February 27, 2008

La legalità

Filed under: C.S.M., Luigi De Magistris, Giustizia, Marco Travaglio — mazapegul @ 10:29 pm

law.jpgLa “legalità” è solo l’ultimo dei concetti abusati e svuotati dal proprio senso. Pensiamo alla sentenza della sezione disciplinare del Csm, che ha deciso di punire col “trasferimento ad altra sede e ad altre funzioni” il pm di Catanzaro Luigi De Magistris. Pensiamo a tutte le stronzatine che hanno dovuto scovare - molte delle quali sono decadute - per incolpare De Magistris. Tutto lascia pensare che il colpevole sia stato deciso prima, poi hanno cercato qualche mancanza o irregolarita, vuoi che non ne abbia mai commesse? Infine ti vengono a dire che il Csm si è mosso nella completa legalità. Bene, a questo punto mi piacerebbe che vengano fatte le pulci a tutti i pm: quanti non avranno mai commesso piccole irregolarità o mancanze? Forse 10 o 12, gli altri sono tutti da trasferire.

Bella questa “legalità”, immersa in un marasma di leggi che spesso dicono tutto ed il contrario di tutto. Oppure lasciata lì in bella mostra, pronta per essere applicata quando fa comodo e solo sulle persone giuste.

Per approfondire:

Post precedenti:

December 10, 2007

Giustizia paradossale

stop_go.jpgLa cosiddetta “legge Boato”, approvata nel 2003, si è rivelata geniale, devastante al punto giusto e meravigliosamente anticostituzionale. Molto in breve, tale legge prevede che un magistrato per utilizzare delle intercettazioni telefoniche che potrebbero contenere estremi di reato, e che coinvolgono un parlamentare, è obbligato a chiedere l’autorizzazione al Parlamento stesso. La genialità non sta nel semplice fatto che il Parlamento può votare “no”, la devastazione è assai più ampia. La legge è un’arma a doppio taglio.

Se ad esempio un malaugurato magistrato si azzarda a motivare la richiesta, giustificando in qualche modo la gravità del contenuto delle intercettazioni, allora il mondo politico si offende all’unanimità, inizia ad accusare il povero magistrato di “accenti suggestivi e stigmatizzatori” e di anticipare la sentenza. Il magistrato “arrogante e cattivo”, verrà così giustamente trasferito. È quello che è successo al gip di Milano Clementina Forleo. Cosa succederà quando un caso analogo si ripeterà in futuro? Il magistrato sarà costretto ad andarci cauto nel motivare, talmente cauto da permettere al parlamento di ripondergli a stretto giro: “senta bello, non ci faccia perdere tempo con queste quisquilie!”.

L’ultima furbata è di questi giorni, ed è ancora più paradossale. Un magistrato, per sapere di essere incappato in una intercettazione di un parlamentare, è costretto ad accertarsene prima. Un modo è quello di richiedere i tabulati del telefono in questione, verificare chi è il titolare dell’apparecchio e relativo traffico telefonico. E qui viene il bello. Il magistrato dovrebbe però richiedere l’autorizzazione al Parlamento anche per i tabulati talefonici, il problema è che senza quelli non può sapere con certezza se si tratta di parlamentare o meno. È come se qualcuno ti dicesse: “Non puoi scoreggiare fino a quando non mi dimostri che realmente ti scappa”. Ma come fai a dimostrarlo senza mollarla? È quello che è appena successo al pm di Catanzaro Luigi de Magistris, “reo” di avere utilizzato i tabulati telefonici di Mastella previo autorizzazione parlamentare.

