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Wednesday, August 25th, 2010

Anche Berlusconi ha fatto qualcosa di buono!

Beppe Del Colle, editorialista di Famiglia Cristiana:

La discesa in campo di Berlusconi ha avuto come risultato quello che nessun politico nel mezzo secolo precedente aveva mai sperato: di spaccare in due il voto cattolico (o, per meglio dire, il voto democristiano). (da Famiglia Cristiana del 25 agosto 2010)

Un ottimo risultato direi. Un gregge di pecore è unito, quando si divide è segno che qualcuno ha iniziato ad usare il cervello. Per una tribù l’unità religiosa è anche una questione di sopravvivenza. Ma una grande nazione che si vuole “civilizzata” dovrebbe essere fondata sul senso civico dei suoi cittadini (che è il senso della Costituzione). Un gruppo religioso unito e dominante che risponde ad un capo, tende ad imporre il suo moralismo alla collettività, sancendo così l’inizio dei problemi. È anche un fardello, pronto per essere strumentalizzato dal primo ducetto che si presenta sul mercato. Perciò ribadisco: la divisione dei cattolici, se è vera, è una buona notizia. Anche se non c’era bisogno del manganello del Berlusca per arrivarci.

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Tuesday, May 25th, 2010

È la classe politica che ha gli italiani che si merita

Filed under: Elio Germano, Informazione, Politica, Regime, Roberto Scarpinato
Written by: mazapegul @ 6:56 pm

Elio Germano a Cannes:

“Siccome la nostra classe dirigente rimprovera sempre al nostro cinema di parlare male della nostra nazione dedico il premio all’Italia e agli italiani che fanno di tutto per rendere l’Italia un paese migliore nonostante la loro classe dirigente”. (Repubblica.it)

Ogni popolo ha il governo che si merita“, è il tipico luogo comune di chi ha gettato la spugna. Un luogo comune che fa tanto comodo al potere. Io sono d’accordo con Elio Germano e Roberto Scarpinato, in realtà è vero il contrario, è la classe politica che ha gli italiani che si merita, avendoli plasmati a propria immagine e somiglianza col controllo militare dei media e della cultura, che ha “azzerato la memoria collettiva”.

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Sunday, October 18th, 2009

Piero Grasso, procuratore antimafia dei pecorai

Piero Grasso ha appena ammesso che la trattativa mafia-stato c’è stata. Per conoscere meglio il personaggio riporto un estratto dal libro “Il ritorno del principe” (edizioni Chiarelettere) di Roberto Scarpinato (procuratore aggiunto presso la Procura antimafia di Palermo) e Saverio Lodato:

[...] Che il nuovo procuratore [Piero Grasso, n.d.r.] intendesse segnare una discontinuità dalla stagione precedente [Gian Carlo Caselli, n.d.r.] era apparso chiaro da una serie di segnali inequivocabili. [...] Mi limito a indicarne solo alcuni di pubblico dominio:

- La mancata controfirma dell’appello avverso all’assoluzione di Andreotti in primo grado;

- Le ripetute prese di distanza sulla stampa dai precedenti processi mafia-politica, sviliti come «processi spettacolo inutili contro la mafia», «processi deboli, seppur spettacolari». Dichiarazioni queste che non solo screditavano il passato, ma, soprattutto, delegittimavano i sostituti procuratori che in quei frangenti erano impegnati quotidianamente in udienza a portare avanti dibattimenti contro imputati eccellenti in processi iniziati prima dell’arrivo di Grasso e che erano soggetti a continui attacchi da parte di un certo mondo politico;

- La lenta emarginazione dei magistrati che erano stati protagonisti della precedente stagione, mediante una gestione accentrata delle informazioni. Di fatto viene largamente svuotato il principio cardine del pool antimafia: la circolazione e la socializzazione delle informazioni processuali. Principio che Falcone, dopo l’amara esperienza personale vissuta proprio alla Procura di Palermo alla fine degli anni ottanta, aveva insistito perché venisse tradotto in una specifica norma di legge.

