Piero Grasso ha criticato Antonio Ingroia per aver fatto esternazioni. Non mi sembra che abbia mai criticato Paolo Borsellino per aver fatto la stessa cosa, ripetutamente e inutilmente, prima di essere ammazzato. Quale sia la ragione lo si può facilmente intuire, guarda a caso quelli che hanno dato a Grasso la procura nazionale antimafia, silurando Gian Carlo Caselli con legge apposita, sono gli stessi che odiano Ingroia. Guarda a caso sono tutti nell’entourage del Berlusca.
Mi auguro che Grasso vada all’anniversario di Via D’Amelio, per essere seppellito dai fischi.
[...] Che il nuovo procuratore [Piero Grasso, n.d.r.] intendesse segnare una discontinuità dalla stagione precedente [Gian Carlo Caselli, n.d.r.] era apparso chiaro da una serie di segnali inequivocabili. [...] Mi limito a indicarne solo alcuni di pubblico dominio:
- La mancata controfirma dell’appello avverso all’assoluzione di Andreotti in primo grado;
- Le ripetute prese di distanza sulla stampa dai precedenti processi mafia-politica, sviliti come «processi spettacolo inutili contro la mafia», «processi deboli, seppur spettacolari». Dichiarazioni queste che non solo screditavano il passato, ma, soprattutto, delegittimavano i sostituti procuratori che in quei frangenti erano impegnati quotidianamente in udienza a portare avanti dibattimenti contro imputati eccellenti in processi iniziati prima dell’arrivo di Grasso e che erano soggetti a continui attacchi da parte di un certo mondo politico;
- La lenta emarginazione dei magistrati che erano stati protagonisti della precedente stagione, mediante una gestione accentrata delle informazioni. Di fatto viene largamente svuotato il principio cardine del pool antimafia: la circolazione e la socializzazione delle informazioni processuali. Principio che Falcone, dopo l’amara esperienza personale vissuta proprio alla Procura di Palermo alla fine degli anni ottanta, aveva insistito perché venisse tradotto in una specifica norma di legge.
Anche Piero Grasso rivela che lo Stato trattò con la mafia. Una cosa normale, l’importante “è non riconoscere a Cosa nostra un ruolo tale da essere al livello di trattare con lo Stato“. Ragionamento un po’ contorto ma sono d’accordo, è infatti lo Stato ad essersi abbassato al livello mafioso, non il contrario.
Ma stiamo ancora quà a discutere di destra, sinistra, berlusconismo, Pd e Pdl? Quante puttanate. Quello che vedo è una Seconda Repubblica fondata sul ricatto e sulla fusione mafia-stato. Vedo solo uno Stato misero che necessita di essere rifondato da zero.