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Friday, April 22nd, 2011

A brigante, brigante e mezzo

Filed under: Il Fatto Quotidiano, Il Giornale, Regime, Roberto Saviano
Written by: mazapegul @ 10:06 pm

Cito da Il Gioviale:

Sbattuto in prima pagina come un farabutto solo perché ha presentato una proposta di legge per modificare l’articolo 1 della Costituzione. Tutto si aspettava Remigio Ceroni tranne che venire indicato dal Fatto come un marito che picchia la moglie. Una vecchia denuncia riesumata dal giornale di Travaglio che ora il deputato Pdl nega: «Chiedo l’intervento di Napolitano e Fini» ha detto alla Zanzara su Radio24. E per dimostrare che ha ragione non ricorre alla querela («forse la farà mia moglie») ma invita l’autrice dell’articolo a trascorrere Pasqua a casa sua «così si documenterà meglio».

Anche Il Fatto Quotidiano sparge fango e merda? Dunque tutti uguali?

La macchina del fango non la utilizza mai chi oppone resistenza al regime. La macchina del fango la utilizza il potere quando è in fase di difficoltà, puntandola contro chiunque si metta di traverso. Quando avviene il contrario, come nel caso de Il Fatto, abbiamo una legittima applicazione della logica “a brigante, brigante e mezzo”. Si tratta ovviamente di una guerra ad armi particolarmente impari, visto che l’imponente dispiegamento di mezzi è sempre esclusiva del potere.

Certo, non si tratta di un concetti di facile assimilazione per un lettore medio de Il Gioviale del Sallusferatu.

Esprimo tuttavia solidarietà ai personaggi alla Lassini e Ceroni, di cui il Pdl pullula. In realtà dei poveretti al servizio del regime, che non sanno più cosa inventarsi per attirare l’attenzione del Papi, forse per avere in cambio pure loro una meritata farfallina.

Sunday, January 23rd, 2011

Invito Saviano ad abbandonare la Mondadori

Marina Berluconi, presidente della Mondadori:

“Mi fa letteralmente orrore che una persona come Roberto Saviano, che ha sempre dichiarato di voler dedicare ogni sua energia alla battaglia per il rispetto della libertà, della dignità delle persone e della legalità, sia arrivata a calpestare e di conseguenza a rinnegare tutto quello per cui ha sempre proclamato di battersi. Il ‘mestiere di giustizia’ come lo chiama Saviano, e coloro che sono chiamati ad esercitarlo non dovrebbero avere nulla a che vedere con la persecuzione personale e il fondamentalismo politico che questa vicenda mette invece con spudorata evidenza sotto gli occhi di tutti”. (da Repubblica.it)

Esprimo la mia solidarietà a Marina per il preoccupante stato di salute mentale del padre. Tuttavia, invece di aiutarlo, Marina sceglie di dargli corda con la ridicola questione della persecuzione giudiziaria. Una balla colossale ripetuta talmente tante volte dai mass media da diventare “la verità”. La figlia presidenziale arriva persino a dichiarare orrore per la dedica di Saviano:

“Dedico questa laurea [honoris causa in giurisprudenza, n.d.r.] ai tre magistrati, Boccassini, Forno e Sangermano, che indagano su Berlusconi. Loro che stanno vivendo momenti difficili solo per aver fatto il loro dovere.”

Dispiace che si sia dovuti arrivare a questo punto. Non ci si sarebbe arrivati se chi doveva opporsi con intransigenza al macroscopico conflitto d’interessi ed alle leggi vergogna, nelle varie occasioni avute in passato, lo avesse fatto. In questo “laboratorio del totalitarismo moderno” (cit. Rodotà), l’unica cosa certa è che il potere politico non possiede anticorpi. L’unica possibilità per fermare la criminalità delle classi dirigenti rimane la via giudiziaria. Finché esistono magistrati con la schiena dritta.

Lunga vita a Ilda Boccassini, Pietro Forno e Antonio Sangermano.

Friday, January 21st, 2011

Fate largo, che arrivano le libertà!

Filed under: Lega Nord, Regime, Roberto Saviano
Written by: mazapegul @ 9:08 pm

Paride Costa, consigliere comunale Pdl:

Sconsigliare la lettura di alcuni autori è una bella cosa.

