Wednesday, June 16th, 2010

Per fortuna che c’è Angelino

Il giorno dopo del rifiuto da parte dello Stato del programma di protezione a Spatuzza, pentito giudicato attendibile da tre procure, l’Angelino Alnano se ne esce con la migliore battuta satirica (involontaria) dell’anno:

“Lo Stato ha gli strumenti legislativi che favoriscono la collaborazione (dei pentiti, n.d.r.), non ho ancora avuto modo di leggere l’appello dello scrittore (Roberto Saviano, n.d.r.), ma tutto quello che va in questa direzione è positivo”. (da Repubblica.it)

Meno male che l’appello di Saviano non l’ha ancora letto, altrimenti saremo felici di constatare che secondo l’Angelino va (niente meno che) “nella giusta direzione”. Riporto qui sotto un estratto significativo della lettera in questione, inviata da Saviano al boss dei casalesi Francesco Schiavone. Qualcuno assista il ministro ad personam durante la lettura, non vorrei che gli prendesse un coccolone:

“[...] Hai avuto e hai ancora molti politici in pugno, condizioni gli appalti di molta parte di questo Paese. Proprio perché stai in galera e porti il peso del tuo potere, ti consideri migliore rispetto a imprenditori e parlamentari vicini che valuti codardi. Eppure di questa superiorità cosa ti rimane? Loro stanno fuori e tu sei dentro. Perché continua a difenderli il tuo silenzio? Cosa mai potrà compensare il tuo ergastolo e la distruzione continua della tua famiglia? Non lo vedi? Francesco Schiavone, che cos’hai ottenuto? L’ergastolo e un futuro sepolto in galera. Non hai più alcuna speranza di uscirne fuori finché sei vivo. E allora, che cosa pensi, che ragioni ti dai della tua vita?

Credo, in realtà, di sapere a cosa stai pensando. Che adesso gli affari fuori sono buoni. La crisi economica aumenta il business del clan la tua galera passa in secondo piano. Pensi che hanno anche promulgato leggi favorevoli. La legge sulle intercettazioni sarà d’ora in avanti il vostro scudo, con questa legge non avrebbero mai potuto arrestare tuo figlio, la legge sul processo breve potrà tornarvi utile. Avete politici alleati nei posti chiave, e (se verrà confermato quanto dichiarano le accuse dell’antimafia di Napoli) il sottosegretario allo sviluppo Nicola Cosentino è in diretto rapporto con la tua famiglia. Non perché tuo parente ma perché in affari con te. Quindi pensi di avere un ministero importante dove passano soldi e favori nelle tue mani.” (lettera integrale: “Sandokan pentiti, il tuo potere è finito“)

Tuesday, June 15th, 2010

Spatuzza sempre più credibile

La Commissione centrale del Viminale, presieduta da Alfredo Mantovano (Pdl), rifiuta il programma di protezione per il pentito di mafia Gaspare Spatuzza, il collaboratore di giustizia che ha fatto i nomi di Dell’Utri e Berlusconi, nell’ambito delle inchieste sulle stragi di via D’Amelio e del ’93. Spatuzza, che in realtà ha confermato fatti in buona parte già noti, è stato giudicato attendibile da tre procure. Lungi da me il sospetto che questa sia una ritorsione di un politico contro un pentito, che ha fatto il nome del suo capo, a cui deve la brillante carriera politica. Ci mancherebbe. Mantovano applica la legge e guai a chi fiata! Non so a questo punto che fine farà lo Spatuzza, di certo in questo giro ha acquistato qualche punto ulteriore in credibilità.

(foto: bomba ai Georgofili, Firenze 1993, da Repubblica.it)

Sunday, May 9th, 2010

Da Portella della Ginestra alla Stazione di Bologna, passando per Piazza Fontana e tutto il resto

Filed under: Libri, Mafia, P2, Terrorismo
Written by: mazapegul @ 10:01 pm

Nel dopoguerra l’Italia inaugura la prima repubblica come lo speciale zerbino degli Stati Uniti. Un paese a sovranità limitata, pazientemente costruito sulle stragi. Con la complicità dei vari omuncoli in combutta con la CIA, insediati nelle istituzioni e nei governi italiani. La giostra dei fenomeni con gobba, cappuccio nero, fascisti frustrati, 007 depressi e mafiosetti impotenti. Ma bisogna riconoscerlo, solo dei fenomeni ti ricostruiscono un paese a forza di bombe nelle piazze.

Ci hanno detto che dovremmo ringraziare gli Stati Uniti per aver salvato l’Italia dal pericolo comunista, e di accettare le verità dello scodinzolini. Mi chiedo perché limitarsi a ciò. Perché non ringraziarli anche per lo spettacolo di fuochi artificiali, da Portella della Ginestra fino alla Stazione di Bologna, passando per Piazza Fontana e tutto il resto. Già che ci siamo.

