Sunday, December 26th, 2010

Il Vespando furioso

Filed under: Bruno Vespa, Piero Ricca, Regime
Written by: mazapegul @ 1:55 pm

Non toccatelo sull’Aquila!

Sunday, April 5th, 2009

Quando la verità e insostenibile

saviano.jpgSegnalo questa interessante riflessione postata da Piero Ricca, a proposito del caso Roberto Saviano. Nell’articolo in questione, che consiglio di leggere per intero, Piero evidenzia il fatto che Saviano “racconta in modo incisivo il far west della mafia campana e il suo contesto. Ma qui si ferma. Non racconta le complicità della politica e della finanza, i nomi e i meccanismi del potere in doppiopetto. [...] Ma fermarsi al far west è un limite al racconto della verità e rischia di favorire, contrariamente alle intenzioni del giovane scrittore, una visione distorta del fenomeno, efficace nel portare consenso al sistema mediatico e politico dominante. L’esatto contrario di quel che ha fatto Roberto Scarpinato nel suo saggio intitolato Il ritorno del principe (Chiarelettere), che analizza la struttura criminale del potere italiano e, pur avendo venduto bene, non è diventato un fenomeno mediatico clamoroso.“.

Segue il mio commento:

Ho pensato anch’io a questa cosa e mi trovo d’accordo con l’analisi di Piero. C’è tuttavia una differenza sostanziale fra il racconto di Saviano e quello di Scarpinato: il primo è sostenibile, il secondo no. Non è solo un problema di informazione imbavagliata. Ci sono situazioni reali, raccontate con grande chiarezza ne “Il Ritorno del Principe”, che sono di difficile, se non impossibile, assimilazione per il grande pubblico. Faccio un esempio: la maggior parte delle persone rifiutano, anche a livello inconscio, di accettare che un pluri-presidente del consiglio (che si reca tutti i giorni in chiesa a pregare, amico di vescovi e cardinali, che gode di grande popolarità, rispettabile padre di famiglia, ecc.) possa essere stato complice di sanguinarie organizzazioni criminali, o addirittura mandante di omicidi eccellenti. Anche se il fatto fosse ampiamente accertato e i mass-media riportassero la verità, per la maggioranza delle persone verrebbe più “naturale” liquidare il tutto in questo modo: “non è possibile, non può essere vero”. Certe verità sono all’apparenza inverosimili, accettarle significherebbe mettere drasticamente in discussione la storia recente del proprio paese. Significherebbe anche mettere in discussione questioni su cui magari si è creduto per tutto il corso di una vita. Alla fine sono pochissime le persone dotate di un tale spirito di autocritica. È la stessa ragione per cui è così difficile liberarsi dei fantasmi del fascismo e del comunismo, o anche semplicemente dei concetti di destra e sinistra, che nella realtà odierna sono privati del loro senso originario.

In ogni caso rimane intatta la mia stima per Saviano. Ci sono casi in cui le cose puoi farle funzionare fino ad un certo punto, se provi a spingerle oltre è facile che smettano di funzionare del tutto.

Monday, May 5th, 2008

Presto la “Tassa Berlusconi”

sputazzo.jpg Secondo la sentenza della Corte Europea di Giustizia del 31 gennaio 2008, le leggi italiane sulle radio televisioni sono illegittime, in quanto consentono a Rete4 di trasmettere – in proroga dal 1999 – sulle frequenze analogiche che spetterebbero a Europa7. Se la legge Gasparri non verrà smantellata e Rete4 non lascerà le frequenze libere a Europa7 – entro il primo gennaio 2009 – gli italiani dovranno pagare una multa di 300 mila euro al giorno, retroattiva dal luglio 2006. Qualche centinaio di milioni di euro come gentile contributo del popolo Italiano per la sopravvivenza della magnifica Rete4 – dell’Unto del Signore – e del fantastico telegiornale di Umilio Fido.

Certo, il Puzzoso di Santità in campagna elettorale promise di abbassare le tasse. Ma cosa c’entra? Per una giusta causa le tasse si pagano volentieri!