Ma come si fa a sopportare cose del genere? Bisognerebbe chiederlo a Luttazzi

(Foto (c) 2006 Kelz & photoshoppix.com)

December 4, 2007

In memoria di Falcone e Borsellino

Filed under: C.S.M., Letizia Vacca, Clementina Forleo, Luigi De Magistris, Giustizia — mazapegul @ 11:21 pm

conigliosuperiore.jpg Dichiarazione di Letizia Vacca, vicepresidente della prima commissione del Csm (componente eletto dal Parlamento, quota Pdci di Oliviero Diliberto):

“Siamo tutti allarmati dall’ impatto che hanno avuto le sue parole, risultate eccessive, forzate e gravissime - spiega Vacca -. Le sue dichiarazioni hanno creato preoccupazione negli ambienti giudiziarie e sono state lesive dell’ immagine dei magistrati di Milano, che si sono sentiti offesi. La situazione appare completamente diversa da come è stata rappresentata da Forleo: non risulta nessun complotto e nessuna intimidazione […] Lo spirito che ci muove non è certo persecutorio nei confronti di Forleo. Il nostro problema è riportare la serenità negli uffici giudiziari di Milano”. Rincara poi la dose tirando in ballo anche il pm di Catanzaro, Luigi De Magistris: “Credo che sia necessario che emerga che sono cattivi magistrati, e non perché fanno i nomi dei politici”. Riferendosi alla Forleo, Vacca incalza: “Dire ‘ho fatto il nome di D’Alema e per questo mi perseguitano’ non è un sillogismo che può valere. Questa non è una magistratura seria, e questi comportamenti sono devastanti. I magistrati devono fare le inchieste e non gli eroi”. (Fonte Ansa.it)

Sembrava non fosse possibile ma, con questa virulenta dichiarazione, la prevaricazione sulla magistratura con la “schiena dritta” si spinge ancora oltre. L’accanimento ostentato contro questi due magistrati in particolare, che guarda a caso stavano indagando su almeno quattro dei pezzi più grossi del centro-sinistra, in inchieste separate, non conosce limiti. Vacca denuncia comportamenti devastanti e poi si esprime con locuzioni tipo “deve emergere che sono giudici cattivi”, che lasciano intendere una sentenza già scritta. Un linguaggio “da bar”, adatto per fare il giro dei mass-media ed essere facilmente compreso da chi non è molto informato sui fatti. L’informazione viene così saturata con fatterelli irrilevanti ma gonfiati ad arte per screditare la Forleo. L’attenzione distolta dai veri fatti gravi. Ma questo non verrà considerato devastante. Cosa ne è stato, e soprattutto, cosa ne sarà delle inchieste “Antonveneta-Unipol” e “Why Not”? Non se parla più già da mesi, fatti di poco conto, presto nessuno li ricorderà più.

“I magistrati devono fare le inchieste e non gli eroi”, dichiara Vacca. In memoria di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.

Tre articoli illuminanti per approfondire la questione:

Nessuno tocchi Clementina

December 3, 2007

Il Casermone Democratico delle Libertà

napocsm.jpgLettera al Presidende della Repubblica Giorgio Napolitano:

Sig. Presidente, le scrivo per esprimerle alcune mie preoccupazioni che riguardano la giustizia e l’informazione.

Vede, mi tocca leggere che il Consiglio Superiore della Magistratura (da lei presieduto) voterà la richiesta di trasferimento del gip Clementina Forleo, per “incompatibilità ambientale”. La Forleo avrebbe sbagliato a motivare la richiesta di autorizzazione inoltrata al parlamento, per poter utilizzare le intercettazioni telefoniche che vedono coinvolti due parlamentari, nell’ambito dell’inchiesta “Antonveneta-Unipol”. Avrebbe utilizzato “accenti suggestivi e stigmatizzatori”. Un fatto di una gravità estrema! Gli accenti intendo, non i contenuti delle intercettazioni. In sintesi significa questo: da un lato motivare la richiesta è un atto dovuto per legge, dall’altro se motivi si offendono e ti trasferiscono.

