Questo blog ha sempre sostenuto che, finchè l’Unto del Signore controlla l’informazione, lui vincerà sempre. Ora mi devo ricredere. Se lo stesso controllo sull’informazione lo avesse il Pd, non cambierebbe nulla. Non perché la massa degli elettori non si fa influenzare, ma perché i Dalemoni e i Dalemini non resisterebbero dal fare propaganda per lo stesso carismatico mafio-nano-puttaniere. Anzi, diverrebbe direttamente il candidato del Pd.
Se il governo ritirasse la riforma sul “processo breve” (meglio noto come “processo morto”), Bersani promette che discuterà una riforma sulla giustizia con Berlusconi. Un po’ come discutere con uno squalo su chi mangia il petto e chi la coscia. Era ora, bravo Bersani, quanto è intelligente lei.
Bersani si ostina a non chiedere le dimissioni al più grande mafio-corru-puttaniere-premier degli ultimi 150 anni. Evidentemente ha paura che la nota ala berlusconizzata del Pd gli giri le spalle. E allora? Dovrebbe essere l’occasione buona per togliersi dalle palle quei dirigenti di partito che negli ultimi anni hanno contribuito alla fuga degli elettori dal Pd. Una parte dei quali sono approdati a Italia dei Valori, ma la parte più cospicua è arrivata ad abbandonare le urne per la disperazione. Una operazione del genere compiuta in modo chiaro e trasparente, seguita dall’espulsione degli esponenti di partito con condanne definitive e la sospensione di quelli con processi giudiziari in corso, potrebbe restituire al Pd flotte di elettori.
Delle due l’una: o Bersani non ci arriva o lui stesso fa parte di quell’ala berlusconizzata che affonderà il Pd.
Sfuma l’occasione di vero rinnovamento per il Pd, rappresentata da Ignazio Marino. Bersani, sostenuto dallo “scalatore” D’Alema, vince con maggioranza assoluta. Il neo segretario annuncia subito la linea politica (quella di D’Alema): “alternativa, non solo opposizione”. Ci vorrebbero dare da intendere che fino ad ora hanno fatto dura opposizione, talmente dura che è arrivata l’ora di tornare un po’ al dialogo. Staremo a vedere. Chissà perché, ma prevedo una ulteriore fiumana di elettori transitare dal Pd a Italia dei Valori.
Il Cavaliere sostiene che Napolitano con la sua firma aveva garantito la costituzionalità del Lodo Alfano.
Vero. il problema infatti sta a monte, Napolitano non avrebbe dovuto firmare quel Lodo palesemente incostituzionale.
Il Cavaliere utilizza tutti i suoi mezzi per difendersi.
Balle. Da un po’ di tempo a questa parte non si difende più, attacca solamente. In guerra si sa l’attacco è la miglior difesa e questa è la guerra personale del Cavaliere, a spese dei contribuenti.
Il Cavaliere colpisce la libertà di stampa con l’intimidazione.
Non del tutto vero. L’invasione e la promozione dei servi in ogni settore, stampa compresa, è molto più efficace per imbavagliare l’informazione e stabilire un regime mediatico.
Il Cavaliere ha un alto consenso popolare.
Balle. È in caduta libera. Se si considera poi che la fuga di elettori dal Pd ha indirettamente alzato la sua percentuale relativa, ci da una misura del tracollo ancora più rovinosa.
Pdl e Lega non vogliono Pm politicizzati.
E’ vero il contrario. Altrimenti non si spiegherebbe perché il Pdl vorrebbe sostituirli con la Polizia (corpo istituzionale che risponde al Governo, dunque alla politica). La Lega li vorrebbe addirittura eletti dal popolo, i Pm di partito!
La Costituzione va modernizzata.
Vero. Infatti la Costituzione non include regolamentazioni chiare in relazione a: concentrazione di potere, conflitto d’interessi, antitrust e ineleggibiltà dei proprietari dei mezzi di informazione. Peccato che la modernizzazione che hanno in mente certe teste bitumate vada in direzione opposta.
Il centro sinistra odia il Cavaliere.
Balle. Il centro sinistra è da tempo il miglior alleato del Cavaliere. O meglio, il finto oppositore. Lo hanno legittimato, gli hanno promesso che non avrebbero toccato le sue televisioni, gli hanno proposto bicamerali, gli hanno permesso di farsi da solo la sua legge sul conflitto d’interessi, lo hanno resuscitato dalle ceneri e infine lo hanno accolto come il Grande Statista. È noto invece che molti dei più accaniti contestarori del Cavaliere sono di destra, o comunque non di sinistra (a cominciare da Indro Montanelli).
Il Cavaliere è legittimato a governare perché eletto dal popolo.
Balle. Per quanto il Pd insista con questa legittimazione, vince chi vince rispettando le regole. Non chi ha foraggiato partiti illegalmente per ottenere monopoli televisivi, chi detiene Tv abusive, e chi ha corrotto giudici per appropriarsi di gruppi editoriali. Utilizzando poi il maltolto per creare il consenso popolare.
