Thursday, April 18th, 2013

Cane sta a uomo come Pd sta a Berlusconi

I soliti quattro dirigenti geniali del Pd si rifiutano di votare qualsiasi candidato del M5s, sbattendosene dei loro elettori e del destino del paese intero. Proporranno D’Alema o Prodi, cioè il primo col voto del mafioso di Arcore. Diranno che è colpa di Grillo perché (giustamente) non appoggerà nessuno dei due. Faranno il governissimo col mafioso medesimo e resteranno col culo sulla cadrega per 6/12 mesi. Col favore del tempo, e delle Tv del mafioso che snoccioleranno successi in serie, tutto verrà presto dimenticato e resteranno in sella per nuove ed eccitanti legislature. Spero di sbagliarmi.
In ogni caso questo è un appello agli elettori del Pd in buona fede: smettete di dare fiducia a quella risma di criminali.

Friday, December 4th, 2009

La testa bitumata continua ad avere consenso, chissà perché…

Molti si chiedono come sia possibile che Berlusconi abbia vinto le elezioni politiche per ben tre volte. Se lo chiede soprattutto la stampa estera. Io invece mi chiedo il contrario, come abbia fatto a perderle contro Prodi. È questo il vero mistero. I giretti in pullman sono anche simpatici, ma il controllo militare sui mezzi di informazione, specie sulle televisioni nazionali, è leggermente più efficace per costruire il consenso. È come se uno si presentasse in guerra con la fionda e l’altro con i carri armati, e nonostante ciò il Berlusca è riuscito pure a perdere un paio di volte.

Diffidate di quelli che sostengono che in Italia si rischia il golpe, perché il golpe c’è già stato. Quando è stato permesso ad una certa testa bitumata il dominio assoluto sui mezzi di informazione, prima quelli privati poi anche quelli pubblici, è stato legittimato il golpe. L’”opposizione” avrebbe dovuto vigilare, ma non lo fece. Al cotrario gli promisero che “non sarebbero state toccate le sue televisioni“.


Saturday, December 29th, 2007

Il voltagabbana di turno

Filed under: Lamberto Dini, Politica, Romano Prodi, Unione
Written by: mazapegul @ 11:42 pm

notablacksheep.jpgLamberto Dini persiste con gli ultimatum al governo Prodi: “Presenteremo un programma alternativo che dovrebbe essere accettato nella sua interezza. Se così non fosse, il nostro voto sarà negativo”.

Dini rapprenta si e no lo 0,00001% dell’elettorato. A seguirlo dovrebbero essere quei 5 o 6 senatori in croce, più che sufficienti per far cadere il governo. Vista la sua grande popolarità, Dini ha deciso di scrivere il suo programma personale alternativo – stracciando quello che aveva firmato prima di vincere le elezioni -, pretendendo che venga approvato dal governo “nella sua interezza”.

Tanti auguri e complimenti al signor Dini. Per il pregevole voltafaccia. Per i giorni contati al governo Prodi. Per il voto anticipato e per il bel regalo a Berlusconi. Spero almeno che il Cavaliere gli riservi una meritata poltroncina come ministro nel futuro governo. Ma non voglio pensare che sia già stata promessa, oltretutto Berlusconi non è certo il tipo da promesse simili.

Wednesday, November 21st, 2007

Servizio Mediaset

Filed under: Informazione, Mediaset, Politica, Rai, Romano Prodi, Silvio Berlusconi
Written by: mazapegul @ 10:20 pm

crocoset.jpg Giornalisti Rai in rivolta, finalmente! Un po’ a scoppio ritardato ma meglio tardi che mai. All’indomani dell’insediamento del partito azienda in viale Mazzini, a seguito della vittoria elettorale del 2001, la Rai venne calpestata ed umiliata senza esclusione di colpi. Il cavaliere, nella duplice veste di presidente del consiglio e proprietario dell’azienda concorrente, impose i suoi uomini in Rai, in una situazione di conflitto d’interessi talmente macroscopica che chiamare antidemocratica è ancora un eufemismo. Seguirono anni di scempio televisivo, fra intimidazioni, occultamenti di notizie, epurazioni di giornalisti scomodi, e quant’altro. A giudicare dal conseguente crollo degli indici d’ascolto e dalle devastanti intercettazioni pubblicate su Repubblica, avrebbero trasformato il servizio pubblico in una sorta di servizio Mediaset. Una situazione peraltro denunciata già da tempo da una piccola parte della stampa (vedi L’Unità di Colombo), puntualmente tacciata come demonizzatrice nei confronti del cavaliere anche dal centro-sinistra.