Poco tempo prima è capitato qualcosa di simile al pm De Magistris, che nell’ambito dell’inchiesta “Why Not” è incappato in politici di spicco, e niente meno che nel ministro di giustizia. Come insabbiare l’indagine? Semplice. Il ministro apprende che De Magistris sta indagando su di lui (in realtà ufficialmente non dovrebbe saperlo), così ne chiede il trasferimento urgente dopo averlo fatto spulciare per bene. Poi, non appena il ministro riceve ufficialmente un avviso di garanzia, l’indagine viene avocata al suo titolare. Il perché è chiaro: come potrebbe De Magistris indagare “serenamente” sul ministro, dal momento che la richiesta trasferimento lo avrebbe fatto incazzare contro il ministro stesso?

Sig. Presidente, credo che il problema sia l’informazione, troppa libertà. Lasciamo rubare chi vuole rubare, ma soprattutto evitiamo di informare il derubato dell’accaduto, altrimenti s’incazza e perde fiducia nelle istituzioni. Meglio sommergerlo con quintali di innocue cronache rosa, nere e azzurre, con uno sfondo continuo di gente allegra e contenta che loda il governo. Ci vorrebbe un bell’inciucio storico, il Casermone Democratico delle Libertà, ed il gioco sarebbe fatto. Un ultimo appunto, “la giustizia è uguale per tutti” è un concetto ormai superato. Alcuni cittadini sono più uguali degli altri, vogliamo negarlo? È perciò assurdo che se si fa una legge ad personam ne debbano poi usufruire tutti, tanto vale che ne usufruisca solo chi è più uguale degli altri.

Saluti.

(foto (c) LSE)

November 16, 2007

Grillo, De Magistris e Travaglio al Parlamento Europeo

Filed under: Luigi De Magistris, Beppe Grillo, Marco Travaglio, Video, Politica — mazapegul @ 8:02 am

grillurgo.jpg Grillo ha i suoi meriti, tipo quello di dare voce al dissenso normalmente ignorato dai mass media, riuscendo anche ad esercitare forti pressioni sui politici. Grillo ha anche i suoi difetti, tipo quando monopolizza il banco al Parlamento Europeo per i “4/5 del tempo” (cito l’organizzatore del dibattito Giulietto Chiesa), togliendo perciò spazio al pm De Magistris ed al giornalista Travaglio. Non contento di ciò, quando verso la fine del dibattito Chiesa riesce finalmente a prendere la parola, Grillo si alza in piedi, si intromette e lo interrompe definitivamente, senza nessuna particolare ragione (lasciamo perdere l’imbarazzante quasi-rissa finale, di certo non provocata dal comico).
Caro Grillo, questo istrionismo catastrofico prolungato può funzionare in teatro, ma al parlamento Europeo finisce per essere controproducente, specie se si aggiunge la maleducazione.

Guarda il video integrale del dibattito tenutosi il 13 Novembre 2007 al Parlamento Europeo di Strasburgo.

October 28, 2007

Struzzopoli

Filed under: Clementina Forleo, Luigi De Magistris, Luciano Violante, Giustizia, Politica — mazapegul @ 4:19 pm

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Luciano Violante: «Un magistrato non deve utilizzare i mezzi d’informazione per cercare consenso o farsi pubblicità» (Unita.it)

Violante, quello dei mai dimenticati accordi subdoli con Berlusconi, con queste parole si riferisce ai pm Forleo e De Magistris. Secondo Violante il problema sarebbe che la magistratura “cerca di farsi pubblicità”, non il fatto che i pm in questione subiscano continue intimidazioni e si sentano, a ragione, isolati dallo stato e da una parte del loro stesso ambiente. È grave che i magistrati vadano in televisione, mica il putridume che fuoriesce dal pentolone scoperchiato in Calabria. Chissà se al signor Violante, e compari di partito, dia pace il pensiero che una situazione molto simile a questa ha preceduto la strage di via d’Amelio, dove venne ucciso Paolo Borsellino.

