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Sunday, November 11th, 2012

Viva la democrazia, purché si decida prima il (non) vincitore

Filed under: Beppe Grillo, Regime, Renato Schifani
Written by: mazapegul @ 2:25 pm

Pur di non far vincere Grillo, sono disposti a premiare accozzaglie di coalizioni litigiose e inconcludenti, perennemente ricattate dai Bertinotti-Mastella-Casini di turno. Questo dimostra quello sostengo da tempo: “ogni popolo ha il governo che si merita” è una balla colossale, un luogo comune utile solo al potere per auto-legittimarsi. È vero il contrario: i governi si plasmano il popolo che più gli fa comodo.

Friday, July 6th, 2012

La seconda cloaca dello Stato

L’uomo del Colle è così preso dal pericolo intercettazioni, nota priorità assoluta del paese, da non essersi ancora accorto che la seconda cloaca dello stato, tal schifa-culi, più che super partes, è super lingues. Ride il nano di Arcore: la Tv, pubblica e privata, era e rimane, cosa sua. Dal Colle nemmeno un monitino, né vivo né vibrante. Qualcuno gli ricordi che lo aspetta una pensione d’oro, chissà che non gli venga voglia di andarci subito.

Saturday, September 4th, 2010

“Fuori la mafia dalla stato” non è democratico

Schifani apostrofa i contestatori: “Siete un esempio di antidemocrazia, perché volete impedire a due personalità politiche di parlare”. Ha detto “personalità politiche”?? LOL!

Anche la mafia ha diritto di essere rappresentata!

Saturday, June 19th, 2010

Travaglio condannato: 10 mila euro per il lombrico e 6 per la muffa

Cito da Il Fatto Quotidiano di oggi 20 giugno 2010, a proposito dei 16 mila euro che Travaglio dovrà risarcire al presidente del Senato Schifani:

[...]

Travaglio, secondo il giudice, non ha fatto nulla di male neanche a sostenere “l’indegnità di Schifani a ricoprire la seconda carica dello Stato per via delle sue passate e appurate frequentazioni (che sono un fatto)”.

[...]

Il giudice non contesta “la parabola a precipizio della politica” ma ritiene “attacchi personali nei confronti dell’attore in quanto rivolte alla sua persona e non a fatti oggetto di interesse pubblico che sconfinano nella contumelia” le parole che seguono sulla muffa e il lombrico. Per il giudice “è evidente che i riferimenti alla muffa e al lombrico attengono esclusivamente all’uomo Schifani”.

[...]

I difensori di Schifani sono soddisfatti perché “i giudici hanno riscontrato la diffamazione” e confermano che “l’importo del risarcimento sarà devoluto interamente in beneficenza”
(La zona d’ombra di Schifani, di Marco Lillo)

Che in Italia non si possa chiamare stronzo un pezzo di merda era cosa nota (detto così in generale eh). Ma il giudice in questione non ha bene inteso che la muffa ed il lombrico non erano riferiti alla Sua persona (mia non è di sicuro!) del presidente del Senato, ma a quello che viene dopo. Questa è una condanna preventiva, almeno si aspetti di conoscere il successore!

Suggerisco di scovare i destinatari della beneficenza, per invitarli a prendere interamente il devoluto, fare un bel rotolino e rispedirlo alla Sua persona.

Post precedenti:

Wednesday, April 28th, 2010

Quei bravi berluscazzi

The Fabulous Arcore Ducett:

“Esprimo la più convinta solidarietà a Gianfranco Fini per gli attacchi personali che quest’oggi il Giornale gli ha mosso. La critica politica, anche più severa, non può trascendere in aggressioni ai familiari e su vicende che nulla hanno a che fare con la politica. Tali metodi, che assai spesso ho dovuto subire, vorrei mai vederli applicati”.

Prima manda gli sgherri col manganello, poi esprime solidarietà alla vittima. Non male, c’è già la fila dei fessi pronti a crederlo sincero. Vittorio Feltri ha una reputazione pluridecennale. Se un editore lo assume come direttore del giornale, è perché si aspetta che Feltri faccia il Feltri, o al limite di più (se lo paghi bene). Non mi sembra ci sia altro da aggiungere.

