Monday, May 31st, 2010

Il governo non è contro le intercettazioni, vuole solo l’esclusiva

Dal New York Times del 30 maggio 2010, “An Untapped Phone Call in Italy? It’s Possible“:

Last year, the Italian authorities monitored more than 112,000 phones and 13,000 locations, according to the Justice Ministry, figures widely seen as among the highest in Europe. [...] While Italy’s quick and easy culture of wiretapping would never fly in the United States, where in most cases prosecutors must show “probable cause” to believe a crime has been committed before tapping a phone, the current Italian system seems to have some well-placed American fans.

Non sembra che il New York Times abbia centrato la questione. Primo: dietro ai 112.000 telefoni menzionati non ci stanno altrettante persone, solitamente i criminali utilizzano dozzine di telefonini a testa, più raramente lo stesso telefonino in dodici. Secondo: la “probable cause” è necessaria anche in Italia con la legge attuale. Terzo: è vero che le intercettazioni in Italia sono un problema, ma continuano a parlare di quelle legali mentre il problema sono quelle illegali. Quelle di cui il governo non parla mai (vedi Scandalo Telecom-Sismi su cui è stato apposto il segreto di stato) ma con cui trafficano, a scopo ricattatorio, gli stessi aguzzini che vogliono questo aborto di ddl intercettazioni.

Segnalazioni:

Monday, April 19th, 2010

Perché Gomorra di Saviano

Filed under: Libri, Mafia, Peter Gomez, Roberto Saviano
Written by: mazapegul @ 10:58 pm

Sulla mafia sono stati scritti numerosi libri, film, telefilm, e quant’altro. L’attendibità, l’utilità e la riuscita di tali opere è varia. C’è di tutto. Gomorra di Roberto Saviano non è né il testo con la scrittura più sciolta (dal punto di vista strettamente tecnico linguistico), né quello che aiuta meglio a comprendere il fenomeno nel suo complesso (non indugia granché nelle collusioni politico-istituzionali, caratteristica sostanziale delle associazioni mafiose). Tuttavia Gomorra ha qualcosa di speciale, qualcosa che non ho riscontrato altrove, almeno non con la stessa forza. Nemmeno nei testi fondamentali come quelli di Leonardo Sciascia, Lirio Abbate, o Roberto Scarpinato. Una caratteristica che non è emersa neppure nell’omonimo film “adattato” sul testo di Saviano. Gomorra è l’opera letteraria che più di ogni altra ha la capacità di raccontare la mafia mettendola a nudo di fronte ai suoi aspetti più vigliacchi, goffi e ridicoli. Dal testo non emerge affatto l’immagine romantica di uomini d’onore duri e puri, tipica di questo genere di letteratura. Dai racconti di Saviano i boss, gli affiliati e i comuni mortali, ne escono a pezzi. Il lettore viene prima fatto sentire in parte responsabile del degrado, poi arriverà anche a schifare l’appartenenza al genere umano. Un libro scritto “di pancia”, come dichiarato dall’autore stesso. Non saprei dire cosa abbia scatenato il vasto successo di pubblico, quel che è certo è che i mammasantissima certe peculiarità non le hanno proprio apprezzate.

Sunday, November 29th, 2009

Più libri, meno internet

È grottesco che le ultime dichiarazioni dei pentiti di mafia, che coinvolgono Berlusconi e Dell’Utri quali referenti politici di Cosa Nostra, destino tanto stupore.
I Complici” di Lirio Abbate e Peter Gomez, un libro uscito due anni e mezzo fa, rivelava già i retroscena osceni delle stragi del ’92/’93 e il successivo patto scellerato fra Stato e Mafia. Pur non essendoci (ancora) verità giudiziarie, esistono una serie di verità storiche e fatti accertati che se opportunamente organizzati iniziano e prendere senso. Anche prima che gli Spatuzza iniziassero a parlare, si intuivano già molte cose. Per fortuna la libera informazione di massa italiana è libera di non parlare di certi argomenti, non sia mai che poi la gente inizi a capire.

