Page 2 of 3123

Saturday, September 13th, 2008

D’Avanzo piscia fuori dal vaso

impastato.jpgA proposito della polemica D’Avanzo-Travaglio. Al di la di tutti gli inutili dettagli che sono emersi dal battibecco, mi voglio soffermare sul punto più importante della questione: da un lato Travaglio denuncia in televisione il fatto che nessuno si è preso la briga di informare il pubblico televisivo che il neo presidente del Senato in passato è stato socio con persone in seguito condannate per mafia (fra cui un boss); dall’altro D’Avanzo, forse sentendosi implicitamente attaccato nell’orgoglio di giornalista, accusa Travaglio di raccontare fatti “sdrucciolevoli” per “persuadere un ascoltatore innocente che il presidente del Senato sia in odore di mafia”. Scrive D’Avanzo:

«Le lontane “amicizie pericolose” di Schifani furono raccontate per la prima volta, e ripetutamente, da Repubblica nel 2002 (da Enrico Bellavia). In quell’anno furono riprese dall’Espresso (da Franco Giustolisi e Marco Lillo). Nel 2004 le si potevano leggere in Voglia di mafia (di Enrico Bellavia e Salvo Palazzolo, Carocci). Tre anni dopo in I complici (di Lirio Abbate e Peter Gomez, Fazi). Se dei legami dubbi di Schifani non si è più parlato non è per ottusità, opportunismo o codardia né, come dice spensieratamente Travaglio a un sempre sorridente Fabio Fazio, perché l’agenda delle notizie è dettata dalla politica ai giornali (a tutti i giornali?).

Non se n’è più parlato perché un lavoro di ricerca indipendente non ha offerto alcun – ulteriore e decisivo – elemento di verità. Siamo fermi al punto di partenza. Quasi trent’anni fa Schifani è stato in società con un tipo che, nel 1994, fonda un circolo di Forza Italia a Villabate e, quattro anni dopo, viene processato come mafioso.» (fonte Repubblica.it)

Stando ai fatti ed alle dichiarazioni documentate nel libro “I Complici“, credo che avere il sospetto che il Presidente del Senato possa essere ricattabile da un boss in carcere, sia più che legittimo. Stiamo parliamo di un personaggio che successivamente alle “amicizie pericolose” ha fatto la sua bella carriera. Recentemente è stato paracadutato nella seconda carica dello Stato ma continua ad infischiarsene di fare chiarezza sul suo brillante passato. Siamo di fronte ad un potenziale pericolo pubblico ma secondo D’Avanzo è bene evitare di parlarne visto che nel frattempo non sono emersi nuovi “elementi di verità”. Peccato che il neo presidente in questione nel frattempo si occupa di roba pubblica, non di noccioline. E poi si sa, per risolvere i problemi è sufficiente smettere di parlarne, specie in televisione. Non per niente è lo stesso paese dove il conflitto di interessi del Cavaliere non viene risolto da 15 anni, dunque non esiste più.

D’Avanzo, stai proprio pisciando fuori dal vaso.

Segnalazioni:
Intervista a Lirio Abbate di Nello Trocchia

(photo by [ragnagne])

Thursday, July 31st, 2008

Lombrichi e muffe

worms.jpgA proposito della querela di Schifani contro il giornalista Travaglio, per via degli interventi che quest’ultimo ha rilasciato alla trasmissione televisiva “Che tempo che fa”, c’è una cosa che non mi è ancora chiara: cosa manca a questo regime per eguagliare quello del famigerato “ventennio”? Hanno il governo, l’immunità, il controllo sull’informazione, si apprestano a sfasciare definitivamente la giustizia. Non appena una vocina sfugge al controllo, portando alla luce alcuni fatti scomodi, ecco che piovono querele intimidatorie da milionate di euro. È la stessa tecnica del terrorismo: colpirne uno per educarne cento. Cosa manca? La domanda in realtà è posta male, sotto certi punti vista, il “ventennio” è già stato ampiamente superato.

