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Tuesday, May 22nd, 2012

Grassorlusconi

Piero Grasso ha criticato Antonio Ingroia per aver fatto esternazioni. Non mi sembra che abbia mai criticato Paolo Borsellino per aver fatto la stessa cosa, ripetutamente e inutilmente, prima di essere ammazzato. Quale sia la ragione lo si può facilmente intuire, guarda a caso quelli che hanno dato a Grasso la procura nazionale antimafia, silurando Gian Carlo Caselli con legge apposita, sono gli stessi che odiano Ingroia. Guarda a caso sono tutti nell’entourage del Berlusca.
Mi auguro che Grasso vada all’anniversario di Via D’Amelio, per essere seppellito dai fischi.

Post precedenti:

Sunday, March 11th, 2012

Mafiosi e impuniti

Filed under: Giustizia, Mafia
Written by: mazapegul @ 1:43 pm

Quando chiesero al mafioso di Arcore e soci di farsi da parte, gli promisero che gliel’avrebbero fatta passare franca. Ma si dimenticarono di dirgli: “Incassate le cazzo di prescrizioni e statevene zitti!”.

Saturday, February 18th, 2012

Antonio Ingroia censurato dal CSM

Filed under: Antonio Ingroia, Costituzione, CSM, Libri, Mafia
Written by: mazapegul @ 12:23 pm

Antonio Ingroia censurato dal CSM. Motivo? Si è dichiarato partigiano della Costituzione. Un po’ come censurare un addetto alle pulizie perché parla di detersivo.

Libri consigliati:

Saturday, December 17th, 2011

Giustizialismo?

Mentre la quasi totalità dei mass media è impegnata a divulgare la notizia che il nano puttaniere non c’è più, mentre i cittadini che ci credono tirano il respiro di sollievo, gli esponenti del governo ammettono di essere ricattati dal nano medesimo. Che nel frattempo non se ne è mai andato. Lo confessano così, senza vergogna alcuna. È il segno della continuità, chi dovrebbe risolvere la vergognosa anomalia italiana continua a stringere con essa patti scellerati.

Il monopolio dell’informazione è ancora nelle mani del medesimo. La Mondadori, ottenuta grazie alla corruzione giudiziaria, è anch’essa tuttora nelle sue mani, invece di essere confiscata dallo Stato. I valletti che ha infiltrato in ogni buco istituzionale e nel servizio pubblico, sono ancora tutti al loro posto. Chi crede che sia possibile sbarazzarsi dell’anomalia italiana con una leale partita democratica dovrebbe farsi ricoverare. C’è forse partita con chi imbroglia le carte e calpesta sistematicamente le regole?

La salvezza del paese non è nelle mani di Monti, e nemmeno di quelli che vinceranno le prossime elezioni. Il paese è nelle mani di quei pochi magistrati che resistono, e non piegano la schiena di fronte al potere. La cittadinanza onesta dovrebbe stringersi attorno a questi uomini e donne. Non è difficile identificarli, basta guardare quelli che vengono infangati e delegittimati dai media di regime senza soluzione di continuità. Una pratica che, dai tempi di Falcone e Borsellino, è diventata sport nazionale.

Dunque, da bravo “giustizialista”, mi auguro che la giustizia faccia il suo corso. Mi auguro pentiti, accuse e condanne in cascata. Mi auguro il crollo di Mediaset. Mi auguro che Marcello Dell’Utri si prenda 7 anni (almeno) in cassazione. Mi auguro che le indagini che si occupano delle stragi di mafia del ’93/’94 e trattativa mafia-stato portino a dei risultati. E non mi si dica che non si sa chi di quelle stragi ha beneficiato.

Friday, December 9th, 2011

Servizio Pubblico crolla al 5%

Filed under: Lettere, Mafia, Michele Santoro, ServizioPubblico
Written by: mazapegul @ 8:17 pm

Lettera aperta alla redazione di Servizio Pubblico:

I dati Auditel hanno dato l’ultima puntata di Servizio Pubblico ad un misero 5% di share. Devo dire che in parte me l’aspettavo, le ultime puntate sono state effettivamente fiacche. Ma come si fa ad invitare ancora un Brunetta o un Gasparri in studio che ormai ammosciano anche un toro in calore? Chi sarà il prossimo, Castelli?

Basta con la finanziaria e i piagnistei in studio. La crisi è la nuova distrazione di massa. Ne parlano già tutti e lo sanno anche i muri che a pagare sono sempre e solo i soliti sfigati. Continuare a ripeterlo è solo deprimente. Se riesco a guardare queste puntate è solo perché vivo all’estero.