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Tuesday, September 1st, 2009

Roberto Scarpinato: “La Mafia non è quella dei film”

Filed under: Mafia, Roberto Scarpinato
Written by: mazapegul @ 10:13 pm

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Tuesday, August 11th, 2009

La Criminalità del Potere

Filed under: Informazione, Mafia, Roberto Scarpinato, Video
Written by: mazapegul @ 9:50 pm

Questo paese non si può permettere di guardare dentro alla propria storia.” (Roberto Scarpinato)

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Tuesday, June 9th, 2009

Resistenza civile

scarpinato_stragi.jpgBerlusconi non è il potere, è solo un ingranaggio del potere, quello più esposto. Credo che per comprendere appieno la politica e le ragioni del Cavaliere sia necessario elencare la lunga sfilza delle persone che lo tengono sotto ricatto, a cominciare da Marcello Dell’Utri (condannato in primo grado a 9 anni per concorso esterno in associazione mafiosa). Si tratta di persone che se iniziassero a parlare sarebbero in grado di sotterrare l’impero berlusconiano nel giro di una mezza giornata. Il Cavaliere lo sa ed è perciò obbligato a portare avanti politiche favorevoli ai suoi ricattatori più i relativi amici, utilizzando tutto il potere di cui dispone senza esclusione di colpi. La lista dei potenziali ricattatori è di varia natura, non è escluso che possa includere persino showgirl minorenni.

Perché il Pd non ha fatto e non farà vera opposizione? Qualcuno vorrebbe far credere che siano scemi, ma le cose non stanno esattamente così. Il fatto è che molti dirigenti del Pd sono compromessi con lo stesso sistema di potere, la vera opposizione non è perciò una strada praticabile senza causare seri dolorini interni e bagni di sangue.

Questo è grosso modo l’andazzo della cosiddetta Seconda Repubblica, che ha causato un progressivo impoverimento/imbarbarimento della vita politica del paese. Gli schieramenti politici principali sono stati svuotati dei veri contenuti politici/ideologici, e parlano ormai la stessa lingua. In questo contesto i concetti di destra e sinistra sono privati del loro senso originario. L’Italia vive una situazione di emergenza democratica che negli ultimi 15 anni è andata peggiorando in modo preoccupante.

Mi sembra evidente che una situazione di questo genere non può essere fronteggiata con un bipolarismo rimpastato che coinvolga le medesime forze politiche che sono causa dell’emergenza stessa. Dovrebbero piuttosto unirsi tutti quegli uomini e donne che si riconoscono nei principi fondamentali della Costituzione e che sono ancora disposti a difenderli con le unghie. A prescindere dell’orientamento politico e religioso. L’unica via d’uscita è che prenda corpo un vera e propria Resistenza civile.

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Monday, May 25th, 2009

Forza mafia

Filed under: Mafia, Roberto Scarpinato
Written by: mazapegul @ 5:17 pm

scarpinato_marsala.jpgMentre la nazione si trastulla con culetti e veline presidenziali, alla procura di Palermo viene revocata la password per accedere ai conti correnti dei boss mafiosi, perdendo così l’occasione per sequestrare miliardi a Cosa Nostra. (fonte: Black-out sui conti dei mafiosi, IlSole24Ore)

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Sunday, April 5th, 2009

Quando la verità e insostenibile

saviano.jpgSegnalo questa interessante riflessione postata da Piero Ricca, a proposito del caso Roberto Saviano. Nell’articolo in questione, che consiglio di leggere per intero, Piero evidenzia il fatto che Saviano “racconta in modo incisivo il far west della mafia campana e il suo contesto. Ma qui si ferma. Non racconta le complicità della politica e della finanza, i nomi e i meccanismi del potere in doppiopetto. [...] Ma fermarsi al far west è un limite al racconto della verità e rischia di favorire, contrariamente alle intenzioni del giovane scrittore, una visione distorta del fenomeno, efficace nel portare consenso al sistema mediatico e politico dominante. L’esatto contrario di quel che ha fatto Roberto Scarpinato nel suo saggio intitolato Il ritorno del principe (Chiarelettere), che analizza la struttura criminale del potere italiano e, pur avendo venduto bene, non è diventato un fenomeno mediatico clamoroso.“.

