I soliti quattro dirigenti geniali del Pd si rifiutano di votare qualsiasi candidato del M5s, sbattendosene dei loro elettori e del destino del paese intero. Proporranno D’Alema o Prodi, cioè il primo col voto del mafioso di Arcore. Diranno che è colpa di Grillo perché (giustamente) non appoggerà nessuno dei due. Faranno il governissimo col mafioso medesimo e resteranno col culo sulla cadrega per 6/12 mesi. Col favore del tempo, e delle Tv del mafioso che snoccioleranno successi in serie, tutto verrà presto dimenticato e resteranno in sella per nuove ed eccitanti legislature. Spero di sbagliarmi.
In ogni caso questo è un appello agli elettori del Pd in buona fede: smettete di dare fiducia a quella risma di criminali.
Premetto che appoggio il movimento SNOQ su tutta la linea fin dal primo giorno. Confesso tuttavia di non capire questa diffusa ostilità al movimento di Ingroia Rivoluzione Civile, a favore del Pd. Se non sbaglio SNOQ nacque “per reagire al modello degradante ostentato da una delle massime cariche dello Stato, lesivo della dignità delle donne e delle istituzioni”. Ricordate la bicamerale di D’Alema? E i patti “segreti” per non toccare le televisioni del Cav confessati da Violante in parlamento? Sono solo due delle numerose occasione che vedono il Pd salvare Berlusconi in extremis. Il fatto che Bersani tiri fuori ora il conflitto d’interessi lo trovo un insulto all’intelligenza. Siete sicure di non prendere un grosso granchio? Attendo risposta.
Sono d’accordo con Santoro e soci. Non è con un programma singolo che potrebbe spostare sensibilmente l’opinione pubblica, ma è la grancassa mediatica che ne segue per settimane, che a sua volta è controllata militarmente dal potere politico. Della puntata di Servizio Pubblico col nano (che può essere certamente criticata) si è evidenziato solo il fiume di balle sversate impunemente (centro sinistra) o la vittoria del nano solo contro tutti (berluscones). Del fatto che a Servizio Pubblico gli sono stati smontati i capisaldi della campagna elettorale (IMU e complotto) non ne ha parlato nessuno, nemmeno la stampa che fa riferimento al centro sinistra. Ne ha parlato solo la stampa estera. Quello che perciò è rimasto del programma, è che il mafio-puttaniere ha vinto il confronto, ed il centro sinistra si merita quell’insulto infinito che è il nano. Non se lo meritano gli italiani, che per almeno il 75% lo prenderebbero a sputi in faccia ma che vengono sistematicamente ingannati da falsi amici.
Per risolvere il problema del confitto di interessi, è sufficiente smettere di parlarne? Ricorda che nel 1994 era ancora la prima priorità? Se deve andare in bagno, non è che se smette di pensarci poi non le scappa più.
Berlusconi sa che le elezioni non si vincono coi bei programmi, le belle facce, e i blog. Per vincere le elezioni ci vogliono mass madia, tette, culi e facce da culo, perciò pensa bene di papparsi anche l’unico canale televisivo nazionale non completamente asservito al potere esecutivo. Gli altri politici non lo sanno o fanno finta di non saperlo, avendo sempre avallato, negli ultimi 35 anni, l’arrampicata e lo strapotere mediatico del nano.
Il Pd, una leggina contro il conflitto d’interessi, non l’ha mai neanche pensata. Da oltre cinque anni hanno persino smesso di parlarne, come se il problema non esistesse più. Dire che sono degli zombie suona come un complimento.
Anche Grillo fa finta di non saperlo, che con quel cazzo di blog, e da solo, non andrà da nessuna parte.
13. Eliminiamo la classe politica corrotta.
Lo strumento è una amnistia condizionata. Al rispetto di 5 punti: ammissione della colpa, indicazione di tutti i complici, restituzione del maltolto, impegno a non fare più politica. In caso di nuovo reato, la pena si somma a quella del reato oggetto dell’amnistia.