Questo episodio dimostra inoltre, se mai ce fosse stato il bisogno, che il leader dell’ex Casa della Libertà e del neo Partito della Libertà (o come cavolo lo vorranno chiamare), non sopporta ben volentieri ne’ il libero mercato ne’ la libera concorrenza. Preferisce agire indisturbato. Preferisce il monopolio e la prevaricazione. Un leader di centro-destra così insofferente alle regole di mercato lo si doveva ancora inventare.

Nel frattempo Prodi sembra essersi risvegliato, in una intervista sul quotidiano tedesco Sueddeutsche Zeitung si rammenta che il “monopolio mediatico” di Silvio Berlusconi è “un pericolo per la democrazia e di conseguenza deve essere corretto dalla legge”. L’eventuale legge sul conflitto d’interessi dovrebbe essere seguita a ruota dalla altrettanto necessaria riforma del servizio pubblico: via i partiti dalla Rai. Il momento è quello giusto, dopo che anche gli ex alleati del cavaliere sono stati da lui umiliati per bene (prima o poi doveva succedere), non dovrebbe essere difficile trovare anche intese più vaste. Sarebbe davvero imperdonabile per l’attuale governo non risolvere questa inaccettabile anomalia italiana, ora.

Wednesday, October 10th, 2007

Una occasione mancata

Filed under: Lettere, Politica, Primarie Pd, Romano Prodi, V-day
Written by: mazapegul @ 11:02 pm

Lettera a Romano Prodi in risposta all’editoriale “Un argine all’antipolitica“, di cui riporto un piccolo estratto:

Noi abbiamo voluto un partito vero, disciplinato da regole e che si configuri come organismo collettivo. Tutto il contrario di partiti oligarchici o personali. Abbiamo voluto un partito grande, a vocazione generale e con cultura di governo e proprio per questo in grado di respingere l’antipolitica, uno dei più gravi rischi che il sistema democratico può correre.

Egregio Presidente del Consiglio, ho letto con interesse il suo editoriale pubblicato su l’Unita.it il 10/10/2007. Pur apprezzando il coraggio e lo spirito di sfida che stanno alla base della fondazione del Partito Democratico, confesso di avere l’amaro in bocca.
Lei usa quel termine, “antipolitica”, di cui francamente si è un po’ abusato negli ultimi tempi. Mi sono sforzato di vedere dove si celasse questa antipolitica, quella da lei definita come “uno dei più gravi rischi del sistema democratico”, quella che in genere viene sommariamente associata al cosidetto popolo del V-day. Onestamente, a parte pochissimi casi isolati (ma non vorremo basare le nostre valutazioni su quelli, le pare?), io di antipolitica ne vedo poca. Quello che vedo è piuttosto un movimento sempre più vasto di persone calamitate da un forte senso civico, unite nella lotta per la giustizia e la legalità, contro l’ostentata impunità del ceto politico, per una società democratica con regole ferme e chiare per tutti. Altro che antipolitica!
Capisco che i vaffa di Grillo e certi sui metodi possano non piacere, ma chissenefrega. Il movimento non è nato con Grillo, lui ha funzionato come una specie di detonatore, è riuscito con la sua popolarità ad incanalare le energie grazie anche al blog. Il movimento era già nell’aria non dimentichiamolo, prima ci sono stati i Girotondi che chiedevano le stesse cose, quando ancora vigeva il famigerato governo Berlusconi.
Mi chiedo come sia possibile che il Pd, nelle persone dei suoi maggiori sostenitori e canditati per le primarie, non abbia neanche voluto ascoltarle queste voci. Perchè al contrario si è scelto di insultare queste persone, bollando ripetutamente il movimento come antipolitico e qualunquista. Non chiedo all’attuale governo Prodi di fare miracoli, basterebbe applicare un pochino il programma per cui è stato eletto. Basterebbe al limite un segnale chiaro ed inequivocabile che queste voci vengano finalmente considerate e prese sul serio, che venga data loro una risposta. Niente, nenche questo, si insiste imperterriti con la fantomatica lotta all’antipolitica. Una vera occasione mancata, un grave errore per questo “evento di portata storica per l’Italia”.
In bocca al lupo per il Pd.

