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Thursday, April 10th, 2008

Nel caso qualcuno non l’avesse ancora capita

strage via d'amelio

Marcello Dell’Utri:

“Il fattore Vittorio Mangano, condannato in primo grado all’ergastolo è morto per causa mia. Era malato di cancro quando è entrato in carcere ed è stato ripetutamente invitato a fare dichiarazioni contro di me e il presidente Berlusconi. Se lo avesse fatto, lo avrebbero scarcerato con lauti premi e si sarebbe salvato. A modo suo è un eroe”. (www.repubblica.it)

Segue il commento di Silvio Berlusconi:

«Sono d’accordo con lui [Dell'Utri, ndr.]», perché quando era in carcere ed era malato «i Pm gli dicevano che se avesse detto qualcosa su Berlusconi sarebbe andato a casa» e lui, invece «eroicamente non inventò mai nulla su di me». (www.corriere.it)

Vittorio Mangano, l’”eroe” in questione, era un noto boss mafioso con varie condanne sulle spalle – di cui una al carcere a vita – per i seguenti reati: traffico di stupefacenti, estorsione e duplice omicidio (niente meno!). Ora, viste le ultime dichiarazioni della romantica coppia di cui sopra, tutti quegli italiani a cui sta a cuore la prosperità ed il vigore delle mafie non avranno più alcun dubbio su chi votare.

Video: Le Fantastiche avventure di Marcello Dell’Utri… e Mangano

(foto: strage di Via D’Amelio, www.ilsole24ore.com)

Saturday, March 29th, 2008

With a little help from a friend

falcone.jpg

Estratto dal libro “I Complici – Tutti gli uomini di Bernardo Provenzano da Corleone al Parlamento“, di Lirio Abbate e Peter Gomez, capitolo 9:

[...] Sono gli anni dei sequestri di persona (metà anni ’70, ndr.). L’Anonima sequestri, capitanata a Milano dal corleonese Luciano Liggio, mette a segno rapimenti su rapimenti. Avere in casa un uomo come Mangano (Noto criminale legato a Cosa Nostra, assunto da Berlusconi come stalliere, in seguito condannato all’ergastolo per omicidio, ndr.), abile col fucile e con le conoscenze giuste, è per tutti una garanzia di sicurezza. Come ulteriore assicurazione Berlusconi fa consegnare periodicamente a Cosa Nostra anche delle somme in denaro. Soldi che, secondo il tribunale, mettono tutto il gruppo imprenditoriale del futuro presidente del Consiglio al riparo dal rischio mafia.

I versamenti vanno avanti per quasi due decenni. Quando Mangano finisce in prigione il denaro passa per le mani di altri uomini d’onore: prima della famiglia di Villagrazia, quella a cui era affiliato Stefano Bontade, e poi di quella di Malaspina, il clan nel cuore di Provenzano. A fare da tramite, dice la sentenza, è quasi sempre Tanino Cinà, l’amico tintore di Dell’Utri.

La trafila dei soldi targati Biscione che, una volta arrivati nelle mani di Riina, sono suddivisi tra le varie cosche, non è ricostruita solo da una decina di pentiti. Di quel denaro parla anche un documento eccezionale: le agende sequestrate agli uomini d’onore del quartiere palermitano si San Lorenzo, in cui i mafiosi segnavano le entrate riguardanti la loro famiglia. In quelle pagine, in corrispondenza della voce «Can. 5 n. 8», si legge: «990 regalo 5.000». Traduzione del collaboratore di giustizia Giovan Battista Ferrante: dalla Fininvest nel 1990 sono arrivati, non come tangente ma come «regalo» (questa dicitura compare solo per il gruppo Berlusconi, e non per le altre imprese citate negli appunti), cinque milioni di lire. A partire da 1988, spiega Ferrante, le banconote giungevano a Palermo ogni sei mesi e finivano anche nelle casse del clan San Lorenzo perché in quel territorio sono collocate le antenne e la sede delle emittenti televisive del Cavaliere.

(Foto www.tuttocasarano.it)

Tuesday, March 25th, 2008

Quello delle “radici cristiane”

vangelo_matteo_pasolini.jpg Se io conoscessi un tipo, di cui siano note frequentazioni poco chiare con personaggi poco puliti, farei fatica ad invitarlo a casa mia. O al limite lo potrei anche invitare, ma la casa di famiglia in custodia non gliela lascio.

Casini conosce Cuffaro, di cui sono note frequentazioni poco chiare con personaggi poco puliti, di cui è nota anche una condanna a cinque anni in primo grado per favoreggiamento ad alcuni mafiosi. Casini non solo lo inviterebbe a casa sua, lo ha candidato per le prossime elezioni come capolista al Senato dell’Udc in Sicilia. Così, se dovesse andargli bene, ce lo regala a tutti quanti. A quelli che hanno sollevato qualche obiezione morale su tale candidatura, Casini risponde con frase pronta: “Non mi faccio dettare le liste dei candidati dalla magistratura!”. E ci mancherebbe altro. Chissà, forse certe candidature in odor di mafia gli sono state ispirate direttamente dal suo Dio, anche se non sembra lo stesso che inveiva contro gli scribi e i farisei (*).

(*) Dal Vangelo secondo Matteo, Cap. 23:

(25) Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che pulite l’esterno del bicchiere e del piatto mentre all’interno sono pieni di rapina e d’intemperanza. (26) Fariseo cieco, pulisci prima l’interno del bicchiere, perché anche l’esterno diventi netto! (27) Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che rassomigliate a sepolcri imbiancati: essi all’esterno son belli a vedersi, ma dentro sono pieni di ossa di morti e di ogni putridume. (28) Così anche voi apparite giusti all’esterno davanti agli uomini, ma dentro siete pieni d’ipocrisia e d’iniquità. [...] (33) Serpenti, razza di vipere, come potrete scampare dalla condanna della Geenna?

