Caso Sky: l’economia sotto un regime
Il polverone sollevato con il caso Sky (raddoppio Iva agli abbonati Sky) è l’ennesimo fumo negli occhi per confondere le idee. Si è favellato di tutto: Berlusconi non sapeva, Mediaset sapeva, è una decisione giusta, è sbagliata, lo voleva anche Prodi, il conflitto d’interessi, ecc. Eppure il nocciolo della questione è molto semplice, e sempre il solito purtroppo: un Berlusca a capo del governo è come un elefante in un negozio di cristallo. In altre parole, non può neanche scoreggiare senza causare catastrofi. Ormai accusare il Cavaliere di conflitto d’interessi è come accusare un maiale di avere il naso sporco quando si ruzzola nella merda dalla mattina alla sera.
Io capisco gli ammiratori del Berlusca, sono un po’ come i fans delle rock star, apprezzano anche quando gli si scoreggia in bocca. Se si dovesse chiedere agli elettori se considerano compatibile agli incarichi di governo uno che possiede giornali, televisioni e quant’altro, tolto quel 20% di fans e qualche disinformato cronico, la stragrande maggioranza risponderebbe “no”. Sono assolutamente convinto di questo, date un’occhiata a cosa ha risposto il 70% di oltre 48.000 lettori di Corriere.it – che non sono certo tutti di sinistra – in un interessante sondaggio di qualche mese fa (vedi foto).


