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Tuesday, August 31st, 2010

Protestare contro Dell’Utri: Liberale o no?

Il popolo del dissenso non ha una rappresentanza politica, e ancor meno spazio per quanto riguarda l’informazione. Se ci sono tre programmi televisivi in croce che fanno informazione relativamente libera, il governo li silura in quanto non allineati al pensiero unico. Se il programma è in Rai, governo e concorrenza concidono magicamente. Il Pd, teoricamente il maggiore partito di opposizione, è inefficace, quando non è complice. La gente informata a cui sta ancora a cuore il futuro del proprio paese non ha altre alternative che protestare nelle piazze e in faccia agli interessati. Tale dissenso è perciò destinato a montare a dismisura.

Il Fatto Quotidiano pone la seguente domanda: Protestare contro Dell’Utri è liberale o no? La domanda è posta male perché il problema sta a monte. Ovvero: quanto è liberale e democratico il fatto che una cospicua parte della popolazione non abbia una rappresentanza degna e venga sbeffeggiata a reti unificate su base giornaliera?

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Clamoroso! Sembra che il paese non sia il riflesso di Raiset!

Povero Dell’Utri, il tutto per un po’ di mafia, uno stalliere, qualche bombetta… Se finisce in carcere si tira giù il Ducetto con tutta la baracca e i burattini. Lo ha gia detto che lui, al contrario dell’eroe Mangano, con riuscirebbe a stare zitto.

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Sunday, August 22nd, 2010

Il voto di scambio, una genialata!

Filed under: Mafia, Roberto Saviano, Voto di scambio
Written by: mazapegul @ 8:37 pm

In Italia c’è uno zoccolo duro di elettori che voterà sempre a sinistra e un altro che non voterà mai a sinistra. È il grosso dell’elettorato e più o meno si compensano. Un terzo zoccolo duro è formato da chi non vota, che comprende sia chi non gliene frega niente e sia quelli profondamente delusi dalla politica in generale. Poi c’è l’Italia dei Valori che fa leva sull’indignazione generata dal susseguirsi sistematico di governi tenuti per le palle da mafia e massoneria. Infine c’è la Lega Nord, il fenomeno più preoccupante, che fa leva sulla pancia e sullo stupidismo popolare. Questo è il quadro, più o meno. In uno scenario simile le elezioni le vince chi ha i mezzi e gioca sporco. Se metti insieme una sapiente propaganda a reti unificate, qualche broglio e il voto di scambio, vincerebbe anche Al Capone (infatti, direte). A proposito di voto di scambio, per chi ne avesse solo sentito parlare, ecco un esempio di come funziona:

Si organizzano dei capibastone (o boss di quartiere o roba simile). Ognuno di questi viene dotato di schede elettorali bianche autentiche. Gli viene anche detto di votarle per il tal partito o il tal candidato. Poi vengono promessi un pugno di euro a chiunque sia disposto a depositare tali schede nell’urna. Non so quali siano le attuali tariffe di mercato, ma nelle zone povere del paese 20 euro bastano e avanzano. L’elettore in questione si intasca perciò la sua scheda già votata e si dirige al seggio. Li gli danno una nuova scheda bianca. L’elettore va in cabina, intasca la scheda bianca, esce con la scheda già votata e la deposita nell’urna. Poi torna dal suo capobastone e gli consegna la scheda bianca, la prova dell’avvenuto voto di scambio, e intasca così l’onorario prestabilito. Il capobastone ricicla a sua volta la scheda bianca di ritorno, la vota, e la consegna al prossimo elettore probo. Ecco come si decide chi deve vincere in una “democrazia moderna”. Una genialata no?

In Italia non basta cambiare la legge elettorale e disciplinare conflitto di interessi e antitrust con ferree leggi costituzionali. Occorre anche blindare le elezioni. Poi, se anche in un contesto che risponda ai requisiti minimi per una democrazia, vincessero ancora le mafie, le cricche e relativi ducetti della situazione, me ne farò una ragione. Fin quando non succede continuerò a credere che sono i governi ad avere i popoli che si meritano, non il contrario.