Pare tuttavia che le cosche i libri interessanti li leggano. Lirio Abbate vive sotto scorta da oltre due anni a causa del suo lavoro di cronista a Palermo, lavoro evidentemente poco gradito ai boss. Il Presidente Giorgio Napolitano ha offerto solidarietà al giornalista-scrittore, anche se ho i miei dubbi che il libro in questione l’abbia letto. O forse non l’ha capito.


Friday, May 8th, 2009

Bagni di sangue

Filed under: Partito Democratico, Peter Gomez, Politica, Silvio Berlusconi
Written by: mazapegul @ 6:23 pm

italian_beauty.jpgPeter Gomez, in relazione alla questione morale non ancora affrontata all’interno del Partito Democratico: “L’opposizione di Franceschini è insomma necessariamente limitata. Per questo c’è da augurarsi che il congresso del Pd di ottobre si risolva in un bagno di sangue (per i vecchi apparati).” (Voglioscendere.it)

Un bel bagno di sangue sarebbe bello, anzi doveroso. Ma servirà al Pd per aumentare il consenso elettorale? Non credo proprio. Primo perché in una nazione culturalmente degradata la questione morale non è un argomento forte per campagne elettorali, anzi, è diventato un argomento noioso. Secondo perché il partito azienda ha uomini e mezzi per calunniare e distruggere chiunque, anche se fosse il più onesto individuo sulla faccia della Terra. Poco importa se prima o poi la verità verrà a galla, basta che succeda quando ormai non frega più un cazzo a nessuno. La lista delle persone che negli ultimi quindici anni hanno subito questo speciale trattamento è sterminata.

Nel frattempo mi sembra giusto infierire sul divorzio pubblico e sulla moralità disastrata del Premier. In un paese dominato da una certa cultura di tradizione cattolica che tende a legare il concetto di moralità esclusivamente agli organi genitali, chissà che non contribuisca a risvegliare almeno la coscienza dell’ala catto-berlusconiana. Sempre ammesso che l’infallibilità del Papa non sia già stata sostituita con quella del Cavaliere.

Thursday, July 10th, 2008

Lirio Abbate presenta “I Complici”

Filed under: Libri, Lirio Abbate, Mafia, Peter Gomez
Written by: mazapegul @ 9:45 pm

I complici Presentazione del libro “I Complici” di Lirio Abbate e Peter Gomez. Parla Lirio Abbate:

Parte 1/3
Parte 2/3
Parte 3/3

Saturday, May 17th, 2008

Il liberista del diktat

diktat2.jpgQuello che si sta consumando in Rai (in particolare l’attacco a Santoro e Travaglio) è semplicemente l’esecuzione del diktat pre-elezioni del puzzoso di santità. Ora se ne sta in disparte e lascia che i suoi quattro sguatteri, rifilati a suo tempo in Rai, si occupino della sporca faccenda. I due giornalisti incriminati sono solo un simbolo, gli altri impareranno la lezione.

Il leader del Partito delle Libertà non ama la libertà degli altri. È un “liberista” che fa cacciare i giornalisti liberi dal servizio pubblico pagato da tutti. Una nuova specie di liberismo ora molto in voga. Persino a sinistra!

Clicca sul video per ascoltarlo direttamente dalla sua bocca.

ATTENZIONE!!! Somministrare a stomaco vuoto! Il quantitativo di balle che gli hanno lasciato passare è spropositato. L’unica cosa vera che ha detto, e che sta mantenendo, è appunto il diktat contro Santoro e Travaglio.

Lettura consigliata: I fatti di Villabate, di Peter Gomez.

Leggi tutta la serie de Il vergognoso.

Monday, May 12th, 2008

Regime – Torna il manganello sulla Rai

hissing_cockroaches.jpg

Caso Schifani in sintesi:

  1. Nel libro “I Complici” di Lirio Abbate e Peter Gomez sono documentati rapporti imbarazzanti avvenuti fra Renato Schifani – attuale presidente del Senato – ed altri personaggi in seguito condannati per mafia.
  2. “Cosa Nostra” mostra di non apprezzare i contenuti di quel libro (non solamente per la questione Schifani ovviamente). Lirio Abbate subisce minacce ed attentati, fortunatamente sventati, e finisce sotto scorta.
  3. Né Schifani né altri politici sporgono critiche o querele a proposito dei contenuti del libro.
  4. Travaglio e lo stesso Gomez pubblicano in seguito il libro “Se li conosci li eviti“, il quale documenta gli stessi fatti relativi a Schifani.
  5. Nessuna lamentela nemmeno questa volta.
  6. Travaglio, intervistato su Rai3 a proposito del medesimo libro “Se li conosci li eviti”, nel programma “Che tempo che fa” di Fazio, cita il pezzo del libro relativo alla questione Schifani, arricchendo il racconto con innocue muffe e lombrichi.

