Page 4 of 13« First...23456...10...Last »

Friday, March 13th, 2009

Uso criminoso

berga.jpgCapire cosa l’Unto dal Signore stia tramando è sempre stato molto semplice. È sufficiente ascoltare quel che dice. Ad esempio, quando accusa gli avversari politici di effettuare brogli, in realtà è lui che ne sta organizzando uno. Quando promette di non limitare in alcun modo la libertà degli individui, ha in mente la galera per i giornalisti e il regime militare. Quando lancia accuse di comunismo, è segno che si sta apprestando ad applicare metodi dittatoriali da regime sovietico, molti pesi (i suoi) e zero contrappesi.

Quando ha fatto cacciare dalla Rai due giornalisti più un comico per “uso criminoso del servizio pubblico”, in realtà si apprestava ad infiltrare i suoi uomini e donne nel servizio pubblico, per curare gli interessi della sua azienda dall’interno dell’azienza concorrente. Se nel Guinness dei primati esistesse la categoria di arrampicata sugli specchi per persone prive di sentimenti di vergogna, la Berga sarebbe un’ottima candidata.

Monday, March 2nd, 2009

Caro Franceschini, ora è troppo tardi per preoccuparsi di Berlusconi – Lettera aperta a Dario Franceschini

franceschini2.jpgLettera pubblicata su MicroMega.

Caro Franceschini, lei ha dichiarato di essere preoccupato se Berlusconi uscisse vincitore alle prossime elezioni Europee, invitando gli elettori a non astenersi dal voto: “quello che avverrebbe il giorno dopo è una cosa che può preoccupare tutti“. Guardi, per quello che mi è dato da sapere lei è una persona onesta e non è il responsabile di questa situazione, credo tuttavia che sia un po’ tardi per preoccuparsi.

Lei si era preoccupato quando venne approvata la legge Mammì, la legalizzazione della macchina propagandistica-diffamatoria-abusiva del Cavaliere? E quando Berlusconi scese in campo e vinse le elezioni grazie all’uso spietato di quella macchina, c’era da aspettarselo che prima o poi sarebbe successo, no? E quando si è reso conto che l’italiano medio diventava ogni giorno sempre più somigliante al partito azienda, alla filosofia del “tanto vale fare i furbi”? E quando si è reso conto che l’opposizione si è ritrovata con una fionda mediatica contro un’esercito di carri armati? E quando lo stesso esercito ha cacciato via le voci scomode dal servizio pubblico perché, visto che è pagato da tutti, dovrebbe dire solo ciò che fa comodo al Governo? E quando D’Alema nominò Mediaset patrimonio nazionale, e in seguito caldeggiò pure la possibilità per Berlusconi di diventare Presidente della Repubblica? E quando ha dovuto assistere allo sfregio continuo alla carta costituzionale, alle leggi vergogna, al continuo attacco alla magistratura con la schiena dritta, all’uso personale del parlamento per difendersi dai suoi processi e per difendere le sue aziende? E quando finalmente Veltroni ha smesso di parlare di conflitto d’interessi, smettendo pure di nominare il nome del maggior titolare del conflitto? E quando, all’ultima vittoria elettorale, Berlusconi venne accolto all’unanimità come il grande statista? E quando ha visto Veltroni lamentarsi di Di Pietro, dagli schermi del partito azienda (Canale 5)?

In tutti questi episodi, ed altri anche peggiori, io mi sono sempre preoccupato. Mi creda, ad un certo punto ci si rompe di darvi fiducia. Alla fine il centro-sinistra in questi ultimi 15 anni non ha fatto altro che legittimare, prevaricazione dopo prevaricazione, l’illustre mediocre imprenditore disperato e relativa banda. Votare il PD oggi significa legittimare questi governi criminali, e ricominciare daccapo questo circolo vizioso. Se invece il PD dimezzasse i voti è più probabile che gli inciucio boys verranno finalmente messi da parte. Oppure, meglio ancora, che si verifichino le condizioni per la nascita di un nuovo partito per il popolo dei senza partito. Mi auguro perciò che, gli elettori contro, votino per Italia dei Valori, o al limite che si astengano dal voto.

Saluti.

Thursday, February 12th, 2009

Scalfaro: “giorni di timore per la democrazia”

rabbit.jpg Oscar Luigi Scalfaro: “Ci rivolgiamo al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi con rispetto per la carica che ricopre e per dirgli, con pacatezza, presidente, la Carta vuole unire e non dividere, e chiedergli di non farci vivere giorni di timore per la patria e la democrazia [...] in questi giorni ci ha fatto preoccupare.” (fonte Repubblica.it)

Questa uscita di Scalfaro la trovo fantastica. Dopo tre governi di leggi vergogna e assalti spudorati alla Costituzione senza soluzione di continuità – ad opera del medesimo Presidente del Cosiglio – Scalfaro si dice preoccupato per la Costituzione. Ma con pacatezza. E’ un po’ come preoccuparsi della verginità dopo essere stati stuprati a ripetizione.

In realtà Scalfaro sa benissimo con chi ha a che fare, vuole solo evitare di innescare un serio scontro istituzionale. Che è poi la stessa preoccupazione della maggior parte del centro-sinistra. Ma è proprio questa paura che alla fine ha permesso al manipolo di criminali che sta al potere di rosicchiarsi il Paese e la sua Costituzione. Pezzo dopo pezzo.

Post precedenti:

(photo by Nick Devenish)

Monday, February 9th, 2009

Ma Berlusconi chi è?

pozzo.jpg

“Il potere non è nel consiglio comunale di Palermo. Il potere non è nel Parlamento della Repubblica. Il potere è sempre altrove. Lo Stato per me è la Costituzione e la Costituzione non esiste più.” (Leonardo Sciascia)

Berlusconi, dietro all’immagine del potente magnate, è in realtà un uomo che vive sull’orlo del baratro da oltre 15 anni, a cui è stato permesso di accedere per tre volte alla presidenza del consiglio per risolvere le proprie beghe giudiziarie e finanziarie. Ma chi glielo avrebbe permesso e in cambio di cosa?

Il potere economico/politico non è una persona, è un sistema, e quello italiano è la versione più criminale e predatrice che si possa trovare nei paesi occidentali. Questo potere è fortemente minacciato da frange del potere giudiziario, quello con la schiena dritta naturalmente. La minaccia è arrivata al suo apice durante il periodo di Mani Pulite. Il potere non tollera di essere intercettato e giudicato, esige di essere al di sopra della legge, mortificando e depredando in santa pace la vita e la ricchezza del paese, a scapito dei suoi (ignari) cittadini/telespettatori. L’esigenza prioritaria è perciò quella di subordinare il potere giudiziario. Nel Cavaliere è stata semplicemente individuata la figura ideale per eseguire il lavoro sporco. Il bellimbusto scelto per metterci la faccia. Quello esente dai sentimenti di vergogna.

Se da un lato è facile intuire perché il Cavaliere sia riuscito a circondarsi di così tanti sudditi (sudditi finché gli fa comodo, non dimentichiamolo), ci si chiede tuttavia perché vari esponenti di spicco del centro-sinistra abbiano salvato il Cavaliere in extremis in numerose occasioni. Ma è il loro avversario politico, cosa sono scemi? Qualcuno lo sarà senz’altro, ma non lo sono tutti. Il potere non è di destra o di sinistra, cattolico o laico. Il potere è trasversale. Così come è trasversale l’aspirazione del potere di essere al di sopra della legge. A questi esponenti del centro-sinistra, che in alcuni casi hanno già assaporato sulle chiappe i morsi della giustizia, non può che far comodo un Cavaliere al governo, almeno fino a quando non avrà completato lo sfregio alla Costituzione. E con questo si spiega perché nessuna delle leggi vergogna approvate dagli esecutivi berlusconiani sia stata cancellata dai governi di centro-sinistra, nonostante lo avessero promesso in campagna elettorale. Si spiega anche perché lo stesso centro-sinistra abbia alla fine legittimato il conflitto d’interessi del Cavaliere.

Segnalazione: “ORA BASTA!”. 21 FEBBRAIO A PIAZZA NAVONA CONTRO LA DITTATURA OSCURANTISTA

(photo by clickykbd)

Monday, January 5th, 2009

La resistibile ascesa del Cavaliere

dirtypigbutt.jpg

C’era una volta una azienda agricola, e dentro l’azienda c’era un maiale che smerdava nel porcile. Poi un giorno il maiale riuscì ad uscire dal porcile, ed iniziò a smerdare anche nell’aia. “Non è possibile che un maiale smerdi nell’aia”, si lamentarono i braccianti dell’azienda, “bisogna riportarlo nel porcile!”. “Calma, ci parlo io” disse il contadino, capo dell’azienda. E lo lasciò fare.

Non pago di ciò, il maiale iniziò a smerdare anche sotto il portico. Alcuni dei braccianti continuarono a lamentarsi ma con più veemenza. Altri iniziarono a farci l’abitudine. “Il maiale è patrimonio dell’azienda”, disse il contadino, “ci vuole il dialogo”.

Poi il maiale entrò in casa e smerdò sulle scale. I soliti erano sempre più insofferenti, gli altri si erano ormai abituati e convivevano con la merda. Il contadino lasciò fare anche questa volta.

Poi il maiale si sedette a tavola. Quelli che ormai si erano abituati agli escrementi, con riverenza, servirono il pranzo al maiale. Gli altri scapparono di casa e dichiararono guerra al maiale ed ai suoi servi. Il contadino lasciò fare pure questa volta, auspicando dialogo e serenità.

Poi il maiale, in preda al delirio di onnipotenza, prese i suoi servi e se li inculò, uno dopo l’altro. I servi si divertirono, ma il contadino questa volta alzò la testa e con indignazione accusò il maiale: “Basta, questo è troppo! Ma come ti permetti?!”. E con l’aiuto dei servi, il maiale si inculò anche il contadino.

(photo by Squid!)

Friday, January 2nd, 2009

Pelata o testa bitumata?

Filed under: Silvio Berlusconi, Sondaggi
Written by: mazapegul @ 7:01 am

berlupatina.jpgI sondaggi danno a Berlusconi un consenso plebiscitario intorno al 70%. Hanno infatti chiesto ad un migliaio di persone se preferiscono il Cavaliere con la pelata o con testa bitumata. Più della metà non hanno risposto. Il 70% di quelli che hanno risposto hanno optato per la seconda. Da qui è stato valutato il consenso dell’Unto dal Signore.

Thursday, January 1st, 2009

Bipartisan

messaggio_napolitano.jpgLa criminalità della classe dirigente è stata e rimane il primo problema del paese. Secondo una recente stima, mafia e corruzione gravano sulle tasche dei contribuenti per il 5% del prodotto interno lordo. Fiumi di denaro pubblico che foraggiano mafia e criminalità dei colletti bianchi. Con quali conseguenze? Sarebbe molto meglio se quei soldi finissero al macero.

I recenti scandali di corruzione in casa Partito Democratico cascano a pennello per il Cavaliere, che non perde certo l’occasione per incalzare sulla tanto sospirata riforma della Giustizia, cercando di raccogliere tanti più consensi possibili fra le fila del PD stesso (cosa che contribuirebbe anche alla distruzione definitiva del partito di Veltroni, meglio di così!).

In cosa consisterà la riforma della Giustizia dell’Unto del Signore è più che noto. L’intenzione è quella sottrarre alla magistratura il potere di avviare le indagini per riservarlo esclusivamente alle Forze di Polizia, la cui progressione in carriera, a differenza che per i magistrati, è sostanzialmente nelle mani di vertici governativi e, quindi, della politica. Ossia: subordinazione del potere giudiziario al potere politico. Per gli oligarchi della classe dirigente è giunta l’ora della soluzione finale, il regolamento dei conti: il potere non si tocca.

La crisi economica arriva come la manna dal cielo, la gente fatica ad arrivare a fine mese, cosa gli frega di queste menate sulla Giustizia? Men che meno del conflitto d’interessi. Peccato che le cose siano invece collegate.

In questo contesto si colloca il bel messaggio bipartisan di fine anno del Presidente. L’Italia ha bisogno di essere unita e serena. La classe dirigente più violenta e predatrice conosciuta in occidente – quella italiana – ha devastato un paese, ma il Presidente è accomodante, ci vuole il dialogo. Quelli che qualche volta si azzardavano a dire “no” – tipo Oscar Luigi Scalfaro – venivano sommersi di merda su base giornaliera dalla macchina diffamatoria del partito azienda. Napolitano non corre il rischio, tollera e firma tutto. Sulla stessa linea anche la cosidetta “opposizione”. È in questo modo che, pezzo dopo pezzo, si è finito per consegnare il paese nelle mani di criminali mafiosi.

