Saturday, July 9th, 2011

Condannata la Fininvest – Va in scena il patetico piagnisteo dei nano boys

Fininvest condannata a risarcire 560 milioni alla Cir di De Benedetti. Questi i fatti salienti:

“Nel 1991 gli avvocati Previti, Acampora e Pacifico, con soldi di B. e della Fininvest, pagarono 470 milioni di lire in contanti al giudice Vittorio Metta in cambio della sentenza che annullava il lodo Mondadori, scippando all’Ingegnere il primo gruppo editoriale del Paese e girandolo al Cavaliere. Il quale da vent’anni possiede un’azienda non sua, rubata, ne incassa gli utili e la usa per manganellare i suoi nemici. All’origine di tutto c’è uno scippo, rimasto a lungo impunito finchè lo scippatore è stato individuato e condannato a restituire il maltolto.” (Marco Travaglio, da Il Fatto Quotidiano del 10 luglio 2011)

Nel processo penale del lodo Mondadori vennero condannati in Cassazione: Metta, Previti, Pacifico e Acampora. L’utilizzatore finale se la cavò con la prescrizione, risparmiandosi anche una condanna all’interdizione perpetua dai pubblici uffici. “Miracolosamente” è ancora premier e la Mondadori è ancora nelle sue mani, invece di essere stata confiscata dallo stato. Insomma, al nanefrottolo è andata grassissima, dovrebbe piuttosto festeggiare la sentenza con cannoli siciliani (Cuffaro docet). Il piagnisteo corale dei nano boys e famiglia è comico, al limite può servire a dare qualche soddisfazione in più al beneficiario del risarcimento.

Tuesday, March 8th, 2011

Libertà ed esercizio di potere

Cito da Il Giornale dell’8 marzo 2011:

Alla guerra si può anche andare controvoglia. Non tutti vivono la vita come una lotta continua e non tutti hanno una sete perenne di scontro. Capita così che, agli assalti frontali di Roberto Saviano, Marina Berlusconi risponda più per dovere di chiarezza che per effettiva intenzione di alzare il livello della tensione.

C’è un omuncolo che si aggira nel palazzo, da circa 16 anni viene misteriosamente scambiato per statista. Qualche mese fa il nostro eroe ebbe la brillante idea di accusare Roberto Saviano di aver danneggiato l’immagine del paese col suo libro denuncia Gomorra. La figlia Marina, invece di difendere il libro di cui è editore e che ha assicurato discrete rendite alla Mandadori (nota casa editrice sgraffignata dall’omuncolo grazie alla corruzione giudiziaria), ha rivendicato il diritto del padre ad esprimere liberamente le proprie opinioni. Ovvero, come confondere la libertà con l’esercizio di potere (consiglio in proposito l’intervento di Alessandro Pace linkato qui sopra).

Passa un po’ di tempo, lo scrittore napoletano riceve una laurea honoris causa e la dedica alla Boccassini, Forno e Sangermano, tre pm insultati ed infangati a reti unificate, colpevoli di fare il proprio mestiere. La primogenita del Cavaliere se la prende a male e dichiara pubblicamente di provare “orrore” per quella dedica. Quelli indagano sul “grande statista”, come si permettono? Infatti se il padre commette reati la colpa è dei magistrati. E di Saviano naturalmente.

Questo è solo un piccolo assaggio dell’aberrante sistema “liberale” in cui sguazzano famiglia Berlusconi e cortigiani.

Ma cosa si legge nel Giornale di famiglia? Che la povera vittima Marina deve subire gli “assalti frontali di Roberto Saviano”, costretta così ad “andare in guerra controvoglia”. Certo che se arrivate a leggere quella roba che chiamano Il Giornale, i casi sono due:

  1. Avete un raffinato senso dell’umorismo
  2. Avete un raffinato gusto nell’essere umiliati

Post precedenti:

Sunday, August 15th, 2010

Feltri è fantastico, se non ci fosse lo inventerebbe il Berlusca

Così Fini parlò di legalità, poi si perse il conto delle prime pagine dedicategli dal Fetorio Veltri. Tanto amore finì per scatenare qualche polemica. Ecco alcuni estratti dell’editoriale del 14 agosto 2010 di Fetorio, per fortuna c’è ancora qualcuno che scrive editoriali di esemplare comicità:

Avete capito bene: [Napolitano] ce l’ha con noi e col nostro lavoro giornalistico …

Fa il caricatore ufficiale de il Gior-kalashnikov-nale del ducetto di Arcore e lo chiama “lavoro giornalistico”. LOL, che modesto! In fondo bisogna dargliene atto, il capo artigliere Fetorio è quello che si prende la briga di dare il “La” al plotone d’esecuzione mediatico, a reti unificate, delle libertà.

