Saturday, November 27th, 2010

Le nuove regole per un sano contraddittorio in Rai

A seguito delle polemiche sollevate dal programma pro-morte “Vieni Via Con Me”, finalmente il Cda Rai si è deciso a stilare una serie di linee guida chiare e semplici, per garantire un corretto contraddittorio nel servizio pubblico:

  1. Uno che mangia dovrà essere seguito da uno che vomita.
  2. Uno che sprizza felicità dovrà essere seguito da un aspirante suicida.
  3. Una nascita dovrà essere seguita da un funerale.
  4. Una carezza ad un bimbo dovrà essere seguita da uno scapaccione.
  5. Un cantante intonato dovrà essere seguito da uno stonato.
  6. Un concerto di musica classica dovrà essere seguito da un concerto punk.
  7. Un programma di musica pop dovrà essere seguito da un programma di musica dodecafonica.
  8. Ogni verità, trasmessa dal servizio pubblico, dovrà essere seguita da una balla.
  9. Le preghiere dovranno essere seguite da altrettante preghiere di religione opposta. In alternativa, da 5 minuti di bestemmie.
  10. La programmazione di una Santa Messa dovrà essere seguita da una Messa Satanica. In alternativa, da un film porno.

Friday, November 12th, 2010

Il talento di Mr. Masi

Ecco l’ultima genialata di Mauro Masi: bloccare la partecipazione di Fini e Bersani al programma “Vieni via con me” di Fazio e Saviano. Ovvia la ragione per cui se la sta facendo sotto, Fini è in ascesa ed è anche il rivale più pericoloso del suo padrone Cavaliere. Purtroppo per Masi, le sue goffe azioni censorie finiranno puntualmente per costringere la stampa ad occuparsi degli scontri conseguenti per giorni e giorni, regalando al programma nel mirino la miglior pubblicità possibile. Bisogna essere proprio dei zucconi per non capirlo. Oltretutto la presenza di quei due politici si preannunciava come il remake de “Il Grande Sonno”, ma a Masi è riuscita l’impresa di farla diventare l’evento della settimana.

Come censore vale meno di zero, ma come stratega involontario della promozione dei programmi Rai ha indubbiamente talento da vendere. Solidarietà a Masi.

Thursday, October 21st, 2010

Tracotanza allo stato dell’arte

Il Ducetto di Arcore è impegnato su due fronti. Da un lato utilizza il Parlamento ad personam per farsi approvare la sua impunità totale, passata, presente e futura. Dall’altro querela Report per il servizio del 17 ottobre scorso sulle ville di Antigua. Da un lato si fa una legge che impedisce a se stesso di andare in tribunale come imputato. Dall’altro in tribunale ci porta i giornalisti che gli fanno domande (e rispondere invece?), col chiaro intento intimidatorio per chiunque si metta in testa di scrivere cose sul Ducetto in questione.

Uno schiaffo alla decenza pubblica di proporzioni bibliche. Tracotanza allo stato dell’arte. Neanche un Orson Welles in acido poteva immaginare scenari simili. E pensare che io alle volte cerco di sforzarmi per intravedere nell’elettorato berlusconiano un barlume di intelligenza, salvo poi scontrarmi con la triste realtà.

Segnalazioni:

Saturday, May 22nd, 2010

Scuola di democrazia liberale – Caso Annozero

Una azienda pubblica (la Rai) per anni ostacola ed infine chiude uno dei suoi prodotti di maggiore successo di pubblico (Annozero), perché non gradito al maggiore azionista della concorrenza (Mediaset), nonché presidente del consiglio. Questo accade in una moderna democrazia liberale come l’Italia. Ehm, scusate… un moderno regime oligarchico, telecratico, puttanocrate, fascio-comunista, occidentale.

PS: Quando il Pd se ne accorgerà e scenderà in trincea faremo suonare le campane.

Friday, March 12th, 2010

Man bassa sulla Rai

Perché il tapparotto bitumato lo ha voluto chiamare “Popolo delle Libertà”? Ci sono due ragioni fondamentali.

In primo luogo un partito che aspira ad avere un elettorato di servi non poteva proprio chiamarsi “Popolo dei servi”, vi pare? Meglio farli credere liberi. E poi la sigla Pds non era più disponibile.

In secondo luogo un partito col preciso intento di mortificare il libero mercato (vedi posizioni dominanti e conflitti d’interessi), il potere giudiziario e la libertà di informazione (vedi la man bassa sulla Rai), non poteva proprio chiamarsi rispettivamente “Popolo dei totalitari”, “Popolo della giustizia ad personam”, o “Popolo del bavaglio”. Vi pare?