October 25, 2007

Giustizia devastata dal potere politico

Filed under: Informazione, Luigi De Magistris, Giustizia, Media, Politica — mazapegul @ 9:20 pm

borsellino_falcone.jpg

È corretto che un magistrato si esponga deliberatamente al pubblico e nei mass media, come sta accadendo in questi giorni? Esistono opinioni contrastanti. Io credo che, in condizioni normali, la magistratura debba essere tenuta ad eseguire il proprio lavoro nel modo più riservato possibile. Anche nel caso in cui c’è una ingerenza mediatica dell’indagato, impegnato ad offrire esclusivamente la propria versione dei fatti vera o falsa che sia (vedi la quasi totalità dei casi in cui ad essere indagati sono politici o amici di politici). Sempre ammesso di essere in condizioni normali appunto, che in questo caso equivale ad una garanzia di indipendenza della magistratura. Ma se quest’ultima dovesse essere messa a rischio o prevaricata (come troppo spesso è accaduto negli ultimi anni), allora non solo è ammissibile che un magistrato esca allo scoperto per denunciare pubblicamente il fatto, dovrebbe essere soprattutto suo dovere, a patto che non entri nel merito dell’indagine stessa.

L’avocazione dell’inchiesta di De Magistris è un fatto di una gravità estrema, dalle conseguenze devastanti per la Giustizia. Si tratta di un caso a dir poco controverso, dove un indagato eccellente ha avuto il potere di creare deliberatamente una presunta “incompatibilità nel procedimento”, sull’indagine in cui lui stesso è coinvolto come imputato, ottenendo infine la sottrazione dell’inchiesta dal magistrato inquirente. Un episodio che di fatto ha minato l’indipendenza del lavoro del magistrato. Chiunque sappia, almeno un poco, di indagini sa che la sottrazione dei procedimenti comporta la perdita definitiva del potenziale investigativo delle inchieste. La gravità della cosa è tale da urtare violentemente contro almeno cinque articoli della Costituzione della Repubblica Italiana: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge” (Art. 3); “Nessuno può esser distolto dal giudice naturale precostituito per legge” (Art. 25); “La giustizia è amministrata in nome del popolo. I giudici sono soggetti soltanto alla legge” (Art. 101); “La magistratura costituisce un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere” (Art. 104); “I magistrati sono inamovibili” (Art. 107).

Ci troviamo di fronte ad un problema che va ben oltre il caso De Magistris, che investe tutta la cittadinanza a prescindere dall’orientamento politico.

October 22, 2007

L’inchesta “Why Not” inizia a perdere i pezzi

terrabruciata.jpg

Il Presidente Napolitano ci comunica che vigilerà sugli sviluppi dell’inchiesta “Why Not”, invitando ad evitare polemiche. Una dichiarazione particolarmente ricca di contenuti che Palazzo Chigi approva immediatamente. Peccato che il fascicolo di De Magistris sia già stato scippato, forse era meglio se si iniziava a vigilare da prima.

Mastella ci tiene a sottolineare di non aver bloccato l’indagine, che al contrario andrà avanti anche senza De Magistris. Mastella ci terrebbe a prenderci per culo, ecco infatti i primi devastanti effetti:

Un ex assessore regionale del Psdi, Pino Tursi Prato (ora in carcere per concorso esterno in associazione mafiosa), sta collaborando nell’inchiesta “Why Not”. Tursi Prato ha già fatto alcune dichiarazioni al pm De Magistris, in merito ai presunti rapporti tra l’imprenditore Antonio Saladino, personaggio centrale dell’inchiesta “Why Not”, ed il presidente Prodi ed il ministro Mastella. Ma dopo l’avocazione dell’inchiesta Tursi Prato sta ora valutando se proseguire la sua collaborazione. La deposizione che Tursi Prato averebbe dovuto fare oggi pomeriggio davanti a De Magistris sarebbe stata annullata per effetto dell’avocazione dell’inchiesta da parte della Procura generale. (Fonte ANSA.it)

[Aggiornamento: la notizia relativa a Pino Tursi Prato è stata successivamente rimossa da ANSA.it]