Il giovane sindaco di Firenze, altrimenti noto come il “rottamatore” del Pd e reduce dalla furtiva visita ad Arcore, ha in mente un colpo di spugna di proporzioni bibliche. Un condono “criminalizio” senza precedenti. In altre parole, la gioia del sistema politico mafioso che manovra il burattino Berlusconi almeno dai tempi della sua discesa in campo.
Peccato che l’idea del Renzi sia leggermente incostituzionale, visto che la legge dovrebbe essere uguale per tutti. Ma anche se dovesse essere applicata non servirebbe ad eliminare una minchia, visto che oltre a legittimare i crimini contro la collettività non risolverebbe il problema alla radice. Infatti, nelle altre 99 belle idee, il Renzi si guarda bene dal citare le questioni fondamentali: conflitto d’interessi; ineleggibilità dei proprietari di giornali e televisioni; serie regole antitrust per impedire i monopoli dei mezzi d’informazione. Le clausole elencate da Renzi nei 5 punti non cambiano la sostanza dello scempio.
Onorevole Bersani, lei ha più volte accusato il governo in carica di forzare l’agenda politica sui problemi del premier e delle sue aziende, a scapito dei veri problemi del paese: lavoro e occupazione. Accuse senz’altro condivisibili, ma non le sembra che il conflitto d’interessi c’entri qualcosa in questa storia?
Il conflitto d’interessi ha fatto la sua ultima apparizione ufficiale nel voluminoso programma dell’Unione per le elezioni del 2006 (pag. 18). Il centro sinistra vinse le elezioni con quel programma e una volta al governo si guardò bene dal toccare la questione conflitto d’interessi. Nella successiva campagna elettorale Veltroni fece un ulteriore passo avanti, evitando persino di parlarne. La posizione del Pd sul conflitto di interessi in realtà è nota da tempo. Fassino dichiarò pubblicamente che “la legge sul conflitto di interessi non da più lavoro a nessuno”, dunque… Il mitico D’Alema dichiarò che “Mediaset è un patrimonio del paese”. Ma il massimo fu Luciano Violante, quando nel 2003 alla camera confessò quanto segue:
«L’onorevole Berlusconi sa per certo che gli è stata data la garanzia piena – non adesso, nel ’94, quando ci fu il cambio di governo – che non sarebbero state toccate le televisioni. [...] Lo sa lui e lo sa l’onorevole Letta [...] Voi ci avete accusato nonostante non avessimo fatto la legge sul conflitto di interessi e dichiarato eleggibile Berlusconi nonostante le concessioni [...] Durante i governi di centrosinistra il fatturato Mediaset è aumentato di 25 volte!».
Dal momento che io mi rifiuto di pensare che voi del Pd siate degli imbecilli, sono autorizzato a pensare che siate in cattiva fede. Non mi attendo che voi rendiate conto di quello che dite e (non) fate, perché tutto è già sufficientemente chiaro. Per la casta dei professionisti del potere (e ci metto dentro anche i dirigenti del Pd) il conflitto d’interessi non esiste, dal momento che curare i propri interessi non desta in loro nessun conflitto. Anzi, un sistema figlio del conflitto d’interessi dove il legislatore può farsi direttamente le leggi a proprio uso e consumo, e dove il controllato coincide col controllore, è considerato garanzia di “governabilità”, visto che offre meno intralci all’esercizio del potere. Lo scopo del sistema è essenzialmente uno: quello di concentrare sempre più potere e ricchezza nelle mani di pochi, anche a costo di ridurre il resto della popolazione in stato di semi povertà.
Tornando a lei, onorevole Bersani, non mi sembra che abbia mai avuto il coraggio di prendere le distanze da certe politiche e da certi dirigenti del suo partito, dunque lei non fa che lamentarsi dell’effetto fingendo di non conoscerne la causa. Le sue deboli accuse rivolte al governo, finiscono per essere robuste offese ai suoi elettori.