Oltre che interloquire con la ‘ndrangheta hanno trovato il tempo per far sparire i testi di Roberto Saviano dalle biblioteche. Fate largo, che arrivano le libertà. E portate pazienza, i roghi dei libri e i campi di concentramento per i dissidenti sono dietro l’angolo.

Saturday, November 27th, 2010

Le nuove regole per un sano contraddittorio in Rai

A seguito delle polemiche sollevate dal programma pro-morte “Vieni Via Con Me”, finalmente il Cda Rai si è deciso a stilare una serie di linee guida chiare e semplici, per garantire un corretto contraddittorio nel servizio pubblico:

  1. Uno che mangia dovrà essere seguito da uno che vomita.
  2. Uno che sprizza felicità dovrà essere seguito da un aspirante suicida.
  3. Una nascita dovrà essere seguita da un funerale.
  4. Una carezza ad un bimbo dovrà essere seguita da uno scapaccione.
  5. Un cantante intonato dovrà essere seguito da uno stonato.
  6. Un concerto di musica classica dovrà essere seguito da un concerto punk.
  7. Un programma di musica pop dovrà essere seguito da un programma di musica dodecafonica.
  8. Ogni verità, trasmessa dal servizio pubblico, dovrà essere seguita da una balla.
  9. Le preghiere dovranno essere seguite da altrettante preghiere di religione opposta. In alternativa, da 5 minuti di bestemmie.
  10. La programmazione di una Santa Messa dovrà essere seguita da una Messa Satanica. In alternativa, da un film porno.

Wednesday, November 17th, 2010

Saviano vs Maroni, un bel faccia a feccia

Povero Maroni, prima sbugiardato dal pm Annamaria Fiorillo, poi i rapporti ‘ndrangheta Lega Nord denunciati da Saviano davanti a 9 milioni di spettatori. Io penso che debba avere il diritto di replica nella prossima puntata di “Vieni via con me”, a patto che vengano letti i seguenti elenchi:

  • Tutte le citazioni del Tricolore fatte da Umberto Bossi.
  • Le 10 domande a Berlusconi stilate dalla Lega Nord su La Padania nel 1998 (la cui copia è misteriosamente sparita dal sito ufficiale).
  • L’elenco dei Magistrati calunniati da Berlusconi e relativi house organs negli ultimi 16 anni, che non hanno potuto beneficiare del diritto di replica a reti unificate.
  • L’elenco delle specialità suine secondo Calderoli (dalle effusioni di piscio di maiale nei terreni adibiti alla costruzione di moschee, alla scrittura delle leggi elettorali porcata, ecc.).
  • La lista di tutti gli animali che ti potrebbero mordere un polpaccio, compresi quelli padani. Letta dall’agente attaccato da Maroni Zanna Bianca durante la perquisizione della sede leghista.

Tuesday, November 16th, 2010

Saviano, come prendere due piccioni con una fava

«Come ministro e ancora di più come leghista mi sento offeso (comprensibile, n.d.r.) e indignato dalle parole infamanti di Roberto Saviano, animate da un evidente pregiudizio contro la Lega. [...] Vorrei un faccia a faccia con lui per vedere se ha il coraggio di dire quelle cose guardandomi negli occhi». (Roberto Maroni, Repubblica.it)

«Un copione, sempre lo stesso, mandato a memoria e riproposto senza alcuna variante: sono gli elenchi di definizioni relative alla povera Eluana Englaro letti ieri sera in tandem da Fabio Fazio e Beppino Englaro su Raitre a “Vieni via con me” [...] L’amore con cui le suore misericordine hanno assistito Eluana Englaro per 15 anni, ricevendola proprio dalle mani di quel padre che di loro dirà: me l’hanno violentata». (L’Avvenire)

Tutto in una serata, Roberto Saviano ha preso due piccioni con una fava. Da un lato è riuscito a far rodere il fegato al ministro leghista, frustrato per non aver potuto azzannargli il polpaccio mentre denunciava, davanti a 9 milioni di spettatori, che “al Nord la ‘ndrangheta interloquisce con la Lega” (avrebbe infatti desiderato che gli parlasse a quattrocchi). Dall’altro ha indignato il quotidiano cattolico dei don abbondio, che passerà alla storia per aver chinato la testa ai bravi del Cavaliere e dei metodi boffo.

