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Friday, June 5th, 2009

Forza De Magistris!

Filed under: Elezioni, Elezioni 2009, Luigi De Magistris, Politica
Written by: mazapegul @ 9:02 pm

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Sunday, May 10th, 2009

La disperazione di Franceschini

venerabile_opposizione.jpgde_magistris_idv.jpgDario Franceschini: “Se la delusione nei confronti del Pd si tradurrà in astensionismo o in voto di protesta, perché il voto a Di Pietro è protesta, è chiaro che non è un progetto politico”, la cosa “avrà un impatto enorme sugli equilibri di forze, [...] rischieremmo di svegliarci in un paese con un padrone assoluto“. (fonte Repubblica.it)

Franceschini teme il Berlusca, perciò cerca di fregare voti agli unici che gli fanno opposizione, l’Italia dei Valori. Sembrerebbe perversione ma è solo disperazione. Il Pd, dopo avere regolarmente legittimato il massacro istituzionale operato della banda del Cavaliere, ora gode di credibilità zero presso l’elettorato che invece non ha mai smesso di considerarlo come inaccettabile. È davvero giunta l’ora che il Pd si tolga dalle palle, per il bene di tutti. Alle amministrative gli auguro un tonfo senza precedenti.

Wednesday, March 18th, 2009

Forza De Magistris!

azione_reazione.jpgI potentucoli di turno e politici vari che sono stati (o sono tuttora) indagati, hanno acceso tutti lo stesso disco: teoremi, persecuzioni giudiziarie nei loro confronti, magistratura politicizzata. A dire il vero non tutti, bisogna escludere quelli che sanno di essere innocenti, perché generalmente si difendono NEL processo. Poi c’è anche chi ha il vantaggio di processare i propri giudici dalle proprie televisioni nazionali, e anche da quelle pubbliche. I più fortunati dispongono pure di un intero parlamento per potersi legiferare addosso (non faccio nomi perché, insomma, sono informazioni segrete!). Ma questa è un’altra storia.

Si parlava appunto di potentucoli malmessi e politici disastrati. Gente abituata ad atteggiarsi a vittima mentre usa la frusta. Gente molto pratica di teoremi e persecuzioni giudiziarie. Quelle che vengono inflitte a De Magistris (e a tutti coloro che hanno osato sostenerlo) senza soluzione di continuità. In Italia il potere è in mano all’antistato, e combatte tenacemente contro gli uomini dello Stato.

Certo, sono tutte paranoie di cospirazione. Meglio distrarsi con la voce soave di Mr. Chiavarolloti, scusate, Chiaravalloti (attualmente vicepresidente del Garante della privacy).

A Luigi De Magistris non è stato permesso di fare il magistrato, se lo sono tolto dalle palle. Ma ora ha deciso di impegnarsi in Politica con Italia dei Valori. Forza De Magistris!

Thursday, January 29th, 2009

La verità è rivoluzionaria

dipietro_farnese.jpgC’era una volta un garante della Costituzione che firmò il Lodo Alfano, una leggina che mette quattro cittadini al sopra della legge. La legge rimane uguali per tutti, ci mancherebbe, succede soltanto che quei quattro cittadini sono più uguali degli altri. Sono perciò autorizzati anche a commettere qualche genocidio purchè riescano a distruggere le prove prima che gli scada l’immunità. Anzi, non facciamo i pessimisti, si fa ancora in tempo a promulgare l’immunità a vita in caso di bisogno. Ma attenzione, non si tratta di cittadini qualunque. Uno di quei quattro è anche quello che ha fatto approvare la legge in questione, potete immaginare lo stupore quando questo tizio si è accorto di essere lui stesso indagato per corruzione giudiziaria nel processo Mills, con il rischio concreto di una condanna imminente. Ma se ne è accorto troppo tardi, la legge era già stata firmata, così l’imputato si è visto costretto a bloccare il suo processo utilizzando la sua legge. Grazie Napolitano.

