[SONDAGGIO] Cosa pensate che gli elettori dovrebbero ormai aver capito?
Visto che la campagna elettorale è di fatto già iniziata, cosa pensate che gli elettori dovrebbero ormai aver capito?
Sono ammesse risposte multiple:

Visto che la campagna elettorale è di fatto già iniziata, cosa pensate che gli elettori dovrebbero ormai aver capito?
Sono ammesse risposte multiple:
Condivido molte delle battaglie di Beppe Grillo, che fra le altre cose ha l’indiscutibile merito di aver dato voce a vari poveracci vittime di ingiustizie che altrimenti nessuno se li sarebbe mai cagati. Condivido meno il Grillo qualunquista che spara sul mucchio. Ma a parte questo, il punto della questione qui è un altro: cosa ne sarebbe del Movimento 5 Stelle senza Grillo? Più o meno quello che ne sarebbe della Lega senza Bossi e del Pdl senza Berlusconi. Anche se il comico genovese si spreca nel ribadire che c’è bisogno di giovani e idee, non di nuovi leader, rimane lui stesso un leader populista di tipologia simile ai due esempi citati, più di quel che possa sembrare. Il fatto che non si candida cambia poco. Cosa succederebbe se un eletto del Movimento 5 Stelle un giorno si mettesse di traverso con idee non allineate a quelle del leader? Nel migliore dei casi verrebbe silurato. Se poi c’è il rischio che possa portare via voti al movimento si provvederà anche alla immancabile scarriolata di merda. No? Basta guardare i recenti scazzi fra Grillo e Luigi De Magistris per farsene una chiara idea.
Discorso molto diverso per l’Italia dei Valori, un partito dove convivono diverse personalità di provata integrità morale, senza che ci sia un “lider maximo” insostituibile. Anzi, è fuori di dubbio che se Di Pietro mollasse la segreteria farebbe solo del bene al partito.
A proposito della mancata sfiducia al Governo Berlusconi, la compravendita dei deputati, ecc. La cosa che mi sorprende di tutta questa vicenda è che la maggior parte dell’opposizione, leggi Pd, crede ancora di poter sconfiggere Berlusconi col consenso popolare. Dopo 16 anni segnati dalle mirabolanti imprese e avventure dell’Unto del Signore, bisogna essere davvero beoti per credere ancora a certe favole. Anche se, occorre dargliene atto, si tratta pur sempre di un passo avanti rispetto alla strategia del dialogo di dalemiana e veltroniana memoria. L’unico modo pratico e legale per toglierlo dalle palle è la via giudiziaria. Basterebbe infatti far funzionare per un po’ la giustizia, che non per niente è già in buona parte sottomessa al potere politico, per trasformare il Cavaliere dallo stato oleoso allo stato gassoso.
La domanda da porsi è la seguente: se il popolo ha scelto Barabba quando ancora non c’era Mediaset, oggi sceglierebbe anche un Al Capone? No, non c’è pericolo, ha già scelto di peggio. Qualsiasi persona non cerebrolesa, in queste condizioni, dovrebbe temere il voto popolare come la peste, destra o sinistra a prescindere. Che spettacolo però questi politici che pullulano in televisione invocando le elezioni e rinfacciandosi l’un con l’altro di avere paura del voto. La gara degli stupidi nella sua massima espressione.
Emma Marcegaglia:
“Non possiamo permetterci di andare a elezioni anticipate, non possiamo permetterci una campagna elettorale disastrosa in un momento come questo e richiamo ancora una volta tutti a un senso di attenzione e di bene per il Paese”. (Repubblica.it)
Balle! Quello che non possiamo (e non avremmo dovuto) permetterci è una classe politica (destra, sinistra e centro) che da 16 anni è sclerotizzata attorno ai processi di Berlusconi. Al contrario di quanto sostenuto dalla Marcegaglia, che ultimamente sembra sia tormentata dagli incubi dei segugi berlusco-feltriniani alle calcagna, le soluzioni possibili sono le seguenti:
Chi non si è mai chiesto come sia possibile che la ciurmaglia leghista goda di così tanto consenso elettorale (che prendano più dello 0,5% è sempre troppo, sia bene inteso)? È perché fanno leva sullo stupidismo popolare? Il radicamento sul territorio? Ma no, tutte puttanate. Guardate bene il video qui sopra, non sono una comica? È questo il loro segreto, la naturale goffaggine demenziale degli esponenti di spicco. Irrestibili a dire poco, sono uno meglio dell’altro!
