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Tuesday, August 31st, 2010

Protestare contro Dell’Utri: Liberale o no?

Il popolo del dissenso non ha una rappresentanza politica, e ancor meno spazio per quanto riguarda l’informazione. Se ci sono tre programmi televisivi in croce che fanno informazione relativamente libera, il governo li silura in quanto non allineati al pensiero unico. Se il programma è in Rai, governo e concorrenza concidono magicamente. Il Pd, teoricamente il maggiore partito di opposizione, è inefficace, quando non è complice. La gente informata a cui sta ancora a cuore il futuro del proprio paese non ha altre alternative che protestare nelle piazze e in faccia agli interessati. Tale dissenso è perciò destinato a montare a dismisura.

Il Fatto Quotidiano pone la seguente domanda: Protestare contro Dell’Utri è liberale o no? La domanda è posta male perché il problema sta a monte. Ovvero: quanto è liberale e democratico il fatto che una cospicua parte della popolazione non abbia una rappresentanza degna e venga sbeffeggiata a reti unificate su base giornaliera?

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Clamoroso! Sembra che il paese non sia il riflesso di Raiset!

Povero Dell’Utri, il tutto per un po’ di mafia, uno stalliere, qualche bombetta… Se finisce in carcere si tira giù il Ducetto con tutta la baracca e i burattini. Lo ha gia detto che lui, al contrario dell’eroe Mangano, con riuscirebbe a stare zitto.

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Tuesday, June 29th, 2010

Marciutri Dell’Uccello assolto a 7 anni di reclusione

Filed under: Il vergognoso, Mafia, Marcello Dell'Utri, Satira
Written by: mazapegul @ 1:17 pm

Dispiace per l’assoluzione del mitico Marciuri, una condanna gli avrebbe spianato la strada al palazzo. Anzi, al colle. E due ministeri ai fratelli Graviano non glieli avrebbe tolti nessuno. Non avrebbe neanche ostacolato l’Unto del Signore, che come è noto ambisce al Vaticano.
Insomma, secondo l’altrettanto mitico scodinzolino del Tg1, la sentenza di appello smonta l’accusa, il partito Forza Italia non è stato creato per intercessione della mafia. Ora viene persino il dubbio che siano la stessa cosa.

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Tuesday, June 15th, 2010

Spatuzza sempre più credibile

La Commissione centrale del Viminale, presieduta da Alfredo Mantovano (Pdl), rifiuta il programma di protezione per il pentito di mafia Gaspare Spatuzza, il collaboratore di giustizia che ha fatto i nomi di Dell’Utri e Berlusconi, nell’ambito delle inchieste sulle stragi di via D’Amelio e del ’93. Spatuzza, che in realtà ha confermato fatti in buona parte già noti, è stato giudicato attendibile da tre procure. Lungi da me il sospetto che questa sia una ritorsione di un politico contro un pentito, che ha fatto il nome del suo capo, a cui deve la brillante carriera politica. Ci mancherebbe. Mantovano applica la legge e guai a chi fiata! Non so a questo punto che fine farà lo Spatuzza, di certo in questo giro ha acquistato qualche punto ulteriore in credibilità.

(foto: bomba ai Georgofili, Firenze 1993, da Repubblica.it)

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Wednesday, April 28th, 2010

Quei bravi berluscazzi

The Fabulous Arcore Ducett:

“Esprimo la più convinta solidarietà a Gianfranco Fini per gli attacchi personali che quest’oggi il Giornale gli ha mosso. La critica politica, anche più severa, non può trascendere in aggressioni ai familiari e su vicende che nulla hanno a che fare con la politica. Tali metodi, che assai spesso ho dovuto subire, vorrei mai vederli applicati”.

Mi ricorda la storia del tipo che prima spedisce i bravi dotati di manganello, poi esprime solidarietà alla vittima. Non male, c’è già la fila dei fessi pronti a crederlo sulla parola. Vittorio Feltri ha una reputazione pluridecennale. Se un editore lo assume come direttore del giornale, è perché si aspetta che Feltri faccia il Feltri, o al limite di più (se lo paghi bene). Non mi sembra ci sia altro da aggiungere.

Vittorio Feltri:

“Berlusconi prende le distanze, io invece rimango fermo nell’idea che le notizie o sono vere o non sono vere. [...] E quella su Fini e la ‘suocera’ che prende un milione e rotti dalla Rai, ente pubblico, è vera. Il resto conta poco. Anzi, niente”.

