Sunday, November 29th, 2009

Più libri, meno internet

È grottesco che le ultime dichiarazioni dei pentiti di mafia, che coinvolgono Berlusconi e Dell’Utri quali referenti politici di Cosa Nostra, destino tanto stupore.
I Complici” di Lirio Abbate e Peter Gomez, un libro uscito due anni e mezzo fa, rivelava già i retroscena osceni delle stragi del ’92/’93 e il successivo patto scellerato fra Stato e Mafia. Pur non essendoci (ancora) verità giudiziarie, esistono una serie di verità storiche e fatti accertati che se opportunamente organizzati iniziano e prendere senso. Anche prima che gli Spatuzza iniziassero a parlare, si intuivano già molte cose. Per fortuna la libera informazione di massa italiana è libera di non parlare di certi argomenti, non sia mai che poi la gente inizi a capire.

Pare tuttavia che le cosche i libri interessanti li leggano. Lirio Abbate vive sotto scorta da oltre due anni a causa del suo lavoro di cronista a Palermo, lavoro evidentemente poco gradito ai boss. Il Presidente Giorgio Napolitano ha offerto solidarietà al giornalista-scrittore, anche se ho i miei dubbi che il libro in questione l’abbia letto. O forse non l’ha capito.


Thursday, July 10th, 2008

Lirio Abbate presenta “I Complici”

Filed under: Libri, Lirio Abbate, Mafia, Peter Gomez
Written by: mazapegul @ 9:45 pm

I complici Presentazione del libro “I Complici” di Lirio Abbate e Peter Gomez. Parla Lirio Abbate:

Parte 1/3
Parte 2/3
Parte 3/3

Monday, May 12th, 2008

Regime – Torna il manganello sulla Rai

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Caso Schifani in sintesi:

  1. Nel libro “I Complici” di Lirio Abbate e Peter Gomez sono documentati rapporti imbarazzanti avvenuti fra Renato Schifani – attuale presidente del Senato – ed altri personaggi in seguito condannati per mafia.
  2. “Cosa Nostra” mostra di non apprezzare i contenuti di quel libro (non solamente per la questione Schifani ovviamente). Lirio Abbate subisce minacce ed attentati, fortunatamente sventati, e finisce sotto scorta.
  3. Né Schifani né altri politici sporgono critiche o querele a proposito dei contenuti del libro.
  4. Travaglio e lo stesso Gomez pubblicano in seguito il libro “Se li conosci li eviti“, il quale documenta gli stessi fatti relativi a Schifani.
  5. Nessuna lamentela nemmeno questa volta.
  6. Travaglio, intervistato su Rai3 a proposito del medesimo libro “Se li conosci li eviti”, nel programma “Che tempo che fa” di Fazio, cita il pezzo del libro relativo alla questione Schifani, arricchendo il racconto con innocue muffe e lombrichi.

A questo punto ci sono delle conseguenze:

  1. Schifani querela (non si capisce ancora se solo Travaglio o anche la rai).
  2. Il Pdl fa cerchio attorno a Schifani, e accusa di imboscate ai danni del medesimo.
  3. Anche Il Pd fa cerchio attorno a Schifani, grosso modo come il Pdl – tira già aria di solenne dialogo fra governo e “opposizone”.
  4. L’unto del Signore non ci ha messo becco ufficialmente, almeno per ora. Sta lasciando fare tutto ai garzoni (che si sia fatto furbo?).
  5. A nessuno di questi politici sembra tuttavia interessare la verità sulla questione Schifani. Se Travaglio avesse dichiarato il falso, infatti, non ci vorrebbe molto a smontargli la tesi ed obbligarlo ad una rettifica. Evidentemente è la verità in se il problema.
  6. È vietato documentare fatti in Tv se non è previsto un apposito contradditorio menzoniero per bilanciare.
  7. Fazio, con le sue scuse pubbliche, ci ha rimesso la faccia. Sia nei confronti dei berluscones (che tanto lo bastonano comunque solo per aver invitato Travaglio). Sia, ovviamente, nei confronti delle persone informate sui fatti, le quali non possono che chiedersi se in Rai si debba chiedere scusa per aver detto delle verità.
  8. Le querele finiranno in una bolla di sapone, anche se nel giro di 3/4 anni. Ma il manganello sulla Rai è arrivato comunque. Via dalle palle chi rompe le medesime ai potentucoli di turno. Mentre quelli che rimango sono stati avvertiti, sanno ciò che gli aspetta se non rigano dritto – in caso l’avessero dimenticato. E’ la tecnica del “colpirne uno per educarne cento”.

C’è un particolare che mi sfugge. In un paese dove il premier vince le elezioni dopo aver dichiarato che Mangano è stato un eroe, Schifani risulta solo essere in buona sintonia col suo capo. Potrebbe perciò evitare di fare tutto ‘sto casino.

Saturday, March 29th, 2008

With a little help from a friend

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Estratto dal libro “I Complici – Tutti gli uomini di Bernardo Provenzano da Corleone al Parlamento“, di Lirio Abbate e Peter Gomez, capitolo 9:

[...] Sono gli anni dei sequestri di persona (metà anni ’70, ndr.). L’Anonima sequestri, capitanata a Milano dal corleonese Luciano Liggio, mette a segno rapimenti su rapimenti. Avere in casa un uomo come Mangano (Noto criminale legato a Cosa Nostra, assunto da Berlusconi come stalliere, in seguito condannato all’ergastolo per omicidio, ndr.), abile col fucile e con le conoscenze giuste, è per tutti una garanzia di sicurezza. Come ulteriore assicurazione Berlusconi fa consegnare periodicamente a Cosa Nostra anche delle somme in denaro. Soldi che, secondo il tribunale, mettono tutto il gruppo imprenditoriale del futuro presidente del Consiglio al riparo dal rischio mafia.

