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Friday, December 9th, 2011

Servizio Pubblico crolla al 5%

Filed under: Lettere, Mafia, Michele Santoro, ServizioPubblico
Written by: mazapegul @ 8:17 pm

Lettera aperta alla redazione di Servizio Pubblico:

I dati Auditel hanno dato l’ultima puntata di Servizio Pubblico ad un misero 5% di share. Devo dire che in parte me l’aspettavo, le ultime puntate sono state effettivamente fiacche. Ma come si fa ad invitare ancora un Brunetta o un Gasparri in studio che ormai ammosciano anche un toro in calore? Chi sarà il prossimo, Castelli?

Basta con la finanziaria e i piagnistei in studio. La crisi è la nuova distrazione di massa. Ne parlano già tutti e lo sanno anche i muri che a pagare sono sempre e solo i soliti sfigati. Continuare a ripeterlo è solo deprimente. Se riesco a guardare queste puntate è solo perché vivo all’estero.

Basta ad attaccare il Governo Monti, è come sparare sulla croce rossa. Monti sarà anche un galantuomo, ma è tenuto per le palle da quelli che sappiamo noi. Che governo potrà mai fare se non partorire l’ennesimo scempio?

Volete fare un Servizio Pubblico di qualità e dunque alzare lo share di ascolto? Allora dovete attaccare, smascherare l’oscenità del potere, le collusioni mafia stato, puntare il dito, fare nomi e cognomi, metterli in ridicolo, pubblicare intercettazioni e dichiarazioni di pentiti. Basterebbe limitarsi ai fatti per costruire racconti che neanche un Edgar Allan Poe in acido avrebbe potuto immaginare. I mafiosi sono ai vertici delle istituzioni, dovete obbligarli a non perdersi una puntata. Anche a costo di collezionare polemiche e querele, che alla fine sono la migliore pubblicità.

Con stima,
un contribuente

Friday, November 25th, 2011

Mediaset cita Santoro. Quale miglior pubblicità.

La motivazione che ha portato Mediaset a citare Santoro per danni secondo l’house organ il Giornale:

Il motivo lo ha precisato l’azienda: “L’azione è stata avviata per un punto specifico: in particolare nei confronti della parte in cui Santoro afferma che Mediaset ha esercitato pressioni su Telecom per impedire che lui stesso andasse a La7, facendo saltare un accordo già siglato con l’ad della rete Giovanni Stella. Circostanza smentita dallo stesso Stella e non vera”.

Riporto di seguito un pezzo dell’intervista incriminata pubblicata su ilfattoquotidiano.it e che invito a leggere per intero:

Il Fatto: E allora come si spiega la retromarcia di La7? In fondo, si erano fatti avanti loro.
Santoro: Evidentemente c’è stato un intervento esterno per bloccare un’acquisto importante per realizzare un terzo polo televisivo che poteva diventare dirompente per il duopolio Rai-Mediaset. Se Sky e La7 raccogliessero insieme la pubblicità, sarebbe un terremoto. Perché Rai e Mediaset sono due aziende in profonda crisi che si tengono in piedi l’una sulle debolezze dell’altra.

Dov’è che Santoro avrebbe detto che Mediaset “ha esercitato pressioni su Telecom” per silurare il contratto con La7? Santoro parla di “intervento esterno” senza precisare da parte chi. Ovvio che lo sanno anche gli infanti chi sia il “compressore” della situazione. E complimenti ai berlusconiani da combattimento del Giornale, ci sono arrivati pure loro. Peccato che la citazione sia destinata a rientrargli per via anale, dal momento che il conduttore di Servizio Pubblico ha semplicemente esposto la realtà del conflitto di interessi, attraverso una ricostruzione dei fatti noti anche ai muri.

Se uno ha la faccia da culo è danneggiato perché ce l’ha, non perché glielo si fa notare.

Sunday, October 23rd, 2011

La linea della fermezza Italian style

Filed under: Michele Santoro, Saverio Romano, ServizioPubblico, TAV
Written by: mazapegul @ 1:24 pm

Di fronte alle richieste dei cittadini lo Stato oppone fermezza. Di fronte alle richieste di uno Scilipoti o di un Saverio Romano qualsiasi, lo Stato cala braghe e mutande.

Video consigliati, curati da Serviziopubblico:

Un ministro da dimettere? Prima parte
Un ministro da dimettere? Seconda parte

Dona 10 euro all’Associazione Servizio Pubblico.