I fatti sono fatti (a parte qualche manipolatina), il ragionamento non fa una piega. Solo una piccola puntualizzazione: Feltri ci dovrebbe spiegare come mai quando è ora di fare le pulci mira sempre quello che mette il bastone fra ruote al suo padrone, mentre quando si tratta del suo padrone o di certi suoi “amici” è cosi solerte ad occultare e smontare (che lavoraccio, ma lo pagano bene?). Certo che se dovesse trattare Schifani e Dell’Utri come Boffo e Fini… ma in tal caso non sarebbe il cortigiano che è.

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Thursday, March 4th, 2010

Dell’Utri – Potenza di un bibliofilo

Filed under: Enrico Mattei, Libri, Marcello Dell'Utri, Pier Luigi Bersani
Written by: mazapegul @ 11:28 pm

Dopo l’omicidio di Pier Paolo Pasolini (avvenuto nel 1975), venne rubato un capitolo da “Petrolio“, il romanzo su cui stava lavorando. Il capitolo, intitolato “Lampi sull’Eni”, parla appunto dell’Eni, dell’attentato camuffato da incidente aereo del presidente Enrico Mattei (avvenuto nel 1962), ma soprattutto contiene pesanti accuse contro il suo successore Eugenio Cefis (fondatore della Loggia P2). Tale documento potrebbe costituire il movente dell’omicidio di Pasolini.

Ora, dopo 35 anni di oblio, sembra che il misterioso capitolo sia miracolosamente venuto alla luce. Indovinate chi ce l’ha? Marcello Dell’Utri naturalmente, il celebre bibliofilo.

Nella Repubblica dei ricatti, i dossier e i materiali che scottano girano e rigirano. Ma non finiscono sempre sulla scrivania dell’Unto del Signore. Talvolta finiscono anche su quella dell’amico Dell’Utri. Due personalità, come dire, magnetiche.

Libro consigliato: Profondo nero, di Giuseppe Lo Bianco e Sandra Rizza

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Thursday, January 28th, 2010

Reati si, purchè gravi e recidivi

Flavio Delbono ha dato le dimissioni da Sindaco di Bologna per qualche strombazzatina sconveniente, oltre che essere sotto indagine per truffette varie.

Nicola Cosentino, Marcello Dell’Utri, ed il cerone parlante di Arcore, non schiodano il culo dalla poltrona neanche morti.

Qual’è il problema di Delbono? Non ha avuto relazioni con minorenni, non ha corrotto giudici, non ha comprato testimoni, non ha assunto mafiosi eroici, non ha condanne in concorso esterno in associazione mafiosa, non ha avuto mandati di arresto per concorso esterno in associazione camorristica. È un peccato, altrimenti avrebbe potuto ambire al salto di qualità degli Unti del Signore.

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Sunday, November 29th, 2009

Più libri, meno internet

È grottesco che le ultime dichiarazioni dei pentiti di mafia, che coinvolgono Berlusconi e Dell’Utri quali referenti politici di Cosa Nostra, destino tanto stupore.
I Complici” di Lirio Abbate e Peter Gomez, un libro uscito due anni e mezzo fa, rivelava già i retroscena osceni delle stragi del ’92/’93 e il successivo patto scellerato fra Stato e Mafia. Pur non essendoci (ancora) verità giudiziarie, esistono una serie di verità storiche e fatti accertati che se opportunamente organizzati iniziano e prendere senso. Anche prima che gli Spatuzza iniziassero a parlare, si intuivano già molte cose. Per fortuna la libera informazione di massa italiana è libera di non parlare di certi argomenti, non sia mai che poi la gente inizi a capire.

Pare tuttavia che le cosche i libri interessanti li leggano. Lirio Abbate vive sotto scorta da oltre due anni a causa del suo lavoro di cronista a Palermo, lavoro evidentemente poco gradito ai boss. Il Presidente Giorgio Napolitano ha offerto solidarietà al giornalista-scrittore, anche se ho i miei dubbi che il libro in questione l’abbia letto. O forse non l’ha capito.


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Saturday, November 21st, 2009

“Cosa c’entra Dell’Utri con Berlusconi?”

Una domanda a Nosferatu Sallusti: cosa c’entra il culo con la merda?

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Sunday, October 25th, 2009

Dell’Utri e Berlusconi sono un tabù

Nel video sopra linkato (“Che tempo che fa” del 24/10/2009), Di Pietro viene bloccato da Fazio appena in tempo, prima che pronunci i nomi di Dell’Utri e Berlusconi (nomi che sarebbero stati fatti di recente da Gaspare Spatuzza, pentito di mafia, nell’ambito dell’inchiesta sulle stragi e trattativa mafia-stato). Quei nomi non s’hanno da fare, nemmeno su RaiTre. Verso la fine dell’intervista con Di Pietro, Fazio si vanta pure di non aver mai censurato nessuno.

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