Wednesday, September 26th, 2007

Grillo-tsunami affonda l’Unione

Filed under: Beppe Grillo, Politica, Romano Prodi, Silvio Berlusconi, Unione
Written by: mazapegul @ 9:47 pm

Ed i berluscones godono. Tanto al Governo Prodi cosa gli frega dell’ondata di scontento che ha devastato l’elettorato di centro-sinistra. “Quelli dicono vaffanculo, ma non è col vaffanculo che si risolvono i problemi!”, inveiscono all’unisono. Sprecano così clamorosamente l’ennesima occasione per ascoltare la gente. Ma loro sono fiduciosi, somministriamo ai cittadini un’altra bella dose di Governo Berlusconi, vedrai come torneranno ancora piangenti all’ovile, più numerosi di prima. Il Cavaliere è effettivamente una vera e propria garanzia per il centro-sinistra, 5 anni di un suo governo fanno miracoli sull’elettorato (primarie Unione 2005, 4.350.000 votanti, paganti!). Rimane solo un inquietante quesito: fino a quando sarà destinata a ripetersi questa giostra?

Monday, September 17th, 2007

V-day effetti collaterali

Filed under: Beppe Grillo, Politica, Romano Prodi, Silvio Berlusconi, V-day
Written by: mazapegul @ 6:23 pm

Appoggio sostanzialmente il movimento del V-day: le proposte di legge, la lotta all’illegalità, le critiche all’indulto e a tutte le promesse elettorali non (ancora) mantenute da questo governo. Ma la tentazione di sparare nel mucchio esiste, e spesso fa capolino. È a quel punto che il movimento perde il mio appoggio. Questi i punti principali su cui mi soffermo:

  • I politici *non* sono tutti uguali.
  • Lo stipendio ed i privilegi dei politici non sono *il* problema massimo del paese. Anche se, a chi fatica ad arrivare a fine mese, la cosa fa incazzare non poco.
  • La politica va risanata, ma non c’è nessun bisogno di “distruggere i partiti” tout court.

Prodi non è come Berlusconi. Il regime dell’ultimo governo Berlusconi non è stato come il governo Prodi (seppur aspramente criticabile). Ci sono diverse lunghezze di differenza. Certi attacchi indiscriminati a governo e politici sembrano invece allontanare nell’opinione pubblica la consapevolezza di tali radicali differenze. Il tutto a vantaggio del centro-destra ovviamente, infatti sia Berlusconi che Fini stanno già cercando di proporsi come la risposta al “comprensibile scontento dell’elettorato”. Solo che loro lo fanno a reti unificate, altro che blog. Qualcuno ricorda:

Il centro-destra è ancora lo stesso, del tutto incapace a farsi rappresentare da un leader qualificabile.

Tuesday, September 11th, 2007

Lettera a Romano Prodi

Lettera inviata a Romano Prodi a proposito del conflitto di interessi:

Gentile Presidente del Consiglio, Prof. Romano Prodi, le scrivo per ricordarle il preciso impegno elettorale che l’attuale maggioranza di governo si era presa in fatto di conflitto di interessi. Un cancro che soffoca il libero mercato, la libertà di informazione e la vita democratica del paese nel suo complesso. Dopo oltre un anno di governo, quello che allora sembrava essere considerato dalla sua coalizione come uno dei problemi prioritari del paese, non è ancora stato affrontato. Inutile ripetere il fatto che in nessuna democrazia occidentale vige una tale lacuna di regole democratiche, lei lo sa già, lo sanno tutti quelli che lo vogliono sapere. Sig. Presidente, consideri che una cospicua fetta di elettorato di centro-sinistra, o semplicemente di elettori che considerano inaccettabile la colizione di centro-destra così come si presenta allo stato attuale, non è disposta ad accettare un ennesimo “nulla di fatto” in tale materia. È prevedile che buona parte di questo elettorato, alimentato da una forte coscienza civile, sentendosi giustamente tradito, potrebbe rifiutarsi di esprimere ancora il proprio voto (la “quota degli indecisi”, come la chiamano oggi su Repubblica.it). Il paese verrebbe allora consegnato di nuovo nelle mani del sig. conflitto di interessi per eccellenza (ed affini), nella stessa situazione di giungla fuori controllo, per un’altra ondata di scempi di ogni genere. Le resposabilità allora non sarebbero da attribuirsi all’”antipolitica”, al “qualunquismo”, o ad altre insultanti sciocchezze da scaricare felicemente sull’elettorato. Le responsabilità ricadrebbero invece su questo governo che si è rifiutato di farla, la Politica. Ci pensi bene Presidente.

Distinti saluti.

Proposta di legge sul conflitto di interessi presentata in Senato da Furio Colombo.

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