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Tuesday, August 10th, 2010

Elogio del “giustizialista”

Filed under: Giustizia, Il vergognoso, Mafia, Politica
Written by: mazapegul @ 9:00 pm

Pensare ad una soluzione politica per l’anomalia italiana è come pensare di convincere uno squalo alla dieta vegetariana, pregandolo in ginocchio. Il sistema criminale massonico-mafioso è arrivato ad un livello di infiltrazione tale, che bisogna essere parecchio ingenui per credere possibile una soluzione di tipo politico. Il metodo mafioso costantemente utilizzato da questa classe dirigente è sotto agli occhi di tutti da tempo immemore: le campagne intimidatorie e il manganello mediatico contro chiunque si permetta di disturbare il manovratore (dai Fini ai Boffo della situazione), facendo le pulci per le scoreggine e tralasciando naturalmente quelli che abitualmente la fanno fuori dal vaso; i dossier pronti per l’uso; le testate giornalistiche, pubbliche e private, interamente asservite al potere; i boss mafiosi omertosi lodati come eroi, mentre chiunque parli svelando il sistema viene isolato (eventualmente eliminato fisicamente); la scorta negata ai pentiti di mafia anche se giudicati attendibili da tre procure diverse.

Sbaglia chi pensa che il potere sia Berlusconi. Il potere è trasversale, e conta complici eccellenti sia fra le fila della cosiddetta “opposizione” che della magistratura. Senza risparmiare neppure gli ambienti ecclesiastici. La destra, la sinistra, Il berlusconismo, l’antiberlusconismo, il dipietrismo, la P3, non esistono. Sono invenzioni giornalistiche per fare titoli e confondere le idee. Il dato certo è l’esistenza di un sistema di potere ingordo, predatore e violento, che alimenta se stesso mortificando il resto della cittadinanza. Se poi aggiungiamo le leggi elettorali “porcata”, il dominio totalitario del sistema televisivo, i brogli e il voto di scambio, ci rendiamo conto che è sparito anche l’elettore. Andare al voto in questa situazione significherebbe regalare un suffragio elettorale alle cricche. Il ducetto di Arcore sta li finché è in grado di tutelare ed alimentare tale sistema criminale. Se non fosse più conveniente, il sistema lo tirerebbe giù in mezza giornata (cosa che potrebbe accadere prima di quel che si possa immaginare).

Se proprio non vogliamo una rivoluzione sanguinaria, l’unica via d’uscita possibile potrebbe essere quella giudiziaria. Un cancro è solo in grado di riprodurre se stesso, la cura è il bisturi. I criminali vanno assicurati alle patrie galere, anche se mi accontenterei che venissero cacciati dall’amministrazione pubblica. Questa è anche la ragione per cui la guerra più serrata il potere politico la sta combattendo contro la parte sana della magistratura, vale a dire contro la costituzione repubblicana. Se proprio lo si vuole chiamare giustizialismo, vorrà dire che sono fiero di essere un giustizialista.

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Thursday, July 22nd, 2010

Lettera aperta all’onorevole Fabio Granata

Filed under: Alleanza Nazionale, Fabio Granata, Giustizia, Lettere, Mafia
Written by: mazapegul @ 7:46 am

Onorevole Granata, in un articolo pubblicato su “Il Fatto Quotidiano” del 22 luglio 2010 lei parla di “certezze” per quanto riguarda la trattativa Stato e mafia, i depistaggi, e il fatto che le stragi del ’92/’93 siano state utilizzate per condizionare la politica. La Giustizia farà il suo corso, forse arriveranno delle sentenze. Le confesso però una cosa, io mi sono rotto di attendere e leggere le sentenze, le cosiddette “verità giudiziarie”. In fondo cosa sono una prescrizione a vita o una condanna, se non occasioni per festini a base di cannoli, o per rivendicare la propria innocenza a reti unificate, o per arricchire il curriculum?