Appello per la Giustizia - Per De Magistris

October 21, 2007

Avocazione inchiesta di Luigi De Magistris

Filed under: Luigi De Magistris, Giustizia, Politica — mazapegul @ 10:26 pm

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Antonio Di Pietro: “Siamo di fronte ad un bivio che, se non affrontato subito e con determinazione, ci travolgerà tutti perchè stiamo rischiando di mettere in pericolo lo Stato di diritto.” (AntonioDiPietro.com)

Salvatore Borsellino (fratello di Paolo): “Quaranta anni fa sono andato via dalla Sicilia perché ritenevo impossibile di vivere la mia vita in un paese in cui la legalità era solo una parola del vocabolario, ora non ritengo più che sia una vita degna di chiamarsi con questo nome e quindi una vita degna di essere vissuta quella di vivere in un paese dove l’illegalità è diventata la legge dello Stato.” (Uguale Per Tutti)

Luigi De Magistris: “Dopo un’avocazione di un’inchiesta del genere, distrutto lo Stato di diritto, rischi le pallottole e il tritolo.” (Corriere.it)

Clemente Mastella: “Mi ha iscritto scientemente perché sapeva che iscrivendomi gli veniva tolta l’inchiesta e diventava un eroe nazionale. Probabilmente voleva dare l’idea che è molto più facile esaltarsi nel dire ‘mi hanno tolto la cosa’.” (Repubblica.it)

Romano Prodi: non pervenuto.
Giorgio Napolitano: non pervenuto.

Appello per la Giustizia - Per De Magistris

October 20, 2007

Tolta l’inchiesta “Why Not” a De Magistris

Filed under: Luigi De Magistris, Clemente Mastella, Giustizia, Politica — mazapegul @ 9:44 pm

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Clemente Mastella si dichiara sereno. «È giunta notizia che l’inchiesta è stata avocata - ha affermato il Guardasigilli - io sono sempre stato sereno in attesa dei giudizi, come per il caso del Calcio Napoli quando ho atteso pazientemente e sono stato prosciolto. Il giudizio terzo arriva. Bisogna che ognuno rispetti la legalità e i principi, che nessuno oltrepassi la linea di demarcazione dei principi legali». (Corriere.it)

Sereno ed a posto con la coscienza, in conclusione. Mastella lo ripete come un mantra, deve convincersi di ciò. Ma non è cosa facile. Si dice innocente, ma preferisce sottrarsi alle indagini di De Magistris, anche se lui dirà che sono semplicemente passate ad un altro magistrato (la scuola Berlusconi sarà pure servita a qualcosa). C’è solo un altro piccolo problema, insieme a lui ha sottratto anche tutti gli altri indagati. Molta brava gente immagino. Sono i regali di Mastella, politico che si dice ispirato ai valori del cristianesimo democratico. Mentre De Gasperi (ispirato agli stessi valori) si rivolta nella tomba, Mastella continua a recitare il suo mantra, ma il tormento non lo molla.

Appello per la Giustizia - Per De Magistris

October 4, 2007

Dalla parte di Luigi De Magistris

Filed under: Luigi De Magistris, Clemente Mastella, Giustizia, Annozero — mazapegul @ 11:23 pm

Un magistrato spende la propria vita per servire lo Stato e la costituzione, mettendola a rischio la propria vita, e come viene ricambiato? Gli passano l’auto blindata ma senza benzina (lo sconsigliano pure di mettercela), lo inondano di intimidazioni ed ispezioni, lo spulciano per bene, gli trovano una “irregolarità”, gli tolgono l’indagine e lo cacciano via. Ma non basta. Il ministro Clemente Mastella, quello che ha firmato la richiesta di trasferimento cautelare di De Magistris, che fa? Mica si vergogna come un cane, ti sfila invece per televisione in lungo e in largo, recitando la parte della povera vittima bastonata. Dopo il danno la beffa.
Intervista a De Magistris ad Annozero:

