Nel paese del nano ci sono aziende pubbliche che fanno di tutto per martellarsi i maroni e favorire la concorrenza. Vedi Rai.
Nel paese del nano il governo lascia che Napoli venga seppellita dalla mondezza, operando veri propri sabotaggi contro il nuovo sindaco. Nel video qui sopra si vede un camioncino della Asìa (società di raccolta rifiuti di Napoli) che invece di raccogliere e portare via la mondezza solleva i cassonetti pieni per sversare il contenuto sulla strada. Poi se ne vanno e il giorno dopo è ancora tutto li. Insomma, la funzione tipica dei netturbini. La faccia di De Magistris non piace ai camorristi, dunque non piace alle cricche, dunque occorre mettergli il bastone fra le ruote.
Il monumentale conflitto d’interessi del nano e la sua banda ha portato il paese a situazioni che chiamare paradossali è un eufemismo. Questa è la parola d’ordine: la salvezza delle classe dirigente più violenta, predatrice e incapace conosciuta in occidente, viene prima di qualsiasi altro interesse comune.
Quelli che seguono sono stralci di intercettazioni relative alle indagini sulla cosiddetta P4. La prima è una telefonata fra l’onorevole Michaela Biancofiore (Pdl) e Luigi Bisignani, del 16 gennaio 2011. I due inizialmente parlano dei risultati del campionato di calcio. Poi la Biancofiore arriva al sodo alludendo a questioni che riguardano il figlio della Boccassini. Chissà perché il ragazzo attira tanto le attenzioni della Biancofiore, trattasi forse di tipo molto carino:
Biancofiore: “No dico … dimmi se ti sembra normale. Ah … a proposito, no, ti devo dire una cosa importante. Mi dicono … fonti molto serie che il figlio della Boccassini …”
Bisignani: “Ah … vabbè. Poi ne parliamo a voce”
Biancofiore: “Ecco … eh … sì”
Bisignani: “Fantastico”
Biancofiore: “Ma c’è una roba seria”
Bisignani: “Vabbè vabbè”
Biancofiore: “Vabbè … ho capito. Ti chiamo domani (sembra dire)”.
I due parlano nuovamente al telefono, la stessa sera, e il deputato del Pdl sembra pentirsi di quanto detto nel pomeriggio al telefono:
Biancofiore: “Poi domani, quant’è, ti dico quell’altra cosa che … vabbè (ride)”
Bisignani: “Vabbè”
Biancofiore: “Me ne sono pentita. Però …”
Bisignani: “Ah vabbè”
Biancofiore: “Sai com’è. Come dire … (ride) … Uffa … (ride) … ciao
Bisignani: “Ti mando un bacio (ride) …”
Quest’altra è del 2 dicembre 2010, Bisignani parla con il ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo (Pdl):
Bisignani: “Dobbiamo stare attenti ai telefoni perché a Letta gli ho chiesto stamattina del fatto… dicono che Woodcock ci stia controllando i telefoni a me e a lui”
Prestigiacomo: “Come fai a sapere che hai l’utenza? Ma allora anche ora c’ho il telefono con il fruscio, tu non lo senti? (…) Perchè Woodcock a te ti controlla?”
Bisignani: “E che ne so …”
Prestigiacomo: “Mamma mia! ma come si può vivere così? Se escono le intercettazioni con me mi rovini!”
Bisignani: “Io cerco di stare sempre attentissimo al telefono”.
Nell’era di internet esistono decine di modi per comunicare in maniera criptata a prova d’intercettazione (email con file criptati, chat criptate, ecc.). Cosa fanno invece questi moderni faccendieri? Alzano il telefono e spiattellano tutto li dentro. Ma non solo, lo fanno nonostante il sospetto o la certezza di avere il telefono sotto il controllo della magistratura. Nella prima intercettazione Bisignani infatti suggerisce: “poi ne parliamo a voce”. Nella seconda la Prestigiacomo si caga addosso al pensiero che i magistrati abbiano intercettato le sue telefonate col Bisignani.
Delle due l’una, o entrambe: (1) cercano di prendere per il culo eventuali intercettatori, tentando così di depistare le indagini; (2) non sono esattamente esempi di bipedi lungimiranti, anzi, direi che siamo all’idiotismo più sopraffino. Mi viene da sperare per la prima ipotesi. Passi il fatto che il paese è in mano a dei faccendieri e massoni occulti, ma che siano anche un branco di zucconi no eh!
Il Berlusca a Napoli, poco prima dell’umiliazione dei ballottaggi:
“Se perdiamo poi è inutile che i napoletani vengono a bussare da noi.”
Detto fatto. Avete votato De Magistris? PRRRRRRRT! Così imparate!!!
Il governo non approva il decreto per consentire il trasferimento della mondezza fuori regione. Servono “ulteriori approfondimenti”. Ma cosa si aspettavano, lo aveva detto che era inutile bussare. Bisognava arrivare coi camion e scaricare direttamente a Villa San Martino.
Costruire una grande moschea a Milano è una importante conquista civile. Per sostenerlo a Milano in campagna elettorale ci voleva un coraggio non da poco. Bravo Pisapia e grazie Milano.
Letizia Moratti
Non ha perso lei, ha perso il suo principale sostenitore, il mafionano. La Moratti si è fatta trascinare in una ridicola campagna elettorale terroristica, che con lei c’entra come i cavoli a merenda.
Luigi De Magistris
Una vittoria così schiacciante non se l’aspettava nessuno. Questo blog ha sempre sostenuto De Magistris, sia come Pm di Catanzaro (da cui venne silurato per aver osato indagare sul potere), sia come politico nell’Idv. Grazie Napoli.
Gianni Lettieri
Inesistente. Un prestanome di Cosentino (arrestatelo!).