Post precedenti: Regime – Torna il manganello sulla Rai

(photo by Ben McLeod)

Wednesday, July 9th, 2008

Per Veltroni il problema è diventato Di Pietro

veltrix.jpgWalter Veltroni: “[Di Pietro] Deve decidere con chi stare. Prenda pubblicamente questo impegno: se stare con Grillo o tornare nel recinto razionale e riformista. Se stare con chi insulta il capo dello Stato o meno. Prenda una decisione perché la contraddizione è la sua“. (fonte Repubblica.it)

È ancora il Cavaliere la vera emergenza anti-democratica, ma Veltroni non trova niente di meglio che prendersela con Di Pietro, l’unico che fa vera opposizione allo scempio del governo. Veltroni deve essersi reso conto che l’Italia Dei Valori sta portando via i voti al Pd. Per il leader del Pd il problema è diventato perciò Di Pietro, il Cavaliere è passato in secondo piano. Lui non pensa di recuperare i voti dando vera battaglia al mafioso Unto dal Signore. Al contrario va a parlare nelle sue televisioni. Lui non pensa a far fuori il nemico della costituzione, pensa a far fuori il “nemico” interno.

Il Pd continua così a dare dimostrazione della propria nullità. È del tutto incapace di affrontare le emergenze del paese, sia dall’opposizione che tanto meno dal governo. È un partito inutile che va avanti per inerzia, e mi auguro che continui a perdere i consensi.

Segnalazioni:

Piazza Navona e le cose che non si possono dire, di Marco Travaglio.

Saturday, May 17th, 2008

Il liberista del diktat

diktat2.jpgQuello che si sta consumando in Rai (in particolare l’attacco a Santoro e Travaglio) è semplicemente l’esecuzione del diktat pre-elezioni del puzzoso di santità. Ora se ne sta in disparte e lascia che i suoi quattro sguatteri, rifilati a suo tempo in Rai, si occupino della sporca faccenda. I due giornalisti incriminati sono solo un simbolo, gli altri impareranno la lezione.

Il leader del Partito delle Libertà non ama la libertà degli altri. È un “liberista” che fa cacciare i giornalisti liberi dal servizio pubblico pagato da tutti. Una nuova specie di liberismo ora molto in voga. Persino a sinistra!

Clicca sul video per ascoltarlo direttamente dalla sua bocca.

ATTENZIONE!!! Somministrare a stomaco vuoto! Il quantitativo di balle che gli hanno lasciato passare è spropositato. L’unica cosa vera che ha detto, e che sta mantenendo, è appunto il diktat contro Santoro e Travaglio.

Lettura consigliata: I fatti di Villabate, di Peter Gomez.

Leggi tutta la serie de Il vergognoso.

Monday, May 12th, 2008

Regime – Torna il manganello sulla Rai

hissing_cockroaches.jpg

Caso Schifani in sintesi:

  1. Nel libro “I Complici” di Lirio Abbate e Peter Gomez sono documentati rapporti imbarazzanti avvenuti fra Renato Schifani – attuale presidente del Senato – ed altri personaggi in seguito condannati per mafia.
  2. “Cosa Nostra” mostra di non apprezzare i contenuti di quel libro (non solamente per la questione Schifani ovviamente). Lirio Abbate subisce minacce ed attentati, fortunatamente sventati, e finisce sotto scorta.
  3. Né Schifani né altri politici sporgono critiche o querele a proposito dei contenuti del libro.
  4. Travaglio e lo stesso Gomez pubblicano in seguito il libro “Se li conosci li eviti“, il quale documenta gli stessi fatti relativi a Schifani.
  5. Nessuna lamentela nemmeno questa volta.
  6. Travaglio, intervistato su Rai3 a proposito del medesimo libro “Se li conosci li eviti”, nel programma “Che tempo che fa” di Fazio, cita il pezzo del libro relativo alla questione Schifani, arricchendo il racconto con innocue muffe e lombrichi.