Basta ad attaccare il Governo Monti, è come sparare sulla croce rossa. Monti sarà anche un galantuomo, ma è tenuto per le palle da quelli che sappiamo noi. Che governo potrà mai fare se non partorire l’ennesimo scempio?

Volete fare un Servizio Pubblico di qualità e dunque alzare lo share di ascolto? Allora dovete attaccare, smascherare l’oscenità del potere, le collusioni mafia stato, puntare il dito, fare nomi e cognomi, metterli in ridicolo, pubblicare intercettazioni e dichiarazioni di pentiti. Basterebbe limitarsi ai fatti per costruire racconti che neanche un Edgar Allan Poe in acido avrebbe potuto immaginare. I mafiosi sono ai vertici delle istituzioni, dovete obbligarli a non perdersi una puntata. Anche a costo di collezionare polemiche e querele, che alla fine sono la migliore pubblicità.

Con stima,
un contribuente

Wednesday, October 12th, 2011

La storia insegna, dunque gli errori si ripetono

(foto Libertà e Giustizia)

Alla fine degli anni ’70 la Democrazia Cristiana era già cotta e bollita. Si mantenne in vita per altri tre lustri anche grazie all’opera del terrorismo rosso, che riuscì nell’impresa di far passare come vittima una delle classi dirigenti più predatrici e mafiose dell’occidente democratico. La Dc non sopravvisse al crollo del comunismo sovietico ed alle indagini giudiziarie di Mani Pulite. Tuttavia, guardando più in profondità, le vere ragioni del crollo della Dc sono ascrivibili alla corruzione endemica ed alla sua incapacità di auto processarsi.

Morta la Dc lo stesso sistema di potere riuscì a sopravvivere. Si rigenerò meglio, peggio di prima, nell’imbarazzante ventennio berlusconiano. Questo è potuto avvenire per vari motivi, in particolare: controllo militare dei mass media, infiltrazione capillare del potere mafioso nelle istituzioni, connivenza e legittimazione da parte dell’opposizione, complicità della chiesa gerarchica.

Il regime berlusconiano è ormai in fase di putrefazione, e la causa è la stessa che provocò il decesso della vecchia Dc: incapacità cronica del potere di auto processarsi e rigenerarsi, che stride con la grande capacità di conservazione e riproduzione, oltre che di depredare impunemente la ricchezza pubblica. La storia insegna, dunque si ripetono gli stessi errori.

Una differenza fra ieri e oggi è che ieri la resistenza era incanalata nei gruppi violenti in preda alle sbornie ideologiche (tipo le Brigate Rosse), oggi invece il grosso della resistenza è formato da persone pacifiche mosse dal senso civico. Persone di varia estrazione politica/culturale e senza una adeguata rappresentanza politica, unite nella lotta contro il regime. Sono la parte migliore del paese, la stessa che viene insultata e sbeffeggiata su base giornaliera dai mass media. Con tanto dispiacere da parte del potere che invece li preferirebbe stupidi e violenti, così da poterli combattere sullo stesso piano.

Dona 10 euro all’Associazione Servizio Pubblico.

Tuesday, August 16th, 2011

Chi distrusse il pool antimafia di Caponnetto

Filed under: Antonino Caponnetto, Giovanni Falcone, Mafia, Paolo Borsellino
Written by: mazapegul @ 10:13 pm

Antonino Caponnetto è il magistrato che realizzò e coordinò il pool antimafia di Palermo che comprendeva, fra gli altri, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. In questa illuminante intervista, realizzata nel maggio del 1996, Caponnetto spiega come pezzi dello stato e delle istituzioni hanno contribuito alla distruzione del pool, e di conseguenza all’eliminazione fisica dei due giudici.

Thursday, August 11th, 2011

“Lo stragismo nella storia d’Italia è stato uno strumento ordinario di lotta politica”

Filed under: Mafia, Roberto Scarpinato, Terrorismo
Written by: mazapegul @ 8:36 am

Alcuni estratti dell’intervento di Roberto Scarpinato al 19º anniversario della strage di via D’Amelio.

Wednesday, June 22nd, 2011

Lo statista di merda

Filed under: Emergenza rifiuti, Il vergognoso, Luigi De Magistris, Mafia
Written by: mazapegul @ 7:41 am

Nel paese del nano ci sono aziende pubbliche che fanno di tutto per martellarsi i maroni e favorire la concorrenza. Vedi Rai.