… di cui, invece, il Quirinale dovrebbe avere il massimo rispetto, in quanto la libertà di stampa e di pensiero è garantita dalla costituzione, della quale lui è vestale.

Giusto! In attesa della Costituzione personale del suo editorissimo, quella in vigore dice proprio così. Cito infatti dalla costituzione: “I giornalisti sono tenuti a covare nei cassetti le notizie scomode dei nemici del proprio editore, per farle uscire solo al momento opportuno. Raramente bisogna arrivare a pubblicarle, più spesso basta dare da intendere di averle per produrre ottimi risultati.

È solo un’inchiesta condotta con autonomia e con scrupolo dal Giornale (Gior-kalashnikov-nale, ndr.) [...] se poi le conseguenze di quanto andiamo pubblicando sono gravi, come afferma Napolitano, la colpa non è nostra che raccontiamo i fatti ma di chi li ha commessi.

Anche qui è difficile dargli torto. Fetorio deve avere un’alta opinione dei suoi lettori. Secondo lui devono essere morbosamente interessati alle cucine color “bianco assoluto” comprate da Fini, coi suoi soldi fra l’altro. Del fatto che l’amico del suo editore, dopo aver fondato Forza Italia, si è beccato 7 anni in appello per mafia, non dovrebbe fregare niente a nessuno, non c’è perciò bisogno di chiarire alcunché. Dovrebbe fregare ancora meno del fatto che la trattativa mafia-stato, i rapporti con i boss mafiosi, la corruzione giudiziaria nel Lodo Mondadori, la corruzione dell’avvocato Mills, le tonnellate di escort (prima di finire candidate nel Pdl), hanno tutte avuto lo stesso utilizzatore finale.

A ben vedere, l’unico a ricavarne vantaggio da questa storia è senz’altro Gianfranco Fini, gli attacchi di Fetorio sono come una benedizione, una garanzia della sua integrità.

Wednesday, October 24th, 2007

Mondadori Day

mondaday01dj3.jpg

Pieno appoggio al Mondadori Day, organizzato da Qui Milano Libera, per informare i cittadini che il principale gruppo editoriale italiano è passato a Berlusconi grazie a una sentenza comprata da Previti. Scarica e diffondi il volantino.

Secondo il disegno di legge Comunitaria 2007 (testo integrale in formato .pdf), approvato dal Consiglio dei Ministri nel Marzo 2007, la Mondadori e relativi proventi andrebbero confiscati dall’attuale proprietario, il quale sarebbe da considerarsi illegittimo.

Il comunicato di Piero Ricca:

Thursday, September 27th, 2007

Caso Mondadori: applicare la legge

Come è noto, il processo Mondadori si è concluso con sentenza definitiva: condanna per corruzione per Cesare Previti; prescrizione per Silvio Berlusconi dopo aver ottenuto le attenuanti generiche (fonte: Mondadori, storia d’una sentenza comprata di Marco Travaglio).

Marzo 2007, il Consiglio dei Ministri approva il disegno di legge Comunitaria 2007 (testo integrale in formato .pdf):

Una importante novità consiste nell’inserimento, per la prima volta, della delega a dare attuazione alle decisioni quadro adottate nell’ambito della cooperazione investigativa e giudiziaria in materia penale (il cosiddetto ‘terzo pilastro’ dell’Unione europea), con riferimento alla corruzione nel settore privato, al blocco dei beni e sequestro probatorio, al traffico di stupefacenti, alla confisca di proventi di reato. (www.anticorruzione.it)

Secondo la legge in questione, Mondadori e relativi proventi andrebbero confiscati dall’attuale proprietario, il quale sarebbe da considerarsi illegittimo.

Powered by WordPress