Pd
Il centro sinistra ha vinto nonostante il Pd, non grazie al Pd. Invece di cantare vittoria dovrebbero seriamente riflettere, visto che i candidati vincenti di Milano e soprattutto di Napoli non erano candidati del Pd. Come è noto nel Pd si annidano vari fans del cavaliere, specie fra quelli che non schifano la subordinazione del potere giudiziario a quello politico. Ora c’è da augurarsi che non corrano in soccorso del cavaliere morente, come è loro solito.
Silvio Berlusconi
Il cadavere politico. Per sua fortuna vige ancora la costituzione non berlusconizzata, altrimenti il popolo lo avrebbe già bello che condannato.
Servi e sanguisughe
Depressione. La mungitura dello scrofone è agli sgoccioli.
Lega Nord
Con un piede nella fossa grazie a Berlusconi. Quando riuscirà a trascinarci anche l’altro piede lo ringrazieremo ufficialmente.
Se a Milano il Pdl per fare la campagna elettorale contro Pisapia ha bisogno di inventarsi il suo programma, a Napoli è sufficiente ascoltare direttamente le parole del Lettieri. Secondo il candidato sindaco del Pdl “a Napoli il problema è più legato alla microcriminalità” che alla camorra. Poi farsi accompagnare da Cosentino, che ha collezionato più mandati di cattura per associazione camorristica che peli nel culo, dunque protetto speciale del Pdl, di certo aiuta.
Napoletani fatevi del bene, cacciate quella mondezza e votate De Magistris sindaco di Napoli.
Condivido molte delle battaglie di Beppe Grillo, che fra le altre cose ha l’indiscutibile merito di aver dato voce a vari poveracci vittime di ingiustizie che altrimenti nessuno se li sarebbe mai cagati. Condivido meno il Grillo qualunquista che spara sul mucchio. Ma a parte questo, il punto della questione qui è un altro: cosa ne sarebbe del Movimento 5 Stelle senza Grillo? Più o meno quello che ne sarebbe della Lega senza Bossi e del Pdl senza Berlusconi. Anche se il comico genovese si spreca nel ribadire che c’è bisogno di giovani e idee, non di nuovi leader, rimane lui stesso un leader populista di tipologia simile ai due esempi citati, più di quel che possa sembrare. Il fatto che non si candida cambia poco. Cosa succederebbe se un eletto del Movimento 5 Stelle un giorno si mettesse di traverso con idee non allineate a quelle del leader? Nel migliore dei casi verrebbe silurato. Se poi c’è il rischio che possa portare via voti al movimento si provvederà anche alla immancabile scarriolata di merda. No? Basta guardare i recenti scazzi fra Grillo e Luigi De Magistris per farsene una chiara idea.
Discorso molto diverso per l’Italia dei Valori, un partito dove convivono diverse personalità di provata integrità morale, senza che ci sia un “lider maximo” insostituibile. Anzi, è fuori di dubbio che se Di Pietro mollasse la segreteria farebbe solo del bene al partito.
La cosiddetta “nuova P2“, una organizzazione massonica criminale che è in grado di condizionare la vita politica e giudiziaria del paese, era già stata scoperchiata da Luigi De Magistris ed ampiamente documentata nel libro “Il caso Genchi” di Edoardo Montolli. Sia De Magistris che Genchi vennero infatti massacrati dallo “Stato”. Ora, con l’arresto del faccendiere Flavio Carboni, già coinvolto nel caso Calvi e nel crac del Banco Ambrosiano, la massoneria torna agli onori delle cronache.
Secondo il ducetto di Arcore, attorno al quale ruotano molti dei personaggi coinvolti nella “nuova P2″, la legge sulle intercettazioni è “sacrosanta” per “l’uso sereno del telefono”. È evidente che questa gente ha seminato talmente tanti crimini per telefono che ora si stanno cagando addosso. Hanno lasciato la loro bava sul percorso come le lumache. Con tutti i metodi che esistono per mandare messaggi criptati, questi parlano “serenamente” al telefono. Ma si può essere più idioti?
“[...] Si può discutere di cosa è più importante che i bambini imparino a scuola. Prima italiano e poi matematica? E quante ore dedicare alla storia e quante alla geografia? E l’educazione fisica? E l’ora di religione? Non è facile dividere in maniera razionale ore d’insegnamento e risorse economiche. È prevedibile che le opinioni in proposito saranno diverse. Ma se il maestro di questi bambini è uno che li molesta abbiamo un problema prioritario; dobbiamo subito allontanarlo dalla scuola; poi potremo occuparci dell’ora di religione”. (Bruno Tini, da Il Fatto Quotidiano del 9 aprile 2010).
Napolitano ed i vertici del Partito Democratico, come è noto, la pensano diversamente, la “strategia” rimane quella del dialogo. Poi si chiedono perché continuano a perdere le elezioni contro una mummia bitumata. Sinceramente mi rifiuto di pensare che siano così cretini. Infatti secondo me sono veri e propri complici del “molestatore” in questione.
Apprendo con piacere su Il Fatto Quotidiano del desiderio di Luigi di Magistris di voler unire le forze politiche e i vari movimenti (Idv, Lista Vendola, Sinistra e Libertà, Popolo Viola, Movimento a 5 Stelle), sorti come reazione all’emergenza democratica ed alla deriva piduista berlusconiana.
Il giorno dopo, apprendo con dispiacere il delirante proclama di Beppe Grillo contro tutti, le 5 stelle sono mie e non si toccano nè menzionano! Come quei bambini viziati che vanno in paranoia non appena qualcuno gli tocca il giocattolo preferito. Forze positive sprecate in nome dell’egoismo del leader carismatico e un po’ pieno di se. Peccato.