Nel paese del nano il governo lascia che Napoli venga seppellita dalla mondezza, operando veri propri sabotaggi contro il nuovo sindaco. Nel video qui sopra si vede un camioncino della Asìa (società di raccolta rifiuti di Napoli) che invece di raccogliere e portare via la mondezza solleva i cassonetti pieni per sversare il contenuto sulla strada. Poi se ne vanno e il giorno dopo è ancora tutto li. Insomma, la funzione tipica dei netturbini. La faccia di De Magistris non piace ai camorristi, dunque non piace alle cricche, dunque occorre mettergli il bastone fra le ruote.

Il monumentale conflitto d’interessi del nano e la sua banda ha portato il paese a situazioni che chiamare paradossali è un eufemismo. Questa è la parola d’ordine: la salvezza delle classe dirigente più violenta, predatrice e incapace conosciuta in occidente, viene prima di qualsiasi altro interesse comune.

Tuesday, June 21st, 2011

La nuova massoneria. Ci sono o ci fanno?

Quelli che seguono sono stralci di intercettazioni relative alle indagini sulla cosiddetta P4. La prima è una telefonata fra l’onorevole Michaela Biancofiore (Pdl) e Luigi Bisignani, del 16 gennaio 2011. I due inizialmente parlano dei risultati del campionato di calcio. Poi la Biancofiore arriva al sodo alludendo a questioni che riguardano il figlio della Boccassini. Chissà perché il ragazzo attira tanto le attenzioni della Biancofiore, trattasi forse di tipo molto carino:

Biancofiore: “No dico … dimmi se ti sembra normale. Ah … a proposito, no, ti devo dire una cosa importante. Mi dicono … fonti molto serie che il figlio della Boccassini …”
Bisignani: “Ah … vabbè. Poi ne parliamo a voce”
Biancofiore: “Ecco … eh … sì”
Bisignani: “Fantastico”
Biancofiore: “Ma c’è una roba seria”
Bisignani: “Vabbè vabbè”
Biancofiore: “Vabbè … ho capito. Ti chiamo domani (sembra dire)”.
I due parlano nuovamente al telefono, la stessa sera, e il deputato del Pdl sembra pentirsi di quanto detto nel pomeriggio al telefono:
Biancofiore:  “Poi domani, quant’è, ti dico quell’altra cosa che … vabbè (ride)”
Bisignani: “Vabbè”
Biancofiore: “Me ne sono pentita. Però …”
Bisignani: “Ah vabbè”
Biancofiore: “Sai com’è. Come dire … (ride) … Uffa … (ride) … ciao
Bisignani: “Ti mando un bacio (ride) …”

Quest’altra è del 2 dicembre 2010, Bisignani parla con il ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo (Pdl):

Bisignani: “Dobbiamo stare attenti ai telefoni perché a Letta gli ho chiesto stamattina del fatto… dicono che Woodcock ci stia controllando i telefoni a me e a lui”
Prestigiacomo: “Come fai a sapere che hai l’utenza? Ma allora anche ora c’ho il telefono con il fruscio, tu non lo senti? (…) Perchè Woodcock a te ti controlla?”
Bisignani: “E che ne so …”
Prestigiacomo: “Mamma mia! ma come si può vivere così? Se escono le intercettazioni con me mi rovini!”
Bisignani: “Io cerco di stare sempre attentissimo al telefono”.

Nell’era di internet esistono decine di modi per comunicare in maniera criptata a prova d’intercettazione (email con file criptati, chat criptate, ecc.). Cosa fanno invece questi moderni faccendieri? Alzano il telefono e spiattellano tutto li dentro. Ma non solo, lo fanno nonostante il sospetto o la certezza di avere il telefono sotto il controllo della magistratura. Nella prima intercettazione Bisignani infatti suggerisce: “poi ne parliamo a voce”. Nella seconda la Prestigiacomo si caga addosso al pensiero che i magistrati abbiano intercettato le sue telefonate col Bisignani.

Delle due l’una, o entrambe: (1) cercano di prendere per il culo eventuali intercettatori, tentando così di depistare le indagini; (2) non sono esattamente esempi di bipedi lungimiranti, anzi, direi che siamo all’idiotismo più sopraffino. Mi viene da sperare per la prima ipotesi. Passi il fatto che il paese è in mano a dei faccendieri e massoni occulti, ma che siano anche un branco di zucconi no eh!

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