Monday, April 12th, 2010

Perché la chiesa ha coperto i crimini di pedofilia

Filed under: Chiesa Cattolica, Joseph Ratzinger, Pedofilia, Religione, Vaticano
Written by: mazapegul @ 10:40 pm

Dietro alla copertura dei crimini di pedofilia da parte della chiesa cattolica, ci possono essere varie ragioni. Oltre al tentativo di preservare il buon nome della istituzione, credo vi sia una ragione più profonda. Secondo i dogmi della dottrina cattolica la tentazione è opera del demonio, e conduce l’uomo debole al peccato. Se guardiamo l’abuso su minore integralisticamente da questo punto di vista, non abbiamo più un adulto carnefice ed una vittima minorenne. Al contrario abbiamo un povero prete debole di carne che ha ceduto alle tentazioni del demonio nascosto sotto le spoglie del ragazzino. Il minorenne diventa perciò il carnefice, mentre l’aggressore diventa la vittima che necessita di essere aiutata, non di essere consegnata alla giustizia civile ed eventualmente al carcere.

Questo ci fa capire la ragione per cui le vittime che hanno denunciato gli abusi si sono ritrovate spesso l’intera comunità contro. Ci fa capire come sia stato possibile che una curia vescovile in Sicilia abbia portato un ragazzo in tribunale chiedendo un risarcimento 200.000 euro per il “danno d’immagine” che lo stesso ragazzo avrebbe causato alla chiesa, denunciando la violenza subita (vedi video di cui sopra). Ci fa infine capire la ragione per cui persino le istituzioni e interi partiti in taluni casi si siano schierati a priori contro le giovani presunte vittime degli abusi (vedi il caso Don Gelmini).

Questa non vuole essere una accusa alla religione in se. Al contrario, pur essendo ateo riconosco nella religione cattolica (così come in altre religioni) alcuni principi morali fondamentali. L’accusa è rivolta alla gerarchia ecclesiastica, che in questo contesto ha agito secondo principi che si rifanno a tutto tranne che ai fondamenti del cattolicesimo. Servirebbe una ammissione di responsabilità e un forte segnale di discontinuità, a partire dalle dimissioni di papa Ratzinger (se dovessero risultare provate le sue responsabilità dirette nella copertura degli abusi). In caso contrario, la chiesa cattolica continuerà a non essere in grado di proteggere i bambini.

Post precedenti:

Friday, September 19th, 2008

De delictis gravioribus

silence_of_the_sheep.jpgDe delictis gravioribus” è una lettera ufficiale del Vaticano, inviata il 18 maggio 2001 ai Vescovi di tutta la Chiesa cattolica. Firmata, fra gli altri, da Joseph card. Ratzinger. Oggetto della lettera sono le disposizioni della Chiesa cattolica circa “i delitti più gravi commessi contro la morale e nella celebrazione dei sacramenti“. Il documento è pubblico e lo si può consultare anche dal sito degli “Amici di Joseph Ratzinger”.

Nell’elenco dei delitti più gravi, considerati “riservati alla Congregazione per la dottrina della fede“, spicca in particolare quello contro la morale: “Il delitto contro il sesto comandamento del Decalogo [non commettere atti impuri, nda] commesso da un chierico con un minore al sotto dei 18 anni di età“. Reato altrimenti noto come stupro di minore. Questo è il primo punto interessante della lettera, la Chiesa ufficiale inquadra tale delitto come contro la morale, non contro la persona. La conseguente devastazione psicologica in cui la vittima si ritrova, e con cui dovrà fare i conti per tutta la sua vita, sembra un fatto secondario. Mah, devo avere male interpretato…

Il punto più interessante riguarda tuttavia la disposizione di segretezza in relazione a questi delitti. Cito testuale: “Le cause di questo genere sono soggette al segreto pontificio“. Il documento sembra parlare chiaro, un prete che dovesse venire a conoscenza di abusi su minori commessi da un collega, lo deve comunicare al Vescovo di competenza e mantenere il segreto. Altro che denunciarlo alla questura! Un po’ come avviene con il segreto confessionale. Tutto ciò è quantomeno imbarazzante, sia per la Chiesa che per il firmatario del documento, in seguito eletto Papa. Al punto che Mons. Fisichella, nella trasmissione televisiva Annozero, cercò di tranquillizzare il pubblico sostenendo grosso modo che il documento riguardava solo l’ordinamento interno della Chiesa, non c’era il divieto di denunciare il delitto alle autorità legali, che è anzi un preciso dovere. Una interpretazione piuttosto virtuosa, peccato che la quasi totalità dei chierici ci siano cascati, hanno tenuto il segreto per davvero! Molti reati sono stati così occultati ed i carnefici severamente puniti col trasferimento, permettendo loro di mietere altre giovani vittime in altre parrocchie.

Quei miscredenti della Corte distrettuale della contea di Harris (Texas), iscrissero Joseph Ratzinger nel registro degli indagati, nell’ambito dei processi in corso per molestie sessuali su minori, proprio a causa delle disposizioni di riservatezza contenute nella lettera. Solo che il nostro nel frattempo ha fatto carriera, diventando Papa si è guadagnato l’immunità diplomatica, in quanto capo in carica di uno Stato sovrano. Mi viene in mente quell’altro furbetto, quello di Arcore. Solo che Ratzi è più furbo, lui è in carica a vita.

Segnalazioni:

Video: Crimini sessuali e il Vaticano
Video: Outing Civile – Preti Pedofili

(photo by Lightmash)

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