reti-unificate vi rovesci addosso così tanta materia fecale, da farne sentire l’aroma persino ai vostri discendenti per almeno una mezza dozzina di generazioni (oltretutto, specie con Fini, pare abbiano già iniziato).

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