A questo punto ci sono delle conseguenze:

  1. Schifani querela (non si capisce ancora se solo Travaglio o anche la rai).
  2. Il Pdl fa cerchio attorno a Schifani, e accusa di imboscate ai danni del medesimo.
  3. Anche Il Pd fa cerchio attorno a Schifani, grosso modo come il Pdl – tira già aria di solenne dialogo fra governo e “opposizone”.
  4. L’unto del Signore non ci ha messo becco ufficialmente, almeno per ora. Sta lasciando fare tutto ai garzoni (che si sia fatto furbo?).
  5. A nessuno di questi politici sembra tuttavia interessare la verità sulla questione Schifani. Se Travaglio avesse dichiarato il falso, infatti, non ci vorrebbe molto a smontargli la tesi ed obbligarlo ad una rettifica. Evidentemente è la verità in se il problema.
  6. È vietato documentare fatti in Tv se non è previsto un apposito contradditorio menzoniero per bilanciare.
  7. Fazio, con le sue scuse pubbliche, ci ha rimesso la faccia. Sia nei confronti dei berluscones (che tanto lo bastonano comunque solo per aver invitato Travaglio). Sia, ovviamente, nei confronti delle persone informate sui fatti, le quali non possono che chiedersi se in Rai si debba chiedere scusa per aver detto delle verità.
  8. Le querele finiranno in una bolla di sapone, anche se nel giro di 3/4 anni. Ma il manganello sulla Rai è arrivato comunque. Via dalle palle chi rompe le medesime ai potentucoli di turno. Mentre quelli che rimango sono stati avvertiti, sanno ciò che gli aspetta se non rigano dritto – in caso l’avessero dimenticato. E’ la tecnica del “colpirne uno per educarne cento”.

C’è un particolare che mi sfugge. In un paese dove il premier vince le elezioni dopo aver dichiarato che Mangano è stato un eroe, Schifani risulta solo essere in buona sintonia col suo capo. Potrebbe perciò evitare di fare tutto ‘sto casino.

Saturday, March 29th, 2008

With a little help from a friend

falcone.jpg

Estratto dal libro “I Complici – Tutti gli uomini di Bernardo Provenzano da Corleone al Parlamento“, di Lirio Abbate e Peter Gomez, capitolo 9:

[...] Sono gli anni dei sequestri di persona (metà anni ’70, ndr.). L’Anonima sequestri, capitanata a Milano dal corleonese Luciano Liggio, mette a segno rapimenti su rapimenti. Avere in casa un uomo come Mangano (Noto criminale legato a Cosa Nostra, assunto da Berlusconi come stalliere, in seguito condannato all’ergastolo per omicidio, ndr.), abile col fucile e con le conoscenze giuste, è per tutti una garanzia di sicurezza. Come ulteriore assicurazione Berlusconi fa consegnare periodicamente a Cosa Nostra anche delle somme in denaro. Soldi che, secondo il tribunale, mettono tutto il gruppo imprenditoriale del futuro presidente del Consiglio al riparo dal rischio mafia.

I versamenti vanno avanti per quasi due decenni. Quando Mangano finisce in prigione il denaro passa per le mani di altri uomini d’onore: prima della famiglia di Villagrazia, quella a cui era affiliato Stefano Bontade, e poi di quella di Malaspina, il clan nel cuore di Provenzano. A fare da tramite, dice la sentenza, è quasi sempre Tanino Cinà, l’amico tintore di Dell’Utri.