Tuesday, January 8th, 2008

Gomorra – Roberto Saviano

Filed under: Libri, Mafia, Roberto Saviano
Written by: mazapegul @ 11:34 pm

gomorra.jpgUn’opera letteraria di questo tipo dovrebbe almeno aiutarti a capire le cose. Questa opera in particolare, oltre a farti capire le cose, ti prende alla bocca dello stomaco. Ti provoca un senso di nausea senza possibilità di sfogo. Infine ti mette un senso di colpa, per il solo fatto di appartenere alla razza umana. Leggetelo se non lo avete ancora fatto.

Monday, October 15th, 2007

Andreotti condannato per diffamazione

Filed under: Giulio Andreotti, Mafia, Politica
Written by: mazapegul @ 11:58 am

andreotti_gelli.jpg

Il senatore a vita Giulio Andreotti, già prescritto per il reato di partecipazione all’associazione per delinquere [Cosa Nostra] concretamente ravvisabile fino alla primavera 1980 (vedi testo completo Sentenza Cassazione, conclusioni a pag. 40), è stato condannato il 15 giugno scorso per aver diffamato il Giudice Almerighi, attuale presidente del Tribunale di Civitavecchia. Maggiori dettagli su Uguale Per Tutti. L’informazione ufficiale non ne parla? E perchè dovrebbe, in fondo Andreotti ha solo presieduto sette governi, dal 1972 al 1992.

Saturday, October 6th, 2007

L’accordo scellerato

Filed under: Forza Italia, Libri, Lirio Abbate, Mafia, Marcello Dell'Utri, Peter Gomez
Written by: mazapegul @ 12:07 am

La cosa che più fa incazzare, leggendo il libro “I Complici – Tutti gli uomini di Bernardo Provenzano da Corleone al Parlamento” di Lirio Abbate e Peter Gomez, è quando ti rendi conto che vincere contro la mafia e la criminalità organizzata è POSSIBILE. Nel 1992, a seguito di una serie di sconfitte soprattutto sul piano giudiziario, e dopo le stragi di Capaci e via D’Amelio che videro la morte dei magistrati Falcone e Borsellino, Cosa Nostra era ormai in ginocchio. Bastava solo il colpo di grazia. Fu invece lo Stato stesso che venne in soccorso alla moribonda organizzazione criminale. O meglio, furono i futuri “volti nuovi” della politica italiana che di li a poco invasero le istituzioni a furor di popolo, e che con Cosa Nostra avevano interessi in comune, specie in relazione ai problemi giudiziari.
Quelle che seguono sono le aggiaccianti conclusioni del tribunale su Marcello Dell’Utri:

“La promessa di aiuto politico a Cosa Nostra, proveniva da un soggetto che, in quel determinato momento storico, si poneva quale organizzatore di un nuovo partito (…), aveva un effetto rassicurante per il sodalizio criminale, lo orientava verso il sostegno a Forza Italia, incoraggiandolo a nutrire aspettative favorevoli in un momento di crisi profonda. Siffatta condotta rafforzava Cosa Nostra, ingenerando il convincimento di raggiungere obiettivi fondamentali nella sua strategia criminale, addirittura contando sui massimi vertici della politica nazionale. Una promessa reputata, in quel frangente, seria ed affidabile negli ambienti mafiosi, in quanto proveniente da un soggetto influente che, in passato, aveva dato buona prova di sé, dimostrandosi disponibile verso Cosa Nostra.”
(Tribunale di Palermo, sentenza di condanna per Marcello Dell’Utri a 9 anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa, 5 luglio 2005. Fonti “I complici“, Repubblica.it)

Breve curriculum di Marcello Dell’Utri:

  • Condannato in via definitiva per false fatture e frode fiscale a due anni e tre mesi di reclusione. Pena patteggiata e scontata di un terzo.
  • Condannato in primo grado a Milano a due anni di reclusione per tentata estorsione. Condanna confermata in appello.
  • Condannato a NOVE anni di reclusione in primo grado con l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa.
  • FONDATORE DI FORZA ITALIA, insieme a Silvio Berlusconi.

Attualmente Dell’Utri sta scontando la pena in Parlamento, come senatore della Repubblica.

Thursday, September 20th, 2007

In Un Altro Paese

Filed under: Giovanni Falcone, Mafia, Paolo Borsellino, Politica, Video
Written by: mazapegul @ 10:03 pm

Film-documentario sulla mafia di Marco Turco (2005), tratto dal libro di Alexander StilleNella terra degli infedeli. Mafia e politica“. Il film è dedicato alla memoria dei giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Uno dei pochi documenti dove si capisce molto (trova le parti successive):

Click here for the English version, part 1.

Thursday, September 6th, 2007

Lirio Abbate

Filed under: Lirio Abbate, Mafia, Politica, Video
Written by: mazapegul @ 6:39 pm

Lirio Abbate, giornalista e scrittore italiano, vive sotto scorta dal maggio 2007 a seguito di intimidazioni di stampo mafioso. L’1 settembre scorso, a Palermo, è stato trovato un ordigno incendiario sotto la sua automobile. Tali atti intimidatori sono facilmente riconducibili alla pubbicazione del libro “I Complici – Tutti gli uomini di Bernardo Provenzano da Corleone al Parlamento“, di cui Lirio è l’autore insieme a Peter Gomez.

Lirio è un uomo che rischia la propria vita pur di fare onestamente il proprio lavoro, quello di informare la gente. A lui va tutta la mia stima e supporto per il suo lavoro. Grazie.

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