La prima repubblica venne così traghettata nella seconda, i cui solidi pilastri poggiano sui cadaveri di Falcone, Borsellino, e sulle stragi terroristico-mafiose del ’92-’93…

Prima o poi qualcuno si prenderà la briga di riscrivere la vera storia d’Italia in versione ufficiale. Magari nel 2110, quando saranno tutti morti e sepolti. Tuttavia, per chi non avesse voglia di crepare col dubbio, può sempre informarsi sui libri. Certi libri. Anche se non in versione ufficiale, la vera storia d’Italia è stata già scritta.

Libri consigliati:

Wednesday, April 28th, 2010

Quei bravi berluscazzi

The Fabulous Arcore Ducett:

“Esprimo la più convinta solidarietà a Gianfranco Fini per gli attacchi personali che quest’oggi il Giornale gli ha mosso. La critica politica, anche più severa, non può trascendere in aggressioni ai familiari e su vicende che nulla hanno a che fare con la politica. Tali metodi, che assai spesso ho dovuto subire, vorrei mai vederli applicati”.

Prima manda gli sgherri col manganello, poi esprime solidarietà alla vittima. Non male, c’è già la fila dei fessi pronti a crederlo sincero. Vittorio Feltri ha una reputazione pluridecennale. Se un editore lo assume come direttore del giornale, è perché si aspetta che Feltri faccia il Feltri, o al limite di più (se lo paghi bene). Non mi sembra ci sia altro da aggiungere.

Vittorio Feltri:

“Berlusconi prende le distanze, io invece rimango fermo nell’idea che le notizie o sono vere o non sono vere. [...] E quella su Fini e la ‘suocera’ che prende un milione e rotti dalla Rai, ente pubblico, è vera. Il resto conta poco. Anzi, niente”.

I fatti sono fatti (a parte qualche manipolatina), il ragionamento non fa una piega. Solo una piccola puntualizzazione: Feltri ci dovrebbe spiegare come mai quando è ora di fare le pulci mira sempre quello che mette il bastone fra ruote al suo padrone, mentre quando si tratta del suo padrone o di certi suoi “amici” è cosi solerte ad occultare e smontare (che lavoraccio, ma lo pagano bene?). Certo che se dovesse trattare Schifani e Dell’Utri come Boffo e Fini… ma in tal caso non sarebbe il cortigiano che è.

Tuesday, April 27th, 2010

Schifani e le vecchiette mannare

Filed under: Fiabe moderne, Il Fatto Quotidiano, Mafia, Renato Schifani, Satira
Written by: mazapegul @ 8:35 pm

Proprio questi giorni pensavo come mai nessuno parla più delle meravigliose avventure dello Schifani nazionale. I cittadini italiani dovrebbero sapere delle imprese eroiche del Presidente del Senato della Repubblica. Il bravo avvocato che difese dei poveri malcapitati dai feroci attacchi delle vecchiette mannare (al secolo signorine Pilliu). Poi si è detto che i malcapitati fossero collusi con Cosa Nostra. Ma non mi fate ridere, Cosa Nostra è solo sesta in classifica, praticamente non esiste. In ogni caso, lo Schifani ha fatto causa a Il Fatto Quotidiano per avere narrato delle suddette avventure, e ora si dovrà riparlarne. Ma quanto è furbo!?

Nota: questo è un pezzo satirico. Non vorrei che alle vecchiette venisse in mente di querelarmi!

Letture consigliate:

Monday, April 19th, 2010

Perché Gomorra di Saviano

Filed under: Libri, Mafia, Peter Gomez, Roberto Saviano
Written by: mazapegul @ 10:58 pm

Sulla mafia sono stati scritti numerosi libri, film, telefilm, e quant’altro. L’attendibità, l’utilità e la riuscita di tali opere è varia. C’è di tutto. Gomorra di Roberto Saviano non è né il testo con la scrittura più sciolta (dal punto di vista strettamente tecnico linguistico), né quello che aiuta meglio a comprendere il fenomeno nel suo complesso (non indugia granché nelle collusioni politico-istituzionali, caratteristica sostanziale delle associazioni mafiose). Tuttavia Gomorra ha qualcosa di speciale, qualcosa che non ho riscontrato altrove, almeno non con la stessa forza. Nemmeno nei testi fondamentali come quelli di Leonardo Sciascia, Lirio Abbate, o Roberto Scarpinato. Una caratteristica che non è emersa neppure nell’omonimo film “adattato” sul testo di Saviano. Gomorra è l’opera letteraria che più di ogni altra ha la capacità di raccontare la mafia mettendola a nudo di fronte ai suoi aspetti più vigliacchi, goffi e ridicoli. Dal testo non emerge affatto l’immagine romantica di uomini d’onore duri e puri, tipica di questo genere di letteratura. Dai racconti di Saviano i boss, gli affiliati e i comuni mortali, ne escono a pezzi. Il lettore viene prima fatto sentire in parte responsabile del degrado, poi arriverà anche a schifare l’appartenenza al genere umano. Un libro scritto “di pancia”, come dichiarato dall’autore stesso. Non saprei dire cosa abbia scatenato il vasto successo di pubblico, quel che è certo è che i mammasantissima certe peculiarità non le hanno proprio apprezzate.