Tuesday, June 7th, 2011

Caso Annozero – Come si applica il metodo mafioso per distruggere la concorrenza

Dal blog Byoblu di Claudio Messora:

[...] La domanda giusta non è quindi se Michele Santoro debba o non debba essere riconfermato dal cda di un’azienda (per di più con disonore di quest’ultima). [...] Piuttosto l’importante è verificare, nel contesto di una pluralità di mezzi di informazione e del libero mercato, se esista nel sistema radiotelevisivo italiano un soggetto disponibile ed interessato a dare voce alla domanda di un pubblico così vasto.

Questo soggetto c’è. Si chiama LA7 ed io leggo in maniera positiva la migrazione di Anno Zero su un’emittente che, nel mercato televisivo delle frequenze ricevibili in chiaro, sta realizzando un terzo polo informativo equilibrato, fresco, più agganciato alla pancia del paese e soprattutto più credibile rispetto al duopolio Mediaset – Rai. L’arrivo di Santoro consoliderà e farà ulteriormente lievitare l’audience già meritatamente cresciuta con il TG di Mentana. Significa più italiani anche per Omnibus, Otto e Mezzo, Exit, Crozza e tutto il resto. [...]

Non credo che questo soggetto esista. Né credo che si chiami LA7. Con tutti i meriti e le buone intenzioni del caso, LA7 non è in grado di dare voce a quel pubblico così vasto. Perché il vero problema sta ancora più a monte, è l’esistenza di un soggetto mediatico/politico dominante. È il solito problema, il conflitto di interessi, che a forza di conviverci è arrivato alla noia e si è finito per non parlarne più. Il ragionamento di Claudio Messora non farebbe un piega in una realtà che avesse anche solo una parvenza di sistema liberale. Un fatto è che la realtà dei mass media in Italia è tutto tranne che liberale. È in guerra. Non è anomalo che un conduttore televisivo passi da un canale ad un altro, ma è criminoso il fatto che questo venga imposto dal premier, che dominando il mercato delle tv private è anche il diretto concorrente. Annozero, per quanto criticabile (io l’ho fatto in più occasioni), da tempo non è più un programma televisivo, è diventato una trincea, un blocco di resistenza. La trincea è stata espugnata. Di solito le guerre si vincono con i bombardieri, non con le fionde.

Sunday, October 17th, 2010

Masi ha ragione, contraddittorio ad Annozero!

Annozero dovrebbe avere il contraddittorio, lo dice anche Mauro Masi. Per risolvere questo annoso problema suggerirei a Santoro di controbilanciare quei servizi tristi e deprimenti (tipo il primo video likato qua sopra) con dei servizi più allegri (tipo il secondo video likato qua sopra, trasmesso da Report il 17/10/2010). Insomma, abbiamo capito che c’è la crisi, gente senza lavoro, senza una casa e senza speranza. Ma visto che c’è anche chi di lavori ne ha tanti, e le “case” gli escono pure dal buco del culo, è giusto che lo spettatore veda anche quello. Fate del bene agli spettatori del servizio pubblico, non chiudete i servizi con quella depressione, ma con ottimismo e positività!

Segnalazioni:

Wednesday, October 13th, 2010

Masi silura Santoro, poi si dilegua

Filed under: Annozero, Informazione, Mauro Masi, Michele Santoro, Satira
Written by: mazapegul @ 10:09 pm

Umiliato e sottomesso al Caimano, preso dallo sconforto e dai sensi di colpa, il nostro Masi si è dileguato. Fonti attendibili lo danno in Zimbabwe. Sembra sia impegnato a farsi dei bicchieri.

Saturday, May 22nd, 2010

Scuola di democrazia liberale – Caso Annozero

Una azienda pubblica (la Rai) per anni ostacola ed infine chiude uno dei suoi prodotti di maggiore successo di pubblico (Annozero), perché non gradito al maggiore azionista della concorrenza (Mediaset), nonché presidente del consiglio. Questo accade in una moderna democrazia liberale come l’Italia. Ehm, scusate… un moderno regime oligarchico, telecratico, puttanocrate, fascio-comunista, occidentale.

PS: Quando il Pd se ne accorgerà e scenderà in trincea faremo suonare le campane.

