Wednesday, April 23rd, 2008

La campagna elettorale è finita, via ai licenziamenti

Filed under: Alitalia, Il vergognoso, Politica, Silvio Berlusconi
Written by: mazapegul @ 9:12 pm

tail_section.jpgBerlusconi: “Salveremo Alitalia ma ci sarà una dolorosa riduzione del numero del personale“.

Il Santo Statista prima contribuisce – con le sue fantasiose cordate di famiglia e russe – a far scappare Air France per la disperazione. Poi chiede al terminale Governo Prodi 300 milioni di euro per fronteggiare l’emergenza Alitalia. Infine annuncia un imminente licenziamento di massa. La campagna elettorale è finita, ora passa all’azione. E non si è ancora insediato nel palazzo.

Friday, April 18th, 2008

Il vergognoso #2

Filed under: Il vergognoso, Politica, Silvio Berlusconi
Written by: mazapegul @ 10:13 pm

L’Unto del Signore colpisce ancora. Una giornalista russa ha posto una domanda fastidiosa a Putin, ospite del Cavaliere in Costa Smeralda. E cosa fa il nostro eroe neo eletto Presidente del Consiglio in piena conferenza stampa? Fa il gesto della mitraglietta e lo punta contro la giornalista. La malcapitata rimane di ghiaccio, poi scoppia in lacrime.

Si da il caso che nella Russia “libera” di Putin le epurazioni dei giornalisti scomodi vengono eseguite rispendo gli sventurati direttamente al creatore. Sono 15 i giornalisti che sono stati uccisi in Russia dal 2002 ad oggi (Anna Politkovskaya assassination).

Ma cosa cazzo gli gira in zucca sotto quella peluria sintetica?

Il video (per stomaci forti).

(foto repubblica.it)

Wednesday, April 16th, 2008

Il vergognoso #1

unita_20080415.jpg

Colgo l’occasione per inaugurare la nuova categoria “Il vergognoso“. Ogni volta che se ne presenterà l’evidenza cercherò di mettere in risalto le vergognosità del Cavalier Santità – e relativa banda – alle prese col terzo governo. Non mi prefiggo di beccarle tutte, non ho tutto quel tempo, ma almeno le più rilevanti.

L’Unto del Signore non ha fatto neanche in tempo ad insediarsi nel Palazzo che già attacca il quotidiano l’Unità dagli schermi di «Uno Mattina», per non meglio precisate accuse offensive per il “nuovo corso che rappresenta” (riferendosi forse al titolo “Torna Berlusconi, comanda Bossi“), indicando al Pd il bavaglio all’Unità quale condizione per il dialogo sulle riforme. Il neo vincitore delle elezioni, con tutti i mass-media dalla sua parte, non tollera l’unico giornale a tiratura nazionale che ancora si permette di dire la verità sul suo conto.

Da uno che continuamente si proclama paladino dei valori liberali, non c’è male” (Antonio Padellaro, direttore de l’Unità)

Tuesday, April 15th, 2008

Veltroni dovrebbe dimettersi

walter_veltroni.jpgBerlusconi ha vinto per vari motivi. Da un lato perché controlla, direttamente o indirettamente, l’informazione che conta. Ha avuto la possibilità di sparare balle su balle per denigrare gli avversari e farsi bello senza nessun contradditorio, sia nelle tv sue che in quelle di stato. Il popolo è popolo, si sa, è fesso per definizione. Non esattamente perché lo sono i singoli individui, ma perché lo è statisticamente come massa. Semplifico per rendere il concetto: se per vincere le elezioni è sufficiente smuovere un 4% di elettori “indecisi” (che diventeranno 8% di differenza), è evidente come diventi relativamente semplice ottenere una vittoria nelle attuali condizioni di regime mediatico. Questo può accadere in Italia così come in Germania, Francia, Stati Uniti, ecc. Le regole democratiche sull’antitrust ed il conflitto d’interessi non sono state inventate per rompere i coglioni, ma per rendere possibile un regime democratico. È ridicolo che nelle condizioni attuali il Pd salti fuori due giorni prima delle elezioni a denunciare le violazioni sulla par condicio. Come se a Berlusconi, una volta che ha vinto, gliene fregasse qualcosa.

Berlusconi ha vinto anche perché ha avuto un avversario, Veltroni, che a malapena l’ha nominato in campagna elettorale. Figuriamoci “attaccato”. Ha fatto una campagna elettorale a bassa voce, senza prendere una posizione netta sull’anomalia italiana. Senza dichiarare apertamente guerra alla prevaricazione dell’impero Berlusconiano, che calpesta sistematicamente le regole democratiche – cosa che ha fatto Di Pietro raddoppiando il consenso. Veltroni non ha voluto dire la verità su Berlusconi e si è fatto calpestare. Questa è una colpa.

Il buonismo di sinistra all’italiana ne esce malissimo per l’ennesima volta. Veltroni ha perso le elezioni, una sconfitta cocente e largamente prevedibile. Ora dovrebbe dimettersi.

Thursday, April 10th, 2008

Nel caso qualcuno non l’avesse ancora capita

strage via d'amelio

Marcello Dell’Utri:

“Il fattore Vittorio Mangano, condannato in primo grado all’ergastolo è morto per causa mia. Era malato di cancro quando è entrato in carcere ed è stato ripetutamente invitato a fare dichiarazioni contro di me e il presidente Berlusconi. Se lo avesse fatto, lo avrebbero scarcerato con lauti premi e si sarebbe salvato. A modo suo è un eroe”. (www.repubblica.it)

Segue il commento di Silvio Berlusconi:

«Sono d’accordo con lui [Dell'Utri, ndr.]», perché quando era in carcere ed era malato «i Pm gli dicevano che se avesse detto qualcosa su Berlusconi sarebbe andato a casa» e lui, invece «eroicamente non inventò mai nulla su di me». (www.corriere.it)

Vittorio Mangano, l’”eroe” in questione, era un noto boss mafioso con varie condanne sulle spalle – di cui una al carcere a vita – per i seguenti reati: traffico di stupefacenti, estorsione e duplice omicidio (niente meno!). Ora, viste le ultime dichiarazioni della romantica coppia di cui sopra, tutti quegli italiani a cui sta a cuore la prosperità ed il vigore delle mafie non avranno più alcun dubbio su chi votare.

Video: Le Fantastiche avventure di Marcello Dell’Utri… e Mangano

(foto: strage di Via D’Amelio, www.ilsole24ore.com)

Wednesday, April 9th, 2008

Appello agli astensionisti di sinistra, di Pancho Pardi

pancho.jpg

Tuesday, April 8th, 2008

Il quadretto

the_stomp.jpgIl fascio Ciarrapico, i fucili di Bossi, gli eroi di Dell’Utri (Mangano) e, naturalmente, il messia Berlusconi (per stomaci forti). Un quadretto grazioso e commovente. Il futuro governo d’Italia.

Monday, April 7th, 2008

Unzione e climax

Filed under: Elezioni, Elezioni 2008, Politica, Silvio Berlusconi
Written by: mazapegul @ 10:33 pm

banana_slug.jpgSecondo un sondaggio della CCNE sembra che l’Europa stia fremendo per vedere il Cavalier Unto dal Signore – quasi un Gesù – tornare di nuovo alla guida del Bel Paese. Cinque anni di governo più sette anni al quirinale. In totale fanno dodici anni di Cavaliere. Infine Senatore a vita. Sarebbbe il culmine. Mai visto niente di simile in nessun paese occidentale. Altro che la performance del kapò a Strasburgo. Quì la gente – che non vive in Italia – rischia di piegarsi dalle risate e non riprendersi più.

Saturday, March 29th, 2008

With a little help from a friend

falcone.jpg

Estratto dal libro “I Complici – Tutti gli uomini di Bernardo Provenzano da Corleone al Parlamento“, di Lirio Abbate e Peter Gomez, capitolo 9:

[...] Sono gli anni dei sequestri di persona (metà anni ’70, ndr.). L’Anonima sequestri, capitanata a Milano dal corleonese Luciano Liggio, mette a segno rapimenti su rapimenti. Avere in casa un uomo come Mangano (Noto criminale legato a Cosa Nostra, assunto da Berlusconi come stalliere, in seguito condannato all’ergastolo per omicidio, ndr.), abile col fucile e con le conoscenze giuste, è per tutti una garanzia di sicurezza. Come ulteriore assicurazione Berlusconi fa consegnare periodicamente a Cosa Nostra anche delle somme in denaro. Soldi che, secondo il tribunale, mettono tutto il gruppo imprenditoriale del futuro presidente del Consiglio al riparo dal rischio mafia.

I versamenti vanno avanti per quasi due decenni. Quando Mangano finisce in prigione il denaro passa per le mani di altri uomini d’onore: prima della famiglia di Villagrazia, quella a cui era affiliato Stefano Bontade, e poi di quella di Malaspina, il clan nel cuore di Provenzano. A fare da tramite, dice la sentenza, è quasi sempre Tanino Cinà, l’amico tintore di Dell’Utri.

La trafila dei soldi targati Biscione che, una volta arrivati nelle mani di Riina, sono suddivisi tra le varie cosche, non è ricostruita solo da una decina di pentiti. Di quel denaro parla anche un documento eccezionale: le agende sequestrate agli uomini d’onore del quartiere palermitano si San Lorenzo, in cui i mafiosi segnavano le entrate riguardanti la loro famiglia. In quelle pagine, in corrispondenza della voce «Can. 5 n. 8», si legge: «990 regalo 5.000». Traduzione del collaboratore di giustizia Giovan Battista Ferrante: dalla Fininvest nel 1990 sono arrivati, non come tangente ma come «regalo» (questa dicitura compare solo per il gruppo Berlusconi, e non per le altre imprese citate negli appunti), cinque milioni di lire. A partire da 1988, spiega Ferrante, le banconote giungevano a Palermo ogni sei mesi e finivano anche nelle casse del clan San Lorenzo perché in quel territorio sono collocate le antenne e la sede delle emittenti televisive del Cavaliere.

(Foto www.tuttocasarano.it)

Friday, March 28th, 2008

La gallina preventiva

Filed under: Brogli, Elezioni, Elezioni 2008, Politica, Silvio Berlusconi
Written by: mazapegul @ 9:28 pm

singing_chicken.jpgNon ci vuole molto per capire cosa nasconde o cosa si appresta a fare L’Unto di Arcore, lo svela lui stesso con le accuse che spara a destra e a manca. Come in questo caso: «[L'allarme brogli] è un pericolo che incombe ancora, c’è un’antica professionalità della sinistra» (Unita.it), dichiara Berlusconi, dopo che hanno arrestato due presidenti di seggio a Palermo per brogli. Guarda a caso entrambi esponenti dell’ex Cdl.

La gallina canta quando fa l’uovo. La testa asfaltata canta in previsione di fare l’uovo.

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