Beppe Del Colle, editorialista di Famiglia Cristiana:
La discesa in campo di Berlusconi ha avuto come risultato quello che nessun politico nel mezzo secolo precedente aveva mai sperato: di spaccare in due il voto cattolico (o, per meglio dire, il voto democristiano). (da Famiglia Cristiana del 25 agosto 2010)
Un ottimo risultato direi. Un gregge di pecore è unito, quando si divide è segno che qualcuno ha iniziato ad usare il cervello. Per una tribù l’unità religiosa è anche una questione di sopravvivenza, ma una grande nazione che si vuole “civilizzata” dovrebbe essere fondata sul senso civico dei suoi cittadini (che è il senso della Costituzione). Un gruppo religioso unito e dominante che risponde ad un capo, tende ad imporre il suo moralismo alla collettività, sancendo così l’inizio dei problemi. È anche un fardello, pronto per essere strumentalizzato dal primo ducetto che si presenta sul mercato. Perciò ribadisco: la divisione dei cattolici, se è vera, è una buona notizia. Anche se non c’era bisogno del manganello del Berlusca per arrivarci.
Cicchitto: “In piazza se messi all’opposizione“.
Secondo la Costituzione, se il governo non ha più la maggioranza, la parola passa al capo dello stato, che potrebbe (dovrebbe) optare per un governo tecnico che porti il paese al voto con una nuova legge elettorale ed una legge sul conflitto d’interessi. Purtroppo per Cicchitto e compagnia, che invece vorrebbero le elezioni subito, la nuova costituzione berlusconiana non è ancora in vigore. Ovviamente il Popolo Dei Lacchè se la sta facendo sotto, non crederete mica che ad essi piaccia l’idea di andare al voto ad armi pari? O senza occupare militarmente i mass media? Fessi sì, ma non fino al punto da non sapere che contro le cerbottane si combatte meglio con i carri armati. Cicchitto promette di scendere in piazza. Benissimo, sarà per una giusta causa! Siamo tutti curiosi di vedere i rimasugli di questo popolo di “neuronless fans” (la vera grande creazione dell’Unto del Signore), pronto a combattere per il portafogli del Cavaliere e relativa banda di leccapiedi.
Pensare ad una soluzione politica per l’anomalia italiana è come pensare di convincere uno squalo alla dieta vegetariana, pregandolo in ginocchio. Il sistema criminale massonico-mafioso è arrivato ad un livello di infiltrazione tale, che bisogna essere parecchio ingenui per credere possibile una soluzione di tipo politico. Il metodo mafioso costantemente utilizzato da questa classe dirigente è sotto agli occhi di tutti da tempo immemore: le campagne intimidatorie e il manganello mediatico contro chiunque si permetta di disturbare il manovratore (dai Fini ai Boffo della situazione), facendo le pulci per le scoreggine e tralasciando naturalmente quelli che abitualmente la fanno fuori dal vaso; i dossier pronti per l’uso; le testate giornalistiche, pubbliche e private, interamente asservite al potere; i boss mafiosi omertosi lodati come eroi, mentre chiunque parli svelando il sistema viene isolato (eventualmente eliminato fisicamente); la scorta negata ai pentiti di mafia anche se giudicati attendibili da tre procure diverse.
Sbaglia chi pensa che il potere sia Berlusconi. Il potere è trasversale, e conta complici eccellenti sia fra le fila della cosiddetta “opposizione” che della magistratura. Senza risparmiare neppure gli ambienti ecclesiastici. La destra, la sinistra, Il berlusconismo, l’antiberlusconismo, il dipietrismo, la P3, non esistono. Sono invenzioni giornalistiche per fare titoli e confondere le idee. Il dato certo è l’esistenza di un sistema di potere ingordo, predatore e violento, che alimenta se stesso mortificando il resto della cittadinanza. Se poi aggiungiamo le leggi elettorali “porcata”, il dominio totalitario del sistema televisivo, i brogli e il voto di scambio, ci rendiamo conto che è sparito anche l’elettore. Andare al voto in questa situazione significherebbe regalare un suffragio elettorale alle cricche. Il ducetto di Arcore sta li finché è in grado di tutelare ed alimentare tale sistema criminale. Se non fosse più conveniente, il sistema lo tirerebbe giù in mezza giornata (cosa che potrebbe accadere prima di quel che si possa immaginare).
Se proprio non vogliamo una rivoluzione sanguinaria, l’unica via d’uscita possibile potrebbe essere quella giudiziaria. Un cancro è solo in grado di riprodurre se stesso, la cura è il bisturi. I criminali vanno assicurati alle patrie galere, anche se mi accontenterei che venissero cacciati dall’amministrazione pubblica. Questa è anche la ragione per cui la guerra più serrata il potere politico la sta combattendo contro la parte sana della magistratura, vale a dire contro la costituzione repubblicana. Se proprio lo si vuole chiamare giustizialismo, vorrà dire che sono fiero di essere un giustizialista.
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