C’era una volta il presidente del Consiglio Superiore della Magistratura e c’era anche Luigi De Magistris, un magistrato di Catanzaro. Tale magistrato si permise di scoperchiare dei letamai orripilanti che coinvolgono il fior fiore della classe dirigente, sia di centro-destra che di centro-sinistra. Gli interessati non ci misero molto a capire che il rischio di una nuova tangentopoli era reale. Le indagini non dovevano andare avanti, e vennero perciò scippate dal loro titolare, una dopo l’altra. De Magistris verrà pure trasferito. Un magistrato di Milano – Clementina Forleo – si permise di difendere pubblicamente il collega di Catanzaro, trasferita anche lei. Nel frattempo un giornalista – Carlo Vulpio – si specializzò sulla faccenda, anche troppo, gli verrà perciò impedito di continuare a scrivere sull’argomento. Altri due magistrati di Salerno – Gabriella Nuzzi e Luigi Apicella – si permisero di mettere il naso nella stessa faccenda, erano obbligati a farlo per legge avendo ricevuto precise denunce da De Magistris. Trasferiti anche loro, per intercessione diretta del Ministro Alfano, lo stesso del Lodo. Questo inqualificabile scempio degno del terzo mondo è avvenuto nel silenzio, per non dire complicità, dell’Associazione Nazionale Magistrati e del Consiglio Superiore della Magistratura, di cui lo stesso Napolitano è presidente.

E’ assolutamente comprensibile che Napolitano s’incazzi, le critiche mossegli da Di Pietro non sono certo leggere. Il problema è che si tratta di critiche legittime e giustificate. Caro Presidente della Repubblica, s’incazzi piuttosto con se stesso, e cerchi di reagire contro questi criminali al potere!

Friday, January 23rd, 2009

Forza regime!

vulpio01.jpgQuello che segue è un estratto della lettera che il pubblico ministero di Salerno Gabriella Nuzzi, trasferita dal Ministro Alfano per aver fatto il proprio dovere, ha inviato al presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati:

Signor Presidente, Le comunico, con questa mia, l’irrevocabile decisione di lasciare l’Associazione Nazionale Magistrati. Il plauso da Lei pubblicamente reso all’ingiustizia subita, per mano politica, da noi Magistrati della Procura della Repubblica di Salerno è per me insopportabilmente oltraggioso. Oltraggioso per la mia dignità di Persona e di essere Magistrato. [...]“. (leggi tutta la lettera).

Questo è solo l’ultimo capitolo della vicenda De Magistris. Per chi l’ha seguita fin dall’inizio, a partire dalla sottrazione delle indagini e trasferimento ad altra sede del pm De Magistris, fino a questa drammatica lettera di dimissioni, verrebbe da chiedersi se in Italia esiste ancora una democrazia, o qualcosa di simile. Domanda inutile.

A parte i soliti quattro giornalisti e politici in via di estinzione o di trasferimento, chi si è preso la briga di dire la verità a proposito di questa torbida vicenda? Nessuno. Ma la vera domanda da porsi è un’altra: cos’altro deve ancora succedere perché si prenda coscienza del fatto di essere precipitati in un regime coi fiocchi? Dov’è il presidente della Repubblica garante della Costituzione?

Wednesday, February 27th, 2008

La legalità

Filed under: CSM, Giustizia, Luigi De Magistris, Marco Travaglio
Written by: mazapegul @ 10:29 pm

law.jpgLa “legalità” è solo l’ultimo dei concetti abusati e svuotati dal proprio senso. Pensiamo alla sentenza della sezione disciplinare del Csm, che ha deciso di punire col “trasferimento ad altra sede e ad altre funzioni” il pm di Catanzaro Luigi De Magistris. Pensiamo a tutte le stronzatine che hanno dovuto scovare – molte delle quali sono decadute – per incolpare De Magistris. Tutto lascia pensare che il colpevole sia stato deciso prima, poi hanno cercato qualche mancanza o irregolarita, vuoi che non ne abbia mai commesse? Infine ti vengono a dire che il Csm si è mosso nella completa legalità. Bene, a questo punto mi piacerebbe che vengano fatte le pulci a tutti i pm: quanti non avranno mai commesso piccole irregolarità o mancanze? Forse 10 o 12, gli altri sono tutti da trasferire.

Bella questa “legalità”, immersa in un marasma di leggi che spesso dicono tutto ed il contrario di tutto. Oppure lasciata lì in bella mostra, pronta per essere applicata quando fa comodo e solo sulle persone giuste.

Per approfondire:

Post precedenti:

Monday, December 10th, 2007

Giustizia paradossale

stop_go.jpgLa cosiddetta “legge Boato”, approvata nel 2003, si è rivelata geniale, devastante al punto giusto e meravigliosamente anticostituzionale. Molto in breve, tale legge prevede che un magistrato per utilizzare delle intercettazioni telefoniche che potrebbero contenere estremi di reato, e che coinvolgono un parlamentare, è obbligato a chiedere l’autorizzazione al Parlamento stesso. La genialità non sta nel semplice fatto che il Parlamento può votare “no”, la devastazione è assai più ampia. La legge è un’arma a doppio taglio.