Le chiedo questo: con tutti i fatti accertati e documentati in vari libri, leggi ad personam approvate e celebrazioni di eroi particolari, c’è davvero bisogno di aspettare delle sentenze per squalificare politicamente personaggi come Berlusconi o Dell’Utri (due a caso)? Lei è un esponente di Alleanza Nazionale, l’alleato più fedele di Forza Italia fin dal ’94, non mi sembra strano che questa domanda possa essere rivolta a lei.

Con stima.

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Saturday, July 3rd, 2010

Ghedini ha ragione

Replica di Ghedini alle affermazioni del presidente della Repubblica sul ddl intercettazioni:

“I commenti del Quirinale sono assai pregevoli, ma c’è un parlamento: spetta a quest’ultimo decidere”, perché “la valutazione del capo dello Stato non è su problemi di natura tecnica. Altrimenti dovrebbe farsi eleggere. La valutazione è sulla costituzionalità. Le ‘criticità tecniche’ esulano dalla sua competenza”. (fonte Repubblica.it)

Dichiarazioni che hanno scatenato la dura reazione dell’opposizione. Il Pd non le manda mica a dire, quando ci vuole ci vuole! Peccato che dopo aver flirtato in lungo e in largo col grande statista di Arcore, nonostante gli indicibili scempi seminati lungo il suo percorso, il Pd s’incazzi proprio la volta che Ghedini dice una cosa giusta: il Presidente della Repubblica non dovrebbe dare consigli tecnici sulle leggi, dovrebbe “limitarsi” a rispedire al mittente le leggi incostituzionali. Napolitano non lo fa, dice che se dopo quelli la legge te la ripresentano uguale sarebbe obbligato a firmarla così com’è. Embè? Intanto creerebbe uno scontro istituzionale, che contro un governo messo li direttamente dalla mafia sarebbe il minimo.

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Tuesday, June 29th, 2010

Marciutri Dell’Uccello assolto a 7 anni di reclusione

Filed under: Il vergognoso, Mafia, Marcello Dell'Utri, Satira
Written by: mazapegul @ 1:17 pm

Dispiace per l’assoluzione del mitico Marciuri, una condanna gli avrebbe spianato la strada al palazzo. Anzi, al colle. E due ministeri ai fratelli Graviano non glieli avrebbe tolti nessuno. Non avrebbe neanche ostacolato l’Unto del Signore, che come è noto ambisce al Vaticano.
Insomma, secondo l’altrettanto mitico scodinzolino del Tg1, la sentenza di appello smonta l’accusa, il partito Forza Italia non è stato creato per intercessione della mafia. Ora viene persino il dubbio che siano la stessa cosa.

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Sunday, June 27th, 2010

La puttanata del mese: la nazionale di calcio è lo specchio del paese

Filed under: Mafia, Mondiali 2010
Written by: mazapegul @ 1:11 pm

Questo è il primo post che tratta di calcio, probabilmente anche l’ultimo. Dunque, secondo la maggior parte degli opinionisti, soprattutto quelli avversi al regime, la nazionale di calcio rifletterebbe lo stato di desolazione in cui riversa il paese. Il problema è che, anche se la nazionale avesse vinto il mondiale, il paese sarebbe rimasto devastato allo stesso modo. Quattro anni fa l’Italia vinse il mondiale, l’avrebbe dovuto perdere se doveva riflettere lo stato in cui riversava il calcio italiano (vedi Calciopoli 2006). E invece vinse, ma non riscattò un benemerito cazzo.
Perciò, lasciamo il calcio al suo destino e torniamo ad occuparci del processo Dell’Utri.

Segnalazione video:

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Saturday, June 19th, 2010

Travaglio condannato: 10 mila euro per il lombrico e 6 per la muffa

Cito da Il Fatto Quotidiano di oggi 20 giugno 2010, a proposito dei 16 mila euro che Travaglio dovrà risarcire al presidente del Senato Schifani:

[...]