Non l’hanno chiamato “il paese dove si diventa asini”, ma “il paese dei balocchi”. A buon intenditor…

Segnalazione: Così Berlusconi ordinò: “Chiudete Annozero”, di Antonio Massari

    (foto da Il Fatto Quotidiano)

    Saturday, August 9th, 2008

    The browne-noser olympics

    Filed under: Agostino Saccà, Il vergognoso, Rai, Silvio Berlusconi, Video
    Written by: mazapegul @ 8:34 am

    sacca.jpg

    Grande performance di Agostino Saccà (fonti Repubblica.it e Sky/Tg24):

    [la Rai] ha mandato in onda intercettazioni eseguite in maniera illegale e mandate in onda in modo altrettanto illegale perchè non autorizzate dalla Camera, pur riguardando un parlamentare, Berlusconi”.

    Berlusconi mi ha chiamato per raccomandare anche 5-6 uomini, non solo donne, però queste intercettazioni non sono uscite“.

    Berlusconi ha detto che io sono una delle persone più intelligenti da lui conosciute“.

    Nessuno ha mai cacciato Biagi e “Il fatto”, siamo stati sempre tutti d’accordo [...] Biagi nelle ultime puntate aveva perso molto ascolto, era sceso al 19%: io feci rilevare che forse non poteva più stare in quella fascia oraria. Allora gli ho offerto un contratto triennale, anzichè annuale con tacito rinnovo, articolato in 5 prime serate su Rai Uno e 10 seconde serate organizzate con viaggi all’Est per raccontare i cambiamenti intervenuti, con televisione multimediale. Biagi era impazzito per l’idea perchè tornava a fare l’inviato e mi ha abbracciato“.

    Sono un giusto, in senso biblico”.

    Lezioni di etica pubblica e leccaculismo di proporzioni bibliche. Spese a carico del contribuente. Contattare Agostino.

    Saturday, August 2nd, 2008

    I nuovi comunisti

    copyright.jpgMediaset vuole 500 milioni di euro da YouTube e Google. L’azienda di Cologno Monzese sarebbe stata danneggiata dalla “illecita diffusione e sfruttamento commerciale di file audio-video di proprietà delle società del gruppo“.

    Mediaset non è un’azienda privata, è un partito azienda il cui maggiore azionista è anche il capo del Governo. Questo azionista naturalmente controlla l’azienda in questione, un’assortimento di pubblicità, propaganda e campagne diffamatorie. Lo stesso azionista, in qualità di Presidente del Consiglio, controlla anche il governo che fa le leggi che poi la sua azienda personale dovrà osservare. Controlla anche la concorrenza, la Rai. Infatti, sempre in qualità di capo del Governo, ha infiltrato i suoi uomini anche in Rai, nei posti chiave. Trattasi di professionisti alacri e tempestivi quando è ora di fare qualche favore: tipo rifilare veline per corrompere senatori, o per far cacciare i dipendenti scomodi della concorrenza. Non è fantastico? Altro che libero mercato, quà siamo un passo oltre!

    Ma c’è dell’altro. Europa7, una emittente con regolare concessione dal 1999, non può trasmettere perché le frequenze che gli spetterebbero le occupa Rete4 (secondo varie sentenze Rete4 dovrebbe togliersi dalle palle e finire sul satellite). Ma ve lo immaginate l’azionista di cui sopra che, come capo del Governo, si martella nei coglioni e spedisce Emilio Fede sul satellite in nome del pluralismo dell’informazione? Siamo seri, Rete4 ovviamente rimane lì dov’è, con proroga ad libitum.

    Passa un po’ tempo ed i nostri campioni del libero mercato mediasettiani si accorgono che YouTube gli sta portando via clienti a macchinetta. Va fermata. Solo che in questo caso la concorrenza non è una azienda pubblica come la Rai, non è perciò altrettanto facile infiltrare uomini anche lì. Si attaccano allora alla legge sul copyright, e chiedono quei 500 milioni di risarcimento. La decrepita legge sul copyright è del tutto inadeguata per i tempi di Internet, un minimo di intelligenza dovrebbe suggerire di riscriverla integralmente. È assodato che prima o poi Internet scalzerà via definitivamente la televisione come è intesa oggi, ma dobbiamo pur sempre fare i conti con i “liberisti” di cui sopra, che oltre a Mediaset hanno in mano il Governo. Figuriamoci se riscrivono una legge che finirà col favorire la diffusione e la libertà in Internet, a vantaggio di tutta la comunità, scavando però una precoce fossa alla loro amata aziendina personale. Siamo seri, un’altra volta, l’attuale legge sul copyright si presta a meraviglia per intimidire le aziende e gli utenti della rete.