Post precedenti:

Tuesday, February 26th, 2008

Mitrokhin, frustrazione e prolungamento del pisello

jumpingkangaroo.jpgLa commissione parlamentare sul Dossier Mitrokhin, la quale si prefiggeva di dimostrare ipotetici collegamenti fra il KGB e uomini della sinistra italiana (Prodi e Pecoraro Scanio), si è conclusa in una bolla di sapone e nell’imbarazzo generale. Mario Scaramella, consulente principale della commissione, è stato condannato “(con un patteggiamento) a quattro anni di carcere per concorso in importazione, detenzione e porto di munizionamento da guerra, esplosivo e armi, e per il quello che riguarda il reato di calunnia” (fonte Wikipedia). Paolo Guzzanti, senatore di Forza Italia e presidente della commissione Mitrokhin, invece non molla. Continua a sostenere le sue tesi di intrecci col KGB dal suo blog “Rivoluzione Italiana“. Ha già annunciato un suo libro sensazionale che rivelerà finalmente le verità sul Dossier Mitrokhin. Mentre il mondo intero attende trepidante di conoscere queste verità sconvolgenti, il nostro lancia la sfida a Marco Travaglio per un confronto pubblico sulla questione ad armi pari. Una sfida che sembra già avere i connotati del prolungamento del pisello.

Ora Paolo Guzzanti ha beccato in flagrante la figlia Sabina mentre lo difende (Sabina ha dato ragione al padre definendo le dichiarazioni di Sandro Orlando, intervistato da Piero Ricca a proposito della Commissione Mitrokhin, come delle “minchiate”). Se Sabina da ragione al padre, vuol dire che da torto a Travaglio. Così il nostro senatore, noto castratore di canguri, coglie la palla balzo ed esplode nel delirio: “crisi di Travaglio e travaglismo, ovvero il braccio armato del dipietrismo” (LOL!). Rilancia infine la sua sfida macho. È una comica irresistibile.

Mi auguro che nessuno accolga la sfida, è più divertente vedere questo tipo frustrato senza pace, che non se la può prendere.

Gli interventi che avrebbero scaldato Paolo Guzzanti:

Monday, November 12th, 2007

Lettera a Piero Ricca

Filed under: Lettere, Piero Ricca
Written by: mazapegul @ 10:44 pm

berkeleymural.jpg Lettera inviata a Piero Ricca per la sezione Italiani all’estero:

Caro Piero,

mi sono trasferito negli Stati Uniti (Berkeley, California) per una serie di coincidenze, ma la motivazione si può riassumere in questo modo: voglia di cambiare aria e di ricominciare qualcosa di nuovo. Non per “cercare fortuna”. Ora vivo qua da oltre sette anni, l’Italia mi manca ma non ci tornerei a vivere. Ci sono in realtà una serie di pro e contra, dal mio punto di vista e in base alla mia esperienza s’intende. Mi soffermo brevemente sui pro, quelli principali.

Innanzi tutto nella zona in cui vivo (San Francico Bay Area) convivono persone appartenenti alle etnie, culture e religioni più disparate. Questa diversità si traduce in una comunità assai interessante ed eccitante. In Italia, specie al nord, si respira invece un’aria completamente diversa. C’è una diffusa insofferenza nei confronti della diversità: chi ha paura delle moschee, chi dei gay, chi guarda agli extracomunitari con sospetto, chi come agli animali nello zoo o come a quelli venuti a rubare il lavoro. Questa mediocrità culturale mi deprime.

Altra ragione è il lavoro, che nel mio caso è il campo dell’informatica. Negli USA un’azienda ti assume e ti rispedisce a casa senza tante storie, talvolta pure senza preavviso. Esperienza provata sulla pelle mia e di molti miei colleghi. Ma non esiste il concetto di precariato perché, almeno in questa zona, di lavoro ce n’è tanto. Le aziende cercano di tenersi strette le persone migliori, anche perché potenzialmente potrebbero trovare offerte migliori. In una tipica azienda italiana, invece, ogni semestre ti si presenta puntuale qualche bellimbusto col fazzolettino, a piangere di mancati guadagni, per evitare che qualche sprovveduto si metta in testa di chiedere aumenti.

Wednesday, October 24th, 2007

Mondadori Day

mondaday01dj3.jpg

Pieno appoggio al Mondadori Day, organizzato da Qui Milano Libera, per informare i cittadini che il principale gruppo editoriale italiano è passato a Berlusconi grazie a una sentenza comprata da Previti. Scarica e diffondi il volantino.

Secondo il disegno di legge Comunitaria 2007 (testo integrale in formato .pdf), approvato dal Consiglio dei Ministri nel Marzo 2007, la Mondadori e relativi proventi andrebbero confiscati dall’attuale proprietario, il quale sarebbe da considerarsi illegittimo.

Il comunicato di Piero Ricca:

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