Questo è ciò che si chiama un successo!

Friday, November 12th, 2010

Il talento di Mr. Masi

Ecco l’ultima genialata di Mauro Masi: bloccare la partecipazione di Fini e Bersani al programma “Vieni via con me” di Fazio e Saviano. Ovvia la ragione per cui se la sta facendo sotto, Fini è in ascesa ed è anche il rivale più pericoloso del suo padrone Cavaliere. Purtroppo per Masi, le sue goffe azioni censorie finiranno puntualmente per costringere la stampa ad occuparsi degli scontri conseguenti per giorni e giorni, regalando al programma nel mirino la miglior pubblicità possibile. Bisogna essere proprio dei zucconi per non capirlo. Oltretutto la presenza di quei due politici si preannunciava come il remake de “Il Grande Sonno”, ma a Masi è riuscita l’impresa di farla diventare l’evento della settimana.

Come censore vale meno di zero, ma come stratega involontario della promozione dei programmi Rai ha indubbiamente talento da vendere. Solidarietà a Masi.

Tuesday, November 9th, 2010

Successo di Vieni via con me. Ennesima scornata per Masi

Il caso del programma “Vieni via con me” di Fazio e Saviano ci dimostra alcune cose, se mai ce ne fosse stato il bisogno. In ordine:

  • Che una televisione di qualità non solo è possibile, ha persino successo.
  • Che il povero Masi da questo successo ne esce piuttosto malconcio e umiliato.
  • Che lo scopo ultimo degli infiltrati di Mediaset in Rai, oltre quello di assopire le coscienze, è quello di affossare l’azienda pubblica. In altre parole, dovrebbero essere cacciati a pedate e rispediti al mittente.
  • Che l’Italia è spaccata in due. Ma non destra e sinistra, ricchi e poveri. Da una parte c’è un’Italia rozza e ignorante. Dall’altra c’è un’Italia diversa.
  • Che la vera garanzia del potere più ingordo e predatore di risorse pubbliche, che si sia visto dal dopoguerra, è appunto un popolo rozzo e ignorante. Non a caso è soprattutto su questo che si è investito negli ultimi anni.
  • Che, purtroppo per il regime mafio-puttanocratico, c’è ancora troppa gente intelligente in giro.
  • Che i poveri berlusconiani d’assalto hanno guardato il programma rodendo in silenzio, avendo seguito il monologo di Saviano senza poter abbaiarci sopra (quello che loro chiamano “il contraddittorio”).
  • Che la macchina del fango (“Il Giornale” e company) ha invertito l’efficacia. Sembra infatti che negli ultimi tempi i destinatari del fango vengano baciati dalla fortuna, mentre quelli incensati (i vari berlusconi e berluschini) vengano baciati dalla sfiga.
  • Che Dino Boffo non aspetta che un’altra ondata di fango feltriniano, chissà che ora non gli porti fortuna per rifarsi una carriera.

Sunday, August 22nd, 2010

Il voto di scambio, una genialata!

Filed under: Mafia, Roberto Saviano, Voto di scambio
Written by: mazapegul @ 8:37 pm

In Italia c’è uno zoccolo duro di elettori che voterà sempre a sinistra e un altro che non voterà mai a sinistra. È il grosso dell’elettorato e più o meno si compensano. Un terzo zoccolo duro è formato da chi non vota, che comprende sia chi non gliene frega niente e sia quelli profondamente delusi dalla politica in generale. Poi c’è l’Italia dei Valori che fa leva sull’indignazione generata dal susseguirsi sistematico di governi tenuti per le palle da mafia e massoneria. Infine c’è la Lega Nord, il fenomeno più preoccupante, che fa leva sulla pancia e sullo stupidismo popolare. Questo è il quadro, più o meno. In uno scenario simile le elezioni le vince chi ha i mezzi e gioca sporco. Se metti insieme una sapiente propaganda a reti unificate, qualche broglio e il voto di scambio, vincerebbe anche Al Capone (infatti, direte). A proposito di voto di scambio, per chi ne avesse solo sentito parlare, ecco un esempio di come funziona:

