Thursday, October 25th, 2007

Giustizia devastata dal potere politico

Filed under: Giustizia, Informazione, Luigi De Magistris, Media, Politica
Written by: mazapegul @ 9:20 pm

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È corretto che un magistrato si esponga deliberatamente al pubblico e nei mass media, come sta accadendo in questi giorni? Esistono opinioni contrastanti. Io credo che, in condizioni normali, la magistratura debba essere tenuta ad eseguire il proprio lavoro nel modo più riservato possibile. Anche nel caso in cui c’è una ingerenza mediatica dell’indagato, impegnato ad offrire esclusivamente la propria versione dei fatti vera o falsa che sia (vedi la quasi totalità dei casi in cui ad essere indagati sono politici o amici di politici). Sempre ammesso di essere in condizioni normali appunto, che in questo caso equivale ad una garanzia di indipendenza della magistratura. Ma se quest’ultima dovesse essere messa a rischio o prevaricata (come troppo spesso è accaduto negli ultimi anni), allora non solo è ammissibile che un magistrato esca allo scoperto per denunciare pubblicamente il fatto, dovrebbe essere soprattutto suo dovere, a patto che non entri nel merito dell’indagine stessa.

L’avocazione dell’inchiesta di De Magistris è un fatto di una gravità estrema, dalle conseguenze devastanti per la Giustizia. Si tratta di un caso a dir poco controverso, dove un indagato eccellente ha avuto il potere di creare deliberatamente una presunta “incompatibilità nel procedimento”, sull’indagine in cui lui stesso è coinvolto come imputato, ottenendo infine la sottrazione dell’inchiesta dal magistrato inquirente. Un episodio che di fatto ha minato l’indipendenza del lavoro del magistrato. Chiunque sappia, almeno un poco, di indagini sa che la sottrazione dei procedimenti comporta la perdita definitiva del potenziale investigativo delle inchieste. La gravità della cosa è tale da urtare violentemente contro almeno cinque articoli della Costituzione della Repubblica Italiana: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge” (Art. 3); “Nessuno può esser distolto dal giudice naturale precostituito per legge” (Art. 25); “La giustizia è amministrata in nome del popolo. I giudici sono soggetti soltanto alla legge” (Art. 101); “La magistratura costituisce un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere” (Art. 104); “I magistrati sono inamovibili” (Art. 107).

Ci troviamo di fronte ad un problema che va ben oltre il caso De Magistris, che investe tutta la cittadinanza a prescindere dall’orientamento politico.

Friday, September 21st, 2007

Chiamiamolo Mediaset

Allora, facciamo il punto della situazione. Berlusconi sarebbe pronto a riprendere in mano il paese. Fini sarebbe sottomesso al padrone, come sempre. Casini, che non voleva morire berlusconiano, già morto di quel male, sarebbe pronto a risuscitare alla grande, per morirci un’altra volta. Sopravoliamo sui fucili di Bossi. Sono tutti pronti per un altro regime Berlusconi, che suggerirei di allungare ad almeno 10 anni.
Ma a chi dobbiamo questo bel regalo?
“Mediaset è un patrimonio del paese”, grazie D’Alema. “La legge sul conflitto di interessi non da più lavoro a nessuno”, grazie Fassino. “A Berlusconi nel 1994 è stata data la garanzia piena che non sarebbero state toccate le sue televisioni”, grazie anche a Violante.
Berlusconi si schianta dalle risate mentre aspetta al varco la folla dei vaffaboys che, così appagati dal governo Prodi, si dicono pronti a disertare il centro-sinistra.
Chiedo solo un minimo di onestà, non chiamiamolo più Italia, chiamiamolo Mediaset.

Wednesday, September 19th, 2007

Il giornalismo del grilletto

Filed under: Beppe Grillo, Mauro Mazza, Media, Politica, V-day, Video
Written by: mazapegul @ 6:32 pm

Mauro Mazza contro Grillo: “Cosa accadrebbe se un mattino qualcuno, dopo aver ascoltato quegli insulti contro tizio e contro caio, premesse il grilletto?”.

Dopo oltre 10 anni di sistematici attacchi, diffamazioni e insulti a danno della magistratura (che, occorre ricordarlo, alcuni magistrati oltre al grilletto rischiano il detonatore), attacchi effettuati a reti unificate da alcune delle più alte cariche dello stato e con la complicità di intere coailizioni di governo, ti salta fuori ‘sto Mazza delirante di fatali consenguenze per le battute di un comico. Non è strabiliante?

Saturday, September 8th, 2007

Pier Paolo Pasolini

Filed under: Media, Pier Paolo Pasolini, Politica, Video
Written by: mazapegul @ 10:08 am

Il nome di Pier Paolo Pasolini mi venne sbattuto prepotentemete in faccia quando avevo 8 anni. Era il novembre del 1975. Il medium di massa me lo serviva sul tavolo ogni giorno, con contorno di prostituzione, violenza e sangue, a volontà. La violenza non era certo una novità, ne ero anzi assuefatto. Accendere quel tubo catodico in bianco e nero, e sentire di bombe nelle piazze, nei treni, e tutto il resto, la consideravo una cosa normale. Anche se non capivo, non potevo capire. Non vivevo tuttavia di sola televisione, per fortuna. La violenza era vissuta soprattutto in diretta, nella vita reale: nella strada, nelle case, nelle scuole, nelle parrocchie. E ringrazio di essere cresciuto in tempo di “pace”.
Ma tornando a Pasolini, credo sia stata la prima volta, in quel 1975, che notai il nome del mio omonimo uscire insistentemente dall’altoparlante dell’apparecchio televisivo. Un fatto casuale, quasi una fortuna, che ha attirato la mia attenzione verso il personaggio dal nome a me familiare, in realtà un grande poeta e pensatore libero. Alla fine ha contribuito ad innescare un processo irreversibile di de-assuefazione da quello stesso medium di massa.

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