    Tutto ciò può sembrare paradossale, ma non lo è. Si tratta di una moderna forma di comunismo.

    Sunday, July 6th, 2008

    Rai campione di etica

    Filed under: Agostino Saccà, Europa 7, Informazione, Loris Mazzetti, Rai
    Written by: mazapegul @ 3:43 pm

    libronerorai.jpgAgostino Saccà reintegrato in Rai e Loris Mazzetti cacciato a pedate. Il primo è stato premiato per aver utilizzato la Rai come una cloaca pubblica (anzi privata), facendo favori al maggiore azionista della concorrenza. Il secondo – uno dei più validi professionisti che lavorano in Rai – è stato punito in quanto avrebbe scritto ne “Il libro nero della RAI” che in tale azienda non viene rispettato il codice etico.

    In fondo è anche giusto, una azienda del genere merita solo di avere impiegati valletti e pubblico beota. I professionisti epurati dovrebbero lavorare in aziende vere. Ma questo è quello che avverrebbe in un regime di libero mercato. Al contrario in Italia, per quando riguarda l’informazione, esiste un regime putrefatto post-comufascista di ispirazione putiniana, il cui unico organo di propaganda si chiama Raiset. Guai a chi pensa di fare libera concorrenza (vedi caso Europa 7).

    E pensare che gli elettori continuano a votare i responsabili di questo scempio, pensando che si tratti di esseri liberali.

    Wednesday, November 21st, 2007

    Servizio Mediaset

    Filed under: Informazione, Mediaset, Politica, Rai, Romano Prodi, Silvio Berlusconi
    Written by: mazapegul @ 10:20 pm

    crocoset.jpg Giornalisti Rai in rivolta, finalmente! Un po’ a scoppio ritardato ma meglio tardi che mai. All’indomani dell’insediamento del partito azienda in viale Mazzini, a seguito della vittoria elettorale del 2001, la Rai venne calpestata ed umiliata senza esclusione di colpi. Il cavaliere, nella duplice veste di presidente del consiglio e proprietario dell’azienda concorrente, impose i suoi uomini in Rai, in una situazione di conflitto d’interessi talmente macroscopica che chiamare antidemocratica è ancora un eufemismo. Seguirono anni di scempio televisivo, fra intimidazioni, occultamenti di notizie, epurazioni di giornalisti scomodi, e quant’altro. A giudicare dal conseguente crollo degli indici d’ascolto e dalle devastanti intercettazioni pubblicate su Repubblica, avrebbero trasformato il servizio pubblico in una sorta di servizio Mediaset. Una situazione peraltro denunciata già da tempo da una piccola parte della stampa (vedi L’Unità di Colombo), puntualmente tacciata come demonizzatrice nei confronti del cavaliere anche dal centro-sinistra.

    Questo episodio dimostra inoltre, se mai ce fosse stato il bisogno, che il leader dell’ex Casa della Libertà e del neo Partito della Libertà (o come cavolo lo vorranno chiamare), non sopporta ben volentieri ne’ il libero mercato ne’ la libera concorrenza. Preferisce agire indisturbato. Preferisce il monopolio e la prevaricazione. Un leader di centro-destra così insofferente alle regole di mercato lo si doveva ancora inventare.

    Nel frattempo Prodi sembra essersi risvegliato, in una intervista sul quotidiano tedesco Sueddeutsche Zeitung si rammenta che il “monopolio mediatico” di Silvio Berlusconi è “un pericolo per la democrazia e di conseguenza deve essere corretto dalla legge”. L’eventuale legge sul conflitto d’interessi dovrebbe essere seguita a ruota dalla altrettanto necessaria riforma del servizio pubblico: via i partiti dalla Rai. Il momento è quello giusto, dopo che anche gli ex alleati del cavaliere sono stati da lui umiliati per bene (prima o poi doveva succedere), non dovrebbe essere difficile trovare anche intese più vaste. Sarebbe davvero imperdonabile per l’attuale governo non risolvere questa inaccettabile anomalia italiana, ora.

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