Il Ducetto di Arcore è impegnato su due fronti. Da un lato utilizza il Parlamento ad personam per farsi approvare la sua impunità totale, passata, presente e futura. Dall’altro querela Report per il servizio del 17 ottobre scorso sulle ville di Antigua. Da un lato si fa una legge che impedisce a se stesso di andare in tribunale come imputato. Dall’altro in tribunale ci porta i giornalisti che gli fanno domande (e rispondere invece?), col chiaro intento intimidatorio per chiunque si metta in testa di scrivere cose sul Ducetto in questione.
Uno schiaffo alla decenza pubblica di proporzioni bibliche. Tracotanza allo stato dell’arte. Neanche un Orson Welles in acido poteva immaginare scenari simili. E pensare che io alle volte cerco di sforzarmi per intravedere nell’elettorato berlusconiano un barlume di intelligenza, salvo poi scontrarmi con la triste realtà.
Annozero dovrebbe avere il contraddittorio, lo dice anche Mauro Masi. Per risolvere questo annoso problema suggerirei a Santoro di controbilanciare quei servizi tristi e deprimenti (tipo il primo video likato qua sopra) con dei servizi più allegri (tipo il secondo video likato qua sopra, trasmesso da Report il 17/10/2010). Insomma, abbiamo capito che c’è la crisi, gente senza lavoro, senza una casa e senza speranza. Ma visto che c’è anche chi di lavori ne ha tanti, e le “case” gli escono pure dal buco del culo, è giusto che lo spettatore veda anche quello. Fate del bene agli spettatori del servizio pubblico, non chiudete i servizi con quella depressione, ma con ottimismo e positività!
Europa 7 è la televisione sacrificata alla causa dell’Unto del Signore. Bisogna capirlo, quando ad un bambino viziato gli si danno tutti i giocattoli, poi va in paranoia al solo pensiero che anche altri possano averne. Dopo 11 anni di ricorsi, leggi ad personam e contro-ricorsi, finalmente vengono assegnate a Europa 7 le frequenze che gli spettano. Da giugno, se dio (quello di Arcore) vuole, inizierà a trasmettere su rete nazionale. Tre governi di centro sinistra non sono riusciti a far rispettare la legge e le varie sentenze, lo ha dovuto fare in extremis proprio un ministro del governo dell’Unto del Signore, presidente del consiglio e futuro concorrente di Europa 7. Non per niente è il Partito dell’Amore.
Dunque il ducetto di Arcore ha “concesso” le frequenze senza condizioni? Senza neanche un accordino di non ostitlità al governo in carica? Conosco il pollo, dunque la storia mi puzza un pochino. Tuttavia la risposta non tarderà ad arrivare. Francesco Di Stefano (proprietario di Europa 7) si ritrova ad avere sulle spalle un grossa responsabilità, quella di effettuare un primo passo nella direzione del pluralismo dell’informazione televisiva. Se Di Stefano fosse un imprenditore libero, coraggioso e intelligente non dovrebbe far altro che assumere i celebri epurati Rai e Mediaset, colpevoli di essere troppo indipendenti e di avere un grosso seguito di pubblico (Grillo, Guzzanti, Luttazzi, Massimo Fini, presto anche Santoro, Travaglio, Gabanelli, Dandini, ecc.). Basterebbe davvero poco a far schizzare in alto gli indici di ascolto. Staremo a vedere.
Per approfondire consiglio vivamente la puntata di Report dedicata al caso Europa 7. Da non perdere per la fitta passerella di comici, primo fra tutti il Fedele Brontonfalonieri: