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Monday, April 19th, 2010

Perché Gomorra di Saviano

Filed under: Libri, Mafia, Peter Gomez, Roberto Saviano
Written by: mazapegul @ 10:58 pm

Sulla mafia sono stati scritti numerosi libri, film, telefilm, e quant’altro. L’attendibità, l’utilità e la riuscita di tali opere è varia. C’è di tutto. Gomorra di Roberto Saviano non è né il testo con la scrittura più sciolta (dal punto di vista strettamente tecnico linguistico), né quello che aiuta meglio a comprendere il fenomeno nel suo complesso (non indugia granché nelle collusioni politico-istituzionali, caratteristica sostanziale delle associazioni mafiose). Tuttavia Gomorra ha qualcosa di speciale, qualcosa che non ho riscontrato altrove, almeno non con la stessa forza. Nemmeno nei testi fondamentali come quelli di Leonardo Sciascia, Lirio Abbate, o Roberto Scarpinato. Una caratteristica che non è emersa neppure nell’omonimo film “adattato” sul testo di Saviano. Gomorra è l’opera letteraria che più di ogni altra ha la capacità di raccontare la mafia mettendola a nudo di fronte ai suoi aspetti più vigliacchi, goffi e ridicoli. Dal testo non emerge affatto l’immagine romantica di uomini d’onore duri e puri, tipica di questo genere di letteratura. Dai racconti di Saviano i boss, gli affiliati e i comuni mortali, ne escono a pezzi. Il lettore viene prima fatto sentire in parte responsabile del degrado, poi arriverà anche a schifare l’appartenenza al genere umano. Un libro scritto “di pancia”, come dichiarato dall’autore stesso. Non saprei dire cosa abbia scatenato il vasto successo di pubblico, quel che è certo è che i mammasantissima certe peculiarità non le hanno proprio apprezzate.

Saturday, April 17th, 2010

L’omuncolo attacca Saviano

Filed under: Il vergognoso, Mafia, Partito Democratico, Roberto Saviano
Written by: mazapegul @ 3:15 pm

Mettere il Pd al completo contro l’Unto del Signore, anche per sole 24 ore, è un’impresa ardua. Più a lungo è quasi impossibile. Ma all’Unto del Signore l’impresa riesce. Ci è riuscito con i recenti attacchi a Roberto Saviano, autore del libro denuncia contro la camorra napoletana “Gomorra”. Capisco che l’Unto si ritrovi premier grazie alla organizzazioni mafiose, e che le stesse mafie lo tirerebbero giù in mezza giornata se non rigasse dritto (cosa che sta facendo), ma attaccare uno scrittore condannato a morte dal più potente clan camorrista e costretto a vivere sotto scorta, è una specialità che riesce solo a certe menti fradice. Comunque non dovrebbe preoccuparsi, in un paio di giorni i vertici del Pd avranno già dimenticato tutto. Non vedono l’ora di sedersi al tavolo delle riforme. Come se al governo fregasse qualcosa di quello che gli “oppositori” avranno da dire.


Firma l’appello Io sto con Emergency


Sunday, January 10th, 2010

A Rosarno guerra fra poveri

(Il migrante investito l’altroieri con la macchina da un esponente della cosca di Bellocco, da Il Fatto Quotidiano di oggi. Foto ANSA.)

La ‘Ndrangheta ha il controllo del territorio in Calabria. Lo Stato è praticamente assente. Gli italiani hanno perso la capacita di ribellarsi al sistema di potere criminale, mentre gli africani questa capacità hanno dimostrato di averla. Come impedire che il virus della rivolta si possa propagare sul resto della popolazione? Basta metterli in guerra gli uni contro gli altri. Questo sta succedendo a Rosarno, una guerra fra poveri. Una guerra aizzata dalle cosche, che ha trovato terreno fertile in una società governata da una classe politica che ha costruito buona parte del consenso facendo leva sull’odio razziale.

Vedo mafia dappertutto? Può darsi, ma in una cloaca è naturale vedere solo merda, così come è anche vero che a forza di vedere solo di quella si rischia l’assuefazione.

Segnalazioni:

Sunday, October 4th, 2009

“Verità e potere non coincidono mai” (Roberto Saviano)

I servi li riconosci anche quando li senti ripetere a pappagallo gli argomenti del padrone. Ad esempio quelli che sostengono che il problema della libertà di stampa non esiste, perché altrimenti Santoro non avrebbe potuto mandare la D’Addario in prima serata. Dimenticano ovviamente di aggiungere che hanno fatto di tutto per bloccare tale trasmissione e stanno facendo di tutto per mandare a casa sia Santoro che Annozero.