Se ad esempio un malaugurato magistrato si azzarda a motivare la richiesta, giustificando in qualche modo la gravità del contenuto delle intercettazioni, allora il mondo politico si offende all’unanimità, inizia ad accusare il povero magistrato di “accenti suggestivi e stigmatizzatori” e di anticipare la sentenza. Il magistrato “arrogante e cattivo”, verrà così giustamente trasferito. È quello che è successo al gip di Milano Clementina Forleo. Cosa succederà quando un caso analogo si ripeterà in futuro? Il magistrato sarà costretto ad andarci cauto nel motivare, talmente cauto da permettere al parlamento di ripondergli a stretto giro: “senta bello, non ci faccia perdere tempo con queste quisquilie!”.

L’ultima furbata è di questi giorni, ed è ancora più paradossale. Un magistrato, per sapere di essere incappato in una intercettazione di un parlamentare, è costretto ad accertarsene prima. Un modo è quello di richiedere i tabulati del telefono in questione, verificare chi è il titolare dell’apparecchio e relativo traffico telefonico. E qui viene il bello. Il magistrato dovrebbe però richiedere l’autorizzazione al Parlamento anche per i tabulati talefonici, il problema è che senza quelli non può sapere con certezza se si tratta di parlamentare o meno. È come se qualcuno ti dicesse: “Non puoi scoreggiare fino a quando non mi dimostri che realmente ti scappa”. Ma come fai a dimostrarlo senza mollarla? È quello che è appena successo al pm di Catanzaro Luigi de Magistris, “reo” di avere utilizzato i tabulati telefonici di Mastella previo autorizzazione parlamentare.

Ma come si fa a sopportare cose del genere? Bisognerebbe chiederlo a Luttazzi

(Foto (c) 2006 Kelz & photoshoppix.com)

Tuesday, December 4th, 2007

In memoria di Falcone e Borsellino

Filed under: Clementina Forleo, CSM, Giustizia, Letizia Vacca, Luigi De Magistris
Written by: mazapegul @ 11:21 pm

conigliosuperiore.jpg Dichiarazione di Letizia Vacca, vicepresidente della prima commissione del Csm (componente eletto dal Parlamento, quota Pdci di Oliviero Diliberto):

“Siamo tutti allarmati dall’ impatto che hanno avuto le sue parole, risultate eccessive, forzate e gravissime – spiega Vacca -. Le sue dichiarazioni hanno creato preoccupazione negli ambienti giudiziarie e sono state lesive dell’ immagine dei magistrati di Milano, che si sono sentiti offesi. La situazione appare completamente diversa da come è stata rappresentata da Forleo: non risulta nessun complotto e nessuna intimidazione [...] Lo spirito che ci muove non è certo persecutorio nei confronti di Forleo. Il nostro problema è riportare la serenità negli uffici giudiziari di Milano”. Rincara poi la dose tirando in ballo anche il pm di Catanzaro, Luigi De Magistris: “Credo che sia necessario che emerga che sono cattivi magistrati, e non perché fanno i nomi dei politici”. Riferendosi alla Forleo, Vacca incalza: “Dire ‘ho fatto il nome di D’Alema e per questo mi perseguitano’ non è un sillogismo che può valere. Questa non è una magistratura seria, e questi comportamenti sono devastanti. I magistrati devono fare le inchieste e non gli eroi”. (Fonte Ansa.it)

Sembrava non fosse possibile ma, con questa virulenta dichiarazione, la prevaricazione sulla magistratura con la “schiena dritta” si spinge ancora oltre. L’accanimento ostentato contro questi due magistrati in particolare, che guarda a caso stavano indagando su almeno quattro dei pezzi più grossi del centro-sinistra, in inchieste separate, non conosce limiti. Vacca denuncia comportamenti devastanti e poi si esprime con locuzioni tipo “deve emergere che sono giudici cattivi”, che lasciano intendere una sentenza già scritta. Un linguaggio “da bar”, adatto per fare il giro dei mass-media ed essere facilmente compreso da chi non è molto informato sui fatti. L’informazione viene così saturata con fatterelli irrilevanti ma gonfiati ad arte per screditare la Forleo. L’attenzione distolta dai veri fatti gravi. Ma questo non verrà considerato devastante. Cosa ne è stato, e soprattutto, cosa ne sarà delle inchieste “Antonveneta-Unipol” e “Why Not”? Non se parla più già da mesi, fatti di poco conto, presto nessuno li ricorderà più.