Si organizzano dei capibastone (o boss di quartiere o roba simile). Ognuno di questi viene dotato di schede elettorali bianche autentiche. Gli viene anche detto di votarle per il tal partito o il tal candidato. Poi vengono promessi un pugno di euro a chiunque sia disposto a depositare tali schede nell’urna. Non so quali siano le attuali tariffe di mercato, ma nelle zone povere del paese 20 euro bastano e avanzano. L’elettore in questione si intasca perciò la sua scheda già votata e si dirige al seggio. Li gli danno una nuova scheda bianca. L’elettore va in cabina, intasca la scheda bianca, esce con la scheda già votata e la deposita nell’urna. Poi torna dal suo capobastone e gli consegna la scheda bianca, la prova dell’avvenuto voto di scambio, e intasca così l’onorario prestabilito. Il capobastone ricicla a sua volta la scheda bianca di ritorno, la vota, e la consegna al prossimo elettore probo. Ecco come si decide chi deve vincere in una “democrazia moderna”. Una genialata no?

In Italia non basta cambiare la legge elettorale e disciplinare conflitto di interessi e antitrust con ferree leggi costituzionali. Occorre anche blindare le elezioni. Poi, se anche in un contesto che risponda ai requisiti minimi per una democrazia, vincessero ancora le mafie, le cricche e relativi ducetti della situazione, me ne farò una ragione. Fin quando non succede continuerò a credere che sono i governi ad avere i popoli che si meritano, non il contrario.

Wednesday, June 16th, 2010

Per fortuna che c’è Angelino

Il giorno dopo del rifiuto da parte dello Stato del programma di protezione a Spatuzza, pentito giudicato attendibile da tre procure, l’Angelino Alnano se ne esce con la migliore battuta satirica (involontaria) dell’anno:

“Lo Stato ha gli strumenti legislativi che favoriscono la collaborazione (dei pentiti, n.d.r.), non ho ancora avuto modo di leggere l’appello dello scrittore (Roberto Saviano, n.d.r.), ma tutto quello che va in questa direzione è positivo”. (da Repubblica.it)

Meno male che l’appello di Saviano non l’ha ancora letto, altrimenti saremo felici di constatare che secondo l’Angelino va (niente meno che) “nella giusta direzione”. Riporto qui sotto un estratto significativo della lettera in questione, inviata da Saviano al boss dei casalesi Francesco Schiavone. Qualcuno assista il ministro ad personam durante la lettura, non vorrei che gli prendesse un coccolone:

“[...] Hai avuto e hai ancora molti politici in pugno, condizioni gli appalti di molta parte di questo Paese. Proprio perché stai in galera e porti il peso del tuo potere, ti consideri migliore rispetto a imprenditori e parlamentari vicini che valuti codardi. Eppure di questa superiorità cosa ti rimane? Loro stanno fuori e tu sei dentro. Perché continua a difenderli il tuo silenzio? Cosa mai potrà compensare il tuo ergastolo e la distruzione continua della tua famiglia? Non lo vedi? Francesco Schiavone, che cos’hai ottenuto? L’ergastolo e un futuro sepolto in galera. Non hai più alcuna speranza di uscirne fuori finché sei vivo. E allora, che cosa pensi, che ragioni ti dai della tua vita?

Credo, in realtà, di sapere a cosa stai pensando. Che adesso gli affari fuori sono buoni. La crisi economica aumenta il business del clan la tua galera passa in secondo piano. Pensi che hanno anche promulgato leggi favorevoli. La legge sulle intercettazioni sarà d’ora in avanti il vostro scudo, con questa legge non avrebbero mai potuto arrestare tuo figlio, la legge sul processo breve potrà tornarvi utile. Avete politici alleati nei posti chiave, e (se verrà confermato quanto dichiarano le accuse dell’antimafia di Napoli) il sottosegretario allo sviluppo Nicola Cosentino è in diretto rapporto con la tua famiglia. Non perché tuo parente ma perché in affari con te. Quindi pensi di avere un ministero importante dove passano soldi e favori nelle tue mani.” (lettera integrale: “Sandokan pentiti, il tuo potere è finito“)

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