Ma il problema della libertà di stampa non si esaurisce certo al caso Annozero (un programma con pregi e difetti), o Report, o altro. Il problema è storico, a cominciare dal controllo della televisione pubblica da parte del potere politico. L’avere in seguito concesso ad un soggetto singolo il monopolio delle Tv private ha peggiorato la situazione. L’elezione del medesimo soggetto privato (che avrebbe dovuto essere ineleggibile) alla presidenza del consiglio per ben tre volte, è stata devastante. È tutto davanti ai nostri occhi. Nel mondo della politica e dell’informazione, in un sistema del genere, il servilismo e la ricattabilità diventano le qualità principali per ottenere promozioni e fare carriera. Il problema non si limita perciò ai professionisti che vengono epurati perché senza padroni, il problema è principalmente legato alla conseguente invasione dei servi nei posti di potere.

Tuesday, August 4th, 2009

Le scuse del Pecorella

Filed under: Don Peppino Diana, Gaetano Pecorella, Mafia, Roberto Saviano
Written by: mazapegul @ 10:57 pm

saviano_dianaPecorella infanga Don Peppino Diana – sacerdote ucciso per il suo impegno contro i clan camorristi – e poi si scusa. Come se il Pecorella non avesse detto ciò che pensa. Per chi nutrisse dubbi sui gusti dell’avvocatello del berlusca, ricordo che fra i suoi clienti spicca il nome di Nunzio De Falco, condannato in Appello come mandante dell’omicidio del sacerdote. Il simpatico onorevole avvocato oggi è il presidente della commissione d’inchiesta sui rifiuti, uno dei più grossi business del clan dei Casalesi, ma guarda te a volte le coincidenze. Come se non bastasse, l’omuncolo ha coraggiosamente querelato per violazione della privacy (poverello) due persone che hanno osato porgli domande su tali questioni. Della serie: “Io so io, voi non siete un cazzo”.

È evidente che il Pecorella ha un livello di compatibilità con gli incarichi pubblici pari alla merda nei pantaloni. Le sue scuse sono ancora più offensive delle sue calunnie.

Sunday, April 5th, 2009

Quando la verità e insostenibile

saviano.jpgSegnalo questa interessante riflessione postata da Piero Ricca, a proposito del caso Roberto Saviano. Nell’articolo in questione, che consiglio di leggere per intero, Piero evidenzia il fatto che Saviano “racconta in modo incisivo il far west della mafia campana e il suo contesto. Ma qui si ferma. Non racconta le complicità della politica e della finanza, i nomi e i meccanismi del potere in doppiopetto. [...] Ma fermarsi al far west è un limite al racconto della verità e rischia di favorire, contrariamente alle intenzioni del giovane scrittore, una visione distorta del fenomeno, efficace nel portare consenso al sistema mediatico e politico dominante. L’esatto contrario di quel che ha fatto Roberto Scarpinato nel suo saggio intitolato Il ritorno del principe (Chiarelettere), che analizza la struttura criminale del potere italiano e, pur avendo venduto bene, non è diventato un fenomeno mediatico clamoroso.“.

Segue il mio commento:

Ho pensato anch’io a questa cosa e mi trovo d’accordo con l’analisi di Piero. C’è tuttavia una differenza sostanziale fra il racconto di Saviano e quello di Scarpinato: il primo è sostenibile, il secondo no. Non è solo un problema di informazione imbavagliata. Ci sono situazioni reali, raccontate con grande chiarezza ne “Il Ritorno del Principe”, che sono di difficile, se non impossibile, assimilazione per il grande pubblico. Faccio un esempio: la maggior parte delle persone rifiutano, anche a livello inconscio, di accettare che un pluri-presidente del consiglio (che si reca tutti i giorni in chiesa a pregare, amico di vescovi e cardinali, che gode di grande popolarità, rispettabile padre di famiglia, ecc.) possa essere stato complice di sanguinarie organizzazioni criminali, o addirittura mandante di omicidi eccellenti. Anche se il fatto fosse ampiamente accertato e i mass-media riportassero la verità, per la maggioranza delle persone verrebbe più “naturale” liquidare il tutto in questo modo: “non è possibile, non può essere vero”. Certe verità sono all’apparenza inverosimili, accettarle significherebbe mettere drasticamente in discussione la storia recente del proprio paese. Significherebbe anche mettere in discussione questioni su cui magari si è creduto per tutto il corso di una vita. Alla fine sono pochissime le persone dotate di un tale spirito di autocritica. È la stessa ragione per cui è così difficile liberarsi dei fantasmi del fascismo e del comunismo, o anche semplicemente dei concetti di destra e sinistra, che nella realtà odierna sono privati del loro senso originario.