Il Cavaliere è un liberale.
Balle. Come Presidente del Consiglio aiuta le sue aziende private, ha minacciato gli inserzionisti a non fare pubblicità nelle aziende concorrenti, ha infiltraro i suoi servi nelle aziende pubbliche, che sono a sua volta concorrenti. Questo signore riesce ad essere meno liberale di un comunista doc.
Mangano è un eroe.
Vero. Dal punto di vista di Cosa Nostra s’intende.
La Rai berlusconizzata rifiuta di mandare il trailer di Videocracy perché “si tratta di un messaggio politico, non di un film“. LOL!
E non è finita: “Il pluralismo alla Rai è sacro e se nello spot di un film si ravvisa un critica ad una parte politica ci vuole un immediato contraddittorio e dunque deve essere seguito dal messaggio di un film di segno opposto“. ROTFL!
Quindi, secondo il loro ragionamento, se uno facesse passare un trailer di un film denuncia contro il nazismo, dovrebbe dargli seguito con un film che difenda l’olocausto!
Sapersi circondare di servi, cortigiani, merdoline e puttanelle, e paracadutare questa gente in posti di potere, persino nelle aziende concorrenti, è un talento indiscusso dell’Unto dal Signore. Ma non è la testa bitumata che mi fa incazzare. Mi fanno incazzare i complici, i dirigenti del centro sinistra, quelli che avrebbero dovuto fare opposizione e non l’hanno fatta. Quelli che non hanno voluto fare la legge sul conflitto d’interessi quando era ora. Loro hanno legittimato senza fiatare ogni prevaricazione, sopruso e insulto all’intelligenza pubblica, facendoli diventare diritti acquisiti di una classe dirigente criminale. Vergognatevi e toglietevi dai maroni.
Secondo Napolitano, Di Pietro rotea troppo la scimitarra. E non ha ancora sentito le cannonate del Franceschini, che ora “batte i pugni sul tavolo” a proposito del conflitto di interessi! Cannonate particolarmente toste a giudicare dalle aperture boccali del Fassino (video dal minuto 4:15).
“Credo che come ha scritto Le Monde questa immagine del presidente del Consiglio rischia di danneggiare il paese. Diranno che ho preso un colpo di sole, che sono rimbambito. Ma tutto questo è del tutto evidente sulla scena internazionale, dove c’è una stampa libera. In Italia lo vediamo di meno perché siamo prigionieri di una bolla mediatica“. (Massimo D’Alema, Repubblica.it)
Qualcuno dovrebbe ricordare al Baffino che non si tratta di “bolla mediatica” ma di Mediaset, vale a dire un “patrimonio nazionale“, come venne simpaticamente definita in varie occasioni dal Baffino in persona. Ecco come il Dalemoni si appresta a prendere in mano il Pd per l’immersione finale.
Berlusconi non è il potere, è solo un ingranaggio del potere, quello più esposto. Credo che per comprendere appieno la politica e le ragioni del Cavaliere sia necessario elencare la lunga sfilza delle persone che lo tengono sotto ricatto, a cominciare da Marcello Dell’Utri (condannato in primo grado a 9 anni per concorso esterno in associazione mafiosa). Si tratta di persone che se iniziassero a parlare sarebbero in grado di sotterrare l’impero berlusconiano nel giro di una mezza giornata. Il Cavaliere lo sa ed è perciò obbligato a portare avanti politiche favorevoli ai suoi ricattatori più i relativi amici, utilizzando tutto il potere di cui dispone senza esclusione di colpi. La lista dei potenziali ricattatori è di varia natura, non è escluso che possa includere persino showgirl minorenni.
Perché il Pd non ha fatto e non farà vera opposizione? Qualcuno vorrebbe far credere che siano scemi, ma le cose non stanno esattamente così. Il fatto è che molti dirigenti del Pd sono compromessi con lo stesso sistema di potere, la vera opposizione non è perciò una strada praticabile senza causare seri dolorini interni e bagni di sangue.
Questo è grosso modo l’andazzo della cosiddetta Seconda Repubblica, che ha causato un progressivo impoverimento/imbarbarimento della vita politica del paese. Gli schieramenti politici principali sono stati svuotati dei veri contenuti politici/ideologici, e parlano ormai la stessa lingua. In questo contesto i concetti di destra e sinistra sono privati del loro senso originario. L’Italia vive una situazione di emergenza democratica che negli ultimi 15 anni è andata peggiorando in modo preoccupante.
Mi sembra evidente che una situazione di questo genere non può essere fronteggiata con un bipolarismo rimpastato che coinvolga le medesime forze politiche che sono causa dell’emergenza stessa. Dovrebbero piuttosto unirsi tutti quegli uomini e donne che si riconoscono nei principi fondamentali della Costituzione e che sono ancora disposti a difenderli con le unghie. A prescindere dell’orientamento politico e religioso. L’unica via d’uscita è che prenda corpo un vera e propria Resistenza civile.