Tuesday, March 16th, 2010

Corso per Statisti – Come si parla al telefono con un commissario dell’Authority

Annozero non s’ha da fare. Allora l’Unto del Signore chiamò ripetutamente il commissario dell’Autority per le Comunicazioni Giancarlo Innocenzi e, con l’accortezza e la discrezione tipiche di un uomo di Stato, così gli parlò:

“Se questo garante non riesce a intervenire stavolta e dire che i processi non si fanno in televisione [Annozero, ndr.], ma che cazzo [*] di organismo siete?”

“Voi non fate nulla. Ma che cazzo [*] ci siete a fare?”

“Fai un casino della Madonna, devi fare una dichiarazione pubblica e dire: mi vergogno di appartenere a un’autorità che fa schifo e non fa niente [idee un po' confuse? ndr.]”.

“Ma allora non fate nulla? [...] Io devo avere un’autorità che sa tutto. E questo [Santoro, ndr.] va in onda e voi non fate un cazzo [*]?”

“Fate schifo, non siete un’Authority, siete una barzelletta. Dillo al presidente da parte mia che si vergogni diportare a casa i soldi per quello che state facendo. Vi dovreste dimettere subito [ROTFL]”.

Comunque tutto è bene quel che finisce bene. Annozero alla fine è stata imbavagliata. Missione compiuta. La pagnotta è salva.

[*] organo genitale maschile.

(fonte Il Fatto Quotidiano del 17 marzo 2010)

Friday, March 12th, 2010

Man bassa sulla Rai

Perché il tapparotto bitumato lo ha voluto chiamare “Popolo delle Libertà”? Ci sono due ragioni fondamentali.

In primo luogo un partito che aspira ad avere un elettorato di servi non poteva proprio chiamarsi “Popolo dei servi”, vi pare? Meglio farli credere liberi. E poi la sigla Pds non era più disponibile.

In secondo luogo un partito col preciso intento di mortificare il libero mercato (vedi posizioni dominanti e conflitti d’interessi), il potere giudiziario e la libertà di informazione (vedi la man bassa sulla Rai), non poteva proprio chiamarsi rispettivamente “Popolo dei totalitari”, “Popolo della giustizia ad personam”, o “Popolo del bavaglio”. Vi pare?

Non l’hanno chiamato “il paese dove si diventa asini”, ma “il paese dei balocchi”. A buon intenditor…

Segnalazione: Così Berlusconi ordinò: “Chiudete Annozero”, di Antonio Massari

    (foto da Il Fatto Quotidiano)

    Saturday, February 6th, 2010

    Le indicazioni le da il regime

    Tre nomi: Salvaguttadauro Cuffatore, Nicosentino Cocamorrola e Marciutri Dell’Uccello. Tre eroi, come Mangano. La mafia non è più infiltrata nelle istituzioni, è direttamente lo Stato senza intermediari. La cosiddetta seconda repubblica, nata sulle stragi di mafia e dalla conseguente trattativa mafia-stato, è stata funzionale a questo salto di qualità. Della seconda repubblica si sa già tutto quel che c’è da sapere, il resto sono solo dettagli. Cosa? Il governo dell’Unto dal Signore ha contrastato la mafia? Si, ha contrastato questo paio di palle.

    Ma una volta appurata la vera natura del Governo Mafiaset, cosa fare? Chi sostenere? La risposta la danno loro stessi, neanche troppo paradossalmente. È sufficiente segnarsi tutte quelle persone che vengono volgarmente diffamate e sputtanate dalla stampa di regime, che è praticamente l’unica rimasta in circolazione. Mi sembra logico che un regime attacchi i suoi oppositori, se non sono riusciti a comprarli. Chiunque dica la verità o si ostini a far rispettare il principio costituzionale “La legge è uguale per tutti“, si oppone al regime. Se poi dovesse anche avere un buon seguito popolare, diventa il pericolo, l’obiettivo da colpire. Una diffamazione a cura de “Il Giornale” infeltrito, ad esempio, supportata dalla grancassa mediatica di Mafiaset, equivale ad una nota di merito (tranne quando prendono di mira i bigotti alla Boffo s’intende).

    Detto in modo più diretto: diffamano Di Pietro? Votatelo.

    “Penso che tu [Santoro] hai un bello stomaco per sopportare queste recite pessime di persone che vengono qui a rivendicare la giustizia, la libertà e il buon costume, quando hanno trasformato la politica in una specie di lotta all’ultimo sangue. [...] Questa è una classica diffamazione fatta contro Di Pietro perché è uno che almeno fa un’opposione dura e forte.” (Giorgio Bocca, Annozero 4/02/2010)

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