Vittorio Feltri:

“Berlusconi prende le distanze, io invece rimango fermo nell’idea che le notizie o sono vere o non sono vere. [...] E quella su Fini e la ‘suocera’ che prende un milione e rotti dalla Rai, ente pubblico, è vera. Il resto conta poco. Anzi, niente”.

I fatti sono fatti (a parte qualche manipolatina), il ragionamento non fa una piega. Solo una piccola puntualizzazione: Feltri ci dovrebbe spiegare come mai quando è ora di fare le pulci mira sempre quello che mette il bastone fra ruote al suo padrone, mentre quando si tratta del suo padrone o di certi suoi “amici” è cosi solerte ad occultare e smontare (che lavoraccio, ma lo pagano bene?). Certo che se dovesse trattare Schifani e Dell’Utri come Boffo e Fini… ma in tal caso non sarebbe il cortigiano che è.

Tuesday, April 27th, 2010

Schifani e le vecchiette mannare

Filed under: Fiabe moderne, Il Fatto Quotidiano, Mafia, Renato Schifani, Satira
Written by: mazapegul @ 8:35 pm

Proprio questi giorni pensavo come mai nessuno parla più delle meravigliose avventure dello Schifani nazionale. I cittadini italiani dovrebbero sapere delle imprese eroiche del Presidente del Senato della Repubblica. Il bravo avvocato che difese dei poveri malcapitati dai feroci attacchi delle vecchiette mannare (al secolo signorine Pilliu). Poi si è detto che i malcapitati fossero collusi con Cosa Nostra. Ma non mi fate ridere, Cosa Nostra è solo sesta in classifica, praticamente non esiste. In ogni caso, lo Schifani ha fatto causa a Il Fatto Quotidiano per avere narrato delle suddette avventure, e ora si dovrà riparlarne. Ma quanto è furbo!?

Nota: questo è un pezzo satirico. Non vorrei che alle vecchiette venisse in mente di querelarmi!

Letture consigliate:

Thursday, November 26th, 2009

Mafia Pride – Fieri di essere mafiosi

Il povero Schifani difendeva come avvocato dei poveri cristiani (poi risultati contigui alle cosche mafiose) contro due cattivissime signore che difendevano la loro casetta a Palermo. Dunque rimane Presidente del Senato.

Il povero Cosentino è indicato da ben nove pentiti (fra cui un cocainomane) come il referente politico della Camorra. Dunque rimane al Governo.

Il povero Dell’Utri, già condannato a 9 anni per mafia in primo grado, viene indicato da altri pentiti come il referente di Cosa Nostra nella trattativa mafia-stato. Dunque rimane Senatore.

Infine il povero Unto del Signore, che ora dai pentiti viene addirittura indicato come il mandante a volto coperto delle stragi del ’92-’93. Dunque rimane Presidente del Consiglio.

Ma che bel Governo, sinceramente non ne ricordo uno migliore di questo, neanche ai tempi di Andreotti! A quando un bel “Mafia Pride”?


Sunday, October 5th, 2008

L’Italia orripilante

Filed under: Il vergognoso, Lega Nord, Politica, Razzismo, Renato Schifani
Written by: mazapegul @ 8:44 pm

legadelirio.jpgRenato Schifani: “Non credo nel nostro Paese esista il razzismo [...] Non può esistere, non è nel nostro Dna. Nel nostro Dna c’è l’accoglienza, la solidarietà“. “Altra questione è quella del pericolo di razzismo, di frange ‘dormienti’ che si sono risvegliate con episodi gravi come quello dell’omicidio della signora Reggiani. Di fronte a episodi di questo tipo la parte sana del Paese ha reagito positivamente una parte massimalista ha reagito in maniera xenofoba. Fenomeni di questo tipo vanno condannati e tenuti sotto controllo” (fonte Repubblica.it).

L’ex siculo brokers ha ragione, in Italia non può esistere il razzismo. Esistono solo i Leghisti e i nostalgici fascisti che loro hanno piazzato al governo. Ma non è il caso di drammatizzare, dal momento che li vogliono tenere sotto controllo gli hanno ridato un po’ di potere e qualche ministero. Saggia strategia, come mettere un cobra nelle mutande e sperare che non faccia troppi danni.