Segue il mio commento:

Ho pensato anch’io a questa cosa e mi trovo d’accordo con l’analisi di Piero. C’è tuttavia una differenza sostanziale fra il racconto di Saviano e quello di Scarpinato: il primo è sostenibile, il secondo no. Non è solo un problema di informazione imbavagliata. Ci sono situazioni reali, raccontate con grande chiarezza ne “Il Ritorno del Principe”, che sono di difficile, se non impossibile, assimilazione per il grande pubblico. Faccio un esempio: la maggior parte delle persone rifiutano, anche a livello inconscio, di accettare che un pluri-presidente del consiglio (che si reca tutti i giorni in chiesa a pregare, amico di vescovi e cardinali, che gode di grande popolarità, rispettabile padre di famiglia, ecc.) possa essere stato complice di sanguinarie organizzazioni criminali, o addirittura mandante di omicidi eccellenti. Anche se il fatto fosse ampiamente accertato e i mass-media riportassero la verità, per la maggioranza delle persone verrebbe più “naturale” liquidare il tutto in questo modo: “non è possibile, non può essere vero”. Certe verità sono all’apparenza inverosimili, accettarle significherebbe mettere drasticamente in discussione la storia recente del proprio paese. Significherebbe anche mettere in discussione questioni su cui magari si è creduto per tutto il corso di una vita. Alla fine sono pochissime le persone dotate di un tale spirito di autocritica. È la stessa ragione per cui è così difficile liberarsi dei fantasmi del fascismo e del comunismo, o anche semplicemente dei concetti di destra e sinistra, che nella realtà odierna sono privati del loro senso originario.

In ogni caso rimane intatta la mia stima per Saviano. Ci sono casi in cui le cose puoi farle funzionare fino ad un certo punto, se provi a spingerle oltre è facile che smettano di funzionare del tutto.

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Sunday, March 1st, 2009

Il ritorno del principe

Filed under: Francesco Campanella, Libri, Mafia, Politica, Roberto Scarpinato, Video
Written by: mazapegul @ 12:31 am

il_rirorno_del_principe.jpg

Dopo aver letto un libro come “Il ritorno del principe” (edizioni Chiarelettere) viene da chiedersi come si faccia a nutrire ancora qualche speranza. Beh, una speranza è data anche dal fatto che persone come Roberto Scarpinato esistono.
Si tratta di un testo fondamentale. Mai un libro è stato così chiaro, limpido, autorevole e spietato, nell’analizzare la criminalità del potere come elemento centrale della storia d’Italia.

Post precedenti:

Segnalazioni video:

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Tuesday, November 4th, 2008

La mafia è una montagna di merda

manure.jpgMarcello Dell’Utri: “L’Antimafia non è finita. C’è e ci sarà finché esiste la mafia ed è un bene. Credo, tuttavia, che, allo stato attuale, il rapporto tra costi e benefici sia assolutamente sproporzionato, soprattutto quando alcuni procuratori antimafia ‘fanno politica’” (fonte: Repubblica.it)

Grazie Macciello, il suo acuto pensiero non era un mistero per nessuno.

Ha ragione Roberto Scarpinato: la mafia militare (Cosa Nostra, Camorra, ecc.) sono un sottoprodotto del sistema di potere. La lotta contro le organizzazioni mafiose, ad opera della magistratura e delle forze dell’ordine, è inutile se non investe anche il sistema che le genera. Tali organizzazioni sono infatti in grado di riprodursi come prima e meglio di prima. È quello che è sempre accaduto in Italia almeno dal dopoguerra. I magistrati che hanno osato estendere le indagini ai piani alti, disturbando quel sistema di potere, sono stati insultati, calunniati, trasferiti, o uccisi. Da Borrelli a Caselli, da De Magistris alla Forleo, da Falcone a Borsellino. E tanti altri. Una eterna fatica di Sisifo, citando sempre Scarpinato.

Il Governo attualmente in carica non solo è inadeguato nella lotta contro questo cancro. Il Governo è complice. Non lo dimostrano solo certe dichiarazioni eccellenti, come quella di Dell’Utri di cui ho riportato uno stralcio qui sopra. Lo dimostra in modo ancora più palese il caso Nicola Cosentino (coordinatore regionale di Forza Italia, oggi Sottosegretario all’Economia nel Governo Berlusconi), il quale è stato accusato da 5 pentiti di camorra quale politico “a disposizione del Clan dei Casalesi”. Quali provvedimenti prende il Governo? Nessuno, anzi attacca i giornalisti che hanno rivelato l’imbarazzante inchiesta. Neanche l’opposizione sembra indignarsi più di tanto, a parte le solite molto circoscritte eccezioni. Intanto, nel dubbio, il Cosentino rimane al suo posto. Sappiamo già che, anche in caso di condanna, si sarà trattato del solito “teorema” della magistratura politicizzata.

Segnalazioni:

(photo by NIOSH – Nat Inst for Occupational Safety & Health)

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