Appello per la Giustizia - Per De Magistris

September 29, 2007

Mastella ed il qualunquismo ballaròliano

Filed under: Luigi De Magistris, Clemente Mastella, Giustizia, Video, Politica — mazapegul @ 5:41 pm

Dopo un pietoso soliloquio di Mastella a Ballarò, Floris giunge alla domanda cruciale, gli chiede di rendere conto della richiesta trasferimento (per motivazioni ancora non meglio chiarite) del pm di Catanzaro Luigi De Magistris. Allora il ministro ricomincia così: “Ma veda, anche su questo …”.
No, non si tratta di “anche su questo”, si tratta di una storia molto diversa, di gran lunga più grave delle pur imbarazzanti questioni su cui il ministro aveva cercato di giustificarsi fino a quel momento. Il pm De Magistris è (era) impegnato in alcune importanti indagini su un sistema di malaffare che coinvolge politici, imprenditori e magistrati in Basilicata e Calabria. Se la lotta alla criminalità organizzata è un’utopia, dobbiamo ringraziare questi simpatici politici, e quelli che li manovrano. Francamente mi frega poco della pensioncina da giornalista che percepisce, dei figli e parenti raccomandati, dei voli di stato per vedere il GP, dei 31 anni da parlamentare, e delle altre questioncine generalmente imputate a Mastella. Proporrei piuttosto una nuova tassa, la tassa Mastella, così da sovvenzionargli 2 voli di stato al giorno, purchè se ne stia in aria e lontano dalla cosa pubblica.

Interessante intervento di Luigi De Magistris del 22/08/07, cioè poco prima della richiesta di trasferimento. Al minuto 1:00 critica proprio al disegno di legge Mastella che vieta la pubblicazione del contenuto delle intercettazioni fino alla chiusura delle indagini.

PS: In relazione al discusso provvedimento di Indulto che porta la firma di Mastella, riporto in seguito un estratto dal libro “Italiopoli” di Oliviero Beha (i dati aggiornati all’aprile 2007):

(Fonte: “L’Unità”, “Micromega”)
L’indulto è stato votato al completo da Forza Italia, L’Ulivo, Rifondazione Comunista, Udeur, Udc, Rosa nel Pugno, Verdi, DC-Nuovo Psi e Mpa. Si sono astenuti i Comunisti Italiani. Contrari Lega, Idv e la maggior parte di An.
Ecco una lista di figure pubbliche, politiche e non, che potrebbero beneficiare dell’indulto se venissero giudicate colpevoli e condannate:

Giovanni Consorte, Antonio Fazio, Calisto Tanzi, Gianpiero Fiorani, Sergio Cragnotti, Ciriaco De Mita (Dl), Claudio Burlando (Ds), Cesare Previti, Silvio Berlusconi, Wanna Marchi e Stefania Nobile, Luciano Moggi, Franco Carraro, Antonio Giraudo, Adriano Galliani, Innocenzo Mazzini, Massimo De Santis, Pierluigi Pairetto, Paolo Bergamo, Raffaele Fitto (Fi), Vittorio Emanuele di Savoia, Marcello Dell’Utri, Francesco Storace.

September 25, 2007

Ultimo round: La vittima

Filed under: Francesco Campanella, Luigi De Magistris, Clemente Mastella, Video, Politica — mazapegul @ 10:29 pm

Clemente Mastella a Ballarò «Non farò la fine di Craxi, che se ne è dovuto andare in Tunisia, o di Marco Biagi». (Corriere.it, 25/09/2005)

Il Ministro di Grazia e Giustizia Clemente Mastella, testimone di nozze di Francesco Campanella nel luglio del 2000 (Campanella è stato condannato per mafia, ora è collabotore di giustizia), fresco della richiesta trasferimento del pm di Catanzaro Luigi De Magistris (proprio mentre sta esaminando delle intercettazioni che vedrebbero coinvolto lo stesso Mastella), imposta il suo ultimo round all’insegna del vittimismo intemperante. Non è un bello spettacolo.


Parte 2

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