Lettera a Romano Prodi in risposta all’editoriale “Un argine all’antipolitica“, di cui riporto un piccolo estratto:
Noi abbiamo voluto un partito vero, disciplinato da regole e che si configuri come organismo collettivo. Tutto il contrario di partiti oligarchici o personali. Abbiamo voluto un partito grande, a vocazione generale e con cultura di governo e proprio per questo in grado di respingere l’antipolitica, uno dei più gravi rischi che il sistema democratico può correre.
Egregio Presidente del Consiglio, ho letto con interesse il suo editoriale pubblicato su l’Unita.it il 10/10/2007. Pur apprezzando il coraggio e lo spirito di sfida che stanno alla base della fondazione del Partito Democratico, confesso di avere l’amaro in bocca.
Lei usa quel termine, “antipolitica”, di cui francamente si è un po’ abusato negli ultimi tempi. Mi sono sforzato di vedere dove si celasse questa antipolitica, quella da lei definita come “uno dei più gravi rischi del sistema democratico”, quella che in genere viene sommariamente associata al cosidetto popolo del V-day. Onestamente, a parte pochissimi casi isolati (ma non vorremo basare le nostre valutazioni su quelli, le pare?), io di antipolitica ne vedo poca. Quello che vedo è piuttosto un movimento sempre più vasto di persone calamitate da un forte senso civico, unite nella lotta per la giustizia e la legalità, contro l’ostentata impunità del ceto politico, per una società democratica con regole ferme e chiare per tutti. Altro che antipolitica!
Capisco che i vaffa di Grillo e certi sui metodi possano non piacere, ma chissenefrega. Il movimento non è nato con Grillo, lui ha funzionato come una specie di detonatore, è riuscito con la sua popolarità ad incanalare le energie grazie anche al blog. Il movimento era già nell’aria non dimentichiamolo, prima ci sono stati i Girotondi che chiedevano le stesse cose, quando ancora vigeva il famigerato governo Berlusconi.
Mi chiedo come sia possibile che il Pd, nelle persone dei suoi maggiori sostenitori e canditati per le primarie, non abbia neanche voluto ascoltarle queste voci. Perchè al contrario si è scelto di insultare queste persone, bollando ripetutamente il movimento come antipolitico e qualunquista. Non chiedo all’attuale governo Prodi di fare miracoli, basterebbe applicare un pochino il programma per cui è stato eletto. Basterebbe al limite un segnale chiaro ed inequivocabile che queste voci vengano finalmente considerate e prese sul serio, che venga data loro una risposta. Niente, nenche questo, si insiste imperterriti con la fantomatica lotta all’antipolitica. Una vera occasione mancata, un grave errore per questo “evento di portata storica per l’Italia”.
In bocca al lupo per il Pd.