Thursday, December 11th, 2008

Berlusconi dovrebbe abbassare i toni, parola di Bossi

Filed under: Licio Gelli, Politica, Silvio Berlusconi, Umberto Bossi
Written by: mazapegul @ 9:38 pm

bossi_dito.jpg Bossi che chiede a Berlusconi di abbassare i toni è la perfetta istantanea dell’alto profilo istituzionale di questo esecutivo. Il primo è il moderato che di tanto in tanto ci ricorda che dispone di “300 mila uomini armati pronti a marciare su Roma“. Il secondo è il giustiziofobo eversivo, che mette diligentemente in paratica i preziosi consigli del maestro Licio Gelli, e che rappresenta l’elettorato moderato di centro-destra del paese.

Wednesday, December 10th, 2008

Partito Democratico, che tristezza!

veltrofino.jpgFini invita l’opposizione al dialogo per la riforma sulla giustizia, Veltroni si dice interessato.

Ecco puntuale Veltroni che, nonostante le continue bastonate del Belrusca di ispirazione liciogelliana (persino sulla questione morale!), abbocca in men che non si dica alla prima carotina offerta. E’ il solito copione, un messaggio chiaro all’elettorato di centro-sinistra: “Andate con Di Pietro, noi non esistiamo più”. Ci si chiede tuttavia per quanto è destinato a durare questo spettacolo, dal momento che è particolarmente pietoso.

Ma come cazzo si fa a riformare la giustizia con un presidente del consiglio pluri-inquisito e pluri-prescritto. Uno che negli ultimi 15 anni ha inaurato una guerra personale eversiva contro la magistratura, ma non contro tutta si badi bene, solo contro quella piu’ sana e indipendente, si guarda bene dallo scomodare quella corrotta (il perché potremo farcelo spiegare da Previti). Uno che vanta amici eccellenti come Dell’Utri (co-fondatore di Forza Italia) che riversa in condizioni giudiziarie ancora più vergognose. Uno che vuole subordinare il potere giudiziario al potere esecutivo, un piccolo incentivo per l’ulteriore proliferazione di mafia e corruzione. Oltretutto la corruzione sistemica dilagante e impunita ha già messo in ginocchio l’economia della nazione. Non si capisce quale sarà il prossimo obbiettivo.

Questi dirigenti Pd “nati sotto ai cavoli”, invece di combattere a testa bassa contro l’ennesimo esecutivo vergogna berlusconiano, sono ancora li che abboccano alle “offerte” di dialogo. Non sembrano neanche più in grado di intendere e di volere. A meno di improbabili colpi reni, Veltroni non sopravviverà alle Europee 2009, sempre ammesso che ci arrivi. Il problema per il Pd è che quelli che ambiscono al trono sono anche peggio. Che tristezza.

(photo by PDCastenaso)

Thursday, December 4th, 2008

Caso Sky: l’economia sotto un regime

Filed under: Conflitto di interessi, Economia, Politica, Silvio Berlusconi, Sky
Written by: mazapegul @ 9:32 pm

sonda_corriere.jpg Il polverone sollevato con il caso Sky (raddoppio Iva agli abbonati Sky) è l’ennesimo fumo negli occhi per confondere le idee. Si è favellato di tutto: Berlusconi non sapeva, Mediaset sapeva, è una decisione giusta, è sbagliata, lo voleva anche Prodi, il conflitto d’interessi, ecc. Eppure il nocciolo della questione è molto semplice, e sempre il solito purtroppo: un Berlusca a capo del governo è come un elefante in un negozio di cristallo. In altre parole, non può neanche scoreggiare senza causare catastrofi. Ormai accusare il Cavaliere di conflitto d’interessi è come accusare un maiale di avere il naso sporco quando si ruzzola nella merda dalla mattina alla sera.

Io capisco gli ammiratori del Berlusca, sono un po’ come i fans delle rock star, apprezzano anche quando gli si scoreggia in bocca. Se si dovesse chiedere agli elettori se considerano compatibile agli incarichi di governo uno che possiede giornali, televisioni e quant’altro, tolto quel 20% di fans e qualche disinformato cronico, la stragrande maggioranza risponderebbe “no”. Sono assolutamente convinto di questo, date un’occhiata a cosa ha risposto il 70% di oltre 48.000 lettori di Corriere.it – che non sono certo tutti di sinistra – in un interessante sondaggio di qualche mese fa (vedi foto).

Page 4 of 13« First...23456...10...Last »

Powered by WordPress