Lettera aperta a Bersani
Lettera inviata al segretario del Pd Pier Luigi Bersani.
Onorevole Bersani, lei ha più volte accusato il governo in carica di forzare l’agenda politica sui problemi del premier e delle sue aziende, a scapito dei veri problemi del paese: lavoro e occupazione. Accuse senz’altro condivisibili, ma non le sembra che il conflitto d’interessi c’entri qualcosa in questa storia?
Il conflitto d’interessi ha fatto la sua ultima apparizione ufficiale nel voluminoso programma dell’Unione per le elezioni del 2006 (pag. 18). Il centro sinistra vinse le elezioni con quel programma e una volta al governo si guardò bene dal toccare la questione conflitto d’interessi. Nella successiva campagna elettorale Veltroni fece un ulteriore passo avanti, evitando persino di parlarne. La posizione del Pd sul conflitto di interessi in realtà è nota da tempo. Fassino dichiarò pubblicamente che “la legge sul conflitto di interessi non da più lavoro a nessuno”, dunque… Il mitico D’Alema dichiarò che “Mediaset è un patrimonio del paese”. Ma il massimo fu Luciano Violante, quando nel 2003 alla camera confessò quanto segue:
«L’onorevole Berlusconi sa per certo che gli è stata data la garanzia piena – non adesso, nel ’94, quando ci fu il cambio di governo – che non sarebbero state toccate le televisioni. [...] Lo sa lui e lo sa l’onorevole Letta [...] Voi ci avete accusato nonostante non avessimo fatto la legge sul conflitto di interessi e dichiarato eleggibile Berlusconi nonostante le concessioni [...] Durante i governi di centrosinistra il fatturato Mediaset è aumentato di 25 volte!».
Dal momento che io mi rifiuto di pensare che voi del Pd siate degli imbecilli, sono autorizzato a pensare che siate in cattiva fede. Non mi attendo che voi rendiate conto di quello che dite e (non) fate, perché tutto è già sufficientemente chiaro. Per la casta dei professionisti del potere (e ci metto dentro anche i dirigenti del Pd) il conflitto d’interessi non esiste, dal momento che curare i propri interessi non desta in loro nessun conflitto. Anzi, un sistema figlio del conflitto d’interessi dove il legislatore può farsi direttamente le leggi a proprio uso e consumo, e dove il controllato coincide col controllore, è considerato garanzia di “governabilità”, visto che offre meno intralci all’esercizio del potere. Lo scopo del sistema è essenzialmente uno: quello di concentrare sempre più potere e ricchezza nelle mani di pochi, anche a costo di ridurre il resto della popolazione in stato di semi povertà.
Tornando a lei, onorevole Bersani, non mi sembra che abbia mai avuto il coraggio di prendere le distanze da certe politiche e da certi dirigenti del suo partito, dunque lei non fa che lamentarsi dell’effetto fingendo di non conoscerne la causa. Le sue deboli accuse rivolte al governo, finiscono per essere robuste offese ai suoi elettori.