A questo punto ci sono delle conseguenze:

  1. Schifani querela (non si capisce ancora se solo Travaglio o anche la rai).
  2. Il Pdl fa cerchio attorno a Schifani, e accusa di imboscate ai danni del medesimo.
  3. Anche Il Pd fa cerchio attorno a Schifani, grosso modo come il Pdl – tira già aria di solenne dialogo fra governo e “opposizone”.
  4. L’unto del Signore non ci ha messo becco ufficialmente, almeno per ora. Sta lasciando fare tutto ai garzoni (che si sia fatto furbo?).
  5. A nessuno di questi politici sembra tuttavia interessare la verità sulla questione Schifani. Se Travaglio avesse dichiarato il falso, infatti, non ci vorrebbe molto a smontargli la tesi ed obbligarlo ad una rettifica. Evidentemente è la verità in se il problema.
  6. È vietato documentare fatti in Tv se non è previsto un apposito contradditorio menzoniero per bilanciare.
  7. Fazio, con le sue scuse pubbliche, ci ha rimesso la faccia. Sia nei confronti dei berluscones (che tanto lo bastonano comunque solo per aver invitato Travaglio). Sia, ovviamente, nei confronti delle persone informate sui fatti, le quali non possono che chiedersi se in Rai si debba chiedere scusa per aver detto delle verità.
  8. Le querele finiranno in una bolla di sapone, anche se nel giro di 3/4 anni. Ma il manganello sulla Rai è arrivato comunque. Via dalle palle chi rompe le medesime ai potentucoli di turno. Mentre quelli che rimango sono stati avvertiti, sanno ciò che gli aspetta se non rigano dritto – in caso l’avessero dimenticato. E’ la tecnica del “colpirne uno per educarne cento”.

C’è un particolare che mi sfugge. In un paese dove il premier vince le elezioni dopo aver dichiarato che Mangano è stato un eroe, Schifani risulta solo essere in buona sintonia col suo capo. Potrebbe perciò evitare di fare tutto ‘sto casino.

Tuesday, May 6th, 2008

Centro-sinistra for Rete4!

violante_accordi.jpgMolti si chiederanno perché il centro-sinistra si è impegnato con così tanta passione per difendere Rete4, che continua a trasmettere in proroga dal 1999 ai danni di Europa7. In barba persino alla Corte di Giustizia Europea che ha dato ragione a Europa7 (per maggiori dettagli leggi Stato-Mediaset, copia e incolla, di Marco Travaglio). Un indizio lo da lo stesso Luciano Violante, uomo della “sinistra”, che in un intervento alla Camera nella seduta n. 106 del 28/2/2002 rivela che è stata data “garanzia piena” a Berlusconi nel 1994, per non toccare le sue televisioni (clicca sul video per sentirlo direttamente dalla sua bocca).

Un accordo? Ma in nome di quale mandato elettorale? In cambio di cosa? O dobbiamo pensare che qualche dirigente della sinistra (quelli che non nascono sotto i cavoli, cit. Fassino) è sotto ricatto? Forse è meglio che diano qualche spiegazione agli elettori invece di fare gli gnorri, altrimenti potrebbe venire qualche dubbio, legittimo. Idea migliore: forse è meglio che si tolgano dalle palle.

E pensare che l’Unto del Signore non ha fatto altro che utilizzare quelle stesse televisioni per rovesciare merda in continuazione proprio addosso agli stessi signori della “sinistra”, quei “comunisti”! Che riconoscenza, roba da non credere, la beffa delle beffe!

Wednesday, February 27th, 2008

La legalità

Filed under: CSM, Giustizia, Luigi De Magistris, Marco Travaglio
Written by: mazapegul @ 10:29 pm

law.jpgLa “legalità” è solo l’ultimo dei concetti abusati e svuotati dal proprio senso. Pensiamo alla sentenza della sezione disciplinare del Csm, che ha deciso di punire col “trasferimento ad altra sede e ad altre funzioni” il pm di Catanzaro Luigi De Magistris. Pensiamo a tutte le stronzatine che hanno dovuto scovare – molte delle quali sono decadute – per incolpare De Magistris. Tutto lascia pensare che il colpevole sia stato deciso prima, poi hanno cercato qualche mancanza o irregolarita, vuoi che non ne abbia mai commesse? Infine ti vengono a dire che il Csm si è mosso nella completa legalità. Bene, a questo punto mi piacerebbe che vengano fatte le pulci a tutti i pm: quanti non avranno mai commesso piccole irregolarità o mancanze? Forse 10 o 12, gli altri sono tutti da trasferire.