Somministrare il video lontano dai pasti.

Saturday, September 13th, 2008

D’Avanzo piscia fuori dal vaso

impastato.jpgA proposito della polemica D’Avanzo-Travaglio. Al di la di tutti gli inutili dettagli che sono emersi dal battibecco, mi voglio soffermare sul punto più importante della questione: da un lato Travaglio denuncia in televisione il fatto che nessuno si è preso la briga di informare il pubblico televisivo che il neo presidente del Senato in passato è stato socio con persone in seguito condannate per mafia (fra cui un boss); dall’altro D’Avanzo, forse sentendosi implicitamente attaccato nell’orgoglio di giornalista, accusa Travaglio di raccontare fatti “sdrucciolevoli” per “persuadere un ascoltatore innocente che il presidente del Senato sia in odore di mafia”. Scrive D’Avanzo:

«Le lontane “amicizie pericolose” di Schifani furono raccontate per la prima volta, e ripetutamente, da Repubblica nel 2002 (da Enrico Bellavia). In quell’anno furono riprese dall’Espresso (da Franco Giustolisi e Marco Lillo). Nel 2004 le si potevano leggere in Voglia di mafia (di Enrico Bellavia e Salvo Palazzolo, Carocci). Tre anni dopo in I complici (di Lirio Abbate e Peter Gomez, Fazi). Se dei legami dubbi di Schifani non si è più parlato non è per ottusità, opportunismo o codardia né, come dice spensieratamente Travaglio a un sempre sorridente Fabio Fazio, perché l’agenda delle notizie è dettata dalla politica ai giornali (a tutti i giornali?).

Non se n’è più parlato perché un lavoro di ricerca indipendente non ha offerto alcun – ulteriore e decisivo – elemento di verità. Siamo fermi al punto di partenza. Quasi trent’anni fa Schifani è stato in società con un tipo che, nel 1994, fonda un circolo di Forza Italia a Villabate e, quattro anni dopo, viene processato come mafioso.» (fonte Repubblica.it)

Stando ai fatti ed alle dichiarazioni documentate nel libro “I Complici“, credo che avere il sospetto che il Presidente del Senato possa essere ricattabile da un boss in carcere, sia più che legittimo. Stiamo parliamo di un personaggio che successivamente alle “amicizie pericolose” ha fatto la sua bella carriera. Recentemente è stato paracadutato nella seconda carica dello Stato ma continua ad infischiarsene di fare chiarezza sul suo brillante passato. Siamo di fronte ad un potenziale pericolo pubblico ma secondo D’Avanzo è bene evitare di parlarne visto che nel frattempo non sono emersi nuovi “elementi di verità”. Peccato che il neo presidente in questione nel frattempo si occupa di roba pubblica, non di noccioline. E poi si sa, per risolvere i problemi è sufficiente smettere di parlarne, specie in televisione. Non per niente è lo stesso paese dove il conflitto di interessi del Cavaliere non viene risolto da 15 anni, dunque non esiste più.

D’Avanzo, stai proprio pisciando fuori dal vaso.

Segnalazioni:
Intervista a Lirio Abbate di Nello Trocchia

(photo by [ragnagne])

Thursday, July 31st, 2008

Lombrichi e muffe

worms.jpgA proposito della querela di Schifani contro il giornalista Travaglio, per via degli interventi che quest’ultimo ha rilasciato alla trasmissione televisiva “Che tempo che fa”, c’è una cosa che non mi è ancora chiara: cosa manca a questo regime per eguagliare quello del famigerato “ventennio”? Hanno il governo, l’immunità, il controllo sull’informazione, si apprestano a sfasciare definitivamente la giustizia. Non appena una vocina sfugge al controllo, portando alla luce alcuni fatti scomodi, ecco che piovono querele intimidatorie da milionate di euro. È la stessa tecnica del terrorismo: colpirne uno per educarne cento. Cosa manca? La domanda in realtà è posta male, sotto certi punti vista, il “ventennio” è già stato ampiamente superato.

Post precedenti: Regime – Torna il manganello sulla Rai

(photo by Ben McLeod)

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