“Certamente il problema esiste, e certamente noi leggiamo valanghe di intercettazioni che nulla hanno a che vedere con vicende penali e che sgradevolmente riferiscono a vicende private.”
Private sono questo paio di palle. Se io chiamo Tizio dicendo che Caio è uno stronzo, sono fatti privati. Se la Prestigiacomo confessa a Bisignani che Berlusconi “è poco intelligente e si fa ammaliare dalla Carfagna con quattro moine” (giusto per citare l’intercettazione più innocente) sono invece cazzi squisitamente pubblici. Tutti i soggetti coinvolti sono stipendiati con denaro pubblico o trafficano con risorse e denaro pubblico. I cittadini che li pagano, e ne pagano direttamente le conseguenze, sono direttamente coinvolti in quegli squallidi retroscena del potere. Invece secondo il geniale Dalemoni, abituale in questo genere di uscite, i cittadini non dovrebbero sapere né da chi né come vengono inchiappettati.
Mi rivolgo agli elettori ed ex elettori del partito di Bersani: non è ora di inondare le loro caselle postali minacciandoli di togliergli il voto se non si decidono a cacciare a pedate i più viscidi sostenitori del berlusconismo, quelli annidati nei vertici del Pd? Grazie!
Costruire una grande moschea a Milano è una importante conquista civile. Per sostenerlo a Milano in campagna elettorale ci voleva un coraggio non da poco. Bravo Pisapia e grazie Milano.
Letizia Moratti
Non ha perso lei, ha perso il suo principale sostenitore, il mafionano. La Moratti si è fatta trascinare in una ridicola campagna elettorale terroristica, che con lei c’entra come i cavoli a merenda.
Luigi De Magistris
Una vittoria così schiacciante non se l’aspettava nessuno. Questo blog ha sempre sostenuto De Magistris, sia come Pm di Catanzaro (da cui venne silurato per aver osato indagare sul potere), sia come politico nell’Idv. Grazie Napoli.
Gianni Lettieri
Inesistente. Un prestanome di Cosentino (arrestatelo!).
Pd
Il centro sinistra ha vinto nonostante il Pd, non grazie al Pd. Invece di cantare vittoria dovrebbero seriamente riflettere, visto che i candidati vincenti di Milano e soprattutto di Napoli non erano candidati del Pd. Come è noto nel Pd si annidano vari fans del cavaliere, specie fra quelli che non schifano la subordinazione del potere giudiziario a quello politico. Ora c’è da augurarsi che non corrano in soccorso del cavaliere morente, come è loro solito.
Silvio Berlusconi
Il cadavere politico. Per sua fortuna vige ancora la costituzione non berlusconizzata, altrimenti il popolo lo avrebbe già bello che condannato.
Servi e sanguisughe
Depressione. La mungitura dello scrofone è agli sgoccioli.
Lega Nord
Con un piede nella fossa grazie a Berlusconi. Quando riuscirà a trascinarci anche l’altro piede lo ringrazieremo ufficialmente.
La capogruppo del Pd al Senato, Anna Finocchiaro, replica con durezza alle affermazioni del presidente del Consiglio: “L’ennesimo sproloquio solitario di Berlusconi porta con sè un ulteriore attacco alle istituzioni del nostro Paese”, dice la Finocchiaro. “Non stanco di aver creato numerosi e inaccettabili scontri istituzionali, oggi il presidente del Consiglio attacca la Corte costituzionale e annuncia di volerla cambiare. Tutto ciò non è sopportabile. Se è in grado di governare”, conclude l’esponente del Pd, “lo dimostri, sennò, per il bene del Paese, si dimetta”.
Dunque secondo la Finocchiaro il nano deve ancora dimostrare qualcosa. Andiamo bene. Con questa opposizione il sultanato berlusconiano regnerà nei secoli dei secoli. Amen.