Saturday, April 17th, 2010

L’omuncolo attacca Saviano

Filed under: Il vergognoso, Mafia, Partito Democratico, Roberto Saviano
Written by: mazapegul @ 3:15 pm

Mettere il Pd al completo contro l’Unto del Signore, anche per sole 24 ore, è un’impresa ardua. Più a lungo è quasi impossibile. Ma all’Unto del Signore l’impresa riesce. Ci è riuscito con i recenti attacchi a Roberto Saviano, autore del libro denuncia contro la camorra napoletana “Gomorra”. Capisco che l’Unto si ritrovi premier grazie alla organizzazioni mafiose, e che le stesse mafie lo tirerebbero giù in mezza giornata se non rigasse dritto (cosa che sta facendo), ma attaccare uno scrittore condannato a morte dal più potente clan camorrista e costretto a vivere sotto scorta, è una specialità che riesce solo a certe menti fradice. Comunque non dovrebbe preoccuparsi, in un paio di giorni i vertici del Pd avranno già dimenticato tutto. Non vedono l’ora di sedersi al tavolo delle riforme. Come se al governo fregasse qualcosa di quello che gli “oppositori” avranno da dire.


Firma l’appello Io sto con Emergency


Saturday, February 6th, 2010

Le indicazioni le da il regime

Tre nomi: Salvaguttadauro Cuffatore, Nicosentino Cocamorrola e Marciutri Dell’Uccello. Tre eroi, come Mangano. La mafia non è più infiltrata nelle istituzioni, è direttamente lo Stato senza intermediari. La cosiddetta seconda repubblica, nata sulle stragi di mafia e dalla conseguente trattativa mafia-stato, è stata funzionale a questo salto di qualità. Della seconda repubblica si sa già tutto quel che c’è da sapere, il resto sono solo dettagli. Cosa? Il governo dell’Unto dal Signore ha contrastato la mafia? Si, ha contrastato questo paio di palle.

Ma una volta appurata la vera natura del Governo Mafiaset, cosa fare? Chi sostenere? La risposta la danno loro stessi, neanche troppo paradossalmente. È sufficiente segnarsi tutte quelle persone che vengono volgarmente diffamate e sputtanate dalla stampa di regime, che è praticamente l’unica rimasta in circolazione. Mi sembra logico che un regime attacchi i suoi oppositori, se non sono riusciti a comprarli. Chiunque dica la verità o si ostini a far rispettare il principio costituzionale “La legge è uguale per tutti“, si oppone al regime. Se poi dovesse anche avere un buon seguito popolare, diventa il pericolo, l’obiettivo da colpire. Una diffamazione a cura de “Il Giornale” infeltrito, ad esempio, supportata dalla grancassa mediatica di Mafiaset, equivale ad una nota di merito (tranne quando prendono di mira i bigotti alla Boffo s’intende).

Detto in modo più diretto: diffamano Di Pietro? Votatelo.

“Penso che tu [Santoro] hai un bello stomaco per sopportare queste recite pessime di persone che vengono qui a rivendicare la giustizia, la libertà e il buon costume, quando hanno trasformato la politica in una specie di lotta all’ultimo sangue. [...] Questa è una classica diffamazione fatta contro Di Pietro perché è uno che almeno fa un’opposione dura e forte.” (Giorgio Bocca, Annozero 4/02/2010)

Friday, January 29th, 2010

Il garante delle mafio-talpe

Filed under: Giustizia, Mafia, Pier Ferdinando Casini, Salvatore Cuffaro
Written by: mazapegul @ 7:06 pm

Cuffaro guadagna due punti in appello, ora sono sette gli anni collezionati. Il Piercasinando dalle radici cristiane: “Ve l’avevo detto che per lui garantivo io!

Disse Piercasinando: “Io non mi faccio dettare le candidature dalle procure!“. Poi, non appena le procure gliene hanno segnalato uno, lo ha candidato subito.

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Sunday, January 10th, 2010

A Rosarno guerra fra poveri

(Il migrante investito l’altroieri con la macchina da un esponente della cosca di Bellocco, da Il Fatto Quotidiano di oggi. Foto ANSA.)

La ‘Ndrangheta ha il controllo del territorio in Calabria. Lo Stato è praticamente assente. Gli italiani hanno perso la capacita di ribellarsi al sistema di potere criminale, mentre gli africani questa capacità hanno dimostrato di averla. Come impedire che il virus della rivolta si possa propagare sul resto della popolazione? Basta metterli in guerra gli uni contro gli altri. Questo sta succedendo a Rosarno, una guerra fra poveri. Una guerra aizzata dalle cosche, che ha trovato terreno fertile in una società governata da una classe politica che ha costruito buona parte del consenso facendo leva sull’odio razziale.

Vedo mafia dappertutto? Può darsi, ma in una cloaca è naturale vedere solo merda, così come è anche vero che a forza di vedere solo di quella si rischia l’assuefazione.

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