“I magistrati devono fare le inchieste e non gli eroi”, dichiara Vacca. In memoria di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.

Tre articoli illuminanti per approfondire la questione:

Nessuno tocchi Clementina

Monday, December 3rd, 2007

Il Casermone Democratico delle Libertà

napocsm.jpgLettera al Presidende della Repubblica Giorgio Napolitano:

Sig. Presidente, le scrivo per esprimerle alcune mie preoccupazioni che riguardano la giustizia e l’informazione.

Vede, mi tocca leggere che il Consiglio Superiore della Magistratura (da lei presieduto) voterà la richiesta di trasferimento del gip Clementina Forleo, per “incompatibilità ambientale”. La Forleo avrebbe sbagliato a motivare la richiesta di autorizzazione inoltrata al parlamento, per poter utilizzare le intercettazioni telefoniche che vedono coinvolti due parlamentari, nell’ambito dell’inchiesta “Antonveneta-Unipol”. Avrebbe utilizzato “accenti suggestivi e stigmatizzatori”. Un fatto di una gravità estrema! Gli accenti intendo, non i contenuti delle intercettazioni. In sintesi significa questo: da un lato motivare la richiesta è un atto dovuto per legge, dall’altro se motivi si offendono e ti trasferiscono.

Poco tempo prima è capitato qualcosa di simile al pm De Magistris, che nell’ambito dell’inchiesta “Why Not” è incappato in politici di spicco, e niente meno che nel ministro di giustizia. Come insabbiare l’indagine? Semplice. Il ministro apprende che De Magistris sta indagando su di lui (in realtà ufficialmente non dovrebbe saperlo), così ne chiede il trasferimento urgente dopo averlo fatto spulciare per bene. Poi, non appena il ministro riceve ufficialmente un avviso di garanzia, l’indagine viene avocata al suo titolare. Il perché è chiaro: come potrebbe De Magistris indagare “serenamente” sul ministro, dal momento che la richiesta trasferimento lo avrebbe fatto incazzare contro il ministro stesso?

Sig. Presidente, credo che il problema sia l’informazione, troppa libertà. Lasciamo rubare chi vuole rubare, ma soprattutto evitiamo di informare il derubato dell’accaduto, altrimenti s’incazza e perde fiducia nelle istituzioni. Meglio sommergerlo con quintali di innocue cronache rosa, nere e azzurre, con uno sfondo continuo di gente allegra e contenta che loda il governo. Ci vorrebbe un bell’inciucio storico, il Casermone Democratico delle Libertà, ed il gioco sarebbe fatto. Un ultimo appunto, “la giustizia è uguale per tutti” è un concetto ormai superato. Alcuni cittadini sono più uguali degli altri, vogliamo negarlo? È perciò assurdo che se si fa una legge ad personam ne debbano poi usufruire tutti, tanto vale che ne usufruisca solo chi è più uguale degli altri.

Saluti.

(foto (c) LSE)

Friday, November 16th, 2007

Grillo, De Magistris e Travaglio al Parlamento Europeo

Filed under: Beppe Grillo, Luigi De Magistris, Marco Travaglio, Politica, Video
Written by: mazapegul @ 8:02 am

grillurgo.jpg Grillo ha i suoi meriti, tipo quello di dare voce al dissenso normalmente ignorato dai mass media, riuscendo anche ad esercitare forti pressioni sui politici. Grillo ha anche i suoi difetti, tipo quando monopolizza il banco al Parlamento Europeo per i “4/5 del tempo” (cito l’organizzatore del dibattito Giulietto Chiesa), togliendo perciò spazio al pm De Magistris ed al giornalista Travaglio. Non contento di ciò, quando verso la fine del dibattito Chiesa riesce finalmente a prendere la parola, Grillo si alza in piedi, si intromette e lo interrompe definitivamente, senza nessuna particolare ragione (lasciamo perdere l’imbarazzante quasi-rissa finale, di certo non provocata dal comico).
Caro Grillo, questo istrionismo catastrofico prolungato può funzionare in teatro, ma al parlamento Europeo finisce per essere controproducente, specie se si aggiunge la maleducazione.

Guarda il video integrale del dibattito tenutosi il 13 Novembre 2007 al Parlamento Europeo di Strasburgo.

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