I versamenti vanno avanti per quasi due decenni. Quando Mangano finisce in prigione il denaro passa per le mani di altri uomini d’onore: prima della famiglia di Villagrazia, quella a cui era affiliato Stefano Bontade, e poi di quella di Malaspina, il clan nel cuore di Provenzano. A fare da tramite, dice la sentenza, è quasi sempre Tanino Cinà, l’amico tintore di Dell’Utri.

La trafila dei soldi targati Biscione che, una volta arrivati nelle mani di Riina, sono suddivisi tra le varie cosche, non è ricostruita solo da una decina di pentiti. Di quel denaro parla anche un documento eccezionale: le agende sequestrate agli uomini d’onore del quartiere palermitano si San Lorenzo, in cui i mafiosi segnavano le entrate riguardanti la loro famiglia. In quelle pagine, in corrispondenza della voce «Can. 5 n. 8», si legge: «990 regalo 5.000». Traduzione del collaboratore di giustizia Giovan Battista Ferrante: dalla Fininvest nel 1990 sono arrivati, non come tangente ma come «regalo» (questa dicitura compare solo per il gruppo Berlusconi, e non per le altre imprese citate negli appunti), cinque milioni di lire. A partire da 1988, spiega Ferrante, le banconote giungevano a Palermo ogni sei mesi e finivano anche nelle casse del clan San Lorenzo perché in quel territorio sono collocate le antenne e la sede delle emittenti televisive del Cavaliere.

(Foto www.tuttocasarano.it)

Saturday, October 6th, 2007

L’accordo scellerato

Filed under: Forza Italia, Libri, Lirio Abbate, Mafia, Marcello Dell'Utri, Peter Gomez
Written by: mazapegul @ 12:07 am

La cosa che più fa incazzare, leggendo il libro “I Complici – Tutti gli uomini di Bernardo Provenzano da Corleone al Parlamento” di Lirio Abbate e Peter Gomez, è quando ti rendi conto che vincere contro la mafia e la criminalità organizzata è POSSIBILE. Nel 1992, a seguito di una serie di sconfitte soprattutto sul piano giudiziario, e dopo le stragi di Capaci e via D’Amelio che videro la morte dei magistrati Falcone e Borsellino, Cosa Nostra era ormai in ginocchio. Bastava solo il colpo di grazia. Fu invece lo Stato stesso che venne in soccorso alla moribonda organizzazione criminale. O meglio, furono i futuri “volti nuovi” della politica italiana che di li a poco invasero le istituzioni a furor di popolo, e che con Cosa Nostra avevano interessi in comune, specie in relazione ai problemi giudiziari.
Quelle che seguono sono le aggiaccianti conclusioni del tribunale su Marcello Dell’Utri:

“La promessa di aiuto politico a Cosa Nostra, proveniva da un soggetto che, in quel determinato momento storico, si poneva quale organizzatore di un nuovo partito (…), aveva un effetto rassicurante per il sodalizio criminale, lo orientava verso il sostegno a Forza Italia, incoraggiandolo a nutrire aspettative favorevoli in un momento di crisi profonda. Siffatta condotta rafforzava Cosa Nostra, ingenerando il convincimento di raggiungere obiettivi fondamentali nella sua strategia criminale, addirittura contando sui massimi vertici della politica nazionale. Una promessa reputata, in quel frangente, seria ed affidabile negli ambienti mafiosi, in quanto proveniente da un soggetto influente che, in passato, aveva dato buona prova di sé, dimostrandosi disponibile verso Cosa Nostra.”
(Tribunale di Palermo, sentenza di condanna per Marcello Dell’Utri a 9 anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa, 5 luglio 2005. Fonti “I complici“, Repubblica.it)

Breve curriculum di Marcello Dell’Utri:

  • Condannato in via definitiva per false fatture e frode fiscale a due anni e tre mesi di reclusione. Pena patteggiata e scontata di un terzo.
  • Condannato in primo grado a Milano a due anni di reclusione per tentata estorsione. Condanna confermata in appello.
  • Condannato a NOVE anni di reclusione in primo grado con l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa.
  • FONDATORE DI FORZA ITALIA, insieme a Silvio Berlusconi.

Attualmente Dell’Utri sta scontando la pena in Parlamento, come senatore della Repubblica.

Thursday, September 6th, 2007

Lirio Abbate

Filed under: Lirio Abbate, Mafia, Politica, Video
Written by: mazapegul @ 6:39 pm

Lirio Abbate, giornalista e scrittore italiano, vive sotto scorta dal maggio 2007 a seguito di intimidazioni di stampo mafioso. L’1 settembre scorso, a Palermo, è stato trovato un ordigno incendiario sotto la sua automobile. Tali atti intimidatori sono facilmente riconducibili alla pubbicazione del libro “I Complici – Tutti gli uomini di Bernardo Provenzano da Corleone al Parlamento“, di cui Lirio è l’autore insieme a Peter Gomez.

Lirio è un uomo che rischia la propria vita pur di fare onestamente il proprio lavoro, quello di informare la gente. A lui va tutta la mia stima e supporto per il suo lavoro. Grazie.

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