La trafila dei soldi targati Biscione che, una volta arrivati nelle mani di Riina, sono suddivisi tra le varie cosche, non è ricostruita solo da una decina di pentiti. Di quel denaro parla anche un documento eccezionale: le agende sequestrate agli uomini d’onore del quartiere palermitano si San Lorenzo, in cui i mafiosi segnavano le entrate riguardanti la loro famiglia. In quelle pagine, in corrispondenza della voce «Can. 5 n. 8», si legge: «990 regalo 5.000». Traduzione del collaboratore di giustizia Giovan Battista Ferrante: dalla Fininvest nel 1990 sono arrivati, non come tangente ma come «regalo» (questa dicitura compare solo per il gruppo Berlusconi, e non per le altre imprese citate negli appunti), cinque milioni di lire. A partire da 1988, spiega Ferrante, le banconote giungevano a Palermo ogni sei mesi e finivano anche nelle casse del clan San Lorenzo perché in quel territorio sono collocate le antenne e la sede delle emittenti televisive del Cavaliere.

(Foto www.tuttocasarano.it)

Thursday, November 15th, 2007

Berlutri

berlutri01.jpg berlutri02.jpg berlutri03.jpg

Che amici
Che forza
Che passione
Che belle forziste
Che rabbia ‘sta magistratura
Ma soprattutto
Balle che si tagliano a fette!

Guarda il video parte 1 e parte 2.

Leggi la vera storia di Mangano, Dell’Utri e Berlusconi, di Peter Gomez e Marco Travaglio.

“Chiagne e fotte, dicono a Napoli dei tipi come lui.” (Indro Montanelli)

Saturday, October 6th, 2007

L’accordo scellerato

Filed under: Forza Italia, Libri, Lirio Abbate, Mafia, Marcello Dell'Utri, Peter Gomez
Written by: mazapegul @ 12:07 am

La cosa che più fa incazzare, leggendo il libro “I Complici – Tutti gli uomini di Bernardo Provenzano da Corleone al Parlamento” di Lirio Abbate e Peter Gomez, è quando ti rendi conto che vincere contro la mafia e la criminalità organizzata è POSSIBILE. Nel 1992, a seguito di una serie di sconfitte soprattutto sul piano giudiziario, e dopo le stragi di Capaci e via D’Amelio che videro la morte dei magistrati Falcone e Borsellino, Cosa Nostra era ormai in ginocchio. Bastava solo il colpo di grazia. Fu invece lo Stato stesso che venne in soccorso alla moribonda organizzazione criminale. O meglio, furono i futuri “volti nuovi” della politica italiana che di li a poco invasero le istituzioni a furor di popolo, e che con Cosa Nostra avevano interessi in comune, specie in relazione ai problemi giudiziari.
Quelle che seguono sono le aggiaccianti conclusioni del tribunale su Marcello Dell’Utri:

“La promessa di aiuto politico a Cosa Nostra, proveniva da un soggetto che, in quel determinato momento storico, si poneva quale organizzatore di un nuovo partito (…), aveva un effetto rassicurante per il sodalizio criminale, lo orientava verso il sostegno a Forza Italia, incoraggiandolo a nutrire aspettative favorevoli in un momento di crisi profonda. Siffatta condotta rafforzava Cosa Nostra, ingenerando il convincimento di raggiungere obiettivi fondamentali nella sua strategia criminale, addirittura contando sui massimi vertici della politica nazionale. Una promessa reputata, in quel frangente, seria ed affidabile negli ambienti mafiosi, in quanto proveniente da un soggetto influente che, in passato, aveva dato buona prova di sé, dimostrandosi disponibile verso Cosa Nostra.”
(Tribunale di Palermo, sentenza di condanna per Marcello Dell’Utri a 9 anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa, 5 luglio 2005. Fonti “I complici“, Repubblica.it)

Breve curriculum di Marcello Dell’Utri:

  • Condannato in via definitiva per false fatture e frode fiscale a due anni e tre mesi di reclusione. Pena patteggiata e scontata di un terzo.
  • Condannato in primo grado a Milano a due anni di reclusione per tentata estorsione. Condanna confermata in appello.
  • Condannato a NOVE anni di reclusione in primo grado con l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa.
  • FONDATORE DI FORZA ITALIA, insieme a Silvio Berlusconi.

Attualmente Dell’Utri sta scontando la pena in Parlamento, come senatore della Repubblica.

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