Antonino Caponnetto è il magistrato che realizzò e coordinò il pool antimafia di Palermo che comprendeva, fra gli altri, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. In questa illuminante intervista, realizzata nel maggio del 1996, Caponnetto spiega come pezzi dello stato e delle istituzioni hanno contribuito alla distruzione del pool, e di conseguenza all’eliminazione fisica dei due giudici.
Il magistrato Antonino Di Matteo rischia un procedimento disciplinare, per aver difeso i colleghi magistrati dopo l’ennesimo attacco denigratorio da parte di Silvio Berlusconi. Di Matteo aveva replicato a nome dell’ANM palermitana con queste parole:
“Continua la sistematica e violenta offensiva di denigrazione e isolamento di quei magistrati che credono ancora nel principio dell’uguaglianza di tutti davanti alla legge. Noi resisteremo perché crediamo nella Costituzione sulla quale abbiamo giurato. Mi chiedo con quale faccia continuino a collaborare con questo Governo i colleghi distaccati al ministero della Giustizia che hanno giurato sulla stessa Costituzione”.
Sottoscrivo tutto. Altro che Ruby, ci sono ben altre scelleratezze che avrebbero dovuto squalificare Berlusconi dalla politica in toto.
Il malato capriccioso, che da almeno 15 anni sta allegramente piegando un’intero paese ai suoi destini, altrimenti noto come l’Unto dal Signore, sta per andare a fanculo. Questa è cosa buona. Il problema è che molto presto verrà congedato come il capro espiatorio, tolto lui risolti i problemi. ‘Sto paio di palle!
L’Unto dal Signore non è il potere, è solo il sottoprodotto del Sistema di potere criminale che tiene l’Italia appesa per i testicoli almeno dai tempi della strage di Portella Della Ginestra. Era semplicemente il perfetto omuncolo per il ruolo designato, per via dei suoi tratti salienti: monopolio dei mezzi d’informazione, assenza di sentimenti di vergogna, e ricattabilità immensa. Insomma, il faccione da culo messo li.
Se non sarà l’intero Sistema bipartisan di mele marce e uomini del disonore ad essere messo sotto processo, verrà di certo inaugurata una Terza Repubblica possibilmente ancora più disgraziata della seconda (cit. Salvatore Borsellino).
Film-documentario sulla mafia di Marco Turco (2005), tratto dal libro di Alexander Stille “Nella terra degli infedeli. Mafia e politica“. Il film è dedicato alla memoria dei giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Uno dei pochi documenti dove si capisce molto (trova le parti successive):