In ogni caso rimane intatta la mia stima per Saviano. Ci sono casi in cui le cose puoi farle funzionare fino ad un certo punto, se provi a spingerle oltre è facile che smettano di funzionare del tutto.

Saturday, October 18th, 2008

Maroni vergognati!

Filed under: Libri, Mafia, Roberto Maroni, Roberto Saviano
Written by: mazapegul @ 9:12 am

gomorra.jpg Lo scrittore Roberto Saviano, autore di “Gomorra“, condannato a morte insieme alla sua scorta dalla camorra casalese, ha annunciato l’intenzione di trasferirsi all’estero per un periodo indeterminato.

Il Ministro dell’Interno Roberto Maroni si augura che Saviano non lasci il paese e aggiunge: “[Saviano] E’ un simbolo ma non è il simbolo. La lotta alla criminalità organizzata la fanno poliziotti, carabinieri, magistrati, imprenditori che sono in prima linea ma non sulle prime pagine dei giornali [...] Non è da oggi che si combatte la camorra, lo si fa da sempre in silenzio. Al di là della risonanza mediatica e della vicenda personale di Saviano la lotta alla criminalità organizzata si fa quotidianamente da parte di tutte le forze dello stato, sempre più con il coinvolgimento dei cittadini“. (fonte Repubblica.it)

Possibile che il Ministro non trovi niente di meglio da fare invece di innescare assurde polemiche su chi sia “un simbolo” anziché “il simbolo“? Chi ha mai detto il contrario? Cosa c’entra “il silenzio” e la “risonanza mediatica“?

Pensavo che la risonanza mediatica fosse soprattutto una rogna per il sistema camorra, ora devo constatare che anche per il Ministro Maroni è un problema.

Per quanto mi risulta gran parte dei concittadini di Saviano hanno già preso le distanze (per non dire di peggio) dall’autore di “Gomorra”, colpevolizzando chi denuncia i crimini anziché gli assassini. Adesso a prendere le distanze è un’alta carica dello Stato. La sortita di Maroni è apparentemente priva di senso, ma delle conseguenze le avrà.

(photo by AdrianoIt)

Thursday, January 10th, 2008

Lombardia e Veneto enunciano: “TIÈ!”

Filed under: Emergenza rifiuti, Politica, Roberto Saviano
Written by: mazapegul @ 5:57 pm

nordmonnezza.jpgUndici regioni hanno dato la loro disponibilità ad accogliere i rifiuti campani. La Lombardia (presidente Roberto Formigoni) ed il Veneto (presidente Giancarlo Galan) hanno detto no. Le due regioni che avrebbero maggiormente contribuito a sommergere di rifiuti – tossici e non – la Campania, ora si rifiutano di collaborare per affrontare la drammatica situazione. Mi sembra logico, a loro piace cagare in casa degli altri a basso costo, arricchendo il sistema camorristico, e ci aspettiamo che gradiscano la merda indietro?

Dal momento che questa è una emergenza, il governo dovrebbe imporre la distribuzione dei rifiuti anche in quelle regioni, e cacciare i funzionari pubblici che non si prendono le loro responsabilità.

Articoli di approfondimento:

- Imprese, politici e camorra, ecco i colpevoli della peste, di Roberto Saviano.
- Camorristi avanti, c’e’ posto, di Patton.

Tuesday, January 8th, 2008

Gomorra – Roberto Saviano

Filed under: Libri, Mafia, Roberto Saviano
Written by: mazapegul @ 11:34 pm

gomorra.jpgUn’opera letteraria di questo tipo dovrebbe almeno aiutarti a capire le cose. Questa opera in particolare, oltre a farti capire le cose, ti prende alla bocca dello stomaco. Ti provoca un senso di nausea senza possibilità di sfogo. Infine ti mette un senso di colpa, per il solo fatto di appartenere alla razza umana. Leggetelo se non lo avete ancora fatto.

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