Bella questa “legalità”, immersa in un marasma di leggi che spesso dicono tutto ed il contrario di tutto. Oppure lasciata lì in bella mostra, pronta per essere applicata quando fa comodo e solo sulle persone giuste.

Per approfondire:

Post precedenti:

Tuesday, February 26th, 2008

Mitrokhin, frustrazione e prolungamento del pisello

jumpingkangaroo.jpgLa commissione parlamentare sul Dossier Mitrokhin, la quale si prefiggeva di dimostrare ipotetici collegamenti fra il KGB e uomini della sinistra italiana (Prodi e Pecoraro Scanio), si è conclusa in una bolla di sapone e nell’imbarazzo generale. Mario Scaramella, consulente principale della commissione, è stato condannato “(con un patteggiamento) a quattro anni di carcere per concorso in importazione, detenzione e porto di munizionamento da guerra, esplosivo e armi, e per il quello che riguarda il reato di calunnia” (fonte Wikipedia). Paolo Guzzanti, senatore di Forza Italia e presidente della commissione Mitrokhin, invece non molla. Continua a sostenere le sue tesi di intrecci col KGB dal suo blog “Rivoluzione Italiana“. Ha già annunciato un suo libro sensazionale che rivelerà finalmente le verità sul Dossier Mitrokhin. Mentre il mondo intero attende trepidante di conoscere queste verità sconvolgenti, il nostro lancia la sfida a Marco Travaglio per un confronto pubblico sulla questione ad armi pari. Una sfida che sembra già avere i connotati del prolungamento del pisello.

Ora Paolo Guzzanti ha beccato in flagrante la figlia Sabina mentre lo difende (Sabina ha dato ragione al padre definendo le dichiarazioni di Sandro Orlando, intervistato da Piero Ricca a proposito della Commissione Mitrokhin, come delle “minchiate”). Se Sabina da ragione al padre, vuol dire che da torto a Travaglio. Così il nostro senatore, noto castratore di canguri, coglie la palla balzo ed esplode nel delirio: “crisi di Travaglio e travaglismo, ovvero il braccio armato del dipietrismo” (LOL!). Rilancia infine la sua sfida macho. È una comica irresistibile.

Mi auguro che nessuno accolga la sfida, è più divertente vedere questo tipo frustrato senza pace, che non se la può prendere.

Gli interventi che avrebbero scaldato Paolo Guzzanti:

Friday, November 16th, 2007

Grillo, De Magistris e Travaglio al Parlamento Europeo

Filed under: Beppe Grillo, Luigi De Magistris, Marco Travaglio, Politica, Video
Written by: mazapegul @ 8:02 am

grillurgo.jpg Grillo ha i suoi meriti, tipo quello di dare voce al dissenso normalmente ignorato dai mass media, riuscendo anche ad esercitare forti pressioni sui politici. Grillo ha anche i suoi difetti, tipo quando monopolizza il banco al Parlamento Europeo per i “4/5 del tempo” (cito l’organizzatore del dibattito Giulietto Chiesa), togliendo perciò spazio al pm De Magistris ed al giornalista Travaglio. Non contento di ciò, quando verso la fine del dibattito Chiesa riesce finalmente a prendere la parola, Grillo si alza in piedi, si intromette e lo interrompe definitivamente, senza nessuna particolare ragione (lasciamo perdere l’imbarazzante quasi-rissa finale, di certo non provocata dal comico).
Caro Grillo, questo istrionismo catastrofico prolungato può funzionare in teatro, ma al parlamento Europeo finisce per essere controproducente, specie se si aggiunge la maleducazione.

Guarda il video integrale del dibattito tenutosi il 13 Novembre 2007 al Parlamento Europeo di Strasburgo.

Thursday, November 15th, 2007

Berlutri

berlutri01.jpg berlutri02.jpg berlutri03.jpg

Che amici
Che forza
Che passione
Che belle forziste
Che rabbia ‘sta magistratura
Ma soprattutto
Balle che si tagliano a fette!

Guarda il video parte 1 e parte 2.

Leggi la vera storia di Mangano, Dell’Utri e Berlusconi, di Peter Gomez e Marco Travaglio.

“Chiagne e fotte, dicono a Napoli dei tipi come lui.” (Indro Montanelli)

Page 2 of 3123

Powered by WordPress