Travaglio, secondo il giudice, non ha fatto nulla di male neanche a sostenere “l’indegnità di Schifani a ricoprire la seconda carica dello Stato per via delle sue passate e appurate frequentazioni (che sono un fatto)”.

[...]

Il giudice non contesta “la parabola a precipizio della politica” ma ritiene “attacchi personali nei confronti dell’attore in quanto rivolte alla sua persona e non a fatti oggetto di interesse pubblico che sconfinano nella contumelia” le parole che seguono sulla muffa e il lombrico. Per il giudice “è evidente che i riferimenti alla muffa e al lombrico attengono esclusivamente all’uomo Schifani”.

[...]

I difensori di Schifani sono soddisfatti perché “i giudici hanno riscontrato la diffamazione” e confermano che “l’importo del risarcimento sarà devoluto interamente in beneficenza”
(La zona d’ombra di Schifani, di Marco Lillo)

Che in Italia non si possa chiamare stronzo un pezzo di merda era cosa nota (detto così in generale eh). Ma il giudice in questione non ha bene inteso che la muffa ed il lombrico non erano riferiti alla Sua persona (mia non è di sicuro!) del presidente del Senato, ma a quello che viene dopo. Questa è una condanna preventiva, almeno si aspetti di conoscere il successore!

Suggerisco di scovare i destinatari della beneficenza, per invitarli a prendere interamente il devoluto, fare un bel rotolino e rispedirlo alla Sua persona.

Post precedenti:

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Wednesday, June 16th, 2010

Per fortuna che c’è Angelino

Il giorno dopo del rifiuto da parte dello Stato del programma di protezione a Spatuzza, pentito giudicato attendibile da tre procure, l’Angelino Alnano se ne esce con la migliore battuta satirica (involontaria) dell’anno:

“Lo Stato ha gli strumenti legislativi che favoriscono la collaborazione (dei pentiti, n.d.r.), non ho ancora avuto modo di leggere l’appello dello scrittore (Roberto Saviano, n.d.r.), ma tutto quello che va in questa direzione è positivo”. (da Repubblica.it)

Meno male che l’appello di Saviano non l’ha ancora letto, altrimenti saremo felici di constatare che secondo l’Angelino va (niente meno che) “nella giusta direzione”. Riporto qui sotto un estratto significativo della lettera di Saviano al boss dei casalesi Francesco Schiavone. Qualcuno assista il ministro ad personam durante la lettura, non vorrei che gli venga un coccolone:

“[...] Hai avuto e hai ancora molti politici in pugno, condizioni gli appalti di molta parte di questo Paese. Proprio perché stai in galera e porti il peso del tuo potere, ti consideri migliore rispetto a imprenditori e parlamentari vicini che valuti codardi. Eppure di questa superiorità cosa ti rimane? Loro stanno fuori e tu sei dentro. Perché continua a difenderli il tuo silenzio? Cosa mai potrà compensare il tuo ergastolo e la distruzione continua della tua famiglia? Non lo vedi? Francesco Schiavone, che cos’hai ottenuto? L’ergastolo e un futuro sepolto in galera. Non hai più alcuna speranza di uscirne fuori finché sei vivo. E allora, che cosa pensi, che ragioni ti dai della tua vita?

Credo, in realtà, di sapere a cosa stai pensando. Che adesso gli affari fuori sono buoni. La crisi economica aumenta il business del clan la tua galera passa in secondo piano. Pensi che hanno anche promulgato leggi favorevoli. La legge sulle intercettazioni sarà d’ora in avanti il vostro scudo, con questa legge non avrebbero mai potuto arrestare tuo figlio, la legge sul processo breve potrà tornarvi utile. Avete politici alleati nei posti chiave, e (se verrà confermato quanto dichiarano le accuse dell’antimafia di Napoli) il sottosegretario allo sviluppo Nicola Cosentino è in diretto rapporto con la tua famiglia. Non perché tuo parente ma perché in affari con te. Quindi pensi di avere un ministero importante dove passano soldi e favori nelle tue mani.” (lettera integrale: “